Come interpretare il rischio di temporali osservando il cielo – Prima parte

13 luglio 2019, 6 Commenti
Temi: Tempo

Per completare le informazioni presentate nei blog del 6 e 7 luglio, ecco alcuni consigli da usare, osservando il cielo, per scoprire i segni premonitori di un’attività temporalesca o per avvistarne le strutture chiave.

Temporale al calar del sole. Foto: L. Peyraud
Temporale al calar del sole. Foto: L. Peyraud

Cosa osservare nel cielo?

Quale supplemento alle informazioni sul rischio di temporali che possiamo ottenere guardando i diversi siti internet o le applicazioni sullo smartphone, anche quella di MeteoSvizzera, l’osservazione del cielo può essere determinante. In effetti queste osservazioni possono fornire degli indici più che pertinenti sulla stabilità o instabilità della massa d’aria, sulla possibile evoluzione temporalesca durante la giornata o anche sullo sviluppo del temporale in corso, cosa che può essere molto utile alle persone che sono particolarmente toccati dalle condizioni meteorologiche, come per esempio gli agricoltori, i naviganti o gli addetti alle costruzioni.

Il cielo che precede un’evoluzione temporalesca
Prima che il temporale si sviluppi è spesso possibile identificare nel cielo alcuni segni precursori di un possibile degrado temporalesco nelle ore che seguono. Se sono previsti dei temporali nel pomeriggio o la serata la presenza di Altocumulus castellanus a inizio mattina può indicare che la massa d’aria presente è già molto instabile negli strati medi della troposfera. Queste formazioni nuvolose si presentano come delle piccole torrette a debole estensione verticale, che si sviluppano ad un’altitudine situata fra 2 e 5 km. Tendono a dissiparsi nel corso della mattinata, per poi riapparire qualche ora più tardi quando il rischio di temporali aumenta. I Cirrocumulus floccus indicano invece che sono gli alti strati dell’atmosfera ad essere instabili, e sono dunque da interpretare come precursori potenziali di una prossima attività temporalesca. La realizzazione di questo potenziale temporalesco più tardi nella giornata dipenderà beninteso dalla presenza o meno di tutti gli ingredienti descritti nel blog del 6 luglio.
 

L’osservazione del cielo quando il rischio di temporali è imminente o già in corso.

Se dopo le osservazioni mattutine si osservano in seguito sviluppi importanti dei cumuli sui rilievi o all’orizzonte verso metà giornata o durante il pomeriggio, si hanno indicazioni sulla formazione imminente di temporali. Un’evoluzione da cumulus humilis in cumulus mediocris poi in cumulus congestus nelle ore seguenti è sinonimo di uno sviluppo verticale importante di queste specie di nubi. Se le condizioni atmosferiche necessarie sono tutte riunite questa evoluzione può sfociare allo stadio ultimo di sviluppo, ossia quello del cumulonimbus, detto in altre parole del temporale( specie cumulonimbus calvus et cumulonibus capillatus . Per meglio rendersi conto dei diversi generi e specie delle nuvole descritte qui sopra si consulti l’Atlante delle nuvole dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM).
 

I cumulus humilis di bel tempo evolvono a poco a poco in cumulus mediocris e cumulus congestus più voluminosi, prima di arrivare allo stadio temporalesco, ossia quello del cumulonimbus calvus e quello del cumulonimbus capillatus.
 

Commenti (6)

  1. Giacomo Malnati, 14.07.2019, 15:43

    Sono da tempo interessato alla ricezione e alla decodifica dei dati trasmessi dalle radiosonde (Payerne, Linate, Cuneo in particolare, ma anche Stoccarda, Altenstadt, Udine etc.) Come posso utilizzare utilmente questi dati, nel contesto della previsione dello sviluppo dei temporali? Grazie e complimenti per il lavoro svolto. Giacomo Malnati

    1. Team MeteoSvizzera di Locarno-Monti, 15.07.2019, 09:37

      Buongiorno, MeteoSvizzera non ha una documentazione specifica su questo tema. Esistono tuttavia dei moduli online seri, che si possono compilre con profitto per l'apprendimento https://www.meted.ucar.edu/training_module.php?id=225
      Coridali saluti
      Team MeteoSvizzera di Locarno-Monti

  2. Sonia, 14.07.2019, 14:53

    Interessantissimo! Grazie mille come sempre per la vostra professionalità

  3. Greg, 14.07.2019, 11:25

    immagini molto belle questi cumulonembi si sviluppano molto in altezza nell`atmosfera e creano giochi di colore unici.

  4. Sergio, 13.07.2019, 19:44

    Molto bello. Piccola correzione: il plurale di specie è specie, non “speci”. Per il resto: articolo bellissimo

    1. Team MeteoSvizzera di Locarno-Monti, 14.07.2019, 07:31

      Buongiorno,
      grazie per gli elogi. Ma dove ha visto la parola "speci"?
      Buona domenica
      Team MeteoSvizzera di Locarno-Monti