Ambito dei contenuti

Gelo al suolo

MeteoSvizzera-Blog | 20 aprile 2024
1 Commento

Si parla di gelo al suolo quando la temperatura in prossimità del terreno (misurata per convenzione a 5 cm sopra un prato) diventa negativa. Ciò può succedere anche quando la temperatura dell’aria (misurata a 2 m di altezza) è di alcuni gradi sopra lo zero.

  • Tempo

Piè di pagina

Navigazione top bar

Autorità federali svizzereAutorità federali svizzere

Il gelo al suolo può causare gravi danni all’agricoltura. Il fenomeno è ovviamente più frequente in inverno, ma in quel periodo gli alberi sono in fase di riposo e i campi non sono ancora seminati.

Il periodo più critico per l’agricoltura è quello primaverile, quando le verdure sono ancora giovani e delicate. Se anche la temperatura a 2 m diventa negativa, anche gli alberi da frutto possono subire danni se non sono adeguatamente protetti.

Avvisi di gelo

In caso di pericolo di gelo al suolo sotto i 600 m di quota, nel periodo fra il 15 marzo e il 31 ottobre MeteoSvizzera dirama un avviso di livello 2 (giallo). Si distinguono avvisi di gelo moderato (fra 0 e -4 °C) e gelo forte (temperatura inferiore ai -4 °C).

Protezione

Fortunatamente esistono misure di protezione più o meno efficaci contro le gelate:

  • Copertura delle piantine con un velo protettivo;
  • Spostamento in un luogo protetto delle piantine non ancora trapiantate;
  • Irrigazione: l’acqua, congelando sulle piante o i germogli, libera calore latente e mantiene la temperatura a 0 °C;
  • Candele di paraffina: diminuiscono il raffreddamento per irraggiamento e favoriscono il rimescolamento degli strati d’aria vicino al terreno.

Maggiori dettagli sulle condizioni favorevoli alle gelate, alle misure di protezione e agli avvisi si possono trovare qui.

Situazione attuale

Dopo un periodo molto mite, da circa una settimana una massa d’aria nettamente più fredda di origine polare ha raggiunto la Svizzera. Questa è però solo una delle condizioni necessarie ad avere forti gelate. Il Sud delle Alpi era spesso sotto l’influsso di una corrente favonica, che riscalda l’aria grazie al suo moto discendente e - grazie alla turbolenza - ostacola la formazione di inversioni termiche a livello del suolo. Durante le ore notturne, tuttavia, il favonio si è a tratti calmato; in aria molto secca e cielo poco nuvoloso le temperature sono così potute scendere localmente sotto lo zero, soprattutto sulle pianure e negli avvallamenti (ad esempio sul Piano di Magadino).

Nella notte sulla domenica 21.4 il favonio potrebbe di nuovo calmarsi e i cieli saranno poco nuvolosi: i modelli (dopo una post-elaborazione statistica) prevedono ancora una debole gelata al suolo, con minime a 5 cm attorno a -1 °C.

La notte seguente, quella sul lunedì, sarà molto nuvolosa: non sono previste gelate. Il gelo, perlopiù debole, tornerà probabilmente a caratterizzare le notti successive per buona parte della settimana.