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Allerte al passo con i tempi

31 marzo 2022, 3 Commenti
Temi: Chi siamo

Sorvegliare l’evoluzione meteorologica e emettere allerte tempestive per le autorità e la popolazione è uno dei compiti prioritari di MeteoSvizzera. Per proteggere al meglio i beni e le persone, MeteoSvizzera investe costantemente nello sviluppo del sistema di allertamento. Un nuovo progetto, denominato OWARNA2@MCH, ha preso avvio e porterà importanti novità nel modo con cui sono elaborate e diffuse le allerte di maltempo.

Foto: MeteoSvizzera.
Foto: MeteoSvizzera.

Una notte di tragedia

La notte fra il 7 e l’8 agosto 1978 fu una notte di tragedia in Ticino e nelle regioni circostanti. Ripetuti temporali scaricarono in poche ore più di 200 l/m2, portando allo straripamento di numerosi fiumi e riali. La Maggia, la cui portata media normalmente è attorno ai 30 m3/s, in prossimità di Locarno superò i 4’500 m3/s prima che la stazione di misura fu messa fuori servizio dalle acque tumultuose. Solo al mattino seguente prese forma il pesante bilancio: il Sopraceneri devastato dalla furia degli elementi e – purtroppo – anche 7 vittime. Pompieri, polizia e volontari lavorarono incessantemente quella notte per limitare il più possibile i danni e salvare il salvabile. Le immagini ingiallite dell’epoca testimoniano la fatica, la tensione e … la sorpresa. Proprio così, popolazione e autorità furono colte di sorpresa. Perché benché i bollettini meteorologici avessero preannunciato l’arrivo di … precipitazioni temporalesche, anche abbondanti … nessuno si immaginava un simile cataclisma. Fu possibile solo reagire, ma non prevenire.

Dai fax ai cellulari

L’alluvione del 1978 diede il via a un costruttivo dialogo fra MeteoSvizzera e le autorità cantonali che sfociò pochi anni dopo nei primi sperimentali sistemi di allerta. Fu un percorso lungo e articolato, che seguì l’evoluzione sia delle tecniche di previsione, sia dei mezzi di comunicazione di volta in volta a disposizione. Si passò così dagli stringati messaggi inviati tramite telescrivente, ai fax con le zone toccate dai temporali violenti disegnate a mano, per arrivare – dopo quasi mezzo secolo – alle attuali allerte distribuite capillarmente tramite l’App di MeteoSvizzera. Se inizialmente le allerte maltempo erano inviate solo alle autorità cantonali e coprivano di volta in volta regioni grandi come diversi cantoni, oggi è possibile per ogni persona interessata riceverle sul proprio cellulare, in modo personalizzato, specificando il luogo in cui ci si trova e il fenomeno a cui si è interessati.

Sistemi di allertamento in costante evoluzione

Nel mese di agosto 2005 fu il versante nordalpino ad essere colpito da estese ed abbondanti precipitazioni: laghi e fiumi uscirono dai loro argini, frane e colate detritiche scesero in numerose regioni. A seguito di questo evento di maltempo, la Confederazione promosse OWARNA (Optimierung von Warnung und Alarmierung bei Naturgefahren): un progetto di ampio respiro volto a dare un contributo sostanziale all’evoluzione del sistema elvetico di allertamento in caso di pericoli naturali. Furono così migliorati i sistemi di misura meteorologici e idrologici, come pure i relativi modelli di previsione; fu rafforzata la coordinazione fra i vari organi specializzati della Confederazione in materia di pericoli naturali; fu creata la piattaforma informativa comune sui pericoli naturali GIN per le autorità cantonali e comunali; solo per citare alcuni elementi particolarmente significativi della prima fase di OWARNA. Lo slancio di OWARNA continua tutt’ora. Perché ogni sistema di allertamento deve evolvere continuamente. Non può permettersi di arrestarsi. Le nuove conoscenze scientifiche vanno integrate, le innovative tecnologie della comunicazione sfruttate, per rispondere alle attese e ai bisogni di una società in rapida trasformazione. È per questo che il Consiglio federale ha stanziato un credito che ha permesso di far partire nel 2020 una nuova fase del progetto OWARNA.

Da "come sarà il tempo" a "cosa farà il tempo"

In caso di maltempo ogni minuto conta e agire in modo mirato è indispensabile. L’esperienza insegna che però non sempre basta un’allerta tempestiva. È necessario che chi è chiamato ad intervenire oppure a proteggersi sappia tradurre le allerte in comportamenti di prevenzione e di protezione efficaci. Una nevicata di 20 cm in poche ore, può avere un impatto completamente diverso se avviene durante l’ora di punta del traffico serale attorno a una città oppure durante la notte del fine settimana in una zona di montagna. Un’ondata di caldo a inizio estate può avere, a parità di temperature, un impatto molto più severo rispetto a una simile ondata a fine estate. Per questo motivo il cardine di OWARNA2@MCH è quello di trasformare le allerte (e la relativa comunicazione) dal come sarà il tempo a cosa farà il tempo. Determinanti per definire un livello di allerta non saranno più esclusivamente le grandezze meteorologiche (i 20 cm di neve in 24 ore, le raffiche di almeno 90 km/h, e via di seguito), bensì le possibili conseguenze del (mal-)tempo (l’impatto sui trasporti, i possibili danni alle infrastrutture, eccetera). Quello che, almeno sul piano lessicale, sembra un cambio di poco conto, è invece una piccola rivoluzione. Che richiede il ripensamento completo di tutta la catena di elaborazione e di diffusione dell’allerta. Bisognerà sviluppare innovativi metodi di previsione in grado di mettere a disposizione allerte localizzate per tener conto delle conseguenze locali; integrare in modo adeguato informazioni e dati che vanno al di là dell’ambito meteorologico (dalla distribuzione della popolazione a quella delle costruzioni sul territorio, dallo stato della vegetazione a quello del suolo); rafforzare la collaborazione fra tutti i servizi specializzati della Confederazione in pericoli naturali; coinvolgere ancor di più i Cantoni, rafforzando la consulenza verso di loro, ottimizzare i canali di comunicazione. 

Senza dimenticare che per essere efficace un’allerta deve essere un po’ come un vestito, tagliato su misura, di che la utilizzerà. Per questo motivo le autorità cantonali, le forze di pronto intervento, ma anche la popolazione, saranno coinvolti direttamente per “disegnare” le allerte dal punto di vista comunicativo in funzione delle specifiche loro esigenze. Affinché in caso di maltempo, sappiano esattamente cosa fare e non siano presi di sorpresa, come nel lontano 1978.

In merito a OWARNA2@MCH riferiremo nei prossimi mesi in modo regolare, per illustrarne i suoi progressi e spiegare gradualmente le caratteristiche delle nuove allerte di maltempo.

I servizi specializzati pericoli naturali della Confederazione

La Confederazione ha il compito di informare le autorità e la popolazione in caso di pericoli naturali imminenti. I servizi specializzati pericoli naturali della Confederazione si coordinano tramite il Comitato direttivo “Intervento pericoli naturali” (LAINAT) e collaborano a stretto contatto in ogni situazione. Essi sono: l’Ufficio federale dell’ambiente, MeteoSvizzera, l’Ufficio federale della protezione della popolazione, l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL con il suo Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF, il Servizio Sismico Svizzero e l'Ufficio federale di topografia swisstopo.

Commenti (3)

  1. Michela, 1.04.2022, 08:58

    Il ricordo più vivido dei miei otto anni, avevo appena passato settimane di giochi e bagni un po’ nella Maggia un po’ nella Melezza. Mi rivedo il giorno dopo giù al fiume a guardare la Maggia immensa e ricordo il rumoreggiare impressionante. Bene che questa tragedia abbia portato dei cambiamenti nei sistemi di allerta.

  2. Luca-01, 1.04.2022, 08:13

    Una riflessione, chi nel ’78 avrebbe mai immaginato che il “servizio Meteo” si sarebbe sviluppato così rapidamente, ma soprattutto chi a quell’epoca avrebbe mai immaginato che ci possano essere anche delle “allerte canicola”, a mio parere la più subdola e pericolosa con ripercussioni poco spettacolari ma letali.

  3. Paolo Marelli, 31.03.2022, 16:19

    Complimenti! Eccellente la scelta di passare alla previsione di potenziali conseguenze. Grazie per il vostro lavoro anche da noi che in parte ne beneficiamo poco fuori confine. Saluti .