Maggio fresco

29 maggio 2019, 2 Commenti
Temi: Clima

Il mese di maggio 2019 è stato fresco e a livello regionale anche molto povero di sole. Con una media nazionale di 6 gradi, esso è stato il maggio più fresco degli ultimi 30 anni circa. Nella Svizzera orientale le precipitazioni sono state abbondanti, mentre a sud delle Alpi è piovuto a livello locale meno del 50 % della norma.

La regione Hirzel (718 m) con la neve il 5 maggio 2019. Foto: Daniel Gerstgrasser.

Fresco persistente

Dal giorno 1 al giorno 22 le temperature medie giornaliere sono risultate essere praticamente in tutta la Svizzera ben sotto la norma 1981-2010, anche durante i periodi con alta pressione. Solamente poche stazioni hanno misurato saltuariamente temperature medie giornaliere sopra la media, specialmente in Vallese e sul versante sudalpino. La temperatura media sull’insieme del Paese è stata di 6 gradi, il valore più basso degli ultimi 30 anni circa. Per trovare un valore simile bisogna risalire al maggio 2013, che aveva fatto registrare 6.2 gradi di media, mentre una media ancora più bassa è stata registrata nel maggio del 1991 con 4.1 gradi.

Un maggio fresco all’interno di una tendenza al riscaldamento

Un mese di maggio così fresco rappresenta un evento raro negli ultimi anni. Dopo il rapido riscaldamento avvenuto alla fine degli anni ottanta, la temperatura media nazionale mensile si è, infatti, attestata attorno o sopra gli 8 gradi, talvolta perfino al di sopra dei 10 gradi. Il mese di maggio è così divenuto rapidamente più caldo di circa 2 gradi, un segnale forte del cambiamento climatico in atto. Questa tendenza al riscaldamento non viene messa in discussione dal fatto che il mese di maggio 2019 sia stato più fresco della media. Decisivi non sono infatti i singoli mesi, bensì la loro successione all’interno della serie storica. E questa mostra una chiara tendenza.

Neve fino a quote basse

Dopo una breve fase anticiclonica il giorno 1, fino al giorno 6 il tempo è stato determinato da situazioni di bassa pressione con precipitazioni frequenti. Aria polare da nord ha riportato la neve fino a quote basse tra il 4 e il 5 maggio: a Berna si sono misurati 4 cm di neve fresca, la nevicata più tardiva dall’inizio della serie storica, che risale ininterrottamente al 1898.

Mentre a nord delle Alpi il tempo è stato spesso grigio e umido, dal giorno 3 di maggio a sud delle Alpi il favonio ha portato a condizioni di tempo abbastanza soleggiato, specialmente al mattino, con temperature massime salite fino a 18 – 20 gradi. Tra il 3 e il 4 maggio si sono sviluppati localmente anche isolati rovesci o temporali pomeridiani.

Forte corrente da ovest

Dopo un’altra breve fase anticiclonica il giorno 7 e un passaggio frontale il giorno 8, dal 9 all’11 maggio la Svizzera è stata interessata da forti correnti da ovest. Rovesci e temporali frequenti hanno determinato il tempo nella Svizzera nordalpina, con raffiche di vento che hanno raggiunto i 60 – 90 km/h a quote basse e perfino i 120 km/h a quote più elevate. Al Sud delle Alpi, invece, il 9 e 10 maggio il tempo è stato per lo più soleggiato, mentre l’11 si sono verificati rovesci e temporali.

Bise al Nord, favonio al Sud.

Dal 12 al 16 maggio una zona di alta pressione si è spostata dalle Isole Britanniche alla Scandinavia. Sul suo lato meridionale si è instaurata una classica situazione di bise a nord delle Alpi, con venti a tratti forti. L’alta pressione ha garantito un po’ di sole nei giorni del 13 e 14 maggio.

A sud delle Alpi il favonio si è presentato spesso nelle vallate, con raffiche il giorno 13 fino a 70 km/h. Di conseguenza il tempo sul versante sudalpino è stato ricco di sole.

Circondati dalla bassa pressione

Tra il 17 e il 21 maggio numerose zone di bassa pressione hanno interessato l’Europa centrale e meridionale. La Svizzera è stata influenzata da aria umida proveniente dal Mediterraneo, che è giunta sul nostro Paese dapprima da sud e da sudovest, poi da sudest e da nordest. La massa d’aria umida ha determinato fino al 19 maggio una vivace attività temporalesca, dapprima sul versante sudalpino, poi anche nelle altre regioni.

Con la rotazione dei venti a nordest tra il 20 e il 21 maggio, a Nord delle Alpi si sono avute precipitazioni persistenti. Nella Svizzera orientale gli accumuli hanno raggiunto 40 – 80 mm, nella Svizzera occidentale 10 – 30 mm. In Vallese e in gran parte dei Grigioni, invece, essi sono rimasti al di sotto dei 10 mm. Alcuni torrenti e fiumi della Svizzera orientale sono andati in piena.

Il 20 e 21 maggio in Ticino e nel Moesano non è invece piovuto, anzi il giorno 21 c’è stato addirittura molto sole e le temperature massime sono salite fino a 23 – 26 gradi.

E infine sole sull’intera Svizzera

Tra il 22 e il 24 maggio una zona di alta pressione si è spostata da ovest verso l’Europa centrale, portando molto sole dapprima sulla Svizzera occidentale e meridionale, in seguito anche sulla Svizzera tedesca. Il giorno 23 è stato il secondo del mese di maggio con soleggiamento abbondante dall’alba al tramonto. Il periodo soleggiato è terminato però già il 24 maggio con alcuni rovesci e temporali serali a livello locale.

Il 25 maggio una goccia fredda da nord ha causato rovesci e temporali nella seconda parte della giornata. Anche il giorno 26 è stato nuvoloso nelle Alpi e a sud di esse, mentre nella Svizzera nordalpina si è avuto un buon soleggiamento.

Lo sviluppo della vegetazione risente delle basse temperature

Nel mese di maggio le foglie del faggio sono germogliate anche ad altitudini superiori a 800 metri. Se nel mese di aprile l’anticipo dello spiegamento delle foglie era ancora di 4 giorni rispetto alla media 1981 – 2010, le condizioni fresche del mese di maggio hanno rallentato lo sviluppo, cosicché alle alte quote le foglie sono germogliate in linea o più tardi della media. Tuttavia, il ritardo medio rispetto alla media è stato di soli 2 giorni. In alcune località attorno a 1000 metri di quota le gelate tardive all’inizio di maggio hanno causato danni da gelo al faggio appena sbocciato.

Anche l'abete rosso e il larice hanno mostrato lo stesso sviluppo temporale. Nel mese di maggio i primi germogli di abete rosso sono stati osservati dalle zone di pianura fino a circa 1000 m di quota, quasi esattamente in linea con la media, mentre verso la fine del mese essi sono stati osservati in ritardo rispetto alla media. In maggio i larici sono germogliati ad altitudini più elevate, ad esempio in Engadina fino a 1750 m, in linea con le medie o un po’ in ritardo.

Maggio è il mese in cui fioriscono molte piante. Margherite di prato in fiore, ippocastani e bacche di sorbo sono stati osservati circa 1-5 giorni prima della media. La fioritura del dente di leone al di sopra dei 1000 m ha potuto invece essere osservata in linea con le medie. L'inizio dell'estate fenologica inizia con la fioritura del sambuco nero e della robinia. L'inizio della fioritura del sambuco nero in pianura è stato osservato sempre più da metà maggio, in accordo con la data di fioritura media. Fino ad oggi sono arrivate invece solo poche segnalazioni per quanto riguarda l’inizio della fioritura della robinia.

Il rapporto definitivo sul clima di maggio 2019 sarà disponibile dal 12 giugno nella rubrica rapporti climatici (link)

http://www.meteoschweiz.admin.ch/home/klima/klima-der-schweiz/monats-und-jahresrueckblick.html

 

Commenti (2)

  1. Dario, 3.06.2019, 22:55

    Nonostante le lamentele varie io ho apprezzato molto questo mese sotto-media, speriamo che non sia il preludio di un'estate infernale.
    (P.s. non c'entra nulla ma volevo segnalare che vi ho scritto attraverso il modulo per i contatti circa 2/3 settimane fa ma ad oggi non ho ancora ricevuto risposta, dovrei forse riprovare? Grazie)

    1. MeteoSvizzera, 4.06.2019, 08:49

      Buongiorno, di norma rispondiamo sempre ai vostri interventi tramite modulo di contatto, forse qualche cosa non è funzionato, infatti non troviamo un suo contatto. Ci scusiamo e le proponiamo di riprovare, cordiali saluti team meteo Locarno