Nelle ultime giornate le nevicate hanno interessato l’arco alpino, in una situazione particolarmente dinamica. Sia ieri che oggi a tratti lo sfondamento verso sud del fronte perturbato ha portato le precipitazioni sul nord del Ticino, raggiungendo in parte anche centro e sud. È in particolare la neve che ha fatto ritorno dove si attendeva da tempo. Negli ultimi tre giorni si sommano a San Bernardino 25cm, a Campo Blenio 31cm, ad Airolo 49cm e a Bosco Gurin 38cm.

Dopo un inizio d’inverno deficitario i conti sono quasi pareggiati rispetto all’innevamento pluriannuale. Come possiamo notare dalla mappa seguente, sull’arco alpino siamo praticamente tornati alla normalità, con un gradiente ovest-est. A sud delle Alpi alle quote più basse il manto è ancora deficitario, ma in montagna sfiora il 90% dell’innevamento normale.

Verificando le misure con il più lungo istoriato a sud delle Alpi, possiamo notare che siamo finalmente leggermente sopra la norma pluriannuale. Proponiamo qui di seguito l’evoluzione dell’altezza del manto nevoso per S. Bernardino, Airolo e Bosco Gurin. La linea rossa indica l’innevamento attuale rispetto alla norma, linea grigia.
Neve significa anche pericolo di valanghe, che attualmente è stato alzato al grado 4 per tutto l’arco alpino, addirittura al grado 5 in Vallese. Maggiori dettagli li trovate sul sito White Risk gestito dall’Istituto per lo studio della neve e valanghe di Davos.

Nei casi di sfondamento da nord è sempre interessante vedere il contrasto fra la situazione meteorologica a sud delle Alpi. Nevicate copiose a ridosso delle Alpi -vedi sopra-, apporti fino al centro del Ticino, e tempo soleggiato dal Luganese verso il Mendrisiotto -vedi sotto-. In 110 chilometri di strada, da Airolo a Chiasso, avete la scelta del tempo che preferite.

Le allerte emanate per il sud delle Alpi, di grado 2 per le regioni a ridosso della catena alpina, sono risultate troppo ottimistiche. Infatti, gli accumuli che ci hanno raggiunto da nord sono stati maggiori del previsto.
Gli apporti di precipitazioni si sono spinti fino al centro del Ticino, con quantitativi importanti fin verso il centro delle valli superiori. A Faido, per esempio, questa mattina si misuravano 5cm di neve, mentre più in alto, a Carì la neve fresca caduta ha raggiunto 60-70 cm.

Il pericolo di valanghe è attualmente al grado 4, ovvero l’escursionista saggio resta a casa. Nei prossimi giorni il pericolo calerà progressivamente ma la prudenza resta di vigore. Maggiori informazioni in merito alla situazione su White Risk di SLF