Il programma europeo Copernicus, incaricato dall'Unione Europea di osservare la Terra tramite satellite e in situ, ha recentemente pubblicato un articolo OBSERVER che illustra la scarsa qualità dell'aria osservata quest'estate in Europa. Riportiamo qui l'informazione in italiano, integrata con alcuni dati relativi alla Svizzera romanda.
La qualità dell'atmosfera europea è stata notevolmente compromessa durante l'estate 2025. Da incendi boschivi record nell'Europa meridionale e occidentale a intense intrusioni di polvere sahariana e ripetuti picchi di ozono troposferico durante le prolungate ondate di caldo, molteplici eventi hanno influito negativamente sulla qualità dell'aria. I dati del servizio di monitoraggio dell'atmosfera Copernicus (CAMS) mostrano come questi eventi sovrapposti abbiano combinato i loro effetti creando gravi rischi per la salute umana e l'ambiente in tutto il continente. In questo articolo esaminiamo più da vicino ciò che rivelano i dati.
Emissioni record e fumo diffuso
L'estate europea del 2025 è stata caratterizzata da incendi boschivi intensi e diffusi, in particolare nell'Europa sudorientale e sudoccidentale, che hanno avuto un impatto significativo sulla qualità dell'aria. Il fumo degli incendi boschivi è una miscela di inquinanti atmosferici, come gli ossidi di azoto, e particelle, le PM2,5 (particelle con diametro inferiore o uguale a 2,5 micron), particolarmente preoccupanti per i loro potenziali effetti sulla salute umana. Mentre la stagione è iniziata con emissioni complessivamente relativamente basse, la situazione è rapidamente peggiorata, culminando con incendi record in alcune parti del continente.
Grecia, Turchia e Cipro hanno registrato gravi incendi boschivi tra la fine di giugno e l'inizio di luglio, con emissioni totali stimate nel mese di giugno che hanno raggiunto il livello più alto dal 2007 per la Grecia e il livello più alto in 23 anni per la Turchia, secondo i dati del sistema globale di assimilazione degli incendi (GFAS) del CAMS. Le previsioni globali del CAMS relative alle concentrazioni di PM2,5 in superficie hanno mostrato chiaramente le emissioni legate agli incendi durante tutta la prima settimana di luglio.