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Calendario dell'Avvento 2022

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Il nostro Calendario dell'Avvento 2022 dimostra che la meteorologia e la climatologia non sono composte solo da dati, grafici e studi, ma contemplano anche immagini meteorologiche di grande effetto. Quest'anno dietro ogni "casellina" vi attende una suggestiva fotografia di paesaggi o fenomeni atmosferici accompagnata da qualche nozione di meteorologia. Vi auguriamo un meraviglioso periodo di Avvento e piacevoli momenti con il nostro calendario!

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24 – Il salto idraulico

Si apre l’ultima porticina del nostro calendario dell’Avvento 2022. I collaboratori e le collaboratrici di MeteoSvizzera vi augurano un sereno periodo festivo e sperano che abbiate avuto piacere ad accompagnarci in questo percorso di 24 tappe fra vari fenomeni meteorologici. Per l’ultima tappa vi portiamo fra lo Speer e la Ferderispitz, a circa 1700 metri. Qui la nebbia alta rende visibile un fenomeno che possiamo denominare come un “salto idraulico”. Si verifica quando una corrente d’aria è soggetta a una rapida variazione della velocità di scorrimento. Mentre scorre sopra la catena montuosa - come in questo caso tra lo Speer e la Federispitz - la corrente dapprima accelera e in seguito, appena oltrepassata la cresta, inizia a scendere. Poi però la corrente viene improvvisamente rallentata dalla morfologia del terreno. Questa diminuzione della velocità del flusso dà origine al salto idraulico, che si manifesta con un brusco aumento della sommità della nube.

23 – Quando le Alpi rosseggiano

Questo spettacolare gioco di luce sul Mönch, Eiger e Jungfrau ci fa entrare nell’atmosfera natalizia. Quando il sole è basso nel cielo, le montagne assumono sovente intense tonalità di rosso. Ci riflettono la luce che arriva dal Sole, una luce in cui - a seguito del lungo tragitto all’interno dell’atmosfera terrestre – sono dominanti le componenti rosso-arancioni. Le componenti blu-verdi della luce solare sono infatti deviate rapidamente un po’ in tutte le direzioni, appena i raggi solari entrano nell’atmosfera. Nelle Dolomiti questo fenomeno prende il nome di “enrosadira”. Esso è particolarmente intenso e spettacolare, quando le montagne sono innevate o le rocce bagnate. Come nel nostro caso, nel maggio 2021.

22 – Spettacolo di luci sopra Ginevra

I raggi anti-crepuscolari sono simili a quelli crepuscolari, tranne per il fatto che vengono osservati dando le spalle al Sole. Sono visibili all'alba o al tramonto e sono prodotti dalle ombre gettate da nuvole che si trovano in lontananza. Come per i raggi crepuscolari, l'impressione che convergano su un punto è data dal fenomeno della prospettiva. Infatti anche in questo caso i raggi sono in realtà paralleli. In questa foto, scattata a Ginevra il 7 luglio 2021, si può notare un ulteriore fenomeno: i raggi anti-crepuscolari sono circondate da un arcobaleno formato dall’interazione dei raggi solari con le gocce di pioggia.

21 – Tornado Alley

Oggi ci trasferiamo negli USA. Lo stato del Colorado è noto soprattutto per i paesaggi mozzafiato delle Rocky Mountains e per le stazioni sciistiche come Vail e Aspen. Meno noti sono i violenti temporali e i tornado che si sviluppano regolarmente nella parte orientale di questo stato. La pianura situata a est della catena delle Rocky Mountains fa parte della Tornado Alley, ovvero il famoso “corridoio dei tornado”, che si estende dal Texas al confine con il Canada, passando per il Kansas, il Nebraska e il Colorado orientale. Uno di questi tornado è stato fotografato il 31 maggio 2010 a Campo da un nostro collega, che nel suo tempo libero è un appassionato cacciatore di tornado.

20 – Magico paesaggio invernale

Un’abbondante nevicata ha trasformato nel gennaio 2021 l’Altopiano in un magico paesaggio invernale. Come illustrato dalla foto di un tiglio innevato, immortalato sull’Hirzel. Fra il 14 e il 15 gennaio 2021 sulla parte orientale dell’Altopiano caddero da 25 a 40 cm circa di neve fresca. Un evento raro per questa regione. Nei Cantoni Appenzello interno ed esterno, come pure nel Cantone dei Grigioni, si raggiunsero addirittura i 70 cm. Mentre nelle regioni più occidentali, a partire dai Cantoni Argovia e Lucerna non si vide praticamente nessun fiocco, ma solo gocce di pioggia. Ciò fu provocato dalla presenza di due masse d’aria, abbastanza ben distinte: più calda verso ovest, più fredda verso est, che rimasero presenti per l’intera durata delle precipitazioni.

19 – La luna deformata

Proprio un anno fa la Luna si presentava con una forma decisamente inusuale. Quando il Sole o la Luna sono vicini all'orizzonte, a volte ci appaiono deformati. Ciò avviene normalmente quando gli strati più bassi dell’atmosfera presentano delle forti variazioni della temperatura dell’aria. Ciò provoca altrettanto importanti variazioni nella densità dell’aria. I raggi di luce provenienti dal Sole o dalla Luna non giungono allora in linea retta nei nostri occhi, bensì seguendo delle traiettorie curve, che sono all’origine della deformazione apparente di questi due corpi celesti.

18 – La riserva di ghiaccio del lago del Mont-d'Orge

Questa foto del lago del Mont-d'Orge gelato, vicino a Sion, scattata il 12 febbraio 2022, non ha un aspetto particolare. Tuttavia questo lago, oggi riserva protetta, è stato utilizzato fino alla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso per raccogliere il ghiaccio che veniva poi conservato fino alla fine della primavera nell'edificio sulla destra della foto, utilizzato come ghiacciaia. Questoghiaccio veniva utilizzato per raffreddare i serbatoi di un birrificio. Maggiori informazioni (in francese) su questo pezzo di storia sono disponibili in una trasmissione della RTS e sul sito web Notre Histoire

17 – I pesci del favonio

Il 19 dicembre 2019 sul margine sudorientale di un’estesa area di bassa pressione con centro sull'Atlantico settentrionale, si è sviluppata sulle Alpi una corrente favonica che è scesa turbolenta sul versante nordalpino. In quell’occasione, questo tipico vento da sud ha portato nelle vallate nordalpine il termometro a salire fin verso i 19 °C, mentre poco distante, sull’Altopiano, le temperature non superavano i 10 °C. La turbolenta corrente presente sopra le Alpi orientali viene messa in evidenza dalle nuvole del tipo “altocumuli lenticolari” (chiamati anche “pesci del favonio”) ben visibili nella luce dell’alba. Simili situazioni meteorologiche richiedono spesso l’emissione di allerte per i piloti e i gestori degli aeroporti.

16 – Le strade di nuvole

Questa veduta aerea della Germania meridionale, immortalata il 16 aprile 2021, mostra lunghe linee di nubi cumuliformi, chiamate “strade di nuvole”, che si sono formate in una corrente di bise. Per la loro formazione sono necessarie le giuste condizioni: aria instabile (affinché si sviluppino i cumuli), uno strato di aria calda sopra uno di aria più fredda (un’inversione dunque, affinché i cumuli si sviluppino ma non crescano troppo) e un cosiddetto “taglio di vento” (vale a dire quando nei vari strati d’aria il vento soffia da direzioni e con velocità diverse, affinché le nuvole si allineino lungo linee parallele).

15 – La confluenza fra Rodano e Arve

Come nel caso dell'aria, due masse d'acqua con temperature diverse non si mescolano facilmente. La zona di confluenza tra il Rodano e l'Arve a Ginevra ne è un ottimo esempio. L'acqua del Rodano, proveniente dal lago di Ginevra e relativamente temperata, non si mescola bene con l'acqua più fredda dell'Arve, che proviene dalle Alpi. Poiché l'Arve trasporta molti sedimenti, la zona di contatto fra le acque dei due fiumi rimane spesso visibile per diverse centinaia di metri, prima che le due masse d'acqua inizino a mescolarsi. Il 26 ottobre 2020 la temperatura del Rodano era di 14°C e quella dell'Arve era di 9°C.

14 – Parelio colorato

Il parelio (detto anche “cane solare”) è uno dei fenomeni ottici più comuni e colorati. Si forma per doppia rifrazione della luce solare all’interno dei cristalli di ghiaccio a forma di piastra esagonale. Quando il Sole è basso sull’orizzonte è più facile vedere i pareli, che si trovano a una distanza angolare di 22° a sinistra e a destra del Sole. La distanza fra di loro tende a sembrare maggiore, più il Sole è alto sull’orizzonte. Un’ulteriore curiosità: il colore rosso si trova sempre all’interno, verso il Sole. Nella foto è immortalato dunque il parelio di destra.

13 – Con l’aliante sopra i Pirenei

Il volo in aliante offre un punto di vista unico per osservare i fenomeni meteorologici e le nuvole. In questa foto scattata da un aliante in volo sui Pirenei il 30 ottobre 2018, possiamo ammirare delle magnifiche nuvole lenticolari. Sono molto sviluppate e testimoniano le onde che si possono formare nell’atmosfera sottovento le catene montuose, in presenza di forti venti. Queste onde generano all’interno dell’atmosfera zone in cui l’aria sale e zone in cui l’aria scende. Le zone in cui l’aria si muove verso l’alto sono molto apprezzate dai piloti di aliante che le sfruttano per guadagnare quota e compiere lunghi voli. Si pensi che la velocità verticale può raggiungere a volte valori tre volte superiori a quella di un usuale ascensore.

12 – Supercella temporalesca

La foto mostra una supercella temporalesca sopra la valle della Reuss, nel Canton Argovia alla fine della sua fase di vita. Le supercelle sono dei temporali spesso molto intensi e duraturi. A volte possono produrre anche dei tornado. La supercella nella foto si sviluppò a nord di Lione il 24 luglio 2021 attorno alle 16.00 e si spostò successivamente sul Giura, sulla regione dei tre laghi e sulla valle della Reuss, nel Canton Argovia, per raggiungere in serata, verso le 21.30, la città di Zurigo. Complessivamente percorse quasi 350 km, provocando lungo l’intero suo percorso delle forti grandinate. Nei dintorni del lago di Neuchâtel furono osservati dei chicchi di grandine di 4 – 5 cm di diametro.

11 – Le rive dei laghi ghiacciate

Questo albero ricoperto di ghiaccio a Versoix, nel Cantone di Ginevra, ci mostra gli effetti della combinazione fra la temperatura sotto zero dell'aria e il vento forte. In presenza di forti venti le zone più esposte delle rive sono spesso investite dagli spruzzi d’acqua. Se il vento (nel caso del Lemano di solito la bise) è accompagnato da temperature sotto zero, le goccioline che compongono gli spruzzi congelano quasi istantaneamente appena toccano un oggetto, come ad esempio dei sassi o un albero. A fine gennaio 2005, sulle rive del lago di Ginevra si sono formate artistiche sculture di ghiaccio in seguito a un episodio di forte bise con raffiche di oltre 60 km/h e temperature inferiori allo zero.

10 – La banda scura di Alessandro

Dopo un temporale nel luglio 2020, le nuvole nei pressi di Ardez si sono rapidamente diradate lasciando spazio ad un arcobaleno che si è esteso su tutta la valle. A dir il vero quel giorno furono visibili due arcobaleni come pure - fra di essi - la cosiddetta “banda scura di Alessandro”. Questa banda è denominata in onore del filosofo greco Alessandro di Afrodisia. Un arcobaleno si forma quando la luce del Sole dopo essere entrata nelle gocce di pioggia, viene riflessa una volta al suo interno e esce poi rifratta e separata nei vari colori, per terminare la sua corsa negli occhi di chi guarda. Per vederlo la posizione reciproca fra osservatore, zona con le gocce di pioggia e Sole deve essere ben precisa. A volte si può osservare anche un arcobaleno secondario, esterno a quello principale e con la distribuzione dei colori invertita. Esso si forma quando la luce viene riflessa due volte all’interno delle gocce di pioggia e viene comunque indirizzata verso gli occhi di chi guarda. La zona fra i due arcobaleni risulta più scura perché quelle gocce non riescono a deviare le luce verso gli occhi dell’osservatore.

9 – Sconfiggere le gelate … utilizzando il gelo

In primavera, gli alberi da frutto in fiore sono particolarmente sensibili al gelo. Spruzzarli con piccole goccioline d’acqua è un metodo a prima vista magari strano, ma efficace per proteggerli dal gelo. Quando l’acqua congela, quando passa dunque dallo stato liquido a quello solido, essa rilascia una grande quantità di energia termica. Gran parte di questa energia si disperde nell’aria circostante, ma quella che rimane è sufficiente a mantenere le delicate gemme e il resto della pianta alla temperatura di 0°C. Nell’ambiente è infatti a questa temperatura che ghiaccio e acqua liquida convivono. Inducendo artificialmente questo processo si impedisce che le piante gelino. Questo metodo viene utilizzato di frequente in agricoltura. È stato il caso in Vallese il 20 aprile 2017 durante un forte episodio di gelo. In queste situazioni, è possibile scattare foto particolarmente spettacolari.

8 – Cumulonimbus

Il termine “Cumulonembo” (Cumulunimbus in latino) indica una nuvola temporalesca molto sviluppata. Si compone dalle parole latine “cumulus” (cumulo) e “nimbus” (nuvola di pioggia). Affinché i cumulonembi si possano formare sono necessari tre ingredienti: sufficiente umidità per permettere alla nuvola di svilupparsi; un’atmosfera instabile, che favorisca l’ascesa dell’aria; un innesco (trigger) che costringa l’aria a iniziare a muoversi verso l’alto. L’innesco può essere ad esempio dato dalla conformazione del terreno (orografia) oppure dal riscaldamento provocato dal Sole.

7 - Raggi crepuscolari

La foto scattata a Ginevra mostra i cosiddetti raggi crepuscolari poco prima dell'alba del 7 gennaio 2022. Questi raggi, che danno l'impressione di partire tutti da un unico punto, sono generati dalle ombre che le cime delle montagne vallesane e francesi gettano sulla base delle nuvole. Il Monte Bianco è riconoscibile sulla destra tramite l'ombra che si allunga dalla sua cima. I raggi (come pure le ombre) sono in realtà paralleli, ma sembrano divergenti a causa dell'effetto della prospettiva.

6 -  Un ferro di cavallo nel cielo

Una cosiddetta nube “a ferro di cavallo” (in inglese «horseshoe vortex cloud») si è sviluppata nel maggio 2020 sopra le montagne engadinesi poco dopo il tramonto. Sullo sfondo si vede il panorama montano tra il Piz Nair (a sinistra) e il Piz Ot (a destra). Questo tipo di nuvola si forma quando un piccolo vortice d’aria viene deformato da bolle d’aria ascendenti e prende la forma di un ferro di cavallo. Le condizioni affinché queste nuvole si formano sono alquanto particolari. Per questo motivo esse sono rare e molto effimere.

5 – Rovesci sulla Riviera vodese

Quando una massa d'aria fredda sovrasta un lago relativamente caldo, l'aria appena sopra la superficie dell'acqua si riscalda e sale verso l’alto. Questo meccanismo favorisce lo sviluppo di rovesci e può generare precipitazioni di diverse ore nella stessa area. Questo “effetto lago” (in inglese “Lake effect”) si è verificato sul Lago di Ginevra la mattina del 27 luglio 2017, immortalato sopra Vevey dal fotografo al momento giusto, con la pioggia illuminata da un raggio di sole. Quando questo fenomeno si verifica in inverno, può generare nevicate localmente abbondanti.

4 – Incontro con un fantasma

Lungo la strada che dalla Schwägalp porta al Säntis, uno spettro di Brocken ornato da una colorata gloria si mostra a noi sulla parte superiore dello strato di nebbia alta. Con il Sole alle spalle, la nostra ombra viene proiettata, distorta e ingrandita, sullo strato di nuvole davanti o sotto di noi. Il nome risale alla montagna più grande dei Monti Harz in Germania, il Brocken, dove a causa dei numerosi giorni di nebbia (più di 300 all'anno), questo effetto ottico può essere osservato piuttosto frequentemente. La spiegazione teorica della formazione della gloria è abbastanza complessa. In pratica, le onde luminose che compongono la luce proveniente dal Sole vengono diffuse in tutte le direzioni dalle piccole gocce di nebbia; una parte di esse torna indietro verso l'osservatore. Mentre ritornano verso gli occhi dell’osservatore queste onde si combinano fra loro (si parla di interferenza) e danno vita alla gloria attorno all’ombra della testa dell’osservatore.

3 - Fulmini in libertà

A molti è noto che gli oggetti appuntiti attirano i fulmini, ma ci sono sempre delle eccezioni. Questo fulmine fotografato il 20 luglio 2018 ne è la prova. Mentre avrebbe potuto colpire l'antenna in cima al Monte San Salvatore, sulle rive del Lago di Lugano, ha fatto un angolo retto per andare a colpire la riva opposta. In caso di temporale, è comunque consigliabile evitare di stare vicino a oggetti che presentano un rischio maggiore di essere colpiti da un fulmine, ad esempio gli alberi isolati o gli oggetti appuntiti come i tralicci.

2 – Ciò che acqua e nuvole hanno in comune

L'onda di Kelvin-Helmholtz è un bell’esempio del fatto che l'aria è un fluido e che per certi aspetti si comporta come l'acqua. Quando due strati d'aria sovrapposti si muovono a velocità diverse, lungo la superficie che separa i due strati d’aria si possono creare delle turbolenze che, in presenza di sufficiente umidità, possono dare vita a queste nubi particolari. Secondo la categorizzazione delle nuvole definita dall’Organizzazione meteorologica mondiale OMM, questa speciale e rara forma di nuvola è indicata con il termine "fluctus".

1 – L’alone, “un’aureola” meteorologica

Piuttosto che di “aureola” i meteorologi parlano di “alone” (inglese: halo). Ma cosa si intende? Aprendo la prima casellina chiniamoci più da vicino su questo spettacolare fenomeno ottico, che si sposa bene con l’atmosfera natalizia. La mattina del 22 dicembre 2021, quando la nebbia si diradò a circa -12 °C presso Rothenthurm si sono potuti osservare fantastici aloni dovuti ai numerosi cristalli di ghiaccio fluttuanti nell'aria. Questi aloni si formano per la rifrazione della luce da partre dei cristalli di ghiaccio. La foto mostra il cosiddetto alone di 22° accompagnato da un debole parelio (a volte chiamato anche “cane solare”), dall’arco sopralaterale e dall’arco tangente superiore (arco rovesciato).