Novembre con nevicate da record

30 novembre 2019, 5 Commenti
Temi: Clima

Mentre a sud delle Alpi si sono misurati quantitativi di neve localmente da record, al Nord il tempo non è risultato particolarmente dinamico. La persistenza della copertura nuvolosa ha inoltre portato a valori di soleggiamento estremamente bassi: il versante meridionale delle Alpi ha registrato uno dei mesi meno soleggiati dall’inizio delle misurazioni. Dal punto di vista delle temperature, il mese è stato leggermente più mite rispetto alla norma.

Molta neve per il mese di novembre all’Alpe di Valleggia, Valle Bedretto, 1751 m. Foto: Tiziano Schneidt, 22.11.2019.
Molta neve per il mese di novembre all’Alpe di Valleggia, Valle Bedretto, 1751 m. Foto: Tiziano Schneidt, 22.11.2019.

In tutta la Svizzera leggermente più mite rispetto alla norma

La temperatura di novembre, con una media nazionale di 1.6 gradi, si situa leggermente al di sopra della norma 1981-2010 (Fig. 1). Alle quote più elevate, tuttavia, i valori sono scesi in alcune regioni ben al di sotto della norma. Ad esempio Sullo Jungfraujoch e al Gran San Bernardo la temperatura mensile è stata rispettivamente di 1.3 e 1.0 gradi inferiore alla norma. Valori medi mensili decisamente superiori alla norma si sono invece avuti nelle regioni toccate dal favonio, come Bad Ragaz, Altdorf e Meiringen, con un’anomalia positiva di 1.6 gradi.

Visione ingrandita: Fig. 1: Media nazionale della temperatura di novembre dall’inizio delle misure avvenuto nel 1864. Il mese di novembre 2019 registra un’anomalia positiva di 1.6 gradi. La linea verde tratteggiata indica la norma 1981-2010 di 1.2 gradi. La linea rossa indica la media mobile su 20 anni.
Fig. 1: Media nazionale della temperatura di novembre dall’inizio delle misure avvenuto nel 1864. Il mese di novembre 2019 registra un’anomalia positiva di 1.6 gradi. La linea verde tratteggiata indica la norma 1981-2010 di 1.2 gradi. La linea rossa indica la media mobile su 20 anni.

Una caratteristica delle temperature di novembre è l’andamento costante della media pluriennale tra il 1925 e il 2000. Dopo l’anno 2000 si può invece notare un marcato riscaldamento, mentre prima del 1925 vi sono state oscillazioni decennali piuttosto marcate.

Situazione di bassa pressione persistente

Le prime due decadi del mese sono state caratterizzate da un regime di bassa pressione. Aria umida è stata sospinta verso la Svizzera da frequenti correnti occidentali e sudoccidentali: in molte località tra l’1 e l’8 novembre è piovuto ogni giorno. Il giorno 8 è affluita da nord nei bassi strati aria fredda: a nord delle Alpi è nevicato fino a circa 800 metri, localmente fin verso i 400 metri; a sud delle Alpi, invece, il limite delle nevicate è rimasto attorno ai 900 metri.

Il 9 e il 10 novembre un temporaneo cuneo di alta pressione ha causato condizioni meteorologiche più stabili. In seguito si è avuta una situazione di bassa pressione alimentata da aria fredda. Tra l’11 e il 12 novembre sulle montagne del Ticino e nelle Alpi orientali al di sopra dei 1000 metri sono caduti da 30 a 40 cm di neve. Il giorno 13 una bassa pressione sulle Alpi ha causato deboli nevicate in montagna, mentre a sud delle Alpi il tempo è risultato soleggiato con forte favonio.

Forti nevicate sul versante sudalpino

Tra il 14 e il 19 novembre correnti persistenti da sud e da sudovest hanno causato nevicate localmente eccezionali lungo il versante sudalpino. Il 14 e il 15 novembre le forti nevicate sono state accompagnate da forte favonio lungo il pendio nordalpino.

A S. Maria in Val Monastero (1386 m) tra il 15 e il 17 novembre sono stati misurati 71 centimetri di neve fresca, il nuovo record di neve nuova in tre giorni per il mese di novembre. Il record precedente era di 64 centimetri, caduti tra il 15 e il 17 novembre 1959. La serie storica per questa stazione è cominciata nel 1931.

Nuovi record mensili di neve

Alle quote più elevate del pendio sudalpino si sono verificate ulteriori nevicate, cosicché la neve fresca totale ha fatto registrare dei nuovi record per il mese di novembre. A Segl-Maria in Alta Engadina la somma di neve fresca mensile è stata di 219 cm. Per questa località, la cui serie di misure è cominciata nel 1864, solamente novembre 1887 aveva fatto registrare una somma di neve fresca di circa 2 metri, mentre tutti gli altri anni mostrano accumuli inferiori. Negli ultimi 100 anni la somma mensile di neve fresca è stata di almeno 40 cm inferiore a quella attuale.

Anche a S. Maria in Val Monastero la somma mensile di neve fresca è stata da record, con 145 cm. Il record precedente di questa serie di misura lunga circa 90 anni risale al 1959 con 123 cm, mentre in tutti gli altri anni non si erano mai misurati più di 100 cm di neve fresca.

Infine, anche a Bosco Gurin, con 248 cm di neve, è stato registrato il nuovo record di neve fresca per il mese di novembre. Dall’inizio delle misure in questa località, avvenuto nel 1961, si è trattato del terzo mese di novembre con una somma di neve superiore a 200 cm: nel 1966 i centimetri caduto furono 226, nel novembre 1975 i centimetri furono 203. I rimanenti valori più elevati sono tutti attorno ai 150 cm.

Favonio tempestoso al Nord

Dopo la temporanea estensione sulla Svizzera di un promontorio anticiclonico il giorno 20 novembre, che ha causato nebbia alta al nord e una mattinata soleggiata al sud, tra il 21 e il 24 novembre il nostro Paese è stato interessato nuovamente da forti correnti meridionali che a nord delle Alpi hanno causato favonio forte o addirittura tempestoso tra il 22 e il 23 novembre. In montagna sono state raggiunte raffiche tra 110 e 160 km/h, nelle vallate nordalpine tra 90 e 130 km/h. Il valore più elevato è stato raggiunto a Meiringen con 138 km/h.

Mentre a nord delle Alpi il tempo è stato abbastanza soleggiato non solo nelle vallate alpine, ma anche sull’Altopiano, dove sono state raggiunte temperature comprese tra 14 e 18 gradi, a sud delle Alpi si sono verificate ancora precipitazioni abbondanti, soprattutto tra in una fascia compresa tra la Valle di Saas e il Ticino occidentale. La somma delle precpitazioni in due giorni è stata compresa tra 70 e 120 mm, localmente ha raggiunto i 180 mm. In queste zone le temperature sono rimaste al di sotto dei 10 gradi.

Precipitazioni abbondanti a sud delle Alpi

Durante il mese di novembre 2019 le frequenti correnti dal settore sud hanno causato precipitazioni abbondanti a sud delle Alpi. La somma mensile delle precipitazioni è stata per molte località maggiore del doppio della norma 1981 – 2010 e localmente superiore a tre volte il valore normale, come ad esempio a S. Maria in Val Monastero dove il totale mensile ha raggiunto i 200 mm a fronte di una media di 63 mm.

Con 361 mm Lugano ha registrato il sesto mese di novembre più piovoso dall’inizio delle misure, avvenuto nel 1864, a fronte di una media mensile di 127 mm. Per Samedan (140 mm) e Segl-Maria (223 mm) in Alta Engadina si è invece trattato rispettivamente del settimo e del decimo mese di novembre più ricco di precipitazioni; per entrambe queste località la media mensile è inferiore ai 100 mm.

A nord delle Alpi il totale di precipitazione è invece stato inferiore alla media, soprattutto nell’Altopiano centrale e orientale. In queste regioni è piovuto tra il 60 e il 75 % della norma.

Mese estremamente povero di sole

A causa della continua presenza di una situazione di bassa pressione, il mese di novembre è stato a livello locale estremamente grigio. A sud delle Alpi la durata del soleggiamento è stata localmente solo il 30 – 40 % della norma 1981 – 2010. La stazione di Locarno Monti ha misurato solo 56 ore di sole e di conseguenza quello appena concluso è stato il secondo mese di novembre, il quarto mese in assoluto, meno soleggiato della serie di dati omogena iniziata nel 1959. Il novembre meno soleggiato a Locarno Monti è stato quello del 2018 con solamente 33 ore di sole.

Visione ingrandita: Fig. 4: I dieci mesi meno soleggiato a Locarno Monti della serie di dati omogenea iniziata nel 1959.
Fig. 4: I dieci mesi meno soleggiato a Locarno Monti della serie di dati omogenea iniziata nel 1959.

Il soleggiamento è stato scarso non solo sul versante sudalpino, ma anche nelle regioni dello Jungfrau, del Gottardo e del Säntis così come in Alta Engadina dove la durata del soleggiamento è stata compresa tra il 50 e il 60 % della norma 1981 – 2010. Per queste località si è trattato del secondo o del terzo mese di novembre meno soleggiato dall’inizio della serie di dati omogena nel 1959.

I larici gialli sono ben visibili nei boschi

In Svizzera l’ultima specie di albero che si colora è il larice, spesso solo quando le foglie degli altri alberi sono già cadute. In novembre i larici sono quindi particolarmente visibili nei nostri boschi. In montagna la colorazione degli aghi dei larici è iniziata a metà ottobre; a partire da fine ottobre si sono poi colorati anche gli alberi situati in pianura. Queste date si situano approssimativamente attorno alla media del periodo di riferimento 1996-2018 e mostrano solo una leggera tendenza al ritardo con una deviazione di 2 giorni. In montagna la caduta degli aghi dei larici è iniziata alla fine di ottobre mentre in pianura si è potuta osservare a partire da metà novembre e continuerà anche nel corso del mese di dicembre in quanto molti larici sono ancora gialli.

La caduta delle foglie dei faggi, delle betulle e dei sorbi degli uccellatori è iniziata nel corso del mese di ottobre sia in montagna che in pianura ed è proseguita alle basse quote anche nel mese di novembre. Per i sorbi la maggior parte delle segnalazioni di caduta sono state fatte tra il 15 e il 25 ottobre, mentre per i faggi e le betulle dal 23 ottobre fino al 6 novembre, anche se alcune segnalazioni sono giunte anche verso la fine del mese di novembre. La caduta delle foglie di queste specie è avvenuta in linea con la norma di riferimento. Affinché le foglie cadano, l’albero forma una sorta di tessuto separatorio tra il fusto della foglia e il ramo. In seguito saranno i colpi di vento a far staccare le foglie dagli alberi.

L’osservazione degli alberi di castagno è iniziata nel 1996. In Ticino il frutto dei castagni è maturato quest’anno 10 giorni più tardi rispetto alla media (dal 7 al 19 ottobre), mentre la colorazione delle foglie è stata osservata 7 giorni in anticipo e la caduta delle foglie 4 giorni prima del normale (dal 31 ottobre al 19 novembre).

Il rapporto definitivo sul clima di novembre sarà disponibile dal 10 dicembre 2019 nella sezione Rapporti sul clima

Commenti (5)

  1. Simone, 1.12.2019, 14:10

    👍👍👍info sempre molto interessanti.
    Per quanto riguarda le colorazioni autunnali,seguo da anni una betulla in pianura dove anche quest'anno puntuale verso il 20 di settembre è apparso il primo mazzo di foglie gialle situato sempre allo stesso punto dell'albero fino a perdere comlpetamente le foglie ai primi di novembre con qualche giorno di ritardo. Altre betulle nelle vicinanze invece hanno compiuto la colorazione finale durante l'ultima settimana di novembre... premetto che tutte le betulle che osservo sono apparentemente sane e non soggette alla defogliazione causata da malattie fungine o altro.
    Anche un Acer giapponese, sempre in pianura che seguo da anni, quest'anno ha colorato di rosso le foglie verso il 21 di novembre con un ritardo di almeno 10 -15 giorni rispetto agli anni precedenti.
    In generale ho notato una certa variabilità nelle colorazioni di alberi e arbusti quest'anno.

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  2. Andrea 1, 1.12.2019, 13:44

    Come al solito dati interessanti, grazie, soprattutto quelli concernenti la colorazione delle foglie e la maturazione dei frutti, inoltre negli ultimi 150 anni i picchi dei rilevamenti a Segl-Maria indicano (per il momento) una maggiore frequenza tra il 1860e il 1950. Vero é che l'origine dei picchi molto probabilmente tra allora e i giorni nostri rischia di essere diversa.
    @Michele, l'incuria centra poco con le molte rotture di alberi. Sopra i 500 metri sono caduti 15-20 cm. di neve che si è affrancata ai rami anche grazie alle foglie ancora presenti. La neve si é trasformata repentinamente in pioggia, molta pioggia, che ha appesantito le già cariche chiome. Chi vive nei o vicino ai boschi può confermare, il "concerto" di rami rotti era straziante. Alberi perfettamente sani si sono aperti come fiori, rami spezzati ovunque. Da noi la manutenzione é stata fatta ma l'evento é stato eccezionale, le conseguenze pure.

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  3. Guido, 1.12.2019, 10:27

    Complimenti! Articoli precisi nei contenuti e super completi! In Valtellina, pur essendo Italia, un sacco di gente ha la vostra app sul cellulare perché l’animazione ci consente di sapere con estrema affidabilità il meteo. Chapeau

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  4. Michele, 1.12.2019, 08:35

    Precisissimi come sempre: complimenti. Le eccezionali nevicate sono lì da vedere guardando i monti; sulla caduta delle foglie mi sorprende il fatto che a metà mese eravamo in media e quindi i notevoli disagi per le numerose cadute di piante sotto il peso della neve sarebbero da attribuire all'incuria nostra e non (come si e sentito sui media) al fatto che le piante stesse erano ancora dotate di chioma causa il caldo autunnale 2019 (mi riferisco alla zona Domodossola e valli superiori)...! Sono stati decine gli interventi dei VVFF per liberare le strade dai numerosi alberi che con la caduta dal peso neve bloccavano il traffico: con la regolare manutenzione i problemi sarebbero stati più contenuti.

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    1. Massimo, 11.12.2019, 20:56

      Bellissimo articolo. Noto che nella vs cartina che riporta i dati misurati ( temperatura umidità vento neve ecc) molte stazioni montane non riportano la quantità di neve totale (ospizio Bernina Airolo piotta ecc) . Da cosa è dovuto?