Nebbia in Valpadana

8 marzo 2018, 12 Commenti
Temi: Tempo

“Cosa c'è nella nebbia in Valpadana / ci son cose che a dirle non ci credi / non ci credi nemmeno se le vedi / a parte il fatto che non le vedi”. Così cantavano alcuni anni fa Cochi e Renato. E questa mattina era il fiume per antonomasia, il Po, che non lo si vedeva. Almeno dall’alto. Ma la sua presenza era tradita dal serpente di nebbia che si srotolava per centinaia di chilometri, dal Piemonte all’Adriatico.

Fig. 1: il serpente di nebbia che segue il percorso del fiume Po. (Fonte EUMETSAT / Elaborazione MeteoSvizzera)

Fra i diversi meccanismi che possono portare alla formazione di nebbia, la scorsa notte è stato il meccanismo del “raffreddamento per irraggiamento” che è stato attivo sulla Valpadana. Poiché il cielo era sereno, il terreno durante la notte ha potuto raffreddarsi emettendo energia sotto forma di onde elettromagnetiche verso lo spazio. Raffreddandosi, il terreno ha raffreddato anche gli strati di aria a contatto del suolo fino portare la temperatura dell’aria a raggiungere il cosiddetto punto di rugiada. Vale a dire quella temperatura a partire dalla quale, con un ulteriore raffreddamento, il vapore acqueo (trasparente ai nostri occhi) inizia a condensare per formare le piccole goccioline di nebbia (queste sì, visibili ai nostri occhi). È stato un processo durato alcune ore, poiché il terreno e l’aria circostante non si raffreddano in un colpo solo. Le immagini satellitari notturne sulla Valpadana mostrano proprio come il serpente di nebbia si sia formato poco a poco.

 

Il processo è avvenuto praticamente su tutta la Valpadana, ma solo lungo il fiume si è formato uno strato consistente di nebbia. Come spesso capita, in meteorologia non basta un unico ingrediente per dar vita a un fenomeno, ma diversi e nelle giuste proporzioni. Nel nostro caso non basta l’assenza di nuvole, bisogna anche avere abbastanza umidità. Quella fornita – ad esempio – proprio dal fiume Po. Allontanandosi dal fiume, l’umidità presente nell’aria non era sufficiente per dare vita alle goccioline di nebbia. La descrizione qui riportata è una semplificazione del processo fisico, che in dettaglio vede l’effetto anche di altre grandezze come ad esempio il vento.  Si potrebbe descriverlo ovviamente anche matematicamente, come cercano di farlo i modelli numerici di previsione del tempo, che però hanno ancora qualche difficoltà a predire la formazione e la dissoluzione della nebbia: proprio perché gli ingredienti necessari per formarla sono numerosi e – soprattutto – basta che non siano nelle perfette proporzioni per impedirne la formazione. Noi abbiamo provato a descrivere il fenomeno a parole, semplificandolo. Cochi e Renato, loro, semplificano ancora di più:

“Che cos'è questa nebbia in Valpadana / è un fenomeno dell'umidità / se rimani intrappolato  dentro / si incasina la mentalità".

 

Commenti (12)

  1. Roby, 11.03.2018, 14:19

    Siete fantastici!
    Riuscite a spiegare con parole semplici fenomeni così complessi che è difficile descrivere coi modelli matematici.
    È affascinate leggervi!
    Davvero complimenti.

  2. piter, 11.03.2018, 13:12

    Ma nelle valli svizzere non c'è la nebbia?

    1. Team MeteoSvizzera di Locarno-Monti, 11.03.2018, 18:30

      La nebbia esiste, ovviamente, anche in Svizzera. Nelle vallate sudalpine situazioni di nebbia simili a quelle che si registrano nella Valpadana sono però più rare, perché i venti locali rimescolano facilmente la massa d’aria. Il medesimo fenomeno è presente anche nelle vallate prealpine lombarde o piemontesi. Per contro a Nord delle Alpi, sull’Altopiano, in inverno vi sono sovente situazioni chiamate di “nebbia alta”, con strati nebbiosi che non toccano il terreno, ma che ricoprono tenacemente il cielo anche per più giorni consecutivi.

  3. Alberto, 10.03.2018, 23:47

    Bravi !

  4. Pierluigi Violi, 9.03.2018, 13:51

    Grazie a tutti! descrizione davvero eccezionale.

  5. Dario, 9.03.2018, 13:17

    Che bello leggere i vostri blog: sempre interessanti e riescono anche a mettere di buon umore. Grazie

  6. Giovanni, 9.03.2018, 12:17

    Bravissimi come sempre a spiegare i fenomeni meteo in modo chiaro e comprensibile a tutti. Avanti così!!

  7. Lorenza, 9.03.2018, 08:43

    Siete dei divulgatori con i fiocchi :)

  8. DB, 9.03.2018, 07:54

    Mi è piaciuto molto questo articolo!

  9. Ste, 8.03.2018, 21:17

    Siete dei poeti scienziati!

  10. Guido, 8.03.2018, 19:38

    Un fenomeno molto complesso che però, così spiegato, resta comprensibile, ma soprattutto ancor più affascinante!

    1. Franco Burlando, 16.03.2018, 18:54

      La divulgazione scientifica è importantissima e voi lo fate bene.