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Cloud Computing

13 dicembre 2020
Temi: Chi siamo

Già da alcuni anni il mondo informatico è stato preso d’assalto dalle nuvole digitali. Alcuni si sentono disorientati, mentre altri percepiscono questo cambiamento come una brezza rinfrescante. Per appartenere a quest’ultimo gruppo occorre curiosità e la disponibilità a rompere i vecchi schemi di pensiero.

Il cosiddetto Cloud Computing, i cui concetti di base risalgono agli anni sessanta del secolo scorso, negli ultimi decenni ha trovato una via praticabile e attuabile con i progressi tecnologici e l’accesso a Internet a banda larga. Questa evoluzione è stata accelerata da innovativi modelli di business con elevate prospettive di successo.

Cosa significa “Cloud Computing”?

Secondo la definizione di NIST il Cloud Computing è contraddistinto da tre “dimensioni”: le caratteristiche essenziali, i servizi messi a disposizione e il grado di condivisione delle piattaforme.

Fra le caratteristiche essenziali, tipico del Cloud Computing sono il self-service e il minuzioso monitoraggio delle risorse di calcolo, che sono messe a disposizione entro pochi secondi e che in caso di mancato utilizzo sono di nuovo liberate. Ciò consente di reagire rapidamente alle esigenze individuali di scalabilità. Tutte le prestazioni del Cloud Computing sono accessibili via Internet.

I servizi messi a disposizione definiscono il grado di astrazione dell’infrastruttura. Al livello più basso «Infrastructure as a Service» (IaaS) sono messi a disposizione i sistemi virtuali classici. Al successivo livello di astrazione, la «Platform as a Service» (PaaS), vengono messi a disposizioni ambienti di esercizio (runtime environment), che semplificano lo sviluppo e il funzionamento dei programmi. Le piattaforme container possono essere aggiunte come caratteristica specifica. Il massimo grado di astrazione è il «Software as a Service» (SaaS), nell’ambito del quale le applicazioni complete, inclusi il funzionamento e l’ulteriore sviluppo sono ottenute come prestazioni attraverso Internet.

Il grado di condivisione si suddivide fra le Private Clouds, quando l’infrastruttura di Cloud Computing è utilizzata da un’unica organizzazione, le Public Cloud, quando l’infrastruttura è condivisa da diverse organizzazioni, oppure le Community Cloud, quando l’infrastruttura è utilizzata in un circuito chiuso. Le Hybrid Clouds riuniscono diverse fra le tipologie appena indicate.

Il Cloud Computing presso MeteoSvizzera

Quest’anno MeteoSvizzera ha approvato la sua strategia legata all’uso del Cloud Computing, prendendo decisioni fondamentali per il futuro. L’integrazione di MeteoSvizzera nella comunità meteorologica mondiale ci impone di utilizzare diverse Cloud contemporaneamente (approccio Multi-Cloud). Ne consegue l’esigenza di progettare tutte le architetture dei nostri programmi informatici in modo da renderle idonee al Cloud Computing – questo anche se la piattaforma dovesse essere operata nel nostro centro di calcolo. Senza dimenticare di garantire quegli aspetti di sicurezza importanti per MeteoSvizzera come l’integrità dei dati e la disponibilità dei servizi.

MeteoSvizzera è ben posizionata per approfittare della ventata di aria fresca portata del Cloud Computing e dei suoi vantaggi per adempiere il proprio mandato anche in futuro nel migliore dei modi.

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