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Come preannunciato nei giorni scorsi, fra sabato e domenica un’intensa situazione di sbarramento ha provocato precipitazioni abbondanti a sud delle Alpi. La forte corrente meridionale è stata causata dall’avanzata da ovest di una saccatura atlantica, che fra sabato e domenica ha creato un minimo barico isolato fra Golfo di Genova e Golfo del Leone. Il versante sudalpino è stato quindi interessato da un importante afflusso di umidità da sud, che si è attenuato solamente nella seconda parte della notte su domenica, con lo spostamento del minimo barico verso sud.

Figura 1: Animazione di geopotenziale (linee nere) e vento (colori) a 300 hPa (circa 9000 metri) fra sabato mattina alle 06 e domenica alle 12 UTC. Ben visibile la saccatura allungata in senso meridiano che si avvicina alle Alpi da ovest, andando a creare il minimo di pressione sottovento alle Alpi francesi.
Figura 1: Animazione di geopotenziale (linee nere) e vento (colori) a 300 hPa (circa 9000 metri) fra sabato mattina alle 06 e domenica alle 12 UTC. Ben visibile la saccatura allungata in senso meridiano che si avvicina alle Alpi da ovest, andando a creare il minimo di pressione sottovento alle Alpi francesi. (ECMWF/MeteoSvizzera)
Figura 2: Animazione di geopotenziale (linee nere) e temperatura (colori) a 850 hPa (circa 1500 metri) fra sabato mattina alle 06 e domenica alle 12 UTC. Ben visibile la saccatura allungata in senso meridiano che si avvicina alle Alpi da ovest, andando a creare il minimo di pressione sottovento alle Alpi francesi.
Figura 2: Animazione di geopotenziale (linee nere) e temperatura (colori) a 850 hPa (circa 1500 metri) fra sabato mattina alle 06 e domenica alle 12 UTC. Ben visibile la saccatura allungata in senso meridiano che si avvicina alle Alpi da ovest, andando a creare il minimo di pressione sottovento alle Alpi francesi. (ECMWF / MeteoSvizzera)

A sud delle Alpi le precipitazioni sono iniziate deboli e intermittenti nella notte su sabato, per poi intensificarsi a partire da sabato a metà giornata, raggiungendo la fase più intensa nel pomeriggio di sabato e nella prima parte della notte su domenica. In seguito, esse si sono gradualmente indebolite.

Figura 3: Andamento delle precipitazioni orarie in alcune stazioni sudalpine fra sabato 14 marzo 2026 alle 06 UTC e domenica 15 marzo alle 08 UTC.
Figura 3: Andamento delle precipitazioni orarie in alcune stazioni sudalpine fra sabato 14 marzo 2026 alle 06 UTC e domenica 15 marzo alle 08 UTC. (MeteoSvizzera)

Le regioni più toccate dalle precipitazioni sono state quelle situate all’interno di una fascia che spazia dal Locarnese al Mendrisiotto passando attraverso il Gambarogno e il Malcantone, dove sono caduti fra 80 e 120 mm.

All’inizio dell’evento il limite delle nevicate si attestava sui 1100-1300 metri, ma nel corso di sabato pomeriggio, con l’intensificazione delle precipitazioni, esso è sceso fin verso i 300-600 metri, in particolare nel Sopraceneri e nel Moesano. Al di sopra dei 1500 metri, fra la Valle Maggia e la Valle Verzasca, sono caduti da 80 a 120 cm di neve fresca, nelle altre regioni da 30 a 60 cm. Fra i 1000 e i 1500 metri sono caduti da 50 a 80 cm nelle regioni maggiormente toccate dalle precipitazioni, da 20 a 50 cm circa altrove. La neve è caduta anche sotto i 1000 metri, in particolare nel Locarnese con 20-25 cm a 600-800 metri e con una spolverata di neve fino a 300-400 metri.

Le nevicate hanno interessato anche l'Engadina, con 20-40 cm di neve fresca, localmente anche di più nella zona del Maloja.

Nelle Alpi centrali sopra circa 1000 metri, sono caduti da 30 a 50 cm di neve fresca. A nord delle Alpi il limite delle nevicate è sceso velocemente fino a basse quote, tanto che nelle Prealpi centro-orientali sopra circa 600 metri sono stati misurati circa 10 cm di neve fresca, come per esempio a San Gallo. Nell'Alto Vallese sono caduti da 50 a 80 cm di neve fresca, nella regione del Sempione fino a 80-120 cm.

 

Figura 5: Accumulo di neve fresca caduta in 24 ore fra sabato mattina alle 06 e domenica mattina alle 06.
Figura 5: Accumulo di neve fresca caduta in 24 ore fra sabato mattina alle 06 e domenica mattina alle 06. (INCA/MeteoSvizzera)

Raffreddamento dovuto alle precipitazioni

Il calo del limite delle nevicate menzionato sopra è avvenuto per un processo noto come raffreddamento dovuto alle precipitazioni, del quale ieri abbiamo avuto un esempio da manuale. Durante precipitazioni forti e persistenti il limite delle nevicate si abbassa gradualmente per arrivare anche molto al di sotto della quota dello zero termico, che ieri si attestava attorno ai 1500 metri. Infatti, la fusione dei fiocchi di neve sottrae energia termica all’aria, la cui temperatura si abbassa gradualmente a cominciare dallo strato sotto la quota dello zero termico per proseguire verso gli strati più bassi. Così, la quota alla quale la neve si fonde, e quindi il limite delle nevicate, si sposta sempre più in basso. Questo processo è più efficiente nelle vallate strette, dove questo effetto di raffreddamento può agire senza venir disturbato dai venti sinottici.

Terminiamo questa breve analisi mostrando alcuni grafici dell’andamento della temperatura e delle precipitazioni in alcune località sudalpine. Si nota in generale come l’intensificazione delle precipitazioni abbia determinato un calo della temperatura, in alcuni casi scesa anche di 6-8 gradi in poche ore, come ad esempio a Grono. Questo effetto non è però stato sufficiente a portare la neve su tutte le pianure sudalpine, in particolare laddove le temperature di partenza erano troppo alte, la ventilazione troppo presente o le precipitazioni non sufficientemente intense.

Figura 7: Grono domenica mattina, con una spolverata di neve.
Figura 7: Grono domenica mattina, con una spolverata di neve. (Segnalazioni app MeteoSwiss)

Nuovo primato a Bosco Gurin

Domenica mattina a Bosco Gurin sono stati misurati 116 cm di neve fresca, nuovo primato per questa stazione, dove la neve viene misurata dal 1961. Si tratta delle misure manuali che vengono effettuate ogni mattina fra le ore 7 e le ore 8,  che quindi rappresentano la neve caduta sull'arco di 24 ore. Oltre a tale misura, gli osservatori misurano anche la neve totale presente al suolo, che stamattina a Bosco era di 130 cm. La figura sottostante mostra la climatologia della neve totale a Bosco e come si può notare è stato raggiunto il valore più elevato in questa stagione fredda 2025/26, ben superiore alla media 1991-2020, ma destinato a diminuire rapidamente nelle prossime settimane.

Figura 8: Andamento della neve totale presente al suolo nelle stagioni invernali dal 1961 al 2026 a Bosco Gurin. La linea rossa rappresenta l’andamento della stagione 2025/26, la linea grigia la media 1991-2020, le ombreggiature grigie la climatologia secondo quanto descritto nella legenda.
Figura 8: Andamento della neve totale presente al suolo nelle stagioni invernali dal 1961 al 2026 a Bosco Gurin. La linea rossa rappresenta l’andamento della stagione 2025/26, la linea grigia la media 1991-2020, le ombreggiature grigie la climatologia secondo quanto descritto nella legenda. (MeteoSvizzera)