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Per la formazione delle onde atmosferiche devono essere soddisfatte le seguenti tre condizioni: 

  1. La presenza di montagne o altri ostacoli
    Per mettere in oscillazione l’aria, e quindi generare delle onde, sono necessari degli ostacoli che il flusso d’aria deve superare. Solitamente essi sono costituiti da catene montuose, ma in alcune situazioni anche da una serie di nubi cumuliformi che, a causa delle forti correnti ascensionali, possono rappresentare un ostacolo per il flusso d’aria.
  2. Vento
    Alla quota delle creste e al di sopra di esse, il vento deve soffiare con direzione il più possibile perpendicolare al rilievo. Inoltre, i venti devono avere una velocità minima di 25-40 km/h. Inoltre, un aumento della velocità con la quota rappresenta un fattore che favorisce la formazione delle onde atmosferiche.

Stabilità atmosferica
Un altro importante requisito per la formazione delle onde atmosferiche è una stratificazione verticale stabile dell’atmosfera al livello della cresta della catena montuosa. Ciò significa che la temperatura deve diminuire solo leggermente con la quota o, in presenza di un’inversione termica, addirittura aumentare. 

La morfologia della catena montuosa e il profilo verticale del vento e della temperatura influiscono notevolmente sull’intensità, la propagazione, la lunghezza e l’estensione verticale delle onde atmosferiche. Anche un’eventuale rottura dell’onda è legata a questi fattori.

Se nell’atmosfera è presente sufficiente umidità, nelle correnti ascensionali delle onde atmosferiche si formano delle nuvole che rendono visibili le onde tramite nubi lenticolari. Le situazioni di favonio rappresentano una situazione meteorologica più favorevole alla formazione di onde atmosferiche. Le nubi lenticolari assumono talvolta la forma di un pesce, per questo motivo in tedesco esse sono denominate anche “Föhnfische” (“pesci del favonio”).

Altocumuli lenticolari sulle Alpi Glaronesi. (Source: Bas Crezee )

Qual è la differenza tra onde orografiche e onde sottovento?

A seconda delle condizioni atmosferiche, le onde possono propagarsi orizzontalmente con il flusso d’aria verso valle (caso A) oppure propagarsi verticalmente (caso B). Nel primo caso si tratta di onde sottovento, mentre le onde atmosferiche con propagazione verticale sono definite onde orografiche. Spesso i due tipi si manifestano contemporaneamente dando origine a onde atmosferiche che si propagano sia verticalmente che orizzontalmente.
A seconda delle condizioni atmosferiche, le onde possono propagarsi orizzontalmente con il flusso d’aria verso valle (caso A) oppure propagarsi verticalmente (caso B). Nel primo caso si tratta di onde sottovento, mentre le onde atmosferiche con propagazione verticale sono definite onde orografiche. Spesso i due tipi di onda si manifestano contemporaneamente dando origine a onde atmosferiche che si propagano sia verticalmente che orizzontalmente. (COMET, doi.org/10.3390/atmos12060737)

Perché le onde orografiche e sottovento sono importanti in meteorologia

Le onde atmosferiche possono dare origine a una copertura nuvolosa più o meno estesa, influenzando così la durata del soleggiamento e la temperatura. Esse possono inoltre influenzare notevolmente l’intensità delle correnti favoniche sul versante sottovento. Le onde orografiche e sottovento sono particolarmente rilevanti nell’aviazione. Nel “volo a vela”, gli alianti sfruttano le correnti ascensionali forti e stazionarie generate dalle onde atmosferiche per compiere voli di lunga distanza. Per l’aviazione generale, invece, le onde atmosferiche hanno effetti negativi in quanto le forti correnti verticali associate alle onde possono rendere difficoltoso mantenere la quota di volo e generare turbolenze, in particolare quando esse, raggiungendo la tropopausa, s’infrangono.