Inversioni e inquinamento atmosferico

Come abbiamo visto, una delle condizioni indispensabili per la formazione di nebbia o nebbia alta è la presenza di un’inversione termica più o meno marcata. Al di sotto di essa aria fredda e umida rimane “intrappolata”, mentre al di sopra l’aria è secca e più calda. Ma l’inversione non intrappola solo l’aria fredda e umida, bensì anche le sostanze inquinanti (sotto forma gassosa, liquida o solida) che sono presenti nell’aria.

Ricordiamo che in meteorologia con “inversione termica”, o più semplicemente “inversione”, si indica una situazione in cui dell’aria calda sovrasta dell’aria fredda. Una situazione inusuale, in quanto di solito abbiamo fatto tutti l’esperienza che salendo di quota (per esempio con una funivia) la temperatura dell’aria solitamente diminuisce.

Normalmente, dunque, con l’aumentare dell’altitudine vi è un abbassamento della temperatura. Invece, in presenza di un’inversione siamo in presenza di uno strato in cui la temperatura aumenta con l’altitudine.

Nell'immagine di sinistra sono raffigurati in rosso l’andamento della temperatura e in verde l’andamento del punto di rugiada. Più le due curve sono distanti e più l’aria è secca. Quando le due curve invece si sovrappongono,  l’umidità relativa raggiunge il 100% e l’aria è satura. Immagine di destra: nello strato saturo si forma la nebbia alta (stratus), dal suolo fino al limite superiore dello strato a nebbia alta si possono sviluppare delle turbolenze che mischiano l’aria stagnante, ma senza riuscire a “rompere” l’inversione. Fonte: libro “Flugwetter” di K. H. Hack.

Particolarmente critiche sono le situazioni anticicloniche persistenti e con un’inversione che scende nettamente sotto la quota di 1000 metri. Se queste condizioni permagono per diverse settimane vi può essere un forte aumento delle sostanze inquinanti (soprattutto polveri fini, PM10). Mentre al di sopra dell’inversione l’aria rimane limpida e “pulita”.

Un caso molto interessante si verifica quando, pur in presenza di un’inversione termica persistente, vi è poca nebbia o nebbia alta: in questi casi la concentrazione di PM10 può raggiungere livelli paritcolarmente elevati. La radazione solare, infatti, mette in atto dei processi fotochimici che aumentano ancora di più la concentrazione delle sostanze inquinanti.

Il monitoraggio della qualità dell’aria è compito dei Cantoni. Su diversi siti cantonali sono disponibili i dati orari o giornalieri delle concentrazioi delle varie sostanze inquinanti. Per il Cantone Ticino i dati sono disponibili al seguente link:

http://www.oasi.ti.ch/web/dati/aria.html