Nella giornata di giovedì 8 gennaio, una prima perturbazione proveniente da nordovest ha scavalcato le Alpi, portando con sé alcuni centimetri di neve anche nell’Alto Ticino e nell’Alto Moesano.
Nel primo mattino di venerdì 9 gennaio, il passaggio di una seconda perturbazione associata alla profonda depressione denominata “Goretti”, ha dato origine anche a sud delle Alpi ad alcuni rovesci portando un'inaspettata spolverata di neve fino in pianura, in particolare tra il Ticino centrale e parte del Luganese.
A nord delle Alpi, invece, tra giovedì e venerdì sono state registrate nevicate di una certa entità con gli accumuli maggiori registrati nelle Alpi Vallesane, dove sopra 1500 metri sono caduti fino a 50 cm di neve fresca.

La depressione denominata dal servizio meteorologico francese come “Goretti” sposterà il suo minimo sabato 10 gennaio 2026 verso la Germania sudorientale per poi colmarsi molto rapidamente. Si tratta di un’evoluzione anomala e molto rara, in quanto di regola queste profonde depressioni invernali si spostano più rapidamente interessando regioni ben più estese prima di esaurirsi.

Nel fine settimana del 10 e 11 gennaio 2026, le correnti sopra le Alpi si orienteranno ai quadranti settentrionali favorendo l’afflusso di aria umida e di nuovo più fredda in direzione del versante nordalpino. Ciò si manifesterà con nevicate fino a basse quote di una certa intensità, che in alcune regioni delle Prealpi raggiungeranno le soglie di livello 2 e 3.

Durante il fine settimana, del 10 e 11 gennaio, sul versante sudalpino l’afflusso di aria fredda da nord darà origine a una corrente favonica. Il tempo sarà di conseguenza stabile e ben soleggiato con vento da nord a tratti fino in pianura. Le temperature a basse quote, grazie all’effetto favonico, nella giornata di domenica 11 gennaio potrebbero raggiungere localmente per la prima volta nel 2026 la soglia dei 10 gradi, valore toccato l'ultima volta il 30 dicembre dello scorso anno.
