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Il Monte San Salvatore e i fulmini

10 luglio 2018, 3 Commenti
Temi: Tempo

La settimana scorsa il fulmine ha colpito a diverse riprese il Monte San Salvatore, questo pan di zucchero che troneggia sulla baia di Lugano. Si tratta di un fenomeno ricorrente e non è frutto del caso se questa montagna ha ospitato uno dei primi laboratori per lo studio dei fulmini.

Il Monte San Salvatore, che sovrasta Lugano, colpito dal fulmine nella notte dal 4 al 5 luglio 2018. Foto: Dean GILL.
Il Monte San Salvatore, che sovrasta Lugano, colpito dal fulmine nella notte dal 4 al 5 luglio 2018. Foto: Dean GILL.

La regione più colpita dai fulmini

Visione ingrandita: Fig. 1: Numero di scariche atmosferiche nube-suolo per km2  all’anno fra il 2000 e il 2018 (mesi giugno-luglio e agosto). Solo le scariche più importanti.
Fig. 1: Numero di scariche atmosferiche nube-suolo per km2 all’anno fra il 2000 e il 2018 (mesi giugno-luglio e agosto). Solo le scariche più importanti.

l sud del Ticino è la regione della Svizzera più colpita dai fulmini. A livello europeo fa parte dei settori più temporaleschi del continente, tutti situati in zona mediterranea.

 

La stazione di ricerca sui fulmini

Essendo il Ticino meridionale la regione più temporalesca della Svizzera e sapendo che il fulmine tende a colpire di preferenza i punti elevati, la cima del San Salvatore, situato a 915 metri di altitudine, ossia 640 metri sopra la superficie del lago, si delineava quasi naturalmente come luogo ideale per installare una stazione di ricerca sui fulmini. Diretta dal Professor Karl Berger del Politecnico federale di Zurigo, la stazione di ricerca sperimentale nacque nel 1943 sulla vetta del Monte San Salvatore. Si trattava di uno dei primi luoghi di sperimentazione sui fulmini al mondo.

Il laboratorio fu dapprima dotato di un’antenna in legno di 70 metri di altezza che terminava con una punte di acciaio di 10 metri. Lo scopo consisteva nel captare il fulmine al fine di analizzarne gli effetti. Nel 1950 una seconda antenna interamente metallica, di 80 metri di altezza, fu eretta sul “Dosso San Carlo”, un poco più a nord rispetto alla prima antenna.

L’idea generale era di meglio conoscere il fulmine e i suoi effetti allo scopo di proteggere più efficacemente le installazioni elettriche dalla folgore. Con un centinaio di impatti di fulmini all’anno su ogni antenna, la stazione del Monte San Salvatore ha continuato la sua attività fino al 1973. In seguito l’installazione fu smontata nel 1982.
 

Il Monte San Salvatore oggi

Questa mitica montagna custodisce un ricordo di questo lungo periodo dedicato alla ricerca sui fulmini. In effetti, dal 1999, la vetta del pan di zucchero accoglie un museo installato negli antichi locali della stazione di ricerca: http://www.montesansalvatore.ch/cultura/museo/

Una parte del museo è in effetti dedicata ai fulmini e alla vecchia stazione di ricerca che occupava questi locali. 
L’esposizione sui fulmini è stata realizzata con la collaborazione scientifica del Dott. Jürg Joss di Intragna, direttore dell’allora “Osservatorio meteorologico di Locarno-Monti”. Sua è anche la costruzione del  modellino di un generatore di fulmini, esposto al museo. Si tratta di un apparecchio che dimostra la separazione delle scariche elettriche tramite una crescita esponenziale e provoca dei piccoli fulmini. Il generatore, creato da MeteoSvizzera, è stato realizzato in metallo e materiale isolante e funziona con acqua. Dopo meno di 20 secondi, piccoli fulmini si scaricano all’interno del generatore.

 

Commenti (3)

  1. Olivier, 11.07.2018, 10:57

    Sarebbe molto interessante poter osservare il vostro generatore di fulmini ad acqua... Articolo interessante andrò anche io a fare una gita su monte San Salvatore.

  2. Sergio, 11.07.2018, 10:14

    Fantastica la prima foto di Dean Gill.

  3. Lp, 11.07.2018, 06:32

    Leggendo questo articolo sorgono alcune domande, ma il laboratorio di ricerca fulminin è ancora attivo? Quando l’antenna viene colpita come vengono protette le installazioni elettroniche delicate? Cosa è stato scoperto sui fulmini negli anni? .
    Non sapevo ci fosse una sezione ed un museo dedicato ad i fulmini, certamente l’articolo incuriosisce e sicuramente saliro’ a visitarlo in cerca delle risposte alle mie domande. Bravi bel tema e buon articolo volutamente (presumo) incompleto.👌😉