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Siccità a Sud delle Alpi

13 aprile 2015, 3 Commenti
Temi: Tempo

Il periodo dove si verificano le siccità più prolungate va da dicembre a marzo, mentre rare sono le siccità primaverili come quella che è in atto in questo periodo.

Gli effetti si fanno sentire

Un grosso incendio è divampato nei boschi, ancora senza vegetazione, sopra il Monte Ceneri.

Un po' di climatologia

Gli eventi estremi fanno parte del clima del versante sudalpino più di quanto generalmente non venga attribuito a questa regione con una vocazione prettamente turistica. Degli elementi meteorologici, in particolare le precipitazioni presentano una forte variabilità: i periodi di siccità contrapposti a intervalli di abbondanti precipitazioni sono ricorrenti. Il periodo dove si verificano le siccità più prolungate va da dicembre a marzo, in misura minore anche ottobre-novembre. Pure nei mesi estivi sono possibili forti siccità, acutizzate dalle temperature elevate, in quanto però fenomeni di instabilità locale possono aver luogo anche in fasi prettamente anticiclonali, sono nettamente più corte che d’inverno, Il fattore temperatura normalmente non incide molto sulle siccità invernali. Molto rare sono per contro le siccità primaverili. La fascia più fortemente toccata dagli eventi di siccità si estende dalla Valpadana fino ai primi contrafforti delle Alpi. In generale le zone in prossimità della cresta principale delle Alpi ricevono spesso alcune precipitazioni, perlopiù modeste, portate da Nord. Eventi di siccità generale su tutto il pendio sudalpino si riducono a qualche caso per secolo. Un periodo di siccità è perlopiù legato ad una situazione di blocco anticiclonico, con il centro dell’alta pressione che può trovarsi tra l’Europa centrale, il Mediterraneo e il vicino Atlantico. Quando l’anticiclone è localizzato sulla metà occidentale del continente, le correnti ad esso collegate soffiano da Nord sulle Alpi, ciò che porta favonio al Sud e ulteriore aridità. Oltre che dalla carenza d’acqua, le conseguenze sull’ambiente sono determinate da molti fattori, in primo luogo la riserva idrica accumulata in precedenza, ma anche la temperatura, l’innevamento, la frequenza del vento e lo stadio della vegetazione. Generalmente i primi sintomi appaiono dopo un mese di mancanza d’acqua.

Definizioni statistiche

Statisticamente, al centro meteorologico vengono distinti i periodi secchi, cioè senza alcuna precipitazione, e i periodi asciutti, cioè con un quantitativo ridotto, definito arbitrariamente. Le stazioni di riferimento sono Locarno e Lugano, che possiedono le serie di dati più accurate, e sono stati considerati gli anni fino al 1901. Sono così state allestite le statistiche per i periodi secchi di almeno 30 giorni consecutivi (nessuna precipitazione) e i periodi asciutti di almeno 60 giorni, con precipitazioni trascurabili (massimo di 10 l/m2).

Frequenza delle siccità

In media ogni 4 anni circa ha luogo un periodo secco di 30-40 giorni e ogni 10 anni circa uno di oltre 40 giorni. Il più lungo è avvenuto tra il 1988 e il 1989 con 63 giorni secchi a Locarno e 77 a Lugano. Periodi asciutti (precipitazioni trascurabili, massimo 10 l/m2), con una lunghezza di 60-70 giorni ricorrono in media ogni 10-20 anni, a seconda della stazione, mentre di oltre 70 giorni si verificano ogni 15 anni circa. I massimi sono di 84 giorni per Locarno (8.1.1953 - 1.4.1953) e 104 per Lugano (28.11.1980 - 11.3.1981). La siccità degli anni 1941-42, 1949, 1952-53 si è protratta per oltre 3 mesi, mentre i periodi siccitosi più lunghi hanno avuto luogo tra settembre 1921 e gennaio 1922 e tra novembre 1980 e marzo 1981 con oltre 4 mesi senza precipitazioni consistenti. In assoluto la siccità più prolungata e forte in Ticino si ebbe tra febbraio 1921 e febbraio 1922 quando vi fu una scarsità generale di precipitazioni in tutti i mesi, salvo in agosto. Le cronache del tempo parlano di “...esaurimento delle sorgenti, l’arenamento delle industrie mancanti di forze motrici ed il generale avvizzimento della vegetazione che condusse a considerevole deperimento”, oltre a un livello bassissimo del lago di Lugano. Il totale delle precipitazioni raggiunse solo circa il 50% del normale. Anni quasi altrettanto asciutti si ebbero nel 1893 e nel 1870.

Commenti (3)

  1. marino ciresa, 14.04.2015, 13:05

    complimenti per l'esaustività delle spiegazioni, come pure per il sito,grazie

  2. franco trabattoni, 14.04.2015, 00:31

    Concordo: davvero interessante il resoconto, che oltretutto dimostra la non eccezionalità dell'evento siccitoso.
    Certo è che,a questo punto, io per il giardino ,altri per lavoro, non aspetto altro che di leggere: domani coperto e piovoso...

  3. luca guanziroli, 13.04.2015, 17:49

    come sempre interessantissimo il confronto storico.