La saccatura, che al suo transito prometteva precipitazioni degne di nota per i prossimi giorni, ha dovuto fare i conti con il vasto campo di alta pressione sul continente russo. Questo sta infatti ostacolando il suo transito, impendendo di instaurare una situazione di sbarramento marcata sulle nostre regioni. Le precipitazioni si focalizzano di conseguenza sulle Alpi occidentali. Situazione molto simile agli ultimi giorni del 2025, dove anche in quel caso i modelli avevano ridotto drasticamente i quantitativi previsti avvicinandosi all'evento, per poi tramutarsi in un nulla di fatto.

Sabato la saccatura proveniente da ovest lambirà l’arco alpino occidentale, senza afflussi importanti da sud verso le nostre regioni. Sul continente russo si può notare la vasta zona di alta pressione che blocca l’avanzamento della saccatura.

Bloccata nel suo transito, la saccatura sgocciolerà domenica a sud, oltre lo stretto di Gibilterra. Lo sbarramento da sud sulle nostre regioni verrà così a mancare.
In queste situazioni di blocco spostamenti marginali nella posizione della saccatura possono portare a forti differenze nelle precipitazioni locali. Questo si riflette nella grande incertezza fra i vari calcoli del modello, e poca affidabilità nella previsione. Deludente, almeno per chi attende la neve, è che ancora una volta i quantitativi sono stati corretti al ribasso e non viceversa.

Con quantitativi già ridotti rispetto ai giorni scorsi, ancora oggi l’affidabilità della previsione resta bassa. Se confrontare i vari calcoli del modello, vedi sopra, potete notare come gli accumuli non sono ancora allineati fra le varie proposte di calcolo.
La domanda resta ancora aperta, non facciamo più promesse. Entriamo ora nella fase a corto termine della previsione e i primi prodotti di dettaglio possono essere elaborati. In particolare il modello OSHD -modello operazionale idro-nivologico- in collaborazioni son SLF -istituto per la ricerca delle neve e valanghe Davos- che propone gli accumuli di neve fresca previsti.

La proposta attuale, sul periodo di 72 ore entro domenica mattina, purtroppo non prevede accumuli oltre i 20 centimetri a sud delle Alpi. Nei prossimi giorni potremo valutare se oltre questo termine si verificheranno ancora degli apporti.
Fatto sta che attualmente l’ipotetica nevicata di 50-80 cm, preventivata nei giorni scorsi, si è fusa al sole ancor prima di poterla vedere.