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Novembre mite e variabile

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In tutta la Svizzera il mese di novembre che sta per terminare è risultato mite. Per le basse quote sia a nord sia a sud delle Alpi si tratta del secondo o del terzo mese di novembre più mite dall’inizio delle misure. Le precipitazioni si sono presentate su tutto l’arco del mese e in montagna è caduta un po’ di neve. Le temperature ben superiori alle medie di novembre e il caldo record di ottobre hanno reso l’autunno 2022 il terzo più caldo dall’inizio delle misure.

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Autorità federali svizzereAutorità federali svizzere

A Nord delle Alpi sotto i 1000 m la temperatura media del mese di novembre risulterà di 6.8 °C, ossia di 2.2 °C superiore alla norma 1991-2020. Anche i mesi di novembre del 2015, 2014, 2009, 2006 e 1963 avevano fatto registrare temperature simili in queste regioni, con valori compresi fra 6.7 e 6.9 °C. Solamente novembre 1994 era stato molto più caldo, con una temperatura media di 7.4 °C. A partire dagli anni Duemila la temperatura di novembre si è alzata considerevolmente, infatti nel secolo scorso i mesi di novembre miti facevano registrare circa 1 °C in meno rispetto ad oggi.

A Lugano la temperatura media mensile risulterà di 9.8 °C (superiore alla norma di 1.4 °C), a Locarno di 9.6 °C (superiore alla norma di 1.7 °C). Per Lugano si tratta del quarto valore più elevato dall’inizio delle misure, per Locarno del terzo. Entrambe le serie storiche sono cominciate nel 1864.

Su scala nazionale la deviazione della temperatura media mensile rispetto alla norma sarà di 1.7 °C, settimo valore più elevato dall’inizio delle misure nel 1864.

Tempo mite persistente

Fino al 25 novembre le temperature medie giornaliere sono risultate quasi costantemente superiori alla norma 1991-2020. Soprattutto fra l’11 e il 13 del mese un’alta pressione atlantica ha provocato l’avvezione di aria molto mite. In montagna, al di sopra della nebbia alta, le temperature medie giornaliere sono risultate da 7 a 10 °C superiori alla norma 1991-2020. L’isoterma di zero gradi ha raggiunto i 3700 metri.

Variabile con neve in montagna

Le precipitazioni che si sono verificate spesso durante i frequenti passaggi frontali sono risultate particolarmente estese e hanno interessato ben 14 giornate. I periodi di pioggia più lunghi sono stati fra il 3 e il 5 e fra il 14 e il 25 novembre. In montagna fra il 3 e il 4 e fra il 20 e il 21 novembre sono stati misurati a livello locale quantitativi di neve fresca su due giorni anche superiori a 20 cm.

Neve non particolarmente tardiva

Alle medie quote, queste sono state le prime nevicate significative dell'inizio dell'inverno, che tuttavia non sono risultate particolarmente tardive. Nella serie di misurazioni di Arosa (1878 m s.l.m.) disponibili dal 1890, infatti, per ben 20 anni la prima neve fresca di 10 cm o più è stata registrata solo a novembre. Nel 1920 cadde addirittura il primo dicembre.

Localmente poche precipitazioni

Nella Svizzera occidentale così come sull’Altopiano e nelle Alpi a livello locale, la somma delle precipitazioni mensili è risultata nella media o di poco superiore ad essa. Nel resto del Paese, invece, i valori sono stati inferiori alla norma. Molte stazioni di misura hanno registrato circa il 50 % della precipitazione normale 1991-2020 o anche meno, mentre a sud delle Alpi qualche stazione non ha nemmeno raggiunto il 30 % di essa.

Colorazione dei larici tardiva

Dopo che i larici in montagna avevano già iniziato a cambiare colore in ottobre, a novembre sempre più aghi di larice sono diventati gialli anche alle quote più basse. Le temperature miti di ottobre e novembre hanno ritardato la colorazione degli aghi alle quote più basse. Quasi la metà delle osservazioni al di sotto dei 600 metri è stata classificata come tardiva o molto tardiva rispetto alla media dal 1996 ad oggi. In queste aree, la colorazione degli aghi di larice è stata in ritardo di 5 giorni. Mediamente a tutte le altitudini, gli aghi di larice sono diventati gialli 3 giorni dopo.

Alcuni dei nostri siti di osservazione hanno segnalato lo scolorimento delle foglie di varie latifoglie solo a novembre, in alcuni casi con un ritardo mai visto prima dall'inizio delle osservazioni, anche come effetto delle temperature miti. In media, tuttavia, la decolorazione delle foglie in tutte le stazioni si è verificata in ottobre, all'incirca nella media.

La caduta delle foglie è iniziata a metà ottobre e si è intensificata alla fine di ottobre e nella prima settimana di novembre. Nel caso del faggio, è stata osservata soprattutto in ottobre ad altitudini superiori a 800 m e si è verificata 6 giorni prima rispetto alla media del periodo 1991-2020. In pianura, le foglie di faggio sono cadute in linea con la data media. Per le altre latifoglie, la caduta delle foglie è stata da normale a leggermente anticipata, con ippocastani e castagni in particolare che hanno perso le foglie da 4 a 6 giorni prima della media. La caduta degli aghi dei larici è iniziata a fine ottobre, inizio novembre in montagna e a metà novembre a quote più basse, finora con un giorno di anticipo rispetto alla media. In pianura, tuttavia, alcuni larici sono ancora gialli, quindi le osservazioni sulla caduta degli aghi di larice continueranno a dicembre.

Il rapporto climatico definitivo del mese di novembre sarà disponibile a partire dal 13 dicembre nella rubrica rapporti climatici.

Autunno molto mite

Il caldo record di ottobre e le temperature diffusamente sopra la media di novembre hanno reso l’autunno (che comprende i mesi di settembre, ottobre e novembre) il terzo più caldo dall’inizio delle misure nel 1864. Su scala nazionale la temperatura media stagionale sarà di 8.0 °C, valore superiore alla norma 1991-2020 di 1.7 °C. Una temperatura simile fu fatta registrare dall’autunno 2014 (8.1 °C), mentre la temperatura dell’autunno del 2006 era stata di 8.7 °C.

Con una temperatura media di 11.4 °C, per le basse quote nordalpine si tratta del secondo autunno più caldo dall’inizio delle misure nel 1864. A sud delle Alpi per Locarno è il secondo autunno più caldo (14.4 °C), per Lugano il terzo (14.5 °C). Al Sud la stagione autunnale più calda era stata quella del 2018 (a Locarno Monti erano stati registrati 14.6 °C, a Lugano 14.9 °C).

Al Nord precipitazioni abbondanti

A nord delle Alpi l’autunno ha visto precipitazioni superiori alla media in modo esteso. Nella Svizzera occidentale e sull’Altopiano centrale a livello regionale la somma di precipitazione ha superato il 130 % della norma 1991-2020. Nelle Alpi, invece, i quantitativi sono stati compresi fra il 90 e il 120 % della norma.

A sud delle Alpi le precipitazioni hanno raggiunto il 60 – 90 % della norma 1991-2020. Dato che la media delle precipitazioni autunnali è più elevata al Sud rispetto al Nord, i quantitativi di pioggia misurati a sud della cresta alpina sono risultati comunque più elevati di quelli registrati a nord di essa. Per esempio a Stabio sono caduti 391 mm (che corrispondono al 75 % della norma), a Neuchâtel 337 mm (pari al 140 % della norma).

Soleggiamento nella norma

La somma del numero di ore di sole dell’autunno 2022 non mostra grandi particolarità. A sud delle Alpi essa è stata compresa fra il 110 e il 115 % della norma 1991-2020, altrove fra il 90 e il 110 % di essa.

Il rapporto climatico definitivo dell’autunno 2022 sarà disponibile a partire dal 13 dicembre nella rubrica rapporti climatici.

Nei primi giorni di dicembre verrà pubblicato anche un approfondimento sul clima del mese di novembre e sull’autunno a sud delle Alpi.