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Intensità o quantità

4 ottobre 2020, 16 Commenti
Temi: Tempo

L’evento di forti precipitazioni appena trascorso, malgrado quantitativi da record di accumuli giornalieri, ha avuto conseguenze limitate lungo i letti dei fiumi Ticinesi. Come mai?

Rovesci odierni e isola di legname sul Verbano
Rovesci odierni e isola di legname sul Verbano

Questo blog nasce da una discussione davanti al caffè, e sì parliamo di meteo anche in pausa. Ad ogni evento di forti precipitazioni la mente torna all'agosto 1978, alluvione storica. Ma i quantitativi d’allora in confronto a questo evento? Dai andiamo a vedere, che magari ne esce un blog per oggi.

Ed eccolo qui.

 

Visione ingrandita: Tab. 1: confronto accumuli giornalieri, alluvione 1978 e tempesta di scirocco 2020
Tab. 1: confronto accumuli giornalieri, alluvione 1978 e tempesta di scirocco 2020

Grazie alla banca dati di MeteoSvizzera, ed il suo immenso contenuto, facciamo un veloce confronto fra il 7 agosto 1978 e lo scorso venerdì 2 ottobre 2020. Salvo Cevio, tutte le stazioni di misura selezionate, vedi tabella sopra, hanno registrato accumuli di precipitazioni superiori durante l'evento recente.

Ma allora come mai una val Rovana, impazzita nel 1978, non ha subito forti danni in questo evento? Bosco Gurin ha registrato accumuli di ben 43% superiori.

La risposta è da ricercare nell’intensità delle precipitazioni.

Nel 1978 le misure non erano ancora automatizzate, per la maggior parte delle stazioni si trattava di misure manuali e unicamente giornaliere. L’unica misura oraria era situata a Palagnedra, proviamo a confrontarla con la misura del pluviometro cantonale di Camedo.

 

Visione ingrandita: Tab. 2: Accumuli orari presso Camedo, Pluviometro Cantone Ticino.
Tab. 2: Accumuli orari presso Camedo, Pluviometro Cantone Ticino.

Durante l’evento di scirocco l’attività convettiva era limitata, si trattava infatti di un sbarramento classico. Le intensità orarie non hanno mai superato i 25mm/h provocando un deflusso sostenuto ma evitando forti danni ai bordi dei principali fiumi.

 

Visione ingrandita: Tab 3. Valori orari a Palagnedra, misurati presso l’omonima diga.
Tab 3. Valori orari a Palagnedra, misurati presso l’omonima diga.

Le intensità orarie nel 1978 si sono portate a valori ben più alti, con un massimo di 55mm/h, nelle valutazioni dell’evento si legge che queste intensità sono state probabilmente superate su ampie regioni portando a deflussi enormi in poche ore.

Il fiume Maggia nel 1978 raggiunse una portata valutata a 4000m3/s, mentre lo scorso venerdì ha avuto un suo massimo a 2337m3/s. Una portata praticamente dimezzata per un evento con maggiori precipitazioni.

 

Visione ingrandita: Fig. 1 Distribuzione accumuli 24 ore, 7-8 agosto 1978
Fig. 1 Distribuzione accumuli 24 ore, 7-8 agosto 1978

Gli accumuli massimi di 24ore durante l’evento alluvionale del 1978 si fissarono attorno ai 300mm, mentre lo scorso venerdì sono caduti localmente oltre 400mm/24h

 

Visione ingrandita: Fig. 2 Distribuzione accumuli 24ore, 2-3 ottobre 2020
Fig. 2 Distribuzione accumuli 24ore, 2-3 ottobre 2020

Oggi i dati a disposizione e la possibilità di elaborazione sono nettamente più evoluti, son pur sempre 42 anni di lavoro, ma il confronto fra i due eventi è chiaro. L’alluvione dell’agosto 1978 ha portato meno accumuli di precipitazioni che la tempesta di scirocco d’ottobre 2020.

I maggiori pericoli sono quindi da legare in particolare all’intensità delle precipitazioni che non gli accumuli in sé.

Discorso differente invece per quel che riguarda i livelli dei laghi, che a causa degli accumuli ingenti hanno subito un vero e proprio salto verso l’alto. Il Verbano ha infatti avuto un incremento di circa 2,3 metri in poco più di 24 ore. Fortuna vuole che si trovava ad un livello normale prima di questo evento.

E gli scenari climatici CH2018 parlano chiaro, gli eventi di piogge intense saranno sempre più frequenti.

Commenti (16)

  1. Chiara, 6.10.2020, 09:15

    Riemergo da una Valsesia devastata. È desolazione, difficile da spiegare. Stavolta lo vedo con gli occhi e non in televisione ed è surreale. La strada che fai tutti i giorni sparita, le case che vedi tutti i giorni con un metro d'acqua dentro, il ponte fatto mille volte crollato nel greto, un morto travolto dal fiume. È una tristezza sorda. Tralascio i commenti perché la pioggia è inevitabile, i danni invece evitabilissimi con solo il senso della responsabilità umana che non si usa più.

  2. A. Lombardi, 5.10.2020, 11:07

    Stimate/i Sig.e/i – Dopo un mio contributo „storico“ (non ancora pubblicato), ecco qui uno „scientifico“. Guardiamo i dati assieme. Anno 1978 (stazione Locarno-Aereoporto), valori mm pioggia / giorni pioggia >1mm: Gen:264/11, Feb:233/11, Mar:104/7, Apr:172/12, Mag:256/14, Giu:221/9, Lug.:291/11, Ago:276/7 (non ho i valori delle prec./giorni tra il 1.8 e il 6.8). Dunque abbiamo un totale di 1541mm/75giorni dal 1.1 al 31.7. Anno 2020 (stazione Magadino), trovato solo valori mm pioggia: Gen:3, Feb:3, Mar:71, Apr:80, Mag:175, Giu:301, Lug.:32, Ago:389, Sep.: 126. Dunque abbiamo un totale di 665mm dal 1.1 al 31.7. risp. 1180mm dal 1.1 al 30.9.; nettamente inferiore rispetto il 1978. Mi chiedo dunque se le portate dei fiumi e/o danni nel 1978 non sono stati maggiori perche‘ il terreno aveva meno capacita‘ di assorbire acqua piovana. E/o nel 78 si e‘ sciolta piu‘ neve durante gli eventi temporaleschi? Grazie per una vostra presa di posizione competente. Cordiali saluti, A.

    1. Giulia, 5.10.2020, 23:20

      @Lombardi. Interessante la sua spiegazione delle avvenute piogge. Mi chiedo se ha considerato anche lo sviluppo del territorio edificato e la mano dell’uomo nelle modifiche del territorio. Attendo, se lo vuole, una sua spiegazione in merito, la quale mi coinvolge molto. Grazie.

    2. A. Lombardi, 6.10.2020, 15:32

      Stimata Giulia – Per chiarezza: Non ho dato una spiegazione, ma ipotizzato che la funzione matematica che descrive la probabilita‘ di un’evento d’innondazione/catastrofe dipende forse anche dalla capacita‘ di assorbimento del terreno durante l’evento. Detto cosi‘ sembra logico, ma de facto molto difficile da quantizzare. Ora la sua „domanda“: abbiamo due fattori. (1) lavori di canalizzazione/ripari/deviazione per evitare in futuro innondazioni risp. danni e (2) un’aumento della superficie edificata con le sue consequenze (acqua piovana viene canalizzata, ecc.). Il punto (2) e‘ su larga scala irrilevante se si considera il bacino della Maggia per esempio. A Fukuoka (JAP) ho vissuto un Taifun e il fattore „superficie edificata“ era indubbiamente rilevante. Purtroppo non sono un’ ing. civile, il quale sarebbe in grado di aiutarci dicendoci quale fattore e‘ piu‘ importante e quali ho dimenticato di accennare. Mi spiace di non potere essere piu‘ preciso. Stimati saluti, A.

    3. Giulia, 6.10.2020, 20:22

      @Lombardi. Grazie per avermi risposto. Stamani dal radio giornale rsi 1 o a modem (scusi ma non ricordo bene), sostengono che alcuni tratti autostradali servono per dare la possibilità in caso di esondazione fiumi di “inondare” le stesse per evitare ulteriori allagamenti. Mi scrive che non è un ingegnere civile, ma cosa ne pensa di tutto ciò. Grazie e buona serata.

    4. A. Lombardi, 7.10.2020, 11:13

      Stimata Sig.a. Giulia – come detto non sono un ing. civ. e percio‘ le mie asserzioni sono probabilmente logiche ma non fondate al 100%. Credo che gli idrologi/ing./politici hanno dovuto decidere tra „guardare“ (con innondazioni di case/fabbriche/culture) oppure „usare“ l’autostrada come canale ausiliario causando meno danni. Non penso che l’autostrada sia stata costruita pensando a questo. Importante: l’autostrada deve avere propr. ad oc („incanalata“, ad un’altezza favorevole, senza „salite“, non di importanza „vitale“, possibilmente parallela al fiume). Questo si ha in UR (Reuss/A2). Durante le migliorie dopo l’innondazione del 1987 si e‘ pensato allo „sfruttamento della A2“ come canale. Ho trovato un‘articolo in ted. che spiega molto bene quello che ho riassunto sopra: unibern-hades.lernetz.site/umgang/lightbox/dokument_s3/phpYdVumn.pdf. Saluti, A. P.S.: probabilmente dovremmo finire il nostro dialogo sulle alluvioni/strade/ecc. perche' forse non al 100% inerente all'articolo...

  3. Stefano, 5.10.2020, 09:14

    Sempre molto interessante.
    Nello specifico a che quantità corrisponde i millimetri di precipitazione oraria?
    Litri al metro quadrato?
    Si avrebbe un confronto più reale per i neofiti.
    Thanks

    1. MeteoSvizzera, 5.10.2020, 14:59

      Un millimetro di precipitazione corrisponde un litro per metro quadrato. 1mm=1l/m2

  4. Giulia, 5.10.2020, 09:12

    Purtroppo sarà così...con danni inimmaginabili.

  5. HP, 5.10.2020, 08:34

    230cm/24h del LM supera di gran lunga la cifra di 120cm/24h come massimo aumento che ho in mente io.

  6. A. Lombardi, 5.10.2020, 02:17

    Stimate/i Blogghiane/i - Bene che i previsionisti bevono il caffé! Volevo scrivere un commento su un'altro blog pregandoli di cercare di paragonare l'evento del 7-8.8.1978 con quello dei giorni scorsi ma mi hanno preceduto. Con dati alla mano, anche se la "mia pancia" diceva che allora a Belli era molto peggio. Mi ricordo bene di quei due giorni: Abitavo nella capitale ed ero gia' un "feticista di eventi meteo estremi" (neve, freddo, vento e pioggia). Sono scappato in piena notte da casa e con i miei cugini sono andato al ponte della Torretta per vedere a che punto stava il Ticino. Mi ricordo che vedevo a malapena dove camminavo e dal ponte non riuscivo a vedere nulla. Slozzo, sono sceso lungo la stradina (allora non asfaltata) che scende ancora tutt'ora dalla diga insommergibile e portava al vecchio Camping. Ad un certo momento mi sono accorto di avere l'acqua a mezzo femore. Sono tornato subito a casa e non ho mai detto ai miei dove ero stato durante la notte... "seno' adio"!

  7. Simone, 4.10.2020, 20:41

    Io,nato proprio nel 1978,ricordo l'alluvione del 1987 con l'acqua del fiume Ticino in Golena a Bellinzona che arrivò a sfiorare le altalene nel parco giochi ,proprio come ieri.
    Ho un'altra considerazione da fare per quanto riguarda il vento. Trovo una grande differenza dell'impatto sugli alberi del vento tempestoso quando soffia come favonio,quindi asciutto e quando invece soffia con precipitazioni. Nel secondo caso ci sono maggiori rami spezzati e foglie per strada rispetto che col consueto favonio secco.

    1. A. Lombardi, 5.10.2020, 11:34

      Stimato Simone - mi permetto, come "Hobby-Forestale" di accennare quanto segue, con l'intento di aiutare a capire il fenomeno del "Windwurf" (non conosco la traduzione in it.). (1) Tipo di vento: Il Föhn e' abbastanza costante in forza e direzione. Durante temporali, no (cambio di direzione imporvvisi!). La pianta e' piu' resistente a "venti costanti", che non creano "resonanze". (2) Resistenza all'aria: Le tempeste di Föhn avvengono durante un periodo dove a parte "i sempre verdi" non ci sono foglie (o poche). In questo caso la resistenza della pianta al vento e' inferiore e dunque anche le forze in gioco. (3) Compattezza del terreno: Molte piante hanno un sistema radici "piatto" e dunque la loro stabilita' dipende molto dal terreno nei primi 50-100cm. Se piove (molto), il terreno fradicio non sara' in grado di sopportare grandi forze verticali. Durante il Föhn (terreno spesso secco), il terreno e' piu' compatto e dunque resistente a forze verticali. Distinti saluti, A.

    2. Simone, 5.10.2020, 22:15

      Signor Lombardi.: 1.il favonio ,può essere impetuoso con raffiche improvvise con cambiamenti repentini di direzione e non costante come dice lei. Due anni fa ho visto un bel turbine nel fiume Ticino in zona Gudo durante una folata di favonio. È vero invece che la maggior parte delle tempeste di favonio a sud delle Alpi si sviluppano durante la stagione in cui gli alberi sono spogli,ma non sempre.
      2. Le piante sradicate avevano il terreno inzuppato. È vero,ma quante volte cadono alberi durante un temporale estivo con terreno asciutto?
      3. Parlando di Bellinzona, credo che il vento tempestoso da sud,evento abbastanza raro, incida parecchio sul fatto che vada ad impattare sul lato dell' albero normalmente poco sollecitato rispetto alla parte esposta al vento da Nord.
      Sono convinto che il vento e la pioggia contemporaneamente provochino un maggior numero di foglie e rami spezzati.

    3. A. Lombardi, 6.10.2020, 14:58

      Stimato Simone - ll Föhn non ha solo direzione N, d’accordo; intendevo dire che in media la distribuzione della dir. del vento durante il Föhn é piú eterogenea (direz. Princ. N). Mi creda, ci sono "Windwurf" (trad. non la so) che avvengono senza pioggia! Proprio perche' il vento e' irregolare con grandi gradienti di vel. e direz. Tema "lato poco resistente al vento": Quando una pianta e' sottoposta in media ad una forza costante, la crescita del legno é asimmetrico: la distanza "tra i cerchi degli anni" e' maggiore sul lato „preuto“. Non significa che la pianta non e‘ resistente sull’altro lato! (v. libri di F. H. Schweingruber) In Valle Riviera le piante esposte pendono in media „verso S“. Un vento da S crea forse meno danni perche‘ la forza lungo il tronco ha una componente verticale (verso il basso). Forse il „sistema radici“ e‘ sfavorevole? Sua ultima frase: D’accordo… senza vento e pioggia cadono meno foglie e rami. Cordiali saluti, A.

  8. Eliseo, 4.10.2020, 20:26

    Gli argomenti che trattate sono sempre molto interessanti, complimenti.
    Buona serata.