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Inverno estremamente mite

17 febbraio 2016, 5 Commenti
Temi: Tempo

L’inverno che sta per concludersi è stato quasi ovunque molto mite.

Un tempo veramente freddo, con temperature nettamente al di sotto della media e un innevamento a basse quote si sono verificati solo in alcuni giorni, a Nord delle Alpi, verso la metà di gennaio.

Sui tre mesi invernali, da dicembre a febbraio, sull’insieme della Svizzera è previsto uno scarto della temperatura di circa 2,5 °C al di sopra della media 1981 – 2010. Un inverno con condizioni  paragonabili è stato quello del 2006/2007, con uno scarto positivo di circa 2,6 °C.

Dicembre con record di caldo estremo

L’inizio dell’inverno è stato soprattutto mite. Il perdurare del bel tempo con afflussi di aria calda  portava la Svizzera a uno dei mesi di dicembre più caldi dall’inizio delle misurazioni, nel 1864. La media del Paese ha superato la norma 1981-2010 di circa 3,2 °C, ad alta quota fino a 4-6 °C. Questi valori si situano 2 °C al di sopra di quelli record di dicembre misurati finora e rappresentano  un evento unico nella storia delle misurazioni.

Il bel tempo che si è accanito ha portato l’Engadina, come le regioni di Davos, Basilea, Altdorf e Zurigo al dicembre più soleggiato che sia stato misurato dal 1959, da quando si hanno a disposizione misure omogenee, e a Sud delle Alpi un’estrema scarsità di precipitazioni. In certe zone non ci sono state precipitazioni del tutto, e in molti luoghi sono caduti solo alcuni decimi di millimetro.

Gennaio e febbraio variabili e miti

Completamente all’opposto di dicembre, i mesi di gennaio e febbraio hanno portato prevalentemente tempo instabile. Vivaci correnti da ovest - sudovest, a tratti anche tempestose, hanno fatto affluire masse d’aria atlantica umida verso la Svizzera. In gennaio, in alcune regioni del Nord delle Alpi, si sono stabiliti record di precipitazioni elevate, mentre le quantità al Sud di esse hanno raggiunto di nuovo, localmente, solo la metà dei quantitativi rispetto alla norma, rimanendo di nuovo sotto la media. La temperatura di gennaio su scala nazionale si situava in media a 1,8 °C sopra la norma 1981 – 2010. Gli scarti più elevati si sono avuti al nord delle Alpi e in Vallese con valori di 2 fino a 2,7 °C, mentre in alta montagna le differenze rispetto alla norma sono state molto contenute.

La prima metà di febbraio ha portato ovunque in Svizzera copiose precipitazioni. A Sud delle Alpi, in Vallese e nella Svizzera occidentale le quantità a metà mese avevano già superato la media mensile. Generalmente è rimasto molto mite e solo sporadicamente si sono avute nevicate a basse quote.

Commenti (5)

  1. Guido Alberto, 19.02.2016, 08:23

    L'inverno meteorologico 2015 - 2016 dura 91 giorni. Perche' fare un rapporto scientifico 12 giorni prima del suo termine?

    1. Team MeteoSvizzera di Locarno-Monti, 19.02.2016, 12:28

      I bilanci definitivi si devono effettivamente redigere a bocce ferme. Quando però si è in grado di prevedere che la posizione delle bocce non subirà più dei cambiamenti di rilievo, allora si può osare fare anche alcune riflessioni preliminari, sapendo che in questo modo soddisfiamo anche una certa richiesta o aspettativa d’informazioni da parte dei nostri lettori. Come indichiamo nel testo del blog, i mesi di dicembre (soprattutto) e gennaio sono stati talmente caldi, al di sopra delle medie pluriennali, che le temperature dei giorni che ci separano dal termine del mese, e con esso dal termine dell’inverno meteorologico, non modificheranno più in modo sostanziale il valore della temperatura media invernale in Svizzera. Con i dati aggiornati ad oggi vi è il 98% di probabilità che l’inverno 2015/2016 entrerà negli annali come il secondo inverno più caldo, a livello svizzero, da quando abbiamo iniziato le misure. Per il Ticino sarà uno dei 5 più caldi.

  2. Tiziano Tedoldi, 18.02.2016, 21:37

    Buonasera !
    Perché succede questo ???????
    A voi la risposta !

    1. Team MeteoSvizzera Locarno-Monti, 19.02.2016, 12:30

      Non siamo in grado di stabilire un nesso di causa-effetto che spieghi in modo semplice, diretto ed evidente il motivo per il quale l’inverno 2015/2016 si sta avviando a essere uno degli inverni più caldi da quando misuriamo. L’atmosfera terrestre è un sistema caotico e per loro natura i sistemi caotici difficilmente si lasciano descrivere tramite semplici nessi di causa-effetto. Quello che però si può affermare è che quanto misurato è compatibile con l’aumento generalizzato delle temperature che si osserva da diversi decenni e che trova una sua spiegazione nella logica dei cambiamenti climatici indotti dal costante aumento delle concentrazioni di gas ad effetto serra nell’atmosfera.

    2. Tiziano Tedoldi, 21.02.2016, 08:21

      Buongiorno !
      Rimaniamo piuttosto confusi ...... Leggendo la vostra pubblicazione apparsa sulla home page del sito qualche giorno fa, dal titolo 'QUANDO MANCA LA NEVE', citate precisi riferimenti storici relativi al 1500-1600-1700-1800, in cui si verificarono, in Svizzera, svariati inverni caldi, anche più caldi dell'inverno 2015/2016. Si parla addirittura della fioritura delle viole e di bambini con i pantaloni corti e scalzi alla fine di gennaio, di abitazioni non riscaldate in pieno inverno.....!!!! Se così è stato....a quei tempi non esistevano emissioni inquinanti nell'atmosfera come ora ! Siamo molto...molto ...perplessi !!!! Di certo non difendiamo assolutamente gli inquinanti vergognosamente vomitati, nell'atmosfera, dalle attività umane ......ma allora non esistevano e gli inverni molto caldi si presentavano comunque !!!! Qualcosa, forse anche di macroscopico, ci sfugge...eccome !!! Molto semplicemente non potrebbe trattarsi di periodiche sinusoidi climatiche ?