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Quarto anno più caldo

Così come a livello nazionale, anche per il versante sudalpino l’anno 2025 è risultato il quarto anno più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1864. La deviazione dalla media del periodo di riferimento 1991-2020 è stata di +1,2 °C. A partire dal periodo preindustriale 1871-1900 la temperatura media annuale a sud delle Alpi è salita di 2,7 °C.

Fig. 1: Temperatura media annuale del versante sudalpino dal 1864 al 2025. La linea verde tratteggiata rappresenta la media del periodo di riferimento 1991-2020, la linea rossa l’andamento climatico, le linee rosse tratteggiate la relativa incertezza
Fig. 1: Temperatura media annuale del versante sudalpino dal 1864 al 2025. La linea verde tratteggiata rappresenta la media del periodo di riferimento 1991-2020, la linea rossa l’andamento climatico, le linee rosse tratteggiate la relativa incertezza (MeteoSvizzera)

Quasi tutti i mesi più caldi della media pluriennale

Anche nel corso del 2025 quasi tutti mesi dell’anno hanno fatto registrare temperature superiori alla norma 1991-2020. Mediata sull’intero territorio della Svizzera italiana, infatti, solamente la temperatura media di luglio è risultata inferiore alla norma (anomalia di -0,3 °C), mentre il mese di novembre ha fatto registrare una temperatura media in linea con il valore di riferimento. Anche la temperatura di ottobre è stata vicina alla media (+0,1 °C), mentre tutti gli altri mesi dell’anno hanno fatto registrare anomalie positive di almeno mezzo grado. Con un’anomalia di rispettivamente +3,7 e +2,6 °C i mesi più caldi rispetto alla media sono stati giugno e dicembre. Si è trattato del secondo mese di giugno e del terzo mese di dicembre più caldi mai registrato dall’inizio delle misure nel 1864.

Fig. 2: Anomalia della temperatura media dei mesi del 2025 a sud delle Alpi rispetto alla norma 1991-2020.
Fig. 2: Anomalia della temperatura media dei mesi del 2025 a sud delle Alpi rispetto alla norma 1991-2020. (MeteoSvizzera)

I periodi molto più caldi rispetto alla climatologia si sono verificati fra marzo e aprile, alla fine di aprile e alla fine di maggio, in gran parte di giugno, nella prima metà di agosto, nella seconda decade di settembre e in tutto il mese di dicembre. Giornate con temperature inferiori alla media si sono verificate invece nella parte centrale di marzo, a inizio maggio, in luglio, a fine settembre e a fine novembre.

Fig. 3: Andamento dell’anomalia della temperatura media giornaliera nel 2025 a Locarno Monti e a San Bernardino rispetto alla media del periodo di riferimento 1991-2020. Le barre blu denotano valori inferiori alla media, quelle rosse valori superiori ad essa. La riga continua mostra la media, le linee tratteggiate la deviazione standard. Le righe grigie mostrano i valori massimi e minimi mai registrati dall’inizio delle misure.
Fig. 3: Andamento dell’anomalia della temperatura media giornaliera nel 2025 a Locarno Monti e a San Bernardino rispetto alla media del periodo di riferimento 1991-2020. Le barre blu denotano valori inferiori alla media, quelle rosse valori superiori ad essa. La riga continua mostra la media, le linee tratteggiate la deviazione standard. Le righe grigie mostrano i valori massimi e minimi mai registrati dall’inizio delle misure. (MeteoSvizzera.)

Precipitazioni totali vicine alla media

Mediata su tutto il territorio sudalpino, la somma delle precipitazioni annuali del 2025 ha raggiunto il 97 % della media 1991-2020. L’anno scorso il totale annuale aveva raggiunto il 107 %, mentre fra il 2020 e il 2023 le precipitazioni erano risultate deficitarie, con il 2023 che era risultato il terzo anno meno piovoso dall’inizio delle misure nel 1901.

Nel 2025 a sud delle Alpi il mese più piovoso rispetto alla norma è stato gennaio, che ha fatto registrare il 186 % della precipitazione media pluriennale, seguito da settembre, con il 156 % della media. I mesi di marzo, aprile, luglio e agosto hanno visto precipitazioni totali attorno al 120 % della media, mentre negli altri mesi esse sono risultate inferiori al valore di riferimento. Particolarmente asciutti sono stati i mesi di ottobre, novembre e dicembre, in cui è caduta meno della metà della precipitazione media.

Fig. 4: Somma mensile delle precipitazioni mediate su tutto il territorio sudalpino per i mesi del 2025, rappresentata come percentuale della norma 1991-2020 (la norma corrisponde al 100 %)
Fig. 4: Somma mensile delle precipitazioni mediate su tutto il territorio sudalpino per i mesi del 2025, rappresentata come percentuale della norma 1991-2020 (la norma corrisponde al 100 %). (MeteoSvizzera.)

Le precipitazioni sono notoriamente molto variabili nello spazio e nel tempo. E infatti, anche il totale delle precipitazioni annuali mostra marcate differenze regionali. La regione più piovosa rispetto alla norma è risultata il Mendrisiotto, dove è stata accumulata fra il 120 e il 135 % della precipitazione media pluriennale, seguita dal Sottoceneri, dal Bellinzonese e dal Moesano (110-120 % della media). Spostandosi verso la Valposchiavo e soprattutto verso il Ticino nordoccidentale la somma totale delle precipitazioni diminuisce, fermandosi all’85-90 % della media.

Fig. 5: Distribuzione delle precipitazioni totali del 2025, rappresentata come percentuale della norma 1991-2020.
Fig. 5: Distribuzione delle precipitazioni totali del 2025, rappresentata come percentuale della norma 1991-2020. (MeteoSvizzera)

A sud delle Alpi la stazione che ha registrato più precipitazioni è stata quella di Sigirino nella Valle del Vedeggio, dove sono caduti 2540 mm, seguita da Scudellate (2213 mm), Robiei (2132 mm), Stabio (2126 mm), Ponte Tresa (2083 mm) e Morbio Superiore (2047 mm). Il fatto che Robiei e Stabio abbiano misurato quantitativi annuali simili ma, come menzionato sopra, anomalie dalla media completamente diverse può dare un’idea della grande variabilità spaziale delle precipitazioni a sud delle Alpi. In accordo con la climatologia, con meno di 1300 mm le stazioni che hanno misurato meno pioggia sono invece quelle grigionesi della Valposchiavo.

A Stabio il 2025 è risultato il sesto anno più piovoso dall’inizio delle misure nel 1982, a Crana-Torricella e Scudellate il nono più piovoso (inizio delle misure rispettivamente nel 1961 e nel 1974), per Bellinzona e Morbio Superiore il decimo (inizio misure nel 1959 e 1974).

Soleggiamento superiore alla media

Così come sull’insieme del Paese, anche a sud delle Alpi il numero totale di ore di sole del 2025 è stato superiore al valore di riferimento 1991-2020. A Lugano e a Locarno Monti la somma del numero di ore di sole ha raggiunto il 105 % del valore di riferimento.

Fig. 6: Somma annuale del numero di ore di sole del 2025 in Svizzera, rappresentato come percentuale della norma 1991-2020.
Fig. 6: Somma annuale del numero di ore di sole del 2025 in Svizzera, rappresentato come percentuale della norma 1991-2020. (MeteoSvizzera.)

Un anno in linea con le attese

Nel contesto del forte cambiamento climatico in atto, non sorprende che anche il 2025 sia risultato nel complesso molto caldo, soprattutto per la presenza di lunghi periodi più caldi della norma indipendentemente dall’occorrenza di nuovi primati di temperatura. Anche il regime delle precipitazioni è risultato in linea con le proiezioni dei modelli climatici, con periodo piuttosto asciutti alternati a precipitazioni abbondanti.

Inverno mite con precipitazioni abbondanti in gennaio

A sud delle Alpi la stagione invernale 2024/25 è risultata l’ottava più mite dall’inizio delle misure nel 1864. Lo scarto dalla media 1991-2020 è stato di +1.5 °C. Le precipitazioni sono risultate abbondanti in gennaio. Tutte le 38 stazioni di misura della precipitazione sudalpine, sia manuali sia automatiche, hanno registrato un quantitativo mensile superiore alla norma e per ben 27 stazioni esso è stato superiore al doppio del quantitativo atteso in questo mese, per Magadino / Cadenazzo, Soglio, Biasca e Cavaglia addirittura superiore a due volte e mezzo questo valore. 19 stazioni hanno registrato un accumulo totale mensile che rientra fra i dieci più elevati mai registrati nel mese di gennaio.

In gennaio in montagna, indicativamente oltre i 1000-1400 metri, le nevicate sono state relativamente frequenti e abbondanti, anche se non sono stati misurati nuovi primati. In febbraio il manto nevoso presente al suolo oltre i 1300-1600 metri risultava quindi spesso superiore alla norma 1991-2020, per raggiungere i massimi stagionali nel successivo mese di marzo.

Fig. 7: Andamento dell’altezza della neve al suolo a San Bernardino durante la stagione invernale 2024/25 (linea rossa) e distribuzione climatologica 1991-2020. La linea grigia rappresenta la mediana, le sfumature alcuni percentili come indicato.
Fig. 7: Andamento dell’altezza della neve al suolo a San Bernardino durante la stagione invernale 2024/25 (linea rossa) e distribuzione climatologica 1991-2020. La linea grigia rappresenta la mediana, le sfumature alcuni percentili come indicato. (MeteoSvizzera.)

Quarta primavera più mite

A sud delle Alpi la stagione primaverile 2025, che comprende i mesi di marzo, aprile e maggio, è risultata la quarta più mite dall’inizio delle misure nel 1864. Lo scarto dalla media 1991-2020 è stato di +1.1 °C. Il mese primaverile più mite rispetto alla media pluriennale è stato aprile, con una temperatura media mensile di 2,1 °C superiore alla media, mentre marzo e maggio hanno fatto registrare uno scarto dalla norma inferiore, di rispettivamente +0,8 e +0,6 °C. Le temperature medie giornaliere sono risultate generalmente superiori alla norma. I giorni più freschi della media si sono verificati soprattutto fra il 9 e il 22 marzo, attorno alla metà di aprile e fra il 5 e il 10 maggio.

Mediato su tutto il territorio sudalpino, il totale delle precipitazioni della stagione primaverile è risultato pari al 111 % della norma 1991-2020, ma con importanti differenze regionali. La primavera è risultata più piovosa della media sul Ticino centro-meridionale, dove le precipitazioni hanno raggiunto e superato il 150 % della norma 1991-2020, nel Moesano e in Valposchiavo. La somma mensile delle precipitazioni di marzo è risultata superiore alla media soprattutto sul Mendrisiotto, dove ha raggiunto il 205 – 230 % del valore di riferimento. La somma delle precipitazioni di aprile è stata determinata in larga misura dalla depressione Hans, che fra il 15 e il 18 aprile ha interessato specialmente la parte occidentale della Valle Maggia e le Centovalli al confine con il Piemonte. In maggio la somma delle precipitazioni ha mostrato importanti differenze regionali: mentre sul Ticino centromeridionale, sul Moesano e in Valposchiavo è piovuto più della norma, con valori fino al 170 – 180 % della norma 1991-2020, sul Ticino nordoccidentale non è stato superato il 60 % circa della precipitazione media pluriennale. A Lugano fra il 4 e l’8 maggio sono stati misurati 225.2 mm, valore più elevato per quanto riguarda la somma di pioggia su 5 giorni.

Fig. 8: Somma delle precipitazioni della primavera 2025, rappresentata come percentuale della media 1991-2020
Fig. 8: Somma delle precipitazioni della primavera 2025, rappresentata come percentuale della media 1991-2020 (MeteoSvizzera.)

Estate molto calda

A sud delle Alpi la stagione estiva 2025 è risultata la sesta più calda dall’inizio delle misure nel 1864. La deviazione dalla media del periodo di riferimento 1991-2020 è stata pari a +1,5 °C, valore molto vicino a quello fatto registrare dalle estati del 2024, 2019 e 2015.

Il mese estivo più caldo rispetto alla media pluriennale è stato giugno, che, con una temperatura media mensile di ben 3,7 °C superiore ad essa, è risultato il secondo mese di giugno più caldo mai registrato. Le anomalie positive della temperatura media giornaliera hanno spesso raggiunto i 3 – 5 °C, in alcune stazioni perfino i 6-7 °C. A partire dal 24 giugno si è verificata una forte ondata di caldo. Con una temperatura media di 26,6 °C, per Lugano si è trattato della seconda settimana più calda mai misurata in giugno dall’inizio delle misure nel 1864. Considerando invece la media delle temperature massime giornaliere, si è trattato della settimana di giugno in assoluto più calda. L’inizio del mese di luglio è stato caratterizzato dalla graduale attenuazione della fase canicolare iniziata il 27 giugno. Fra il 5 e il 6 luglio le temperature sono calate nettamente, per poi rimanere al di sotto della media pluriennale fino al 14 luglio con anomalie negative che hanno raggiunto in alcune stazioni i 4 o i 5 gradi. Fra il 15 e il 20 luglio le temperature sono salite nuovamente oltre la media, ma fra il 20 e il 21 luglio le temperature sono tornate in linea con la media del periodo o leggermente al di sotto di essa. In seguito, le temperature sono rimaste ben al di sotto della media, con anomalie negative di 2 – 4 gradi. Anche l’inizio di agosto è stato caratterizzato da temperature medie giornaliere inferiori alla norma con anomalie negative che hanno raggiunto in modo diffuso i 2 – 3 °C. Il giorno 9 è invece cominciata la seconda ondata di caldo dell’estate, che è durata fino al giorno 16; in questo periodo le anomalie della temperatura media giornaliera hanno spesso raggiunto i 5 – 7 °C. A partire dal 17 agosto le temperature medie sono scese lentamente, per portarsi nuovamente su valori inferiori al periodo di riferimento 1991-2020 a partire dal giorno 20.

Alle basse quote sudalpine anche l’estate 2025 ha fatto registrare un numero elevato di giornate tropicali (temperatura massima di almeno 30 °C) e notti tropicali (temperatura minima di almeno 20 °C). A Lugano le giornate tropicali sono state poco più di 30, mentre le notti tropicali poco meno di 30. Per entrambi questi indicatori la media del periodo di riferimento 1991-2020 si situa attorno a 15. Le giornate estive (temperatura massima di almeno 25 gradi) sono state poco più di 70, una decina abbondante in più rispetto al valore medio 1991-2020.

La somma delle precipitazioni dell’estate 2025 a sud delle Alpi è risultata pari al 107 % della media 1991-2020. Il totale mensile delle precipitazioni di giugno è risultato pari al 90 % della norma 1991-2020, ma mentre nel Sottoceneri, nella zona delle Centovalli, in Val Bedretto e in Valposchiavo è piovuto meno della media, altrove quest’ultima è stata superata, anche abbondantemente fra Bellinzonese e Moesano. Il 2 giugno Magadino ha registrato 127 mm, mentre Grono 99,4 mm, che corrispondono alla seconda somma giornaliera più elevata per giugno dall’inizio delle misure, avvenuto rispettivamente nel 1958 e nel 1901. In luglio nel Mendrisiotto è piovuto più del doppio del normale; con quasi 280 mm la stazione di Stabio ha infatti registrato il 230 % della precipitazione media del mese di luglio. La seconda regione più piovosa rispetto alla norma è stata il Locarnese, dove è caduto il 150 – 170 % della media pluriennale. Altrove è stato registrato il 100 – 140 % della media. Il totale mensile delle precipitazioni di agosto è risultato pari al 114 % del valore di riferimento 1991-2020, ma sulla parte più meridionale del nostro territorio è piovuto fino a tre volte il valore di riferimento.

Fig. 9: Temperatura media della settimana più calda di giugno a Lugano dall’inizio delle misure nel 1864 al 2025. Fonte: MeteoSvizzera.
Fig. 9: Temperatura media della settimana più calda di giugno a Lugano dall’inizio delle misure nel 1864 al 2025 (MeteoSvizzera)

In autunno temperatura in linea con la media, precipitazioni soprattutto in settembre

A sud delle Alpi la stagione autunnale 2025 ha mostrato un’anomalia della temperatura rispetto alla media del trentennio di riferimento 1991-2020 pari a +0,2 °C. Nella prima metà di settembre le temperature medie giornaliere hanno oscillato attorno al valore di riferimento 1991-2020 senza far registrare deviazioni importanti. Fra il 15 e il 21 del mese le anomalie sono invece risultate fortemente positive, mentre in seguito le temperature sono state più basse della media pluriennale. Ne è risultato un mese di settembre complessivamente più caldo della media, con un’anomalia di 0,5 °C rispetto alle media 1991-2020, anche se le anomalie positive sono state registrate essenzialmente in montagna. La temperatura media di ottobre è stata invece di soli 0,1 °C più elevata della media pluriennale; alle basse quote la deviazione dalla media è stata generalmente maggiore, con valori che hanno localmente raggiunto i +0,6 °C. L’autunno è terminato con un mese di novembre in cui le temperature sono risultate generalmente superiori alla media pluriennale nella prima metà, inferiori ad essa nella seconda parte. Il valore mensile è risultato esattamente in linea con la media 1991-2020.

Il totale delle precipitazioni autunnali cadute a sud delle Alpi è stato pari al 108 % della media 1991-2020. Si tratta però di un valore medio per tutto il versante sudalpino; fra il Sottoceneri, il Bellinzonese e il Moesano i valori sono infatti risultati superiori e vicini alla media, mentre sulle regioni nordoccidentali e nelle altre vallate grigionesi meridionali si è manifestato un deficit importante, con una somma delle precipitazioni pari al 50-60 % della media. In settembre i periodi piovosi sono stati abbastanza frequenti. Tre giorni o più senza precipitazioni sono stati registrati solamente fra il 6 e l’8 settembre, fra il 15 e il 20 e fra il 28 e il 30 del mese. Mediata su tutto il versante sudalpino, la somma delle precipitazioni mensili ha raggiunto il 150 % circa del valore di riferimento 1991-2020. Le regioni che hanno visto precipitazioni più abbondanti sono state quelle del Ticino centro-meridionale, dove localmente sono caduti più di 400 mm di pioggia. La prima parte del mese di ottobre è risultata asciutta, mentre in seguito sono caduti alcuni millimetri. Mediata su tutto il versante sudalpino, la somma delle precipitazioni di ottobre 2025 si è fermata al 34% del valore di riferimento 1991-2020. Anche in novembre le precipitazioni sono state scarse: la somma mensile delle precipitazioni è così risultata inferiore alla media 1991-2020 su tutte le regioni, con le anomalie negative più marcate nella zona della Valle Maggia, dove è stata misurata meno del 30 % della precipitazione normalmente attesa.

Terzo dicembre più caldo

A sud delle Alpi l’ultimo mese del 2025 ha mostrato ancora una volta un’anomalia positiva importante, pari a +2,6 °C. Si è trattato del terzo mese di dicembre più caldo mai registrato dall’inizio delle misure nel 1864. Le precipitazioni sono state scarse, con il 31 % del valore medio del periodo di riferimento 1991-2020.

Ulteriori informazioni

L’inverno 2024/25 a sud delle Alpi

La primavera 2025 a sud delle Alpi

L’estate 2025 a sud delle Alpi

L’autunno 2025 a sud delle Alpi