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Un assaggio d'inverno

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A nord delle Alpi la tempesta invernale Gérard ha causato oggi venti a tratti tempestosi fino in pianura. A sud delle Alpi essa ha provocato invece solo deboli nevicate fino a basse quote. Domani un’altra perturbazione arriverà sulle nostre regioni portando con sé un po’ di neve fino in pianura. Analizziamo qualche aspetto di quest’interessante evoluzione meteorologica.

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Ciclogenesi esplosiva

Ieri mattina la depressione Gérard era ancora una semplice zona di bassa pressione secondaria sul Nordatlantico, al cui centro la pressione era superiore a 1010 hPa. Fra ieri e oggi, però, all’interno di Gérard la pressione atmosferica è diminuita fino a meno di 980 hPa, facendo quindi registrare un calo di pressione superiore a 30 hPa. Si tratta di ciclogenesi esplosiva, espressione che in meteorologia viene utilizzata quando la pressione diminuisce di oltre 24 hPa in 24 ore.

La causa di questo forte calo di pressione è stata, fra gli altri fattori, la posizione del centro depressionario rispetto alla corrente a getto. Essa si trovava infatti a sudest della zona con i venti più forti in quota (in termini tecnici “left exit region”), laddove i processi di sollevamento che provocano lo sviluppo della bassa pressione sono più intensi. La spiegazione fisica dettagliata di questo fenomeno esula però dagli scopi di questo blog.

Venti forti al Nord

L’avvicinamento di Gérard al nostro Paese ha causato un marcato calo di pressione, più intenso a nord delle Alpi rispetto al Sud. Il calo di pressione ha generato del favonio da sud nelle vallate alpine, dove sono state registrate raffiche fin verso gli 80 km/h. Contemporaneamente, sul Giura ha soffiato forte vento da sudovest. Nella Svizzera romanda sono state registrate a basse quote raffiche di 60-80 km/h, sul Giura le raffiche hanno localmente raggiunto i 100 km/h. I forti venti si sono attenuati a partire dal tardo pomeriggio di lunedì.

Deboli nevicate al Sud

Dopo una notte in gran parte serena che ha permesso alle temperature di scendere fino su valori compresi fra -2 e -4 °C, l’occlusione legata alla depressione Gérard si è rapidamente avvicinata alle Alpi causando un debole afflusso di aria umida da sud verso le Alpi. A causa della debole corrente favonica (da nord) che ha soffiato notte su lunedì, le precipitazioni hanno impiegato alcune ore per raggiungere le quote basse.

Le nevicate sono risultate deboli, in parte miste a pioggia sulle regioni più meridionali.

Domani un’altra perturbazione

Come descritto nel blog di ieri, la profonda zona depressionaria che si è formata sul Mediterraneo continuerà ad essere alimentata dall’afflusso di aria fredda e umida di origine polare. Attorno a questa vasta zona di bassa pressione, domani nei pressi della Manica si formerà un altro minimo secondario. I venti che soffieranno in senso antiorario attorno al suo centro determineranno un nuovo apporto di umidità da sudovest verso le Alpi. Le correnti più intense si dirigeranno verso l’Italia centrale, dove sono attese precipitazioni estese e soprattutto forti venti. Sottovento alle Alpi si approfondirà un altro minimo di pressione, che instaurerà correnti umide da sudest sulla pianura padana. Sul versante sudalpino avremo quindi una situazione di debole sbarramento in aria fredda, pertanto ci aspettiamo nuovamente alcune precipitazioni. Complice l’arrivo di aria un po’ più fredda in quota, le nevicate scenderanno fino sulle pianure. A basse quote potranno cadere circa 5 cm di neve fresca, sopra 800 m localmente fino a 15 cm di neve polverosa. Gli accumuli risulteranno probabilmente inferiori verso l'Alto Ticino, le valli del Grigioni italiano e l'Engadina.

Avvisi e allerte

Per gli avvisi e le allerte maltempo aggiornati vi rimandiamo come sempre alla nostra pagina dei pericoli naturali.