I fulmini quale causa di innesco di incendi forestali

18 gennaio 2020, 9 Commenti

I ricercatori dell’Istituto Federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) di Cadenazzo stanno studiando nel dettaglio gli incendi di bosco innescati da fulmini.

I fulmini sono mondialmente la causa principale di incendi boschivi di origine naturale. Nelle foreste boreali del Nord America e della Siberia i fulmini causano la maggior parte degli incendi e della relativa area bruciata. In Europa gli incendi causati da fulmini sono meno considerati in quanto gli incendi con origine antropica sono molto più frequenti di quelli naturali. Tuttavia durante la stagione estiva (mesi di giugno, luglio e agosto), nella regione alpina gli incendi di bosco innescati da fulmini sono un evento naturale assai frequente (Figura 1), che in media nell’ultimo ventennio rappresenta circa un terzo di tutti gli incendi di bosco (sia in numero che in area bruciata) che avvengono in Svizzera.
 

Visione ingrandita: Fig.1: Frequenza annuale di incendi da fulmine in Svizzera (periodo 2000 - 2018).
Fig.1: Frequenza annuale di incendi da fulmine in Svizzera (periodo 2000 - 2018).

Tra giugno e agosto le condizioni meteorologiche (caldo secco) sono infatti spesso favorevoli all’accensione e alla propagazione degli incendi. Inoltre questo periodo dell’anno coincide con il picco di massima frequenza dei temporali e quindi dei fulmini. Le estati particolarmente calde e contraddistinte da una marcata siccità, come per esempio quelle del 2003, 2015 e 2018, offrono così condizioni particolarmente favorevoli per lo sviluppo di incendi di bosco innescati da fulmini.
 

Visione ingrandita: Fig. 2: Incendio da fulmine in Vallese durante l’estate 2018. (Foto: Marco Gerold).
Fig. 2: Incendio da fulmine in Vallese durante l’estate 2018. (Foto: Marco Gerold).

Caratteristiche degli incendi da fulmini

Alcune caratteristiche sono tipiche degli incendi da fulmine. La prima è la presenza di una latenza, che consiste nello sfasamento temporale tra il momento dell’innesco (fulmine colpisce il terreno o la vegetazione) e il momento nel quale l’incendio si manifesta e può quindi essere identificato (in gergo si utilizza la parola inglese “holdover time”). Spesso durante un temporale i fulmini sono accompagnati da forti piogge e quindi le condizioni subito dopo l’innesco, fortunatamente, non sono ottimali per lo sviluppo del fuoco (terreno e vegetazione umida o bagnata). Prima di rendersi visibili gli incendi innescati da fulmine posso rimanere confinati nel sottosuolo per ore, se non addirittura giorni (Figura 3). Questo tipo di combustione è tipica degli strati di lettiera compatti e asfittici e si traduce in un fuoco che cova sotto terra, con una progressione molto lenta e senza sviluppare né fiamma né fumo e quindi molto difficile da indentificare! Per esempio, data la massima frequenza dei temporali nelle ore tardo-pomeridiane e serali, non è raro che durante le estati a sud delle Alpi un fulmine nelle ore serali riesca inizialmente ad accendere e a far bruciare un albero per poi trasformarsi durante le ore notturne in una combustione asfittica e senza fiamma che cova nel sottosuolo limitrofo. Il mattino seguente, quando le temperature aumentano, l’umidità diminuisce e i venti termici si rafforzano, le fiamme possono tornare a svilupparsi rendendosi così visibili.
 

Visione ingrandita: Fig. 3: Eccezionale fermo immagine del fulmine che ha causato un incendio nella Valle di Arbedo (Ticino) la sera del 19 luglio 2013. L’incendio è stato segnalato la mattina del 20 luglio dopo più di 13 ore dalla scarica. (Foto: Franjo Martinovic).
Fig. 3: Eccezionale fermo immagine del fulmine che ha causato un incendio nella Valle di Arbedo (Ticino) la sera del 19 luglio 2013. L’incendio è stato segnalato la mattina del 20 luglio dopo più di 13 ore dalla scarica. (Foto: Franjo Martinovic).

Ricerche in corso

I ricercatori dell’Istituto Federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) di Cadenazzo hanno iniziato a studiare il fenomeno degli incendi di bosco innescati da fulmine in collaborazione con MeteoSvizzera a Locarno-Monti.

Un primo problema da risolvere è l’identificazione dei fulmini che possono ragionevolmente essere all’origine dei 275 incendi registrati come da origine naturale nella banca dati Swissfire per il periodo 2000-2018. Una volta identificati i probabili fulmini responsabili dell’accensione è possibile anche analizzarne le caratteristiche e le eventuali peculiarità rispetto all’insieme di tutte le scariche che si abbattono sul territorio nazionale. È per esempio interessante notare come quasi il 20% dei fulmini che innescano un incendio abbia una carica positiva, percentuale che è scende a circa la metà (10%) se si considerano tutti i fulmini indistintamente. A questa caratteristica si associa una durata di corrente continua prolungata, fenomeno più frequente nei fulmini con carica positiva rispetto a quelli con carica negativa. In questi casi la carica scorre continuamente attraverso il proprio canale (plasma) per un lasso di tempo più lungo e di conseguenza genera molto calore. È per questo motivo che i fulmini con una corrente continua persistente sono anche chiamati "fulmini caldi" e sono più pericolosi in un’ottica di incendi di bosco.

Le ricerche sono tuttavia solo all’inizio ed esiste ancora molto dibattito su queste questioni anche perché le analisi di questi fenomeni naturali hanno portato finora a risultati in parte contradditori nelle varie parti del mondo. Anche le ricerche effettuate al Sud delle Alpi potranno contribuire attivamente a questa discussione scientifica ancora aperta.
 

Commenti (9)

  1. Gian, 23.01.2020, 09:48

    Buongiorno, la frequenza massima di questi tipi di incendi si trova dove abbiamo la frequenza massima di fulmini? Sia a nord che a sud delle Alpi?grazie

    1. Jose - WSL, 23.01.2020, 16:46

      La relazione tra frequenza di fulmini e incendi naturali non è cosí evidente. Le zona svizzera più frequentemente toccata dai fulmini racchiude il Ticino e il Moesano. Nel sopracenere e nel moesano gli incendi causati da fulmini sono relativamente frequenti, invece nel sottoceneri questo tipo di incendi appena vengono registrati. Nelle zone più interne delle Alpi, come il Vallese e il Grigioni, la frequenza di incendi naturali è più alta nel confronto con le zone nord delle Alpi, però la frequenza di fulmini è più elevata nel nord che nel centro delle Alpi.

      La influenza di fattori come il tipo di bosco, la topografia, il clima e le condizioni meteorologiche da come risultato che non sempre si verifica una chiara relazione tra frequenza di fulmini e incendi.

  2. Gordon, 21.01.2020, 11:30

    Non solo i fulmini provocano gli incendi boschivi. Una volta ho visto due stambecchi prendersi a cornate. Ad ogni scontro scendeva un nuvola di scintille....

    1. Jose - WSL, 21.01.2020, 20:24

      La caduta di sassi si trova nelle liste di cause di incendi naturali perché possono generare scintille. Che uno scontro tra stambecchi (o altri animali con corni) possa iniziare un incendio dipenderà molto dal posto e dal periodo dell'anno. In ogni caso la probabilità sembra molto bassa e non posso confermare questo come causa di incendi. Nell'Australia settentrionale si sospetta che alcuni uccelli possano aiutare a diffondere gli incendi trasportando rametti in fiamme in aree non bruciate per cacciare degli animali piccoli che fuggono dal fuoco.

  3. Giacomo Malnati, 19.01.2020, 18:26

    In quanto volontario dell'antincendio boschivo sono molto interessato all'opportunità di poter collaborare alla ricerca. Pur non potendo documentare alcun evento passato, mi piacerebbe avere gli strumenti per una raccolta di dati efficace.

    1. Jose - WSL, 19.01.2020, 21:27

      Per esempio, per il canton Ticino la sezione forestale raccoglie tutta la informazione per ogni incendio forestale utilizzando un formulario standardizzato. Questi dati raccolti sono inseriti nella banca dati incendi boschivi della Svizzera. L'accesso alla banca dati è attualmente ristretto ai servizi cantonali e federali.

  4. Giulia, 19.01.2020, 14:19

    Sempre molto interessante 🧐 quanto da voi spiegato. Non ci si sofferma mai su quanto ci circonda. Grazie

  5. Michele, 18.01.2020, 23:36

    Sempre attuali i commenti anche se da noi... fuori stagione.
    Mi è capitato di vedere cadere verso sera un fulmine sulle rocce della montagna sovrastante casa nostra : si è verificato proprio quello che avete descritto ,un piccolo incendio subito spento dalle piogge della nottata .il giorno dopo nel primo pomeriggio vedo i Canadair in azione. aveva ripreso con vigore in pieno giorno e ci stancammo di guardare in alto gli aerei tanti furono i voli necessari per spegnere le fiamme!

    1. Jose - WSL, 19.01.2020, 14:54

      Buongiorno,

      grazie per il suo commento, molto interessante. Si ricorda quando è successo? In che mese o anno? Se mi dice dove è successo (almeno il comune) provo a trovare questo incendio nella nostra banca dati.