Come interpretare il rischio di temporali osservando il cielo – Seconda parte

14 luglio 2019, 2 Commenti
Temi: Tempo

Il seguito dei consigli da usare, osservando il cielo, per scoprire i segni premonitori di un’attività temporalesca o per avvistarne le strutture chiave.

Temporale al calar del sole. Foto: L. Peyraud
Temporale al calar del sole. Foto: L. Peyraud

Alcune strutture temporalesche importanti

Quando un temporale è imminente all’orizzonte e si sposta verso di noi, la presenza di alcune strutture davanti, attorno o al di sotto del cumulonembo possono a momenti informare sulla virulenza di quest’ultimo.  

 

Ecco le principali strutture.

- I mammatus : nuvole in forme di tasche o sacche, a volte visibili sotto l’incudine del temporale, sono spesso impressionanti, soprattutto se illuminate dai raggi del sole al tramonto. Tuttavia queste nuvole non rappresentano in sé una minaccia. Sono indicatori soprattutto della potenza delle correnti ascendenti del temporale lontano, poiché queste sacche si formano quando le correnti ascendenti, dopo aver raggiunto il limite superiore della troposfera (la tropopausa), rimbalzano verso il basso in piccole zone di turbolenza sotto l’incudine.
 

- L'arcus : questa nuvola a forma di rullo nella parte anteriore di un temporale o di una linea di groppo (squall-line) è spesso precursore dell’arrivo di un fronte con raffiche da temporale. È da prendere sul serio perché è imminente l’arrivo di forti raffiche di vento. Si tratta di una nuvola che delimita la parte anteriore (il naso) delle correnti discendenti del temporale, che per definizione è freddo e umido. Le raffiche di vento arrivano improvvisamente ed è frequente il passaggio repentino da vento debole e variabile a valori di raffiche che possono raggiungere i 70 o 120 km orari in pochi secondi. I partecipanti all’ultimo Bol d’Or potranno testimoniarlo. Le prime raffiche di vento sono seguite poco dopo dalla cascata delle precipitazioni; le correnti discendenti del temporale generano spesso piogge diluviali e a volte anche della grandine.

 

- Il murus : la nube a muro (wall-cloud) si tratta di un cedimento nuvoloso sotto la base della corrente ascendente di un temporale legato a una super-cella. Si produce quando la corrente ascendente è particolarmente forte generando un importante calo di pressione sotto la sua base e di conseguenza la condensazione dell’aria e la formazione di questa struttura nuvolosa. Se una rotazione comincia ad essere visibile all’interno della nube muro, è da prendere molto sul serio perché può essere il preludio di una tuba, (nube a imbuto che non tocca il terreno) o perfino di un tornado (nube a imbuto che tocca il terreno). Una  forte  corrente di aria al suolo in direzione di questa struttura può informare sulla probabilità o meno che si formi un tornado. Anche se il meccanismo di formazione di un tornado resta molto complesso e non è tuttora ancora completamente compreso, meglio stare alla larga da queste strutture, se possibile.

 

Commenti (2)

  1. Fulvio, 15.07.2019, 08:17

    Fino a qualche anno fa si pensava che i tornado non si formassero da noi. Dobbiamo aspettarci anche gli uragani? Gli eventi sono sempre più forti come i temporali di questi giorni che sono anticipati da venti fortissimi e improvvisi mai visti prima.

    1. team MeteoSvizzera, 15.07.2019, 09:27

      Con l'aumento delle temperature, aumenta l'energia dei fenomeni atmosferici, perciò sì, ci possiamo aspettare l'arrivo di eventi estremi, fin'ora sconosciuti dalle nostre parti, ma tornado e uragani necessitano di spazi liberi, come pianure e mare aperto. Per un vero uragano ci vorrebbe un oceano e probabilmente il Mediterraneo non è abbastanza grande, ma qualcosa di simile è già arrivato. Un nostro blog del settembre 2018 parla del "medicane" Zorbas, evento somigliante a un uragano, ma non proprio uguale: https://www.meteosvizzera.admin.ch/home/ricerca.subpage.html/it/data/blogs/2018/9/medicane.html?query=medicane