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Tipica siccità invernale

14 gennaio 2022, 4 Commenti
Temi: Tempo

Capita frequentemente che periodi senza precipitazioni di rilievo abbiano luogo proprio in inverno. Approfondimento di Fosco Spinedi.

Cardada oggi, 14 gennaio 2022
Cardada oggi, 14 gennaio 2022

La siccità è una caratteristica del clima sudalpino altrettanto ricorrente quanto le alluvioni. Essa è però meno appariscente e con danni più diffusi delle precipitazioni intense e probabilmente soltanto nel 2003 è pienamente apparsa la vulnerabilità del nostro territorio e della nostra società alla carenza d’acqua.
Il passato è comunque costellato di periodi di intensa siccità che sicuramente hanno causato non poche difficoltà alla società rurali di allora.
 

Visione ingrandita: Fig. 1: Cimetta senza neve. Foto odierna.
Fig. 1: Cimetta senza neve. Foto odierna.

Da quando sono effettuate misurazioni meteorologiche regolari (1864), il periodo siccitoso più prolungato e forte al Sud delle Alpi risale probabilmente al 1869-1871 (durato circa 18 mesi). Più documentata e con dati attendibili, fu invece la siccità avuta tra dicembre 1920 e febbraio 1922 (15 mesi) con una scarsità generale di precipitazioni in tutti i mesi, salvo agosto. Anni quasi altrettanto asciutti come il 1921 furono il 1893 e il 2003. Il 1997 fu invece l’anno con la siccità che maggiormente interessò la primavera.

Nel quadriennio 2002-2006 si sono avuti i quantitativi di acqua più bassi mai registrati per quattro anni consecutivi (5690 l/m2 a Locarno-Monti e 4788 a Lugano), superando il periodo finora più asciutto del 1892-1895 (risp. 5829 e 5030 l/m2). A paragone, nel quadriennio più bagnato, 1888-1891, caddero rispettivamente 9588 e 9184 l/m2.
 

Caratteristiche delle siccità

Climatologicamente, sul versante meridionale svizzero delle Alpi si verificano regolarmente periodi secchi (assenza completa di precipitazioni) di almeno 30 giorni, periodi asciutti (precipitazioni insignificanti, pochi litri di acqua per m2) di 60 giorni e periodi siccitosi (meno della metà delle precipitazioni normali) di 3-6 mesi.

Il periodo durante il quale si verificano le siccità più importanti va da metà dicembre a metà marzo (oltre il 50% degli eventi), ma periodi siccitosi possono già aver luogo a partire da settembre oppure protrarsi fino alla fine di aprile. Pure nei mesi estivi sono possibili forti siccità, acutizzate dalle temperature elevate, ma sono nettamente più corti che quelli invernali.

Oltre che dalla carenza d’acqua, le conseguenze sull’ambiente sono determinate da molti fattori, come ad esempio la riserva idrica accumulata in precedenza, ma anche la temperatura, l’innevamento, la frequenza del vento e lo stadio della vegetazione. In maniera molto approssimativa si può affermare che le prime manifestazioni sul territorio appaiono dopo un mese di mancanza di precipitazioni.
 

Visione ingrandita: Fig. 2: Veduta invernale verso Brissago con il vento da nord.
Fig. 2: Veduta invernale verso Brissago con il vento da nord.

Considerazioni generali

Non è facile allestire una graduatoria delle siccità a causa dei molti fattori, oltre alla durata, che possono entrano in considerazione e che ne possono accentuare o mitigare le conseguenze sul territorio e sulla vegetazione. Statisticamente si è constatato un aumento degli eventi e del numero di giorni siccitosi verso la fine del XX secolo, con circa un terzo dei casi del periodo 1951-2000 concentrati nel decennio 1991-2000. L’inizio del nuovo millennio è invece stato molto contrastato: al triennio 2000-2002, il più umido da oltre 100 anni, è succeduto il triennio 2003-2005, il più asciutto da altrettanto tempo.
 

Visione ingrandita: Fig. 3: Foce della Maggia il 7 gennaio 2016
Fig. 3: Foce della Maggia il 7 gennaio 2016
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Commenti (4)

  1. Sgaby, 15.01.2022, 19:48

    1888-1891 piovosissimi, 1892-1895 molto siccitosi, quasi alternanza biblica di 7 in 7

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  2. mike, 15.01.2022, 10:42

    Penso che il dato più eclatante di questi ultimi anni sia l'assenza di equilibrio tra le precipitazioni ed i periodi siccitosi. In altre parole non vedo più quelle benefiche piogge o nevicate che si intervallavano a periodi soleggiati non particolarmente prolungati. Oggi invece siamo agli estremi: o alluvioni lampo o siccità ad oltranza. E questo non è il top, in particolare per la vegetazione e per le colture. Egoisticamente parlando, risiedendo sul medio Verbano in quel di Leggiuno, e attingendo tramite un logico depuratore alle acque del lago, problemi di approvvigionamento idrico non ne abbiamo mai avuti, anche durante questi periodi siccitosi. Ma il Maggiore sta' "sparendo" a vista d'occhio....!!!

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  3. Dario, 14.01.2022, 21:57

    Certo è una caratteristica del nostro clima, ma sicuramente aiuterebbe costruire delle riserve d'acqua in montagna, magari anche con cisterne sotterranee da riempire durante i periodi piovosi per utilizzarle poi per l'innevamento artificiale.

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  4. Gabriele Rigamonti, 14.01.2022, 21:11

    Dopu la tempesta qualcos resta..cunt ul soucc dann per toucc..ovvero, dopo un, seppur brutto, temporale qualcosa si raccoglie comunque, mentre la siccità è un danno generale.
    Buon week end

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