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I progressi della meteorologia negli ultimi 30 anni raccontati da un meteorologo

1 luglio 2022, 7 Commenti
Temi: Chi siamo

Le scienziate e gli scienziati di MeteoSvizzera si occupano di previsioni del tempo dal 1881. Da allora sono successe molte cose: il notevole miglioramento dei modelli meteorologici, lo sviluppo di nuovi strumenti di misura, la digitalizzazione delle carte meteorologiche. Negli ultimi 30-40 anni sono state sviluppate notevolmente la digitalizzazione e l’automazione. Insieme al meteorologo di MeteoSvizzera Stefano Zanini diamo uno sguardo all’evoluzione delle previsioni del tempo.

La vecchia centrale informatica di MeteoSvizzera.
La vecchia centrale informatica di MeteoSvizzera. Foto: MeteoSvizzera.

La meteorologia degli anni Novanta

Stefano Zanini è meteorologo … da sempre – lavora presso MeteoSvizzera da 31 anni, all’inizio a Zurigo e più tardi a Locarno. Uno sguardo alla sua storia lavorativa rivela come sono cambiati in circa 30 anni la meteorologia, i suoi sistemi di misura e i metodi utilizzati. All’inizio degli anni Novanta, quando Stefano è arrivato a MeteoSvizzera, il mondo della meteorologia della Svizzera era alquanto diverso: infatti, senza una rete di misura capillare, server per la trasmissione dei dati e supercalcolatori l’elaborazione delle previsioni meteorologiche era notevolmente più complicata e il risultato meno affidabile. Negli anni Settanta si utilizzavano ancora i nastri perforati, mentre oggi chiunque può consultare le attuali previsioni del tempo nell’app di MeteoSvizzera . Allora le carte meteorologiche dei modelli venivano ancora ritagliate a mano, bucate e appese. «Quando iniziai a lavorare per MeteoSvizzera, dovevamo inserire a mano i valori dei punti nelle carte dei modelli meteorologici», racconta Stefano.

Le immagini satellitari venivano consegnate alle meteorologhe e ai meteorologi in forma stampata – già allora ogni mezz’ora. Le immagini venivano sviluppate in loco nella centrale previsioni (Landeswetterzentrale) su carta per fotocopie. Oggi i dati meteorologici provenienti dallo spazio hanno un aspetto ben diverso e si visualizzano direttamente sugli schermi. Alla fine del 2022 sarà messa in orbita una nuova generazione di satelliti geostazionari, in grado di fornire alle meteorologhe e ai meteorologi informazioni sullo stato dell’atmosfera con maggiore frequenza e precisione.

Lo sviluppo della rete di rilevamento

Se diamo uno sguardo alla rete di misura meteorologica della Svizzera ci rendiamo conto con quante incertezze dovevano essere elaborate le previsioni meteorologiche 30 anni fa: nel 1991 solo due stazioni radar, sull’Albis vicino a Zurigo e su La Dôle vicino a Ginevra, fornivano dati sulle precipitazioni e sui temporali. Stefano ricorda molto bene quanto era complicata la previsione dei temporali all’epoca: «Con due sole stazioni radar non si disponevano di sufficienti informazioni su quanto avveniva al Sud delle Alpi e si potevano solo, per così dire, riconoscere le “teste” dei temporali che spuntavano da dietro la catena alpina». Da allora sono stati installati tre radar supplementari: in Ticino, nei Grigioni e in Vallese. Questi hanno migliorato notevolmente anche le previsioni e il monitoraggio della situazione meteorologica in tutta la regione alpina. Sono inoltre state sviluppate la digitalizzazione e l’automazione delle stazioni di misura. All’inizio gli strumenti delle stazioni pluviometriche venivano vuotati una volta al giorno, i dati erano scritti a mano in tabelle e inviati una volta al mese per posta a MeteoSvizzera. Oggi la maggior parte di queste procedure avviene in modo automatico e quasi in tempo reale.

I modelli meteorologici ad alta risoluzione

Lo sviluppo dei modelli meteorologici e la loro risoluzione spaziale sono avanzati molto rapidamente in soli 40 anni. Stefano ricorda che: «Prima del mio arrivo a MeteoSvizzera, negli anni Ottanta, il modello globale aveva una risoluzione spaziale di circa 190 km, mentre oggi siamo a soli 9 km». Un confronto consente di rendersi conto di questo importante progresso: la risoluzione orizzontale del vecchio modello corrispondeva alla distanza in linea d’aria tra Zurigo e Bellinzona. In meno di 40 anni essa si è ridotta alla distanza tra la città e l’aeroporto di Zurigo. Inoltre, nei primi anni in cui Stefano lavorava come meteorologo non esisteva ancora un modello meteorologico locale, focalizzato sull’arco alpino. Esso è stato introdotto da MeteoSvizzera a livello operazionale solo nel 1994 con una risoluzione di 14 km. Da allora lo sguardo meteorologico sulla Svizzera è divenuto più preciso a beneficio di previsioni più localizzate. Gli attuali modelli numerici di previsione meteorologica COSMO-1E e COSMO-2E forniscono previsioni con una risoluzione orizzontale di circa 1, rispettivamente, 2 km.

I progressi nella meteorologia

Nel complesso Stefano valuta come molto positivo lo sviluppo nel mondo della meteorologia –soprattutto negli ultimi anni i progressi sono stati rapidi. «Ciò che mi impressiona in particolare è lo sviluppo nell’ambito delle allerte maltempo. Esse sono emesse in modo sistematico solo dal 2000 e inizialmente erano destinate alle autorità o al mondo dell’aviazione. Oggi, grazie all’app di MeteoSvizzera, possiamo inviare allerte a qualsiasi smartphone», spiega Stefano. Anche in futuro il mondo della meteorologia continuerà ad evolversi con nuovi dati satellitari, canali di comunicazione rapidi e una migliore potenza di calcolo; sarà dunque soggetto a ulteriori ottimizzazioni e automazioni.

 

Cosa sono in sintesi i modelli meteorologici

I modelli numerici di previsione meteorologica sono dei complessi programmi informatici che simulano i processi che avvengono nell’atmosfera. Essi sono calcolati da supercalcolatori e sono utilizzati per prevedere i futuri sviluppi della situazione meteorologica. Si distingue fra modelli globali, ovvero che simulano ciò che avviene sull’intera Terra, e modelli locali, focalizzati su un’area geografica più limitata. Per il calcolo di un modello l’intero globo terrestre o un determino ritaglio è suddiviso con l’aiuto di una griglia. La risoluzione spaziale è determinata dalla distanza fra i punti d’intersezione della griglia (chiamati anche punti di griglia). Con un’alta risoluzione i punti di griglia sono vicini, mentre una bassa risoluzione è caratterizzata da una maggiore distanza tra i punti della griglia. Per poter iniziare a calcolare un modello numerico è necessario associare a più punti di griglia possibili delle misure dello stato iniziale dell’atmosfera. A causa delle enormi quantità di dati utilizzati ed elaborati, oggi i modelli numerici di previsione meteorologica sono calcolati da moderni computer con una potenza di calcolo particolarmente elevata.

Commenti (7)

  1. Alberto, 14.08.2022, 12:16

    I modelli termodinamici e informatici sono un grande passo. Tuttavia , va considerato che lavorando con griglie tridimensionali sempre più piccole, determinante è sempre la densità delle misure e l’incertezza dovuta alla dinamica tridimensionale, spaziale e temporale delle grandezze termodinamiche. Inoltre, il tempo di calcolo e verifica dei modelli sarà sempre “ritardata” in rapporto all’evoluzione termodinamiche reali.
    Queste incertezze determinano spesso le imprecisioni delle previsioni anche quando le griglie di calcolo si riducono.
    Tutto ha dei limiti e bisogna apprezzarlo.

  2. paola.spiccia, 2.07.2022, 21:56

    Buonasera,ho letto tardi il vostro servizio sul progresso della meteorologia, vorrei aggiungere, come ricordo ,che la RAI RadioUno leggeva anche il bollettino dei venti come avviso ai naviganti....
    L'evoluzione....???!!

  3. thelorenz, 2.07.2022, 21:32

    Bravi voi,evviva Furia!

  4. G G, 2.07.2022, 16:11

    Anche io, da addetto ai lavori, nei primi anni 90 quando ho iniziato, passavo le giornate a "ricostruire " le informazioni sulle cartine meteo, ricevute via radio, per poterle rendere il più chiaramente leggibili al meteorologo di turno.
    Le "carte " del DWD venivano emesse 2 volte al giorno. Il nowcasting era quasi impossibile perché le immagini da satellite arrivavano ogni 30 minuti e i i dati ( per esempio i metar e synop) venivano anch'essi ricevuti via radio fax (oppure via radio on chiaro tramite Volmet) e spesso in ritardo.

  5. Giovanni, 2.07.2022, 12:23

    Che altro aggiungere. Complimenti e avanti così. Grazie

  6. Gianni, 2.07.2022, 07:52

    Bellissimo articolo e ricordi, quando sulla Rai il Colonnello Bernacca (mitico) e in seguito il Colonnello Baroni commentavano le carte metereologiche. Quanta strada percorsa e risultati raggiunti. Bravi bravi bravi siete per me il top dell' informazione metereologica. Un saluto da Rivoli (To)

  7. Paolo Marelli, 1.07.2022, 20:04

    Evoluzione della materia davvero notevole e che aiuta tantissimo. Grazie.