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L'uragano OTIS ha devastato la città di Acapulco

MeteoSvizzera-Blog | 27 ottobre 2023

Mercoledì 25 ottobre, l'uragano OTIS ha colpito con forza la città messicana di Acapulco, raggiungendo la categoria 5 della scala Saffir-Simpson. Il bilancio umano e materiale è pesante.

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Intensificazione esplosiva


Domenica 22 ottobre, il National Hurricane Center (NHC) denomina la tempesta tropicale OTIS. In quel momento, la velocità media dei venti in un minuto ha raggiunto i 35 nodi (65 km/h). Le previsioni indicano che il sistema dovrebbe rafforzarsi leggermente, raggiungendo al massimo venti di circa 50 nodi.

Soltanto martedì 24 ottobre le previsioni prevedono che OTIS si rafforzi fino a diventare un uragano di categoria 1 con venti medi di 75 nodi.

Ma le cose non vanno secondo le previsioni. Arrivato in acque molto calde, con temperature tra i 29 e i 31°C, OTIS si rafforza improvvisamente. Il 24 ottobre alle 12 UTC, i venti medi erano stimati a 40 nodi. Tre ore dopo erano stimati a 60 nodi. Lo stadio di uragano è raggiunto alle 18 UTC con venti medi stimati a 70 nodi. Alle 19 UTC, un aereo da ricognizione sorvola l'uragano e misura venti medi di 95 nodi. Alle 21 UTC, i venti medi raggiungono i 110 nodi. OTIS è ora un uragano maggiore, di categoria 3 sulla scala Saffir-Simpson.

Il 25 ottobre, alle ore 00 UTC, OTIS genera venti medi di 125 nodi, diventando così un uragano di categoria 4. Alle 03 UTC, i venti medi superano i 140 nodi e la categoria 5 viene raggiunta. Alle 04 UTC, i venti medi sono stimati a 145 nodi. È stato raggiunto l'apice della tempesta.

Mercoledì 25 ottobre, alle 0625 UTC (08:25 in Svizzera, 0:25 in Messico), OTIS tocca terra in Messico, vicino ad Acapulco, con venti medi (stimati in un minuto) di 145 nodi (270 km/h) e una pressione atmosferica nell'occhioi del ciclone di 923 hPa.

Una volta approdato, l'uragano si indebolisce rapidamente. Tuttavia, la città di Acapulco e l'entroterra sono stati colpiti da venti violenti e piogge torrenziali per diverse ore.

In 16 ore, OTIS è passato da semplice tempesta tropicale a uragano di categoria 5, con una velocità media del vento di 105 nodi. Un'intensificazione così rapida ed estrema non ha precedenti.

Previsione della traiettoria abbastanza accurata, ma intensità fortemente sottostimata


I modelli numerici di previsione meteorologica non sono stati in grado di prevedere l'entità dell'intensificazione esplosiva che si è verificata, in parte a causa della mancanza di dati, poiché è stato effettuato un solo volo di ricognizione e non esiste un radar meteorologico polarimetrico che copra quest'area.

Di conseguenza, l'intensità massima e la traiettoria finale di OTIS sono andate ben oltre le previsioni dell'NHC. Quindici ore prima di colpire Acapulco, le previsioni dell'NHC indicavano che i venti medi avrebbero raggiunto gli 80 nodi al loro picco. Si prevedeva quindi che Acapulco sarebbe stata colpita da un uragano di categoria 1.

Ciononostante, la traiettoria è stata prevista in maniera più accurata. La regione è stata posta in stato di allerta uragano da lunedì 23 ottobre alle 21:00 UTC (le 15:00 in Messico). Un allerta uragano è stata emessa martedì 24 ottobre alle 09 UTC (3h00 in Messico).

Scala Saffir-Simpson


La scala Saffir-Simpson è utilizzata per classificare l'intensità dei cicloni tropicali. È suddivisa in cinque livelli di intensità, corrispondenti a intervalli standardizzati di velocità del vento. Per classificare un ciclone su questa scala, si registra la velocità sostenuta del vento per un minuto a un'altezza di 10 metri.

La scala Saffir-Simpson è stata sviluppata nel 1969 dall'ingegnere civile Herbert Saffir e dal dottor Robert Simpson, all'epoca direttore dell'NHC. Saffir sviluppò la scala su richiesta dell'OMM per descrivere i potenziali effetti di un ciclone tropicale sulle infrastrutture umane.

Quando un uragano raggiunge la categoria 5, i suoi venti medi in un minuto superano i 135 nodi (250 km/h). I danni causati da tali venti sono considerati catastrofici. Non sorprende quindi che la città di Acapulco sia stata colpita duramente dalla violenza dell'uragano OTIS.

Un pesante bilancio


OTIS è stato l'uragano più potente dell'Oceano Pacifico settentrionale ad abbattersi sulle coste di un Paese dell'America centrale. Il precedente uragano più potente era stato PATRICIA nel 2015.

Anche se sono state emesse delle allerte, è difficile sfuggire ai danni quando venti di oltre 200 km/h imperversano per diverse ore. Le piogge torrenziali hanno causato l'esondazione di molti fiumi. Le frane hanno interrotto alcune importanti vie di comunicazione. Le autorità messicane hanno riferito che almeno 27 persone sono morte, la maggior parte delle quali travolte dai fiumi in piena.

Uragani e cambiamenti climatici


Ogni anno, nel bacino dell'Oceano Pacifico nord-orientale si formano da 8 a 9 uragani (media 1993-2022).

Gli studi dimostrano che in un'atmosfera più calda e con oceani più caldi, il numero di uragani all'anno non sarà necessariamente maggiore, ma il loro potenziale potrebbe essere più distruttivo. Potrebbero infatti verificarsi più uragani importanti (categorie da 3 a 5 della scala Saffir-Simpson).

L'uragano OTIS potrebbe essere un uragano di questo tipo, con un'intensificazione estremamente rapida su acque anormalmente calde.

Oltre a ciò, il fenomeno El Niño in corso potrebbe aver esacerbato questa intensificazione esplosiva a causa delle acque più calde del solito in questa parte dell'Oceano Pacifico (Figura 5).

Informazioni aggiuntive

#lameteospiegata: Nell'occhio del ciclone

Parte 1 - Parte 2 - Parte 3 - Reportage completo (sito RSI)