Le nuvole anche nei musei, non solo in cielo

21 marzo 2017, 1 Commento
Temi: Tempo

Bianche. Nere. Delicate come ricami. Scure e minacciose come torri di un castello. Sottili come capelli al vento. Soffici batuffoli d’ovatta che galleggiano nel cielo.

Chi non ha mai provato a «leggere» la forma di una nuvola, cercandone la somiglianza con un animale, una pianta, una persona o un oggetto? Perturbato o sereno, il cielo si esprime per mezzo delle nuvole che gli danno vita e colore. Da secoli le nuvole sono in grado di influenzare l’umore delle persone, affascinare i sognatori, ispirare gli artisti. Fra cui i pittori. In vista della giornata mondiale della meteorologia, dedicata proprio alle nuvole, questo blog ci porta attraverso 700 anni di dipinti. Un viaggio breve, senza pretesa di completezza. Le nuvole sono sempre le stesse, da secoli. Ma non così il modo con cui le hanno interpretate gli artisti.
 

Visione ingrandita: Morte di San Francesco, 1295-1299 circa, Giotto da Bondone, affresco, Basilica superiore di Assisi, Assisi
Fig. 1: Morte di San Francesco, 1295-1299 circa, Giotto da Bondone, affresco, Basilica superiore di Assisi, Assisi

Giotto è uno dei primi artisti che inizia a rappresentare le nuvole non più in modo simbolico, bensì più realisticamente come “macchie” bianche sullo sfondo di un cielo che, abbandonato il colore oro, è diventato blu".


 

Visione ingrandita: Fig. 2: Andrea Mantegna, San Sebastiano, parte superiore del dipinto. Kunsthistorisches Museum, Vienna.
Fig. 2: Andrea Mantegna, San Sebastiano, parte superiore del dipinto. Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Con Mantegna le nuvole iniziano a gonfiarsi, diventano più “solide”, al punto da domandarsi come fanno a stare sospese in cielo tanto quanto sono statutarie. Come nella realtà, anche le nuvole del Mantegna invitano chi le osserva a cercare una rassomiglianza o una forma. In questo caso volti o cavalieri, dipinti appositamente. 

 

Visione ingrandita: Fig. 3: Leonardo Da Vinci, Tempesta in una vallata alpina, c.1508-10, (Royal Collection Trust / © HM Queen Elizabeth II 2017)
Fig. 3: Leonardo Da Vinci, Tempesta in una vallata alpina, c.1508-10, (Royal Collection Trust / © HM Queen Elizabeth II 2017)

Leonardo dedica alle nuvole l’intero capitolo VII del suo Trattato della Pittura. Il capitolo “De’ nuvoli” si apre con una frase che indica l’origine delle nuvole secondo l’autore: “Le nuvole sono nebbie tirate in alto dal caldo del sole“. Leonardo forse non ha ancora le idee completamente in chiaro sui dettagli dei meccanismi fisici che portano alla formazione delle nuvole, ma ciò nonostante è uno dei primi che ci lascia degli studi o rappresentazioni verosimili delle nuvole.

 

 

Visione ingrandita: Fig. 4: Jan van Goyen, Il temporale.
Fig. 4: Jan van Goyen, Il temporale.

Passano i decenni, cambia il modo in cui l’arte interpreta i paesaggi e anche nella pittura le nuvole sono rappresentate in modo completamente diverso rispetto al passato, come “Il Temporale” dipinto da  Jan van Goyen , M.H. de Young Memorial Art Museum, San Francisco.

 

Visione ingrandita: Fig. 5: John Constable, Studio di nuvole, olio su carta, National Gallery of Victoria, Melbourne.
Fig. 5: John Constable, Studio di nuvole, olio su carta, National Gallery of Victoria, Melbourne.

Probabilmente non c’è artista che non sia confrontato prima o poi con le  nuvole. Uno in particolare è stato però ammaliato dalle nuvole, e ha dedicato ore e ore a studiare i cieli della campagna inglese. In John Constable (1776 – 1837)  le nuvole non sono semplicemente la scenografia che accompagna il soggetto del quadro. In lui le nuvole diventano il soggetto centrale del quadro, come testimoniato dei numerosi studi, schizzi e disegni che ci ha lasciato. Fra il 1821 e il 1834 Constable ha inseguito innumerevoli e mutevoli nuvole per sentieri e per spiagge solitarie, per poi fissarle sui suoi taccuini.

 

 

Visione ingrandita: Fig. 8: L’onda, Gustave Courbet, olio su tela, 1869 - 1870, Alte Nationalgalerie, Berlino
Fig. 8: L’onda, Gustave Courbet, olio su tela, 1869 - 1870, Alte Nationalgalerie, Berlino

John Constable non fu il solo artista in cui le nuvole appaiono di frequente. Nei paesaggi di Gustave Courbet le nuove sono rappresentate con deciso realismo. Ma riprendono il loro posto come sfondo dei paesaggi, non sono più come in Constable il soggetto primo dell’opera.

 

Visione ingrandita: Fig. 9: J. M. W. Turner, I naufraghi, costa del Northumberland, , 1834 circa, olio su tela, Yale Center for British Art
Fig. 9: J. M. W. Turner, I naufraghi, costa del Northumberland, , 1834 circa, olio su tela, Yale Center for British Art

Forse non c’è popolo più meteo-interessato degli inglesi. Patria fra l’altro di uno dei primi servizi meteorologici nazionali. Non c’è dunque da stupirsi troppo se oltre a J. Constable, anche per altri pittori inglesi le nuvole sono parte importante della loro opera, come J.M.W. Turner.

 

Visione ingrandita: Fig. 10: Alfred Sisley, Bougival, olio su tela, Cincinnati Art Museum
Fig. 10: Alfred Sisley, Bougival, olio su tela, Cincinnati Art Museum

Ogni pittore ha il suo stile e anche le nuvole non sfuggono alle più disparate interpretazioni.

 

Visione ingrandita: Fig. 11: L’urlo, Edvard Munch, 1893, olio, tempera e pastello su cartone, National Gallery, Oslo.
Fig. 11: L’urlo, Edvard Munch, 1893, olio, tempera e pastello su cartone, National Gallery, Oslo.

E le interpretazioni personali portano anche a far attribuire alle nuvole colorazioni poco realistiche come quelle che si possono ammirare nei dipinti di Emil Nolde (1867 - 1956) in cui le nuvole assumono colorazioni … decisamente molto accese e vivaci. Colori accesi e vivaci presenti anche nel cielo striato da alcune nuvole che fa da sfondo ad un famoso quadro di Edvard Munch (1863  - 1944).

Fermiamoci qui. La carrellata è ovviamente incompleta. Al lettore interessato non mancano di sicuro gli strumenti per continuarla. Mentre per coloro che preferiscono l’aria aperta alle visite ai musei (virtuali) non devono far altro che uscire di casa e alzare gli occhi al cielo. Eccole lì le nuvole, apparentemente sempre uguali, ma ogni volta un po’ diverse.

E per chi fosse veramente amante dell’arte segnaliamo la seguente mostra, aperta fino a giugno a Schwäbisch Hall, una cittadina del sud della Germania: Wasser, Wolken,Wind; Elementar- und Wetterphänomene in Werken der Sammlung Würth.

Commenti (1)

  1. luisa, 22.03.2017, 09:39

    Graditissima sorpresa questo articolo dopo quello sulle canzoni, per chi, come me, ama l'arte, la poesia e le nuvole.