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2018: l'anno più caldo dall'inizio delle misurazioni sistematiche.

22 dicembre 2018, 7 Commenti
Temi: Clima

Ondate di caldo estive e siccità persistente.

In Svizzera l’anno 2018 può essere descritto in poche parole: temperature superiori alla norma e siccità persistente. Le temperature medie di dieci mesi sono state chiaramente superiori alla norma, in sei casi in modo estremo. Il 2018 è il quarto anno in breve successione che stabilisce un nuovo primato delle temperature.
 

Il 2018 in un colpo d’occhio

Il persistere di temperature elevate non ha portato solo a un nuovo primato annuale, ma anche il semestre estivo è stato il più caldo dal 1864, anno in cui sono iniziate le misure sistematiche in Svizzera. A sud delle Alpi pure l’autunno è stato il più caldo. Questi nuovi primati sono stati accompagnati da un scarsità di precipitazioni che si è protratta per mesi, in modo inusuale. Nella Svizzera orientale il deficit di precipitazioni fra aprile e novembre ha provocato una siccità secolare.
 

Temperatura media annuale da primato

Visione ingrandita: Fig. 1: Anno di record.
Fig. 1: Anno di record.

In Svizzera, in base agli ultimi calcoli, la temperatura media annuale sarà di circa 7 °C, il valore più alto mai registrato. Se si considera l’anno meteorologico che da va dicembre 2017 a novembre 2018, si può già certificare che i 6.7 °C registrati corrispondono a un primato.

Il 2018 è il quarto anno in breve successione che registra temperature medie annuali chiaramente superiori alla norma. Assieme agli anni 2015 (6.6 °C), 2014 (6.5 °C) e 2011 (6.6 °C) la temperatura media annuale del 2018 si distanzia in modo netto da tutte le altre registrate dal 1864.
 

Visione ingrandita: Fig. 2: Temperatura annuale (gennaio – dicembre) media dal 1864.
Fig. 2: Temperatura annuale (gennaio – dicembre) media dal 1864.

In base agli ultimi calcoli la temperatura media annuale del 2018 corrisponde a 6.9 °C (stato al 20.12.2018).  Le linee grigie mostrano le norme 1871 – 1900, 1901 – 1930, 1931 – 1960  e 1961 – 1990; è anche illustrata  la media pluriennale degli ultimi 30 anni (1988 – 2017).
 

Temperature invernali nella norma, nonostante un gennaio da primato

Su scala nazionale la media delle temperature invernali 2017/2018 è stata simile alla norma 1981-2010, anche se i singoli mesi hanno registrato oscillazioni importanti. Le temperature medie mensili di dicembre 2017 e febbraio 2018 hanno registrato un deficit rispetto alla norma 1981-2010, rispettivamente di 0.6 e 3.0 °C. La temperatura media di gennaio è stata, al contrario, estremamente elevata, con dei primati a livello regionale. Presso la stazione di misurazione di Ginevra la temperatura media di gennaio è stata di 6,0 °C: ciò che è corrisposto ad un nuovo primato (nel precedente gennaio più mite a Ginevra si registrò una temperatura media di 4.5 °C). Anche su scala nazionale la temperatura media di gennaio, di 3.1 °C superiore alla norma 1981 - 2010, è stata da primato.
 

Abbondanti precipitazioni e nevicate

Le precipitazioni invernali hanno raggiunto il 130 % del valore normale 1981-2010. Questi valori hanno raggiunto addirittura il 200% per il Vallese e in molte regioni dei Grigioni. Il versante sudalpino ha registrato valori del 100 - 150%, localmente anche del 180% del valore normale.

Nel gennaio 2018, 95 stazioni di misurazione hanno registrato precipitazioni record per il mese: in 72 di queste stazioni le misurazioni sono svolte da più di 50 anni. In Vallese, quattro stazioni di misurazione con oltre 50 anni di rilevamento hanno registrato, oltre al primato mensile relativo a gennaio, un primato mensile assoluto: Zermatt ha raccolto 257 mm di precipitazioni, Stalden/Ackersand 220 mm, Visp 328 mm e Grimentz 254 mm.

In montagna, tra dicembre e gennaio, si sono verificate abbondanti nevicate. Il pericolo di valanghe è stato da forte a molto forte in vaste regioni delle Alpi, specialmente a gennaio. Per più giorni alcune località alpine sono state raggiungibili solo con l’elicottero. Ad Arosa, a 1880 m slm, l’inverno 2017/2018 ha portato complessivamente 5,3 m di neve fresca. Negli ultimi 50 anni questo valore è stato superato una sola volta nell’inverno 2011/2012, con il valore di 5,8 m. Nella stazione di misurazione vallesana di Grächen, a 1600 m slm, l’inverno 2018 ha portato una quantità di neve fresca complessiva superiore ai 2 m, valore tra i più alti mai registrati dall’inizio delle misurazioni 50 anni fa.
 

Inverno tempestoso

Il versante nordalpino ha vissuto un inverno tempestoso. I mesi di dicembre e gennaio hanno portato, nella stazione di misurazione di Zurigo-Fluntern, un numero di tempeste sensibilmente più elevato rispetto agli anni precedenti. Danni sono stati causati soprattutto dalle tempeste di gennaio, in modo particolare dalla tempesta Burglind del 3 gennaio 2018.
 

Evidente aumento delle temperature primaverili

Con la primavera 2018, che è stata la quarta più calda dall’inizio delle misurazioni, è continuato l’evidente riscaldamento primaverile che ha caratterizzato gli ultimi due decenni. Le 6 primavere più calde sono state infatti registrate dal 2000 in avanti. Dal 2000 la temperatura media stagionale è stata per dieci volte di almeno un grado superiore alla norma 1981 – 2010; prima ciò era accaduto unicamente due volte.

E questo anche se l’inizio della primavera 2018 è stato freddo: a livello nazionale la temperatura media di marzo è stata di 1 °C inferiore alla norma 1981- 2010. A Sud delle Alpi si è registrato, pur con differenze regionali, uno dei mesi di marzo più freddo degli ultimi 30 anni, con una temperatura media mensile di 1 – 2 °C al di sotto della norma. Ad un marzo molto freddo ha però fatto subito seguito il secondo mese di aprile più caldo dall’inizio delle misurazioni sistematiche nel 1864. A livello nazionale la temperatura media mensile ha registrato un eccesso di 3.9 °C rispetto alla norma 1981 – 2010. A livello locale questo valore ha raggiunto i 4 – 5 °C. Il periodo caldo è proseguito anche nel corso di maggio, il quinto più caldo dall’inizio delle misurazioni. La temperatura media mensile è stata di 1.9 °C superiore alla norma 1981 – 2010. In alcune stazioni di misura il mese di maggio è stato addirittura il secondo o il terzo più caldo dall’inizio delle misurazioni sistematiche, avvenuto 155 anni fa.
 

Caldo estivo estremo sempre più frequente

In Svizzera, per la terza volta in pochi anni, la temperatura media dell’estate è stata chiaramente superiore alla norma. Assieme agli anni 2017, 2015 e 2003 la temperatura media dell’estate 2018, corrispondente a 15.3 °C, si è distanziata in modo netto da tutte le altre registrate dall’inizio delle misure. Fino al 2000 le estati che registravano temperature medie superiori a 14 °C erano considerate estreme, mentre la soglia dei 15 °C non era mai oltrepassata. La tipica estate in Svizzera con una temperatura media attorno ai 12 gradi non appartiene più all’attuale clima della Svizzera. Negli ultimi 30 anni le estati con una temperatura media inferiore ai 13.0 °C sono invece sparite dalle statistiche: un chiaro segnale del cambiamento climatico in atto.
 

Visione ingrandita: Fig. 3: Temperatura estiva media dall’inizio delle misure.
Fig. 3: Temperatura estiva media dall’inizio delle misure.

La temperatura media dell’estate 2018 è di 15.3 °C.
La linea rossa mostra la media mobile su 30 anni, la linea verde mostra la norma 1981 – 2010, di 13.3 °C.

 

Ondata di caldo di 10 giorni a Nord delle Alpi

Dal 30 luglio, a Nord delle Alpi, un’ondata di caldo ha spinto in modo generalizzato le temperature massime giornaliere oltre i 30.0 °C. Durante questa ondata di caldo la media delle temperature massime giornaliere nelle zone di pianura a Nord delle Alpi è stata di 32.0 – 34.0 °C. In alcune località (es. Basilea, Zurigo e Lucerna) si tratta della terza o la quarta ondata di caldo (della durata di 10 giorni) più intensa dall’inizio delle misure sistematiche.
 

18 giorni di canicola a Sud delle Alpi

A Sud delle Alpi l’ondata di caldo è durata 18 giorni, con le temperature massime giornaliere che si sono spinte oltre i 30 °C già dal 22 luglio. Presso la stazione di misura di Locarno – Monti, la media delle temperature massime giornaliere in questo periodo è stata di 32.6 °C e corrisponde alla terza ondata di caldo (della durata di 18 giorni) più intensa dal 1935, data di inizio delle misure sistematiche presso questa stazione. Si tratta di un valore comparabile ai 32.8 °C registrati nel 2003 e leggermente inferiore ai 33.1 °C rilevati nel 2015.
 

Siccità persistente

Dopo un mese di aprile e un mese di maggio particolarmente asciutti anche l’estate 2018 ha registrato una scarsità di precipitazioni. In Svizzera, tra il mese di aprile e quello di agosto, è piovuto unicamente il 71% della norma 1981 – 2010. L’ultima volta che fu registrata un estate così asciutta fu negli anni 2015, 1983 e 1984.

Nel mese di giugno, in alcune regioni, è piovuto solo il 20 – 40 % della norma 1981 – 2010. A seconda della località, nelle regioni centrali e orientali delle Alpi, si è registrato il mese di giugno più asciutto dall’inizio delle misure sistematiche nel 1864. Anche il mese di luglio è stato estremamente asciutto per alcune regioni della Svizzera: valori corrispondenti al 20 – 30% della norma 1981 – 2010 sono stati registrati in alcune località nelle regioni orientali dell’Altopiano e sulla parte orientale del versante nordalpino.
 

Soleggiamento estivo da record

Tutti e tre i mesi estivi sono stati caratterizzati da un soleggiamento importante. A Ginevra le 908 ore di sole registrate nell’estate 2018 corrispondono all’estate più soleggiata dal 1897, data di inizio delle misure sistematiche in questa località. Presso questa stazione un valore simile fu registrato per l’ultima volta nel 2003, con poco meno di 900 ore di sole. A Basilea Ginevra le 835 ore di sole registrate nell’estate 2018 corrispondono all’estate più soleggiata dall’inizio delle misure sistematiche, nel 1886, e superano di una sola ora il valore raggiunto nel 2003 (834 ore di sole).
 

Semestre estivo più caldo di sempre

Tutte le temperature medie mensili registrate tra aprile a settembre 2018 hanno raggiunto, a seconda dei mesi, fra il secondo e il settimo valore più elevato della statistica, portando al semestre estivo più caldo dall’inizio delle misure sistematiche. La temperatura del semestre estivo 2018  è stata di 2.4 °C superiore alla norma 1981 – 2010, ed ha superato di 0.2 °C la temperatura media registrata nel semestre estivo del 2003, anno passato agli archivi per la sua leggendaria estate canicolare.
 

Visione ingrandita: Fig. 4: Temperatura media del semestre estivo dall’inizio delle misure sistematiche nel 1864.
Fig. 4: Temperatura media del semestre estivo dall’inizio delle misure sistematiche nel 1864.

La temperatura media del semestre estivo 2018 è di 12.8 °C. La linea rossa mostra la media mobile su 30 anni, la linea verde mostra la norma 1981 – 2010, di 10.4 °C. La temperatura media del semestre estivo presenta uno scarto positivo dalla norma 1981 – 2010 di 2.4 °C.
 

Autunno con temperature da primato a Sud delle Alpi

In Svizzera la temperatura media dell’autunno 2018 (7.8 °C, 1.8 °C superiore alla norma 1981 – 2010) è stata la terza più elevata dall’inizio delle misure. Quattro degli autunni più caldi sono stati registrati negli ultimi 15 anni. Temperature medie superiori si ebbero unicamente nel 2014 (8.1 °C) e nel 2006 (8.7 °C).

In alcune regioni a Sud delle Alpi è stato l’autunno più caldo dall’inizio delle misure sistematiche. Presso la stazione di Lugano e quella di Locarno – Monti la temperatura media dell’autunno è stata di 2.2 °C superiore alla norma 1981 – 2010. Il primato precedente apparteneva al 2006: a Lugano si registrò una temperatura media autunnale di 1.8 °C superiore alla norma, a Locarno – Monti lo scarto positivo fu invece di 1.9 °C.
 

Scarsità di precipitazioni secolare nella Svizzera orientale

Nella Svizzera orientale la scarsità di precipitazioni registrata tra la primavera e l’autunno 2018 ha raggiunto le dimensioni di un evento secolare. Negli 8 mesi che da aprile portano fino a novembre è piovuto unicamente il 59 % della norma 1981 – 2010 e mancano le precipitazioni corrispondenti a più di 3 mesi estivi. Ciò corrisponde al deficit idrico tra aprile e novembre più importante mai registrato dall’inizio delle misure sistematiche, nel 1864. In tutti gli altri anni caratterizzati pure da scarsa piovosità, tra aprile e novembre, era comunque sempre piovuto almeno il 64 % della norma 1981 – 2010.
 

Visione ingrandita: Fig. 5: Andamento della somma di precipitazioni media registrata tra aprile e novembre per la Svizzera orientale.
Fig. 5: Andamento della somma di precipitazioni media registrata tra aprile e novembre per la Svizzera orientale.

Nel grafico è mostrato lo scarto dalla norma 1981 – 2010. Le colonne verdi corrispondono a valori superiori alla norma, mentre le colonne marroni ai deficit idrici.

Su tutto il Paese, tra aprile e novembre è piovuto il 69 % della norma 1981 – 2010, ciò che corrisponde al terzo valore più basso mai registrato dall’inizio delle misure sistematiche. Un valore simile (68 % della norma 1981 - 2010) si registrò tra il mese di aprile e quello di novembre del 1921. Nei mesi di aprile fino a novembre del 1962 piovve invece unicamente il 60% della norma 1981 – 2010.
 

Pioggia e neve

A fine ottobre a Sud delle Alpi sono caduti in tre giorni da 200 a 300 mm di precipitazione, localmente fino a più di 400 mm. Anche nel vicino Cantone dei Grigioni i più di 200 mm caduti costituiscono un quantitativo importante. Buona parte di queste precipitazioni è caduta in montagna sotto forma di neve. I 72 cm di neve caduti in 24 ore ad Arosa stabiliscono un nuovo primato per il mese di ottobre. Sul versante sudalpino le precipitazioni continuarono abbondanti anche nei primi giorni di novembre, portando il 6 novembre il Verbano a uscire dagli argini.

Le citate precipitazioni hanno portato al Sud delle Alpi a quantitativi mensili per ottobre e novembre superiori alle medie di riferimento (vale a dire al periodo 1981 – 2010), mentre sul versante nordalpino è continuato il periodo con scarsità di precipitazioni. Solo in dicembre a Nord delle Alpi si sono di  nuovo registrate precipitazioni superiori alle medie pluriennali. Che in montagna sono cadute sotto forma di neve. Attorno al periodo natalizio nelle Alpi lo spessore del manto nevoso è sostanzialmente nella norma o appena al di sora (su informazione dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe, SLF Davos).
 

Bilancio annuale

Nella maggior parte delle regioni della Svizzera, la temperatura media annuale è stata di 1.5 – 2.0 °C superiore alla norma 1981 – 2010; a Sud delle Alpi e in Engadina lo scarto positivo registrato è stato invece di 1.0 - 1.5 °C. La temperatura annuale media su tutto il Paese è stata di 1.5 °C superiore alla norma 1981 – 2010, ciò che corrisponde al nuovo primato dall’inizio delle misure sistematiche nel 1864.

Nella Svizzera orientale, nel 2018, è piovuto unicamente l’80 % della norma 1981 – 2010, mentre nella Svizzera centrale e in quella occidentale il 90 %. A Sud delle Alpi e in Engadina i quantitativi di precipitazione corrispondono al 90 – 100 % del valore normale, mentre in Vallese è piovuto leggermente di più rispetto alla norma 1981 – 2010 : il 105 – 110 %.

A Nord delle Alpi il soleggiamento  è stato del 110 - 125% della norma 1981-2010, mentre nelle Alpi e a Sud delle stesse, le ore di sole registrate corrispondono al 90 - 110%. In alcune regioni a Nord delle Alpi, il 2018 è stato uno dei dieci anni più soleggiati dall'inizio della misure sistematiche.

Il rapporto definitivo sull’anno 2018 sarà a disposizione dall’11 gennaio 2019 nella sezione dedicata ai rapporti climatici.
 

Commenti (7)

  1. Lorenzo Tommasini, 26.12.2018, 14:57

    Si continua a parlare di riscaldamento climatico a piú non posso, e mai una parola sul minimo solare (giorni spotless della nostra stella) che stiamo vivendo e che sta assumendo dimensioni sempre piú vicine a quelle createsi durante il minimo di Maunder e che dovrebbe preoccupare l'intera comunitá scentifica per le catastrofiche conseguenze che potrebbe avere. É infatti provato che lunghi periodi spotless portano a un repentino raffreddamento (ripeto: raffreddamento e non riscaldamento!) dell'intero globo oltre che una diminuzione dei raggi gamma provenienti dalla nostra stella, fenomeno che provocherebbe un aumento di terremoti e soprattutto eruzioni vulcaniche di grande rilievo. E in questo ambito bisognerebbe anche spiegare che una forte eruzione vulcanica come quella avvenuta nell'800 col Krakatoa, potrebbe da sola raffreddare il clima di circa 2 gradi per anni. Eppure niente da fare; la parola d'ordine é una e una sola:RISCALDAMENTO GLOBALE!

    1. team MeteSvizzera, 26.12.2018, 15:36

      MeteoSvizzera dà voce ai risultati di più di 100 anni di ricerca in climatologia (già nel '800 si iniziò a comprendere le conseguenze dell'aumento delle concentrazioni della CO2 per la temperatura dell'atmosfera). Questi risultati mostrano come il contributo maggiore al riscaldamento globale sia dato dai gas ad effetto serra provocati dalle attività umane. Il contributo del Sole è in confronto poco significativo. Una forte eruzione vulcanica effettivamente porterebbe ad un raffreddamento, come è stato nel 1816 con l'eruzione del Tambora e alcuni anni fa con quella del Pinatubo. Il raffreddamento è però temporaneo, una volta che si depositano le polveri al suolo, vale a dire nel giro di 1 - 2 anni al massimo, il suo effetto svanisce. Mentre quello dei gas ad effetto serra dura per centinaia d'anni.

    2. Simo, 26.12.2018, 18:56

      @Lorenzo : quello ci darebbe un pò di sollievo, specialmente d'estate, e un pò di tempo per NON cambiare le cose.Ma qualcuno spera di raggiungere un nuovo minimo come quello di Mauder per compensare l'aumento di temperatura, sempre che sia sufficiente.

      Sono daccordo con tè sul fatto che riscaldamento globale e co2 sono solo due parametri e nemmeno i peggiori. Le polveri fini sono molto più pericolose.

    3. Stefano Di Battista, 26.12.2018, 19:10

      Il minimo solare in corso non ha le caratteristiche del Minimo di Maunder. Neppure è scientificamente dimostrato che la Piccola età glaciale sia correlata a quel minimo: è un'ipotesi di cui si discute ma le prove inoppugnabili non le ha ancora fornite nessuno. Così come nessuno ha ancora dimostrato il legame fra CO2 e clima globale: è una teoria spacciata come dogma ma di cui si attende la prova decisiva. I meccanismi che guidano la macchina atmosferica sono ancora al di là dall'essere pienamente compresi

    4. Simo, 27.12.2018, 23:48

      La scienza è fatta di teorie che vengono regolarmente smentite.

      Rimane il fatto che l'essere umano è incapace di convivere con le altre forme di vita e con questo pianeta senza fare danni. Questo dovrebbe preoccuparci.

      Come ho detto tante volte, la temperatura presto sarà l'ultimo dei nostri problemi.

  2. Simo, 23.12.2018, 14:29

    Bel quadro generale, purtroppo per noi molto negativo.

    Senza voler iniziare un dibattito con Meteosvizzera, la situazione è anche peggiore di come viene descritta in questo articolo.

    Tutti questi dati sono legati al periodo di riferimento 1981-2010. Almeno nell'ultimo decennio di questo periodo il clima era già cambiato.Meno pioggie, meno neve e temperature più alte.Comprendo la scelta di Meteosvizzera e ripeto, non voglio criticare, ma solo puntualizzare un fatto.

    Passando ad altro, sono molto colpito dalla velocità del cambiamento del nostro clima. In pochi anni è scomparsa la neve, piove di rado e viviamo estati tropicali che durano sei mesi.Credo che pochi si aspettavano cambiamenti cosi radicali in così poco tempo.

    Mi domando quale potrà essere l'evoluzione di una situazione del genere.Sembra chiaro che un miglioramento non è più possibile e che le misure per combattere questo fenomeno sono insufficienti.Per non parlare dell'inerzia delle persone.

    Cè anche uno strano ottimismo riguardo ai cambiamenti climatici che è difficile da giustificare.

    Non è bello dirlo ma a questo punto ci serve un disastro, non importa quale, per mettere fine all'illusione di avere la situazione sotto controllo.

    Buon Natale.


    Errata corrige : ultima frase "sull'anno 2019"

    1. Simo, 24.12.2018, 20:10

      @Meteosvizzera : l'errata corrige era per voi.

      "Il rapporto definitivo sull’anno 2019 sarà a disposizione dall’11 gennaio 2019 nella sezione dedicata ai rapporti climatici."

      "sull'anno 2018", l'anno in corso.

      Buon Natale a tutti voi.