Durante il fine settimana, il tempo sulla regione alpina è stato influenzato dalla presenza di un vasto e robusto anticiclone centrato tra la Groenlandia e il Nord Atlantico. Sospinta da correnti dal quadrante nordoccidentale, aria molto fredda è affluita sull’Europa centrale, interessando anche il nostro Paese.
La massa d’aria è risultata relativamente povera di umidità (aria molto fredda può infatti contenere una quantità inferiore di vapore acqueo), una caratteristica tipica delle masse d’aria di origine artica. Tuttavia, osservando le traiettorie, la sua provenienza nord-occidentale fa propendere maggiormente per un’origine polare marittima, che solitamente risulta più umida rispetto a quella artica.
Come spesso accade in meteorologia (e, più in generale, in natura), non sempre è possibile classificare in modo univoco le situazioni che si presentano. Anche in questo caso, l’origine della massa d’aria può essere considerata come al limite tra quella "polare" e quella "artica". A conferma di ciò, una breve analisi delle classificazioni adottate negli ultimi giorni dai diversi servizi meteorologici nazionali europei mostra come siano stati utilizzati entrambi gli aggettivi.

Come prima approssimazione, in Svizzera si può considerare l'origine artica della massa d'aria quando la temperatura a 850 hPa (tipicamente a una quota di circa 1300-1400 metri in questi casi) scende in modo generalizzato sotto i -10 gradi.

La scorsa notte si è verificato gelo esteso in Svizzera, a nord delle Alpi valori spesso a doppia cifra (inferiori a -10). Le uniche stazioni che hanno fatto registrare una temperatura minima superiore a zero gradi sono Locarno-Monti (+0.9°C, effetto collina e presenza lago) e Biasca (+1.1 °C, a causa del vento da nord). Minime inferiori a -20 gradi sono state raggiunte a La Brévine (-27.0 °C) e in Engadina (attorno a -23 °C).

Per quanto riguarda le temperature di alcune stazioni in montagna questa mattina hanno fatto registrare delle temperature molto basse, che nel 2025 non erano state raggiunte. Questo è il caso per Robiéi (-11.5 °C, nel 2025 -9.9 °C; Matro -12.7 °C, nel 2025 -11.6 °C; Piz Corvatsch -20.4 °C, nel 2025 -20.0 °C)
Per buona parte della settimana la regione alpina sarà caratterizzata dalla presenza di una massa d’aria fredda. Le correnti, inizialmente provenienti dal settore nord, favoriranno l’afflusso di aria ulteriormente fredda, con un picco che verrà raggiunto tra lunedì e giovedì. Anche alle basse quote del Sud delle Alpi le temperature minime saranno di diversi gradi al di sotto della media di riferimento, con valori compresi tra -8 e -2 °C. Le temperature più basse verranno registrate nelle zone di pianura. A livello locale, a causa della formazione di laghi d’aria fredda, non si escludono valori ancora più bassi.
Durante il giorno le temperature resteranno contenute e leggermente al di sotto della media per il periodo: con buona probabilità, anche alle quote più basse, da domani e per alcuni giorni non si supereranno i 4–5 °C. A titolo di confronto, per le zone di pianura a inizio gennaio la media 1991–2020 indica valori attorno ai 6–7 °C.
Solo a partire da giovedì, grazie a una maggiore presenza di banchi nuvolosi e in seguito all’arrivo di una massa d’aria meno fredda da ovest, le temperature tenderanno a guadagnare diversi gradi durante le notti e qualche grado anche di giorno. Tuttavia, dato il rapido passaggio del fronte caldo e del settore caldo ad esso associato, è plausibile che, come spesso accade in queste situazioni, a causa della protezione data dalla barriera alpina, a Sud delle Alpi persisterà un lago d’aria fredda ben pronunciato. Di conseguenza, il rialzo termico potrebbe risultare inizialmente più marcato in montagna rispetto alle zone di bassa quota. Tanto freddo ma...niente neve! Con il passaggio del fronte caldo venerdì, qualcosa lungo le Alpi potrebbe cadere, ma i quantitativi per il momento sembrano essere molto contenuti.

Grazie a un raffreddamento radiativo molto efficiente, il gelo al suolo sarà intenso. I modelli numerici simulano, per le regioni di pianura, temperature minime che a 5 cm dal suolo potranno raggiungere i -13 / -14 °C. Se avete ancora acqua nel rubinetto esterno o nella fontanella in giardino… è il momento di chiuderla!
Anche la temperatura percepita sarà localmente molto bassa: per esempio, questa mattina a Piotta, con una temperatura di -6.7 °C e vento a 40 km/h, la temperatura percepita risultava inferiore a -15 °C.
A San Bernardino, con una temperatura di -11.7 °C e raffiche oltre i 50 km/h, la temperatura percepita ha raggiunto quasi -21 °C. Anche martedì e mercoledì, in montagna e nelle vallate superiori, sarà presente vento da nord: sarà dunque interessante analizzare l’evoluzione di queste temperature.

Gli indicatori climatici del “freddo” mostrano tendenze chiare per le stazioni a Sud delle Alpi. Indipendentemente dall’altitudine, le ondate di freddo a Sud delle Alpi sono sempre più miti (ossia la temperatura media del periodo più freddo considerato, nella Figura 6 ad esempio su 5 giorni, risulta sempre più elevata) e sempre più rare. Per gli amanti del freddo, quindi: godetevi la settimana in arrivo!

Ulteriori approfondimenti:
#lameteospiegata: "Il vortice polare, l'amministratore del freddo"
Blog MeteoSvizzera: "Masse d'aria - prima parte"
Blog MeteoSvizzera: "Masse d'aria - seconda parte"