Giornata mondiale della meteorologia - Baciati dal sole

22 marzo 2019, 7 Commenti
Temi: Chi siamo

Quest’anno la giornata mondiale della meteorologia del 23 marzo è dedicata al tema del sole. Da un anno la Svizzera si gode condizioni di tempo soleggiato. Nel pieno della primavera meteorologica, il mese di aprile 2018 aveva preannunciato, con un’insolita abbondanza di sole, un’estate estremamente lunga. Per sette mesi, infatti, il sole ha fatto capolino nei cieli svizzeri.

Bel tempo estivo

In estate il soleggiamento ha raggiunto il suo apice: nei tre mesi estivi, da giugno ad agosto 2018, in alcune regioni della Svizzera è stato registrato il maggior numero di ore di sole dall’inizio delle misurazioni. Soprattutto in giugno e in luglio la maggior parte delle giornate sono state caratterizzate da cieli tersi e da un sole splendente da mattino a sera.

Senza sosta fino in autunno

Nemmeno dopo la sua instancabile presenza dalla primavera all’estate il sole si è concesso una pausa, prolungando l’estate fino ad autunno inoltrato. In alcune regioni della Svizzera il mese di settembre è stato il più soleggiato dall’inizio delle misurazioni e ottobre si è contraddistinto per la tipica fase autunnale di tempo mite e soleggiato, che nel 2018 è stata particolarmente soleggiata.

Un letargo breve

Solo verso l’arrivo dell’inverno il sole ha smesso di essere il protagonista, e in alcune regioni il soleggiamento è stato addirittura estremamente ridotto. Al Sud delle Alpi il mese di novembre è risultato di gran lunga il meno soleggiato dall’inizio delle misurazioni, mentre nella maggior parte delle regioni svizzere il soleggiamento di dicembre è stato inferiore rispetto alla media pluriennale.

Sole in abbondanza verso la fine dell’inverno

Dopo questa breve pausa il sole l’ha di nuovo fatta da padrone, e nella seconda metà del mese di febbraio 2019 ha addirittura dominato i cieli dell’Europa centrale. Grazie all’aria molto secca, sulle pianure la nebbia è risultata rara e i raggi del sole hanno così potuto raggiungere indisturbati tutte le regioni svizzere. Nella Svizzera occidentale e nord-occidentale il mese di febbraio è stato il più soleggiato dall’inizio delle misurazioni, avvenuto oltre 100 anni fa, mentre sull’Altopiano centrale e orientale si è trattato del terzo o del quarto febbraio più soleggiato.

 

Visione ingrandita:

Più sole

Negli ultimi venti anni la Svizzera è diventata più soleggiata su entrambi i versanti delle Alpi in tutte e quattro le stagioni. In precedenza, per circa trent’anni, il tempo è stato nettamente più grigio, soprattutto in primavera e in estate.

Quando è troppo, è troppo

Molto sole fa bene all’umore, ma non equivale solo a spensieratezza e tempo splendido. Il perdurare di tempo soleggiato senza precipitazioni comporta anche molti pericoli. I prati, i pascoli e i boschi inaridiscono, i raccolti vengono a mancare, i corsi d’acqua si prosciugano, i pesci muoiono a causa della temperatura dell’acqua troppo elevata, nelle Alpi il bestiame non ha più acqua da bere, e alle basse quote gli abitanti degli agglomerati urbani soffrono il caldo, soprattutto di notte.

MeteoSvizzera misura il sole

L’Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera è incaricato anche di misurare il soleggiamento in Svizzera. Abbiamo chiesto ai responsabili di questo compito come funziona esattamente la misurazione del soleggiamento e a cosa serve.

Potete spiegarci in modo semplice in che modo MeteoSvizzera misura il soleggiamento?

Il termine “radiazione solare diretta” – o soleggiamento – si riferisce unicamente alla radiazione diretta del sole, cioè quella che raggiunge la superficie terrestre quando il sole non è oscurato da una nuvola, oppure – per usare un esempio più facile da osservare – quando gli oggetti illuminati producono delle ombre. La luce che viene diffusa in maniera indiretta dalle molecole atmosferiche viene invece  chiamata radiazione diffusa. La radiazione globale è la somma della radiazione solare diretta e di quella diffusa. Ovviamente queste due misure sono correlate, in quanto la radiazione diffusa dal cielo ha origine dal sole e viene diffusa dalle molecole dell’atmosfera o dalle goccioline di acqua delle nuvole.

MeteoSvizzera misura la durata del soleggiamento in modo automatico sull’insieme del territorio svizzero mediante appositi sensori installati in oltre centro stazioni di misura. Per ragioni storiche e di utilizzo dei dati, attualmente in queste stazioni MeteoSvizzera utilizza due sensori basati su un principio di funzionamento diverso, descritto di seguito (cfr. figura 2).

Cosa rilevate esattamente?

L’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha stabilito che la durata del soleggiamento corrisponde alla somma dei periodi di tempo durante i quali il flusso energetico della radiazione solare diretta supera la soglia di 120 W/m2. Questo valore di soglia corrisponde approssimativamente alla radiazione solare diretta sufficiente a produrre ombre. In fisica la durata del soleggiamento si esprime pertanto in unità di tempo (ad esempio in numero di minuti o di ore al giorno o all’anno durante i quali la radiazione diretta misurata supera tale valore soglia). Quando negli anni 1980 queste misure furono implementate nelle stazioni della rete di misura di MeteoSvizzera, il valore di riferimento limite stabilito dall’OMM era di 200 W/m2. Al fine di assicurare la consistenza delle misure nel tempo, questo è tuttora il valore di riferimento per la nostra rete di misura.

Lo strumento Solar 111 B del produttore Haenni, utilizzato dagli anni ottanta nelle stazioni della rete di misura di MeteoSvizzera, analizza i valori la radiazione solare rilevata da sei fotodiodi rivolti verso la porzione di cielo che viene percorsa dal sole durante tutto l’anno. Le alette presenti nell’apparecchio (visibili nella figura 1) ruotano attorno a questi fotodiodi affinché la radiazione solare diretta possa essere differenziata da quella globale diffusa dal cielo. Le alette ombreggiano per un breve intervallo di tempo il sensore, riducendo quindi l’energia catturata dai fotodiodi. Se il cielo è coperto, la differenza fra la misura diretta e quella ombreggiata cambierà solo minimamente; se per contro splende il sole, la quantità di energia misurata per la porzione schermata sarà ridotta in modo significativo. Quando l’ampiezza di questa differenza supera il valore limite fissato di 200 W/m2 , il periodo viene conteggiato come presenza di soleggiamento.

Lo strumento SPN-1 del produttore Delta-T Devices è invece utilizzato nelle stazioni della rete di misura di MeteoSvizzera dal 2006 e si chiama piranometro. Esso misura la radiazione solare globale - inclusa quindi anche quella diffusa – per poi dedurre la radiazione solare diretta e determinare quindi il superamento del valore di soglia predefinito. In questo caso la misura è effettuata in base al principio del contrasto. L’apparecchio dispone di sette termopile indipendenti collocate in posizioni diverse. Una maschera nera (visibile nella cupola di vetro nella figura 1) fa in modo che almeno un sensore sia sempre esposto direttamente al sole, e almeno uno ombreggiato dalla maschera stessa, in base alla posizione del sole nel cielo. La misura della differenza tra i valori massimi e minimi del soleggiamento ricevuto dai sensori è confrontata con il valore di soglia predefinito per stabilire se vi sia soleggiamento o meno.

A cosa servono questi dati?

Insieme alla temperatura e alle precipitazioni, la durata del soleggiamento è una delle grandezze climatiche più importanti che da molti decenni viene misurata con elevata precisione. Inoltre, essa viene percepita anche dal grande pubblico: tutti ricordano il grigiore del mese di novembre 2018 o le belle giornate soleggiate che hanno caratterizzato il febbraio 2019. La durata del soleggiamento a livello locale è una grandezza molto utile, per esempio, per pianificare, per pubblicizzare o per progettare nell’ambito del turismo, dell’architettura, dell’industria energetica o dell’agricoltura. La durata del soleggiamento ci consente di dedurre anche la frequenza della nebbia e attraverso l’analisi spaziale possiamo anche stabilire il soleggiamento per qualsiasi località della Svizzera. MeteoSvizzera utilizza le misure della durata del soleggiamento per la verifica delle previsioni del modello numerico meteorologico e analizza attentamente le lunghe serie di misura per fornire informazioni sulle variazioni e i cambiamenti climatici.

Commenti (7)

  1. Alberto, 30.03.2019, 08:19

    Ottimo e interessante articolo. Vi sono statistiche riferire anche alla comparazione della massima intensità di radiazione?

  2. franco, 24.03.2019, 17:43

    Manca una figura!

  3. Meteofantastic, 23.03.2019, 21:03

    Amo il sole. Il suo calore scalda anche il mio cuore . Giorni molto soleggiati , Mi fanno pensare alle lunghe estati , alle lunghe serate, all’abbronzatura, alle nuotate nel ‘mio’lago, alle megasudate lavorando in giardino , alla vista mozzafiato dai nostri monti.... buona serata.

  4. Volavola, 23.03.2019, 18:06

    Articolo interessante, complimenti!

  5. andreas, 23.03.2019, 11:59

    sole again😨

  6. Luca01, 23.03.2019, 09:35

    Buongiorno, bel sommario, quindi l’impressione soggettiva che è oramai da più di un anno (o oltre) che fa molta più fatica a piovere ed il sole ci sta lentamente arrostendo è confermata. Il grafico si riferisce a tutta la CH? La situazione al sud delle alpi può essere anche peggiore? Concordo perfettamente con “il troppo è troppo”, con questi presupposti io avrei scritto: …tutti ricordano il rilassante grigiore del mese di novembre 2018 o le stressanti giornate soleggiate e ventose…. Guardando le vostre previsioni a corto e a medio termine il favonio ci accompagnerà ancora, che supa grrrrr.

    1. Sonia, 23.03.2019, 17:13

      Mi permetto di quotarti ne “ le rilassanti giornate grigie “ e le stressanti giornate di sole” ormai onnipresenti . E’ veramente troppo: troppo sole, troppo secco e troppo caldo . Io spero che in inverno 2019 possa andare un po’ meglio