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Nuova norma 1991-2020 e prospettiva diversa sul cambiamento climatico

20 gennaio 2022, 4 Commenti
Temi: Clima

Come raccomandato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale, MeteoSvizzera introduce da gennaio 2022 il nuovo periodo normale 1991-2020, che sostituisce quello precedente 1981-2010. Tutti i prodotti sul nostro sito internet sono stati adattati di conseguenza. Oltre a temperatura, precipitazioni e soleggiamento, si può ora trovare la nuova norma climatica di altre grandezze come ad esempio la pressione atmosferica e la pressione del vapore acqueo. La serie storica di quest’ultimo parametro permette di analizzare il riscaldamento globale da una prospettiva inconsueta.

Vista sulle montagne innevate di Château-d’Oex e Gstaad verso il Vallese.
Vista su Château-d’Oex e Gstaad verso il Vallese. Fonte: unsplash.com.

Negli anni passati MeteoSvizzera ha lavorato intensamente per l’introduzione della nuova norma climatica 1991-2020. Nel blog del 23 marzo 2021 abbiamo introdotto il tema della normalità nel clima e dei periodi di riferimento, mentre nel blog del 26 ottobre abbiamo mostrato i primi risultati per quanto riguarda la temperatura, le precipitazioni e il soleggiamento. Con il nuovo anno è iniziato ufficialmente l’utilizzo della nuova norma 1991-2020: sul nostro sito internet sono stati adattati tutti i prodotti grafici, le serie di misura e le mappe, così come le tabelle climatiche. D’ora in poi anche per l’inquadramento climatologico delle condizioni meteorologiche che presentiamo nei bollettini climatici e nei blog si utilizzerà la nuova norma 1991-2020.

Tutti i valori normali 1991-2020 ora disponibili

Da subito sono disponibili anche i valori normali 1991-2020 di pressione atmosferica, pressione del vapor d’acqua e velocità del vento, basati su serie di misura omogenee. Per altre grandezze meteorologiche, come ad esempio la neve o la visibilità, i valori normali sono invece basati su serie di misura non omogenee. Sebbene quest’ultime non possano essere sfruttate per l’analisi dell’evoluzione temporale su lunghi periodi, esse sono adatte alla descrizione del clima attuale in una regione. I valori climatici normali per le singole stazioni di misura sono quindi disponibili anche per i parametri le cui serie storiche non sono state rese omogenee, anche se per queste grandezze non sono state calcolate le anomalie rispetto alla norma.

Anche le rose del vento delle singole stazioni si riferiscono ora ad un periodo di riferimento più recente. Dato che fra il 2005 e il 2010 la rete di misura di MeteoSvizzera è stata rinnovata e molte stazioni di misura sono state spostate, le rose del vento si riferiscono al decennio 2010-2020 e non al trentennio 1991-2020. La figura 1 mostra la rosa dei venti della stazione di Zurigo/Fluntern, che non ha invece subito nessuno spostamento, per i periodi 1991-2020 e 2010-2020. Il confronto fra le due rose mostra chiaramente che le differenze fra i due periodi sono piccole, quindi le nuove rose dei venti rappresentano bene le condizioni del periodo di riferimento normale 1991-2020.

Visione ingrandita: Figura 1: Rosa dei venti media per la stazione Zurigo/Fluntern per i periodi 2010-2020 e 1991-2020.
Figura 1: Rosa dei venti media per la stazione Zurigo/Fluntern per i periodi 2010-2020 e 1991-2020.

Pressione atmosferica e del vapore acqueo come indicatori del cambiamento climatico

Per la pressione atmosferica e la pressione del vapore acqueo abbiamo a disposizione serie di misura omogenee iniziate nel 1961. Completando le misure dirette di temperatura, esse mostrano il riscaldamento climatico in atto in Svizzera negli ultimi decenni.

La formula ipsometrica descrive matematicamente la diminuzione della pressione atmosferica con la quota e l’impatto della temperatura su questa dipendenza: a temperature più basse la pressione diminuisce con la quota più rapidamente di quanto avvenga a temperature più elevate. La differenza fra due misure di pressione atmosferica effettuate a due quote diverse, quindi, fornisce un’indicazione sulla temperatura della colonna d’aria compresa fra le due quote (più precisamente su quella che in gergo viene chiamata temperatura virtuale media). La serie temporale della differenza di pressione fra due stazioni, per esempio una di montagna e una di pianura, riflette quindi l’evoluzione della temperatura media della colonna d’aria, indipendentemente dalle temperature misurate al suolo. La figura 2 mostra, per il periodo 1961-2020, il confronto fra la serie temporale della differenza di pressione fra Coira (557 m) e il Weissfluhjoch (2674) e quella della temperatura media annuale svizzera. Come si può notare, il grafico conferma quanto menzionato sopra: le due curve mostrano un’elevata correlazione e una tendenza simile: mentre la temperatura in Svizzera è aumentata di circa 2 °C, la differenza della pressione atmosferica fra le due località è diminuita di circa 1.7 ettopascal o millibar. Questo aumento di pressione si traduce in aumento di temperatura della colonna d’aria quasi uguale a quello della temperatura misurata. I dati omogenei di pressione mostrano quindi che in Svizzera la temperatura della parte più bassa dell’atmosfera è aumentata in modo sistematico, e che questo riscaldamento è avvenuto in modo molto simile a quanto registrato dalle misure dirette di temperatura al suolo.

Visione ingrandita: Figura 2: Andamento della temperatura media annuale in Svizzera (curva rossa) e della differenza di pressone fra Coira e lo Weissfluhjoch (curva nera) nel periodo 1961-2020.
Figura 2: Andamento della temperatura media annuale in Svizzera (curva rossa) e della differenza di pressone fra Coira e lo Weissfluhjoch (curva nera) nel periodo 1961-2020.

Un’altra grandezza le cui misure sono state rese omogenee nell’ambito dell’introduzione della nuova norma climatica, è la pressione del vapor d’acqua. L’atmosfera è composta infatti da diversi gas, uno dei quali è proprio il vapore acqueo. La pressione del vapore acqueo è quella parte della pressione atmosferica dovuta alla presenza del vapore acqueo nell'aria , grandezza proporzionale alla quantità di vapore acqueo presente. La pressione del vapore acqueo dipende soprattutto dalla temperatura atmosferica: a temperature elevate l’atmosfera può contenere più vapor d’acqua che a temperature basse. In base all’equazione di Clausius-Clapeyron, la capacità dell’atmosfera di contenere vapore acqueo aumenta di circa il 7 % per ogni grado di riscaldamento. A parità di umidità relativa, quindi, ci si può attendere che la pressione del vapor d’acqua in atmosfera sia aumentata di pari passo con il riscaldamento osservato.

La figura 3 mostra nuovamente una lunga serie di misura della rete di stazioni di MeteoSvizzera, più precisamente quella della media annuale della pressione del vapore acqueo a Davos, località posta a 1594 m, ad una quota intermedia fra Coira e il Weissfluhjoch. Il grafico mostra che fra il 1961 e il 2020 la pressione del vapor d’acqua è aumentata di 0.82 hPa, cioè del 14 % circa. Questo valore corrisponde abbastanza bene all’aumento che ci si potrebbe aspettare con un riscaldamento di circa 2 °C. Anche la serie di misura della pressione del vapore acqueo, oltre alle misure dirette di temperatura, mostrano quindi il riscaldamento dell’atmosfera dovuto al cambiamento climatico.

Visione ingrandita: Figura 3: Media annuale della pressione del vapore acqueo a Davos nel periodo 1961-2020, in questo arco di tempo si è verificato un aumento di circa 0.82 hPa. La linea rossa rappresenta la tendenza lineare.
Figura 3: Media annuale della pressione del vapore acqueo a Davos nel periodo 1961-2020, in questo arco di tempo si è verificato un aumento di circa 0.82 hPa. La linea rossa rappresenta la tendenza lineare.

Commenti (4)

  1. Diego, 29.01.2022, 10:22

    il clima cambia sempre; 40-60 milioni di anni fa la temperatura degli oceani era di circa +40° C, con molto + C02 di adesso nell'atmosfera.
    Qualke secolo fa a Londra era gelato il Tamigi.
    Staremo a vedere.

  2. mino62, 21.01.2022, 09:51

    Articolo molto interessante e molto tecnico, nello specifico il paragrafo sulla correlazione pressione/temperatura conferma la mia impressione sul graduale aumento della pressione atmosferica che comprimendo la colonna d'aria verso il basso contribuisce all'aumento delle temperature oltre che inibire lo sviluppo delle nubi.
    Il percorso del clima terrestre futuro è chiaramente delineato, chi vuol sperare che la COP21 di Glasgow lo inverta è libero di farlo.
    La natura deciderà cosa ne sarà del meraviglioso genere umano che ha distrutto il pianeta.

    1. Georges Maestroni, 21.01.2022, 13:48

      Il pianeta ne ha viste di ben peggio quelli che saranno distrutti siamo noi.

    2. gianni 74, 22.01.2022, 16:18

      A mio avviso la visone di mino62 è un tantino pessimistica