Il mese di gennaio 2025 si è aperto con un periodo molto mite ed è terminato con un susseguirsi di perturbazioni da ovest, che hanno portato abbondanti nevicate specialmente nel Vallese, al Sud delle Alpi e in Engadina.

Due lunghi periodi di alta pressione hanno portato a temperature miti in tutta la Svizzera e tanto sole in montagna e al Sud. Nel frattempo, le basse quote nordalpine rimanevano sotto una coltre compatta di nebbia alta, che in alcune zone non si è dissolta per giorni.

Durante una prolungata situazione di sbarramento a Sud delle Alpi, la giornata del 13 marzo ha registrato alcuni temporali. Le schiarite sviluppatesi nel corso della giornata, insieme all’afflusso di una massa d’aria più fredda, hanno infatti favorito la destabilizzazione della massa d'aria e lo sviluppo dei primi fenomeni convettivi. In alcune zone, soprattutto del Sottoceneri, è stata rilevata grandine di piccole dimensioni, mentre in montagna si sono verificati abbondanti accumuli nevosi.

A metà mese di aprile si sono verificate delle forti precipitazioni nell’Alto Vallese. Questa situazione è stata caratterizzata dall’emissione di un’allerta di livello 5, il grado più alto per le allerte di MeteoSvizzera. Nella valle del Rodano si è verificato un fenomeno di isotermia e il limite delle nevicate si è abbassato fino al fondovalle, portando accumuli di neve eccezionali a tutte le quote.

Il mese di maggio si è aperto con condizioni di tempo soleggiato e insolitamente caldo, dovute a una persistente area di alta pressione iniziata a fine aprile. Le temperature hanno raggiunto valori pienamente estivi, favorendo uno sviluppo molto rapido della vegetazione e portando alla fienagione più precoce mai registrata dall’inizio delle osservazioni nel 1956.
Il 1° maggio è stato inoltre celebrato il 90° anniversario del centro regionale meteorologico di Locarno-Monti, attivo dal 1935.
Ricordiamo anche il 28 maggio, quando il crollo del ghiacciaio Birch ha seppellito il villaggio di Blatten nella Lötchental. La nostra stazione meteorologica è stata inondata qualche giorno dopo a seguito dell’esondazione del fiume Lonza.
Il mese di giugno al Sud delle Alpi si è aperto con un episodio temporalesco che ha fatto registrare quantitativi di pioggia giornalieri che hanno sfiorato i record in diverse stazioni.
Anche al Nord protagonisti sono stati i temporali: il 15 giugno, una linea di violenti temporali ha segnato la fine della prima ondata di caldo dell’estate 2025. Durante il suo passaggio a nord delle Alpi, il sistema temporalesco ha provocato forti raffiche di vento e grandine. A Neuchâtel è stata misurata una raffica di 140 km/h, stabilendo un nuovo record per la stazione.

Ma dov’è finita l’estate? È la domanda che molti si sono posti durante il mese di luglio 2025. Il tempo è risultato infatti più fresco e umido.
Il 24 luglio, con l’avvicinamento di una perturbazione in quota, una supercella ha colpito la regione del Luganese, portando forti raffiche di vento, pioggia e grandine.

Tra un inizio e una fine di mese piuttosto freschi, tra il 7 e il 18 agosto alle basse quote si è registrato un susseguirsi di giornate canicolari. A Lugano è stato registrato il secondo periodo di dieci giorni più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Il ritorno dei temporali ha poi posto fine all’ondata di caldo. L’estate meteorologica si è infine conclusa con il passaggio dell’ex-uragano Erin, che ha portato piogge intense, specialmente a sud delle Alpi.

Verso la fine di settembre un fronte freddo stazionario sulle Alpi ha portato forti precipitazioni temporalesche a sud delle Alpi, soprattutto in Ticino, dove in 24 ore sono stati misurati dai 120 ai 190 mm di pioggia. Alcuni fiumi si sono ingrossati, come si può osservare nella foto sottostante: a Chironico in Leventina il Ticinetto si è notevolmente ingrossato.

L’evento meteorologico principale del mese di ottobre è sicuramente stato il passaggio della tempesta Benjamin che ha interessato la Svizzera nordalpina il 23 ottobre. In pianura si sono registrate diffuse raffiche di vento superiori ai 100 km/h, a Bière una raffica di 111 km/h ha fatto segnare il record dall’inizio delle misurazioni nel 1993.

Il mese di novembre è iniziato sotto l’influsso di un’area anticiclonica, che ha garantito temperature piuttosto miti per il periodo di riferimento. La seconda metà del mese, invece, è stata più fresca, ma a sud delle Alpi le precipitazioni sono rimaste scarse. A nord delle Alpi, una serie di fronti freddi ha portato la neve fino in pianura, localmente anche in abbondanza grazie all’effetto lago.
Inoltre, sono stati pubblicati i nuovi scenari climatici CH2025, che aggiornano le previsioni sul futuro del clima in Svizzera.

Per concludere l’anno, il mese di dicembre è stato caratterizzato dalla presenza di una zona di alta pressione piuttosto stazionaria sulla regione alpina, che ha portato a tempo generalmente asciutto e soleggiato al Sud e in montagna, mentre le basse quote nordalpine sono rimaste sotto la nebbia. Qualche debole precipitazione si è verificata nella notte su Natale, con alcuni centimetri di neve fresca che sono caduti al di sopra dei 1000 metri circa.

Speriamo che questo riassunto meteorologico del 2025 vi sia piaciuto! Grazie mille per i vostri preziosi contributi alle osservazioni meteorologiche e per le splendide foto che ci avete mandato per il nostro calendario dell'Avvento.
Buon inizio 2026 a tutti e tutte!