La temperatura dell’aria
Quando si parla della temperatura di un luogo si intende generalmente la temperatura dell’aria vicino alla superficie del suolo. I protocolli di misura stabiliscono di misurarla tra 1.25 (per esempio MetOffice) e 2 metri dal suolo (per esempio MeteoSvizzera), con sensori classicamente montati in capannine di misura (i cosiddetti Stevenson Screen) dislocate in varie parti delle città e dei territori. Negli ultimi anni si sono diffusi sensori elettronici più moderni (il più comune è la cosiddetta Pt100, termoresistenza al platino da 100 Ohm), racchiusi in piccoli schermi ventilati naturalmente, e connessi con un data logger trasmettitore, che si possono collocare direttamente all’esterno, senza bisogno di capannina. In entrambi i casi, il sensore (il termometro) deve essere posizionato in modo da essere sempre riparato dalla radiazione solare, per non rimanere surriscaldato da essa. Le modalità di schermatura rispondono a criteri rigidi dettati dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) che riguardano anche la natura della superficie che circonda la capannina, o dello schermo. Inoltre, la capannina o lo schermo debbono essere rigorosamente bianchi, in maniera da riflettere il più possibile la radiazione solare. E le norme WMO prevedono anche che il suolo sia inerbito, con erba bassa.
Normalmente, quando un meteorologo menziona le temperature “al suolo”, intende questo tipo di misura, ovvero la temperatura in aria a circa 1.5 m- 2.0 m sopra il suolo. Tutte queste misure sono puntuali, e inevitabilmente dipendono da dove è posizionato il termometro; il lavoro dei climatologi è proprio quello di valutare con attenzione le serie storiche di questi dati, che mostrano un’inequivocabile tendenza all’aumento, più o meno accentuato a seconda delle zone, eliminando o correggendo possibili “artefatti” che possono influire sulla precisione della tendenza (che, ai fini climatologici, è più importante del valore assoluto).
Si considera la temperatura dell’aria a 1.5 m sopra il suolo, e non ad esempio a 50 o 100 metri sopra il suolo, perché è a livello del suolo che vive la stragrande maggioranza degli esseri umani.
Sono queste le temperature che vengono utilizzate per stabilire quanto caldo c’è in un dato luogo. I dati delle stazioni amatoriali non sempre rispettano la norma WMO.