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Situazioni meteorologiche tipiche della regione alpina

9 settembre 2021, 1 Commento
Temi: Clima

Il particolare clima della regione alpina è dovuto al fatto di trovarsi al crocevia fra le masse d’aria umide provenienti dall’Atlantico e quelle secche provenienti dal continente euroasiatico. A dipendenza della posizione sul continente europeo delle zone di alta e di bassa pressione le Alpi sono interessate da correnti con caratteristiche molto diverse.

Introduzione

Nelle situazioni con variazioni di pressione importanti e caratterizzate dalla presenza di correnti, i venti soffiano con intensità, estensione, durata e provenienza tipiche. A seconda della direzione del vento, le Alpi modificano i flussi d’aria e creano situazioni meteorologiche specifiche, con forti differenze regionali.

Nelle situazioni caratterizzate invece da deboli gradienti di pressione gli spostamenti d’aria orizzontali risultano ridotti e le correnti generalmente deboli.

Di seguito sono illustrate le situazioni meteorologiche più frequenti nella regione alpina.

Vento da sud

La situazione di correnti in quota dal settore sud presenta una distribuzione caratteristica della pressione atmosferica a livello del suolo: una depressione si trova a nord della Svizzera, mentre il sistema frontale ad essa associato si estende sull’Europa centrale fino al Mediterraneo.

Sul versante sudalpino si crea una situazione di sbarramento, che provoca la formazione di una piccola zona di alta pressione sull’Italia settentrionale, con conseguente gradiente di pressione tra sud e nord delle Alpi.

Questa situazione è tipica per la primavera e l’autunno e può durare anche parecchi giorni, con precipitazioni abbondanti al Sud e favonio al Nord.

Non è raro che, in situazioni con forti venti da sud in quota, le nuvole riescano a scavalcare le Alpi e a spingersi verso nord, portando un po’ di precipitazione anche sul versante nordalpino.

Visione ingrandita: Figura 1: Situazione con correnti da sud in quota. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa, con indicazione delle correnti sulla Svizzera (freccia grigia). A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.
Figura 1: Situazione con correnti da sud in quota. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa, con indicazione delle correnti sulla Svizzera (freccia grigia). A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.

Vento da nord

Il vento da nord normalmente subentra in seguito ad una situazione di correnti da sud, in quanto spesso il passaggio di una perturbazione sopra le Alpi è seguito da un rialzo della pressione sul versante nordalpino, contemporaneamente, sul Mediterraneo o sull’Adriatico si forma una depressione più o meno profonda.

Con il favonio da nord presente a sud delle Alpi, la zona di sbarramento si trova sul versante nordalpino. Le precipitazioni maggiori sono rilevate nelle zone centrali e orientali del versante nordalpino. Lungo le Alpi la nuvolosità permane elevata e deboli precipitazioni possono essere trasportate oltre la cresta alpina. Nelle altre regioni il cielo è invece perlopiù sereno e l’aria particolarmente tersa.

Visione ingrandita: Figura 2: Situazione con correnti da nord in quota. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa, con indicazione delle correnti sulla Svizzera (freccia grigia). A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.
Figura 2: Situazione con correnti da nord in quota. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa, con indicazione delle correnti sulla Svizzera (freccia grigia). A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.

Vento da ovest

Intense correnti occidentali in quota fanno affluire aria umida dall’Atlantico verso l’Europa. Le onde del fronte polare sono spinte dai forti venti da ovest verso est e le zone di bassa pressione ad esse associate raggiungono l’Europa centrale.

Sono più frequenti durante il semestre invernale, quando il divario di temperatura tra i tropici e le zone polari è particolarmente accentuato. In queste situazioni le depressioni si susseguono rapidamente e le perturbazioni a esse associate portano alternativamente aria calda e aria fredda verso l’Europa centrale.

Il tempo risulta variabile con intervalli di sole alternati a precipitazioni e sensibili sbalzi di temperatura.

Visione ingrandita: Figura 3: Situazione con correnti da ovest in quota. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa, con indicazione delle correnti in quota sulla Svizzera (freccia grigia). A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.
Figura 3: Situazione con correnti da ovest in quota. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa, con indicazione delle correnti in quota sulla Svizzera (freccia grigia). A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.

Un passaggio frontale è caratterizzato da nuvolosità molto estesa e densa nella zona attorno e davanti al fronte caldo e all’occlusione, dove l’aria calda è costretta a salire sopra quella più fredda (e più densa) presente davanti al fronte. Nel settore caldo (la zona a forma di cuneo tra il fronte caldo e quello freddo) la nuvolosità tende a diminuire. La fascia di nuvole legata al fronte freddo è notevolmente più stretta rispetto a quella del fronte caldo. In estate, sul fronte freddo si formano normalmente nuvole temporalesche, in inverno i temporali sono invece quasi assenti. Nell’aria polare che segue il fronte freddo si formano per lo più nuvole cumuliformi.

Visione ingrandita: Figura 4: Passaggio di un tipico sistema frontale con fronte caldo e freddo e le corrispondenti zone di precipitazioni.
Figura 4: Passaggio di un tipico sistema frontale con fronte caldo e freddo e le corrispondenti zone di precipitazioni.

Vento da est (Bise)

La situazione di vento da est si instaura quando il centro dell’alta pressione incomincia a spostarsi dalle Isole Britanniche o dal Mare del Nord verso l’Europa orientale. Le correnti che si formano sul fianco meridionale dell’anticiclone convogliano così aria proveniente da est verso la regione alpina. D’inverno questa può essere anche molto fredda e sull’Altopiano prende il nome di «bise», contemporaneamente è all’origine della nebbia alta. Le correnti da est si manifestano anche sul versante sudalpino con un calo sensibile della temperatura e la formazione di una copertura nuvolosa bassa, a volte estesa.

D’estate i venti orientali sono meno frequenti e l’aria di origine continentale che raggiunge la regione alpina è perlopiù secca e calda ma ricca di polveri, tanto da provocare una caligine anche densa.

Visione ingrandita: Figura 5: Situazione con correnti da est in quota. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa, con indicazione delle correnti sulla Svizzera (freccia grigia). A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.
Figura 5: Situazione con correnti da est in quota. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa, con indicazione delle correnti sulla Svizzera (freccia grigia). A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.

Alta pressione

In una zona di alta pressione ha luogo un lento movimento discendente dell’aria a grande scala, denominato “subsidenza”. Scendendo, l’aria si riscalda per compressione e l’umidità relativa diminuisce, con un conseguente dissipamento totale o parziale delle nuvole. L’anticiclone si sposta molto lentamente e porta con sé, normalmente, condizioni di tempo asciutto e stabile, che possono durare da alcuni giorni a diverse settimane.

In queste condizioni d’inverno il terreno e di conseguenza anche l’aria in sua prossimità si raffreddano in modo importante. Possono così formarsi banchi di nebbia estesi, in particolar modo sul versante nordalpino. Sul versante sudalpino le situazioni di alta pressione portano piuttosto alla formazione di foschia densa, dal momento che il limitato rimescolamento o ricambio dell’aria provoca un accumulo di sostanze inquinanti negli strati bassi dell’atmosfera.

In estate regna il sole, al massimo offuscato dalla presenza di un po’ di foschia.

Visione ingrandita: Figura 6: Situazione di alta pressione. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa. A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.
Figura 6: Situazione di alta pressione. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa. A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.

Distribuzione uniforme della pressione

Nel caso di pressione livellata, sull’Europa occidentale e centrale le differenze di pressione al suolo risultano minime. Anche in quota le correnti sono deboli. Questa situazione meteorologica si verifica tipicamente d’estate.

Non essendo una situazione di alta pressione, manca la subsidenza. Di conseguenza d’estate il riscaldamento del terreno favorisce la formazione di bolle d’aria calda che salendo danno origine a nubi cumuliformi spesso molto sviluppate e cellule temporalesche. D’inverno invece l’instabilità dell’aria si traduce in nuvolosità più meno estesa.

Visione ingrandita: Figura 7: Situazione di pressione livellata. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa. A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.
Figura 7: Situazione di pressione livellata. Distribuzione della pressione al suolo sull’Europa. A = centro di alta pressione; B = centro di bassa pressione; linea viola = fronte occluso, linea rossa = fronte caldo; linea blu = fronte freddo.

Ulteriori informazioni

Maggiori informazioni si possono trovare nel seguente opuscolo informativo Situazioni meteorologiche tipiche della regione alpina, MeteoSvizzera, 2015, scaricabile al seguente link:

https://www.meteosvizzera.admin.ch/home/ricerca.subpage.html/it/data/publications/2015/8/situazioni-meteorologiche-tipiche-della-regione-alpina.html?query=situazioni+tipiche&pageIndex=0&tab=search

Per maggiori informazioni sulla lettura delle carte meteorologiche si veda il blog al seguente link:

https://www.meteosvizzera.admin.ch/home/ricerca.subpage.html/it/data/blogs/2017/1/interpretiamo-una-carta-meteorologica.html?query=carta&pageIndex=0&tab=search_tab

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Commenti (1)

  1. Giuseppe, 9.09.2021, 18:14

    Ottimo compendio per farci comprendere in maniera basilare i fenomeni meteorologici quotidiani. Bravi

    Risposte

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