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Tempesta di vento e forti nevicate

3 febbraio 2020, 5 Commenti
Temi: Tempo

Lunedì mattina la Svizzera è stata attraversata da un fronte caldo sospinto da veloci correnti nord-occidentali. La massa d’aria, di origine subtropicale, era molto mite e sulla Svizzera nordalpina il limite delle nevicate è salito ben oltre i 2000 m.

A nord delle Alpi il vento ha raggiunto punte di 60-100 km/h, mentre in montagna le raffiche massime registrate hanno toccato localmente i 150 km/h.

Solitamente, in aria così mite, le correnti da nordovest non trovano sufficiente instabilità per spingersi fino alle basse quote della Svizzera sudalpina; oggi, tuttavia, il vento in quota era abbastanza intenso da permettere l’entrata del favonio fino alle pianure. Nel pomeriggio di lunedì le raffiche in Ticino hanno toccato i 60-75 km/h, in montagna hanno localmente superato i 110 km/h.
 

Polvere sahariana

Gli osservatori più attenti si saranno accorti che, a differenza del solito, la visibilità è peggiorata all’arrivo del favonio. Infatti la massa d’aria è ruotata attorno all’anticiclone centrato sulla penisola Iberica ed ha trasportato anche del pulviscolo del deserto, come ben visibile nella simulazione del modello SKIRON (fig. 1). Nonostante la presenza di una corrente favonica, l’atmosfera è così risultata insolitamente giallognola.
 

Visione ingrandita: Fig. 1: Stima della concentrazione di polveri sahariane del modello SKIRON, valido per le ore 18 (UTC) del 3.2.2020.
Fig. 1: Stima della concentrazione di polveri sahariane del modello SKIRON, valido per le ore 18 (UTC) del 3.2.2020.

Temperature record al sud

La massa d’aria di origine subtropicale che ha raggiunto il pendio nordalpino è ricaduta al sud sotto forma di favonio. L’aria, già molto calda, ha subito un ulteriore riscaldamento a causa dell’effetto favonico. Di conseguenza localmente si sono superati alcuni record di temperatura per il periodo fra metà gennaio e metà febbraio:

Valore record di temperatura registrato a Magadino-Cadenazzo (dal 15 gennaio al 14 febbraio) dall’inizio delle misurazioni nel 1953, dove sono stati raggiunti 23.9 °C.

Grono invece ha fatto registrare la temperatura più alta mai misurata in gennaio e febbraio dall’inizio delle misurazioni, nel 1971. Sono stati toccati i 23.9 °C.
 

Evoluzione per le prossime ore

La fase più intensa dell’evento non è però ancora arrivata: entro martedì mattina è atteso il rapido passaggio di un attivo fronte freddo; la massa d’aria che lo segue, pur non essendo eccezionalmente fredda, è caratterizzata da un forte contrasto di temperatura con quella già presente, questa sì poco comune a inizio febbraio. In meteorologia sono proprio i forti contrasti (di pressione o di temperatura) a causare i fenomeni più intensi. Al passaggio frontale a nord delle Alpi, martedì mattina presto, sono attesi intensi rovesci di neve o gragnuola, localmente accompagnati da qualche tuono e forti raffiche di vento. Il limite delle nevicate calerà rapidamente fin quasi in pianura.
 

Visione ingrandita: Fig. 2: Analisi della situazione prevista per martedì alle 13 (ora locale).
Fig. 2: Analisi della situazione prevista per martedì alle 13 (ora locale).

Gli effetti del fronte toccheranno anche il versante sudalpino qualche ora dopo: le precipitazioni portate da nord potranno raggiungere, soprattutto in mattinata, anche il Ticino centrale, ma saranno particolarmente intense sull’alto Ticino, specialmente nella Val Bedretto: su questa regione sono attesi entro mercoledì fino a una quarantina di cm di neve fresca (un po’ di più verso il passo delle Novena, un po’ di meno verso Airolo). Con l’abbassamento del limite delle nevicate, qualche cm di neve è probabile fin verso la Biaschina e la media valle di Blenio. Anche il vento si rafforzerà ulteriormente, con raffiche attese a basse quote fino a 80-100 km/h.

Il raffreddamento in quota sarà molto marcato: se oggi a 2000 m si misuravano ancora +4 gradi, entro martedì sera si scenderà a circa -9.

Il vento e le nevicate previste superano le soglie di allerta di livello 3. Per maggiori dettagli sulle allerte vi rimandiamo al bollettino dei pericoli naturali.
 

Commenti (5)

  1. Alfredo, 4.02.2020, 09:39

    Grazie, analisi molto interessante si impara sempre

  2. lucia, 4.02.2020, 06:51

    quando il vento soffia forte alcuni costruiscono muri,altri mulini a vento...

  3. fausto, 3.02.2020, 23:52

    Non si finisce mai di imparare. E' noto che il favonio può essere freddo o caldo a seconda della temperatura della massa d'aria che lo origina; in questo caso lo chiamerei "molto caldo" visto che deriva da un fronte caldo che arriva da nord-ovest; questa situazione non mi sembra usuale e immagino sia causata dalla particolare posizione della alta pressione.

  4. Simone, 3.02.2020, 22:33

    Ecco,molto interessante il fatto della sabbia del deserto. Già in altre situazioni ho notato questa nebbiolina in presenza di favonio. 😊

  5. giovanni, 3.02.2020, 22:10

    Sara' pure malato(e lo e') il nostro pianeta;ma da' prove di "irruenze giovanili"....