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Come si forma?

La North Water Polynya (NWP) è un’area quasi priva di ghiacci, estesa quanto l’Austria, situata nella parte settentrionale della Baia di Baffin. Rappresenta una zona di transizione tra il Nord Atlantico e il Mar Glaciale Artico.

Durante i mesi più freddi, lo stretto di Nares – tra Canada e Groenlandia – si ghiaccia formando un ponte di ghiaccio che agisce come una diga, bloccando il flusso dei ghiacci verso la Baia di Baffin. Forti venti settentrionali spingono poi il ghiaccio fuori dall’area, mantenendo esposta l’acqua libera.

Parallelamente, un complesso sistema di correnti mescola:

  • l’acqua fredda e dolce proveniente dall’Artico,
  • l’acqua più calda e salata proveniente da sud,
  • l’acqua dolce derivante dalla fusione dei ghiacciai groenlandesi.

Questo rimescolamento crea stratificazioni e favorisce l’upwelling, cioè la risalita in superficie di acque ricche di nutrienti. Quando la luce solare raggiunge la superficie della polinia, si crea l’ambiente ideale per la fioritura del fitoplancton, base dell’intera catena alimentare marina e, indirettamente, della sopravvivenza delle comunità Inuit che dipendono da questo habitat per la caccia e la pesca.

Immagine satellitare del North Water Polynya nel maggio 2015
Immagine satellitare del North Water Polynya nel maggio 2015 (NASA)

Cambiamenti climatici

Oltre ai disturbi locali dovuti all’aumento delle attività umane – come il traffico navale legato allo sfruttamento minerario – anche i cambiamenti climatici stanno alterando la polinia e introducendo nuove minacce.

Se il ponte di ghiaccio non si forma, i banchi di ghiaccio galleggiano all’interno della polinia, riducendo la penetrazione della luce solare e limitando la fioritura del fitoplancton. Questo effetto a catena compromette l’intero ecosistema marino. Episodi di questo tipo si sono verificati più volte negli ultimi due decenni e potrebbero diventare più frequenti con il continuo riscaldamento dell’Artico.

Nel 2017 la Commissione Pikialasorsuaq ha pubblicato il rapporto People of the Ice Bridge: The Future of the Pikialasorsuaq, formulando raccomandazioni per la conservazione e la gestione dell’area dopo un ampio processo di consultazione con le comunità del Nunavut e della Groenlandia. Da allora, l’Inuit Circumpolar Council (ICC) – Canada e Groenlandia – lavora per promuovere l’attuazione di tali raccomandazioni e sostenere negoziati regionali e nazionali per un regime di gestione guidato dagli Inuit.

Un traguardo importante è stato raggiunto di recente: Canada e Groenlandia hanno firmato un accordo per collaborare alla tutela della polinia, con un comitato direttivo che include rappresentanti Inuit da entrambi i lati. “Le aree marine protette sono uno strumento semplice ed efficace per preservare la biodiversità e rafforzare la resilienza”, ha dichiarato Jenseeraq Poulsen, direttore esecutivo dell’ONKN. In un contesto di rapido cambiamento climatico, Oceans North Kalaallit Nunaat sostiene la creazione di un regime di gestione che rifletta la visione Inuit per la protezione di Pikialasorsuaq.

Conseguenze anche su larga scala

Un’alterazione dell’equilibrio della NWP potrebbe avere ripercussioni difficili da prevedere anche sulle correnti oceaniche atlantiche, come la Corrente del Golfo. Un suo eventuale indebolimento potrebbe modificare in modo significativo il clima europeo, portando a inverni più rigidi e a cambiamenti nella distribuzione delle precipitazioni.

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