Giugno molto caldo

4 luglio 2019, 3 Commenti
Temi: Clima

In Svizzera il mese di giugno è stato il secondo più caldo dall’inizio delle misure. Nella prima metà del mese precipitazioni abbondanti hanno causato piene che in alcuni casi hanno creato dei danni. Negli ultimi dieci giorni del mese si è verificata un’importante ondata di caldo, e in molte località le temperature hanno fatto segnare nuovi record per il mese di giugno, localmente anche dei record di caldo assoluti.

Cieli blu, sole e caldo. Al lago di Pfäffikon le mucche preferiscono l’ombra (26 giugno 2019). Foto: Michael Kasper.
Cieli blu, sole e caldo. Al lago di Pfäffikon le mucche preferiscono l’ombra (26 giugno 2019). Foto: Michael Kasper.

Secondo giugno più caldo

Durante l’intero mese di giugno la Svizzera si è trovata a margine di svariate zone di bassa pressione a nordovest o sotto l’influsso di temporanei promontori di alta pressione. Come conseguenza aria calda e umida è stata sospinta continuamente verso il nostro Paese.

Il giugno 2019 si situa al secondo posto, assieme al giugno 2017, nella classifica dei mesi di giugno più caldi dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Il valore di 15,2 °C, molto elevato, è comunque ancora lontano dal record del 2003, quando la temperatura media mensile a livello nazionale raggiunse gli eccezionali 17,3 °C.

Nella Svizzera settentrionale sotto i 1000 m si sono registrati 18,9 °C, ciò che fa del giugno 2019 il terzo più caldo dall'inizio delle misurazioni, superati dal giugno 2003 (con 21,6 °C) e dal giugno 2017 (con 19,3 °C).

L'analisi dell’andamento a lungo termine della temperatura media di giugno, dall'inizio delle misurazioni fino alla fine del XX secolo, non mostra alcuna tendenza a lungo termine, né verso l’alto, né verso il basso. Improvvisamente però a partire dalla fine del XX secolo la temperatura media di giugno ha subito un netto rialzo, “saltando” verso l’alto di circa 2 gradi in un tempo molto breve.

Visione ingrandita: Fig. 1: La temperatura media di giugno in Svizzera dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Le linee orizzontali grigie indicano le medie su periodi di 30 anni, come pure la media 1989‒2018.
Fig. 1: La temperatura media di giugno in Svizzera dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Le linee orizzontali grigie indicano le medie su periodi di 30 anni, come pure la media 1989‒2018.

Soleggiato e caldo

L'estate meteorologica è iniziata tenendo fede al proprio nome. Sotto l’influsso di una zona di alta pressione i primi tre giorni di giugno sono stati ricchi di sole. Presso molte stazioni di misura a nord delle Alpi, il 1° giugno è stata superata la soglia dei 25 °C, vale a dire la prima giornata estiva dell’anno. In Ticino, già nel mese di maggio, in pianura, sono state registrate alcune giornate estive isolate.

A seguito dell’instaurarsi di una corrente da sudovest, nella vallata del Reno il 3 giugno si è verificata addirittura una giornata tropicale (che è una giornata in cui si superano i 30 °C). E il giorno seguente, il 4 giugno, tale soglia è stata superata in diverse località: a Bad Ragaz (32,3 °C), a Wynau (30,8 °C), a Basilea/Binningen (32,0 °C), a Delémont (31,2 °C). La temperatura media giornaliera è risultata in quei giorni localmente di più di 7 °C superiore ai valori normali 1981-2010 (ad esempio sul Napf lo scarto positivo è stato di 9,1 °C).

Intense precipitazioni da sud

Il passaggio di un fronte freddo ha portato nella notte sul 6 giugno ad un marcato raffreddamento in Svizzera. Ed in seguito, fin dopo metà del mese, la regione alpina è stata interessata da correnti da sud-sudovest che hanno fatto affluire sul versante sudalpino aria umida e instabile mentre sul quello nordalpino hanno favorito lo sviluppo di ripetute fasi di favonio più o meno intenso.

Il tempestoso vento da sud ha raggiunto il suo apice il 10 giugno, quando sul Gütsch sopra Andermatt si sono misurate raffiche fino a 136 km/h. Fra il 9 e il 12 giugno ripetute precipitazioni hanno portato sull’Alto Vallese, in Val Bedretto e in Val Leventina localmente anche più di 160 mm di precipitazione.

Visione ingrandita: Fig. 2: Somma delle precipitazioni fra il 9 e il 12 giugno.
Fig. 2: Somma delle precipitazioni fra il 9 e il 12 giugno.

I forti temporali hanno portato in alcune località a valori di precipitazioni superiori ai 100 mm al giorno. A Binn, nell’Alto Vallese, i 154 mm caduti il 10 giugno in un giorno sono il sesto valore più elevato mai registrato dal 1900 (nell’interpretare il grafico che segue si tenga conto che nell’ottobre 2000 a Binn si registrarono sia il primo che il  quarto valore giornaliero più elevati).

Le precipitazioni sono risultate particolarmente intense il 10 giugno sull’Alto Vallese e nella zona del Gottardo, mentre spostandosi verso est, verso i Grigioni, le precipitazioni più abbondanti sono cadute il giorno seguente, l’11 giugno. Queste precipitazioni, sono andate a sommarsi a quelle dei giorni immediatamente precedenti, portando a locali inondazioni con danni. Nel Cantone S. Gallo il Reno è uscito dagli argini per lunghi tratti.

Visione ingrandita: Fig. 3: Il valore delle precipitazioni giornaliere più elevate, anno per anno, per le stazioni di Airolo, Andermatt, Splügen e Binn. L’evento delle precipitazioni del giugno 2019 è indicato in blu scuro sull’estrema destra del grafico. Le linee orizzontali grigie indicano i valori medi su 30 anni, come pure quelli del 1989‒2018. A Splügen e Binn la serie non è completa, mancano alcuni anni.
Fig. 3: Il valore delle precipitazioni giornaliere più elevate, anno per anno, per le stazioni di Airolo, Andermatt, Splügen e Binn. L’evento delle precipitazioni del giugno 2019 è indicato in blu scuro sull’estrema destra del grafico. Le linee orizzontali grigie indicano i valori medi su 30 anni, come pure quelli del 1989‒2018. A Splügen e Binn la serie non è completa, mancano alcuni anni.

Alta pressione e temporali

Fra il 13 e il 22 giugno le correnti da sudovest sono risultate ancora dominanti e sono state interrotte solo temporaneamente da alcune fasi di alta pressione. Il continuo arrivo di aria umida e instabile da sudovest ha favorito lo sviluppo di diversi temporali.

In particolare il 15 giugno un fronte temporalesco molto attivo ha attraversato la Svizzera. Nella regione di Ginevra in poche ore sono caduti da 30 a 50 mm di pioggia, accompagnati da grandine e raffiche di vento. Fra le conseguenze si contano cantine e strade allagate, come pure alberi divelti.

Nella Val de Ruz il 22 giugno un intenso temporale ha portato fino a 100 mm di pioggia (stime basate sul radar meteorologico) provocando una vittima e numerosi danni a case, infrastrutture e veicoli.

Un’intensa ondata di caldo

Dal 23 giugno le correnti da sud-sudovest, presenti fra una depressione sull’Atlantico e un’alta pressione sull’Europa centrale, hanno fatto affluire verso la regione alpina aria molto calda in quota di origine subtropicale. In presenta di giornate molto soleggiate, le temperature sono salite su entrambi i versanti delle Alpi  a partire dal 24 giugno a valori ben superiori ai 30 °C, con punte il 26 giugno fra 34 e 36 °C. Il valore più elevato di questo periodo è stato registrato a Sion il 30 giugno con 37.0 °C.

Dal 26 giugno in più di 50 stazioni di misura si sono registrati dei nuovi record di temperatura massima per il mese di giugno. In 15 stazioni, di cui 14 in alta quota addirittura si sono registrati dei nuovi record assoluti. Per due di queste stazioni la serie di misura omogenizzata è più lunga di 100 anni. A Davos i 29.8 °C hanno superato di mezzo grado il record precedente del 5 luglio 2015 (29.3 °C). Sul Säntis i 21 °C hanno superato il primato precedente del 27 luglio 1983 (20.6 °C). Il 27 giugno anche a Cimetta si è stabilito con 29.7 °C un nuovo primato, anche se in questo caso la serie di misura è più breve essendo iniziata solo nel 1982.

Una delle ondate di caldo più intense

L’ondata di caldo che fra il 25 giugno e il 1° luglio ha interessato la Svizzera è stata regionalmente una delle più intense da più di 100 anni a questa parte. Considerando la media delle temperature massime durante questo periodo di 7 giorni si nota come a Berna con 32.5 °C esso sia stato il quinto periodo più caldo dal 1864, a Locarno-Monti con 32.6 °C il sesto, come pure a Basilea con 33.6 °C.

Un chiaro segnale del cambiamento climatico

Le ondate di calore intense e prolungate su una settimana sono divenute più frequenti nel corso degli ultimi decenni; nelle regioni che sono state toccate a più riprese, come la Svizzera romanda, esse si susseguono ora a intervalli più brevi. Le regioni che in passato non hanno registrato quasi nessuna di queste ondate di calore, dovranno ora aspettarsele più o meno regolarmente. La maggiore frequenza di ondate di calore è oggi uno dei segnali molto chiari del cambiamento climatico in corso.

In futuro ondate di calore ancora più frequenti

Le grandi regioni europee che si affacciano sul Mediterraneo, compresa la Svizzera, sono colpite da uno dei più forti aumenti degli estremi di calore a livello mondiale. Questa tendenza può essere osservata già negli ultimi decenni ed è molto probabile che continui anche in futuro (Fonte: CH2018: Scenari climatici per la Svizzera).

I tigli a grandi foglie sono in fiore

Con la fioritura dei tigli a grandi foglie, l’estate fenologica è al suo apice. Dall’inizio del mese di giugno è iniziata la fioritura e a partire da metà mese si è potuta osservare la piena fioritura nelle regioni di pianura. L’inizio della fioritura è avvenuto qualche giorno più tardi rispetto alla media degli anni dal 1996, mentre la fioritura completa può essere classificata in linea con la data media del periodo di riferimento su 30 anni 1981-2010. Per quanto riguarda il tiglio a piccole foglie, che fiorisce in media attorno al 27 giugno sotto i 600 metri, ci sono giunti finora pochi annunci di osservazione della fioritura.

Già a partire da fine maggio e poi soprattutto nella prima metà di giungo, è fiorito il sambuco nero, in linea con la media del periodo 1981-2010. In montagna a giugno sono poi stati osservati i primi germogli di abete rosso a quote fra i 1000 e i 1500 metri; in linea o poco più tardi rispetto alla media pluriennale. Le margherite sono fiorite fino a circa 1500 metri, anch’esse in media con i dati del periodo di riferimento.

Nonostante il mese di giugno molto caldo, la vegetazione non ha tratto alcun vantaggio nel suo sviluppo medio. Ciò è dovuto principalmente alle basse temperature di maggio, in quanto le temperature da aprile a giugno sono decisive per la fioritura dei tigli e del sambuco nero. Quest'anno la temperatura media in Svizzera da aprile a giugno è stata superiore di 0,5 °C rispetto al periodo standard 1981-2010.

Visione ingrandita: Fig. 6: Questo campo di cereali è fiorito a giugno, mentre altri campi di cereali iniziavano già lentamente a ingiallire. 
Foto: Regula Gehrig, 15 giugno 2019 nella zona di Wegenstetten, AG
Fig. 6: Questo campo di cereali è fiorito a giugno, mentre altri campi di cereali iniziavano già lentamente a ingiallire. Foto: Regula Gehrig, 15 giugno 2019 nella zona di Wegenstetten, AG

Il rapporto definitivo del mese di giugno 2019 sarà disponibile a partire dal 10 luglio nella rubrica Rapporti sul clima.

Ulteriori informazioni:
CH2018: Scenari climatici per la Svizzera

Commenti (3)

  1. Elio, 10.07.2019, 08:02

    Si parla spesso del clima,effetto serra, dovuto all'emissione di CO2
    ma si parla poco dell'attività solare . Secondo gli studi effettuati dalla
    NASA e non solo la nostra stella ,in parole povere è responsabile dei
    cambiamenti climatici in quanto il sole ha un'attività che varia ogni 10-11 anni circa,in più la Terra seguendo le sue orbite elitttiche nel corso degli anni per esempio,durante la distanza massima che prevede la stagione estiva ,si ha un enciclica che varia ogni 100 anni.In pratica ogni estate avvenire la Terra si distanzia maggiormente dal sole irradiando maggiormente il calore.Questa info.L'ho ricevuta da un ex
    collaboratore della NASA quale astronauta di mia conoscenza.
    Carissimi collaboratori di Meteo Svizzera Vi auguro distinti e solari saluti.

    Risposte

    Rispondere a Elio

    * Campi obbligatori

    Grazie per il contributo. Ciascun contributo viene controllato dalla redazione prima di essere attivato. La procedura può richiedere del tempo.

    Grazie per la comprensione

    Purtroppo il contributo fornitoci non ha potuto essere trasmesso. Si prega di riprovare più tardi.

    Grazie per la comprensione

    1. team MeteoSvizzera, 10.07.2019, 08:25

      Caro Elio, le misure si possono reperire online, in quanto sono pubbliche. Il ciclo di 11 anni si riferisce alle macchie solari. Aumentano di numero e diminuiscono ciclicamente. In questo periodo siamo in una fase di scarsa attività, vale a dire ci sono poche macchie, rispetto agli altri cicli. Con poche macchie l'energia diminuisce, con molte macchie aumenta. Questo però non è il nostro ramo, gli esperti in materia sono gli astronomi dell'Irsol, che lavorano qui vicino: http://www.irsol.ch/i/. Su questo sito si possono trovare molte informazioni e se si è interessati si può prendere contatto.

  2. Dario, 8.07.2019, 17:39

    Un mese che per molti rimarrà nella storia al pari del 2003

    Risposte

    Rispondere a Dario

    * Campi obbligatori

    Grazie per il contributo. Ciascun contributo viene controllato dalla redazione prima di essere attivato. La procedura può richiedere del tempo.

    Grazie per la comprensione

    Purtroppo il contributo fornitoci non ha potuto essere trasmesso. Si prega di riprovare più tardi.

    Grazie per la comprensione