La tradizione della merla è ben radicata nella vicina Italia, con origini nei miti di Demetra e Persefone, che nelle rappresentazioni della cultura rinascimentale narrano che, sul finir di gennaio, l’inverno scatena la sua ira contro la merla, messaggera di primavera, con pioggia, neve o vento gelido.
Sempre secondo alcune tradizioni la merla annuncerebbe l’arrivo precoce o tardivo della primavera in base alle temperature di questi giorni. Con giornate gelide l’inverno è destinato a finire in fretta, mentre temperature insolitamente miti preannuncerebbero una primavera tardiva. Ottimo esempio di principio di compensazione, a mo’ di consolazione, che troviamo spesso nelle tradizioni.
Altra leggenda narra di una merla e i suoi piccoli che a fine gennaio trovarono riparo in un camino per il freddo, dopo tre giorni ne uscirono anneriti. Da quel giorno tutti i merli restarono neri, le merle invece bruno nerastre.
Troviamo detti, narrazioni, canti o leggende in molte sfaccettature, ma sempre giocando fra la merla messaggera di primavera, il suo colore, e i tempi gelidi di gennaio.

Gelo che quest’anno non troveremo nei giorni della merla
Infatti, già oggi, il sole ha fatto ritorno dopo una buona nevicata che ha portato dai 15 ai 30cm di neve fresca sulle nostre montagne. Le temperature risaliranno in fretta, sostenute da un leggero effetto favonico. I prossimi giorni godranno di un buon soleggiamento con temperature nella norma stagionale, o leggermente al di sopra.
La merla quest’anno non dovrà infilarsi nel camino al riparo del gelo.
Detti e tradizioni che dovremo probabilmente adattare ai cambiamenti climatici in corso, o ricordare come monito alla nostra crescente indifferenza.