Nell'inventario GCOS ci sono, per ogni ECV (ad es. ozono), una descrizione delle misurazioni in Svizzera, la base giuridica e informazioni sulle serie di misurazioni pluriennali e la loro rilevanza internazionale. Oltre alle serie di misurazioni climatologiche più importanti, l'inventario descrive anche sette centri internazionali con sede in Svizzera che danno un ulteriore contributo al GCOS. Ad esempio, il World Glacier Monitoring Service (WGMS) garantisce la disponibilità a livello mondiale dei dati relativi alle misurazioni dei ghiacciai, mentre il World Calibration Centre dell'Empa (WCC-Empa) definisce gli standard di riferimento per la misurazione dei gas atmosferici. L'inventario indica anche quali ECV e relative serie di misurazioni e quali centri internazionali sono potenzialmente a rischio. Uno degli obiettivi del contributo svizzero al GCOS è quello di garantire la continuità a lungo termine di queste serie temporali e di questi centri.
Ultimi sviluppi nell'osservazione del clima in Svizzera
Il primo inventario GCOS svizzero è stato pubblicato nel 2007 e rivisto per la prima volta in modo completo nel 2018. Grazie ai progressi nell'osservazione sistematica del clima e ai relativi sviluppi in Svizzera, l'Ufficio Swiss GAW/GCOS ha coordinato una seconda revisione con 29 istituzioni partner nazionali. Il nuovo rapporto è disponibile dall'estate 2025 sul sito web Swiss GAW/GCOS6.
Durante la revisione, tutti i capitoli sono stati aggiornati. Una novità importante è l'aggiunta del Central Calibration Laboratory (CCL-METAS), che fornisce valori di riferimento per dieci composti organici volatili alogenati (COV). È stato aggiunto anche l'ECV «Evaporation from land» (evotraspirazione), per il quale in Svizzera esistono misurazioni pluriennali rilevanti a livello internazionale. Il capitolo sulle misurazioni dell'umidità del suolo è stato completamente rivisto in seguito alla decisione del Consiglio federale del 2022.
Inoltre, l'inventario GCOS documenta i nuovi sviluppi nell'osservazione del clima, come l'uso crescente delle rianalisi per capire meglio i modelli climatici del passato o l'integrazione di dati proxy, cioè dati climatici indiretti come le carote di ghiaccio o gli anelli degli alberi. L'inventario continuerà ad essere aggiornato in futuro, perché l'osservazione sistematica del clima rimane molto importante.
In questo contesto, è fondamentale anche continuare la più lunga serie di misurazioni dell'ozono ad Arosa/Davos, che festeggerà il suo centesimo anniversario il 25 luglio 2026 con un simposio al PMOD/WRC. Come sottolinea Julian Gröbner: «Le misurazioni dell'ozono saranno fondamentali nei prossimi 50 anni per capire come si sta riprendendo lo strato di ozono e quali saranno gli effetti del cambiamento climatico sul suo contenuto».
L'articolo è stato pubblicato originariamente su ProClim Flash ed è disponibile QUI.
Testo originario in tedesco: Ladina Pfister e Michelle Stalder (Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera).
Contatto: gaw-gcos@meteoswiss.ch