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La natura si avvicina

11 settembre 2020, 15 Commenti

Dopo anni di tranquillità la natura sembra riavvicinarsi alle stazioni di misura SwissMetNet, non senza conseguenze.

Un innocuo ragno può compromettere una misura puntuale.
Un innocuo ragno può compromettere una misura puntuale.

La prima stazione di misura SwissMenNet a sud delle Alpi è entrata in servizio nel settembre 2006, entro il 2009 la nuova rete è stata completata, per poi essere affiancata dalle più piccole stazioni esclusivamente pluviometriche.

Nei primi 10 anni di attività insetti, roditori e in generale la natura era restia ad avvicinarsi alle strutture, forse troppo nuove e non “neutre” rispetto all’ambiente in cui sono state insediate. 

 

Visione ingrandita: Le vespe trovano ormai casa in ogni spazio utile
Le vespe trovano ormai casa in ogni spazio utile

Negli ultimi anni però assistiamo ad un crescente avvicinamento di insetti e animali alle stazioni di misura, questo comporta una maggiore difficoltà nel gestire una precisa e continua serie di misure.

 

Visione ingrandita: Aprire le condotte dei cavi comporta un’attenzione particolare per evitare spiacevoli sorprese
Aprire le condotte dei cavi comporta un’attenzione particolare per evitare spiacevoli sorprese

Maggiori interventi, da parte degli osservatori sul posto, e un incremento dei lavori di manutenzione preventiva evitano comunque errori di misura per lunghi periodi.

 

Visione ingrandita: Nido di vespe fissato alla bascula di un pluviometro tradizionale, qui aperto per controllo
Nido di vespe fissato alla bascula di un pluviometro tradizionale, qui aperto per controllo

Le vespe sono sempre più presenti e riescono ad insediarsi ovunque. Passaggi dei cavi, aperture di aereazione, strutture metalliche, ma anche parti vitali per la misura come il caso delle bascule nei pluviometri. La misura viene in questo caso falsata o interrotta dalla presenza degli insetti.

 

Visione ingrandita: Nido di vespe costruito sulla bascula di un pluviometro Lambrecht.
Nido di vespe costruito sulla bascula di un pluviometro Lambrecht.

In caso di periodi prolungati senza pioggia le vespe riescono a costruire i loro nidi velocemente, si accorgeranno solo alle prime precipitazioni che la loro scelta non è stata delle più fortunate.

 

Visione ingrandita: Nido di vespe in un ceilometro di Wynau. Immagine M. Kopp
Nido di vespe in un ceilometro di Wynau. Immagine M. Kopp

I nidi di vespe sono particolarmente fastidiosi e possono portare ad errori di misura. In questo caso, in un ceilometro, strumento che misura la presenza e quantità di nuvolosità fino a 7 km sopra di esso, il transito continuo degli insetti sopra il vetro, da cui viene effettuata l’emissione di un fascio laser e letti eventuali echi di ritorno, portava a continui errori di valutazione.

 

Visione ingrandita: Griglie di ventilazione, ponti di misura, tutti spazi ideali per le vespe
Griglie di ventilazione, ponti di misura, tutti spazi ideali per le vespe

Anche se non portano ad errori di misura diretti, i nidi di vespe costruiti nelle strutture devono essere rimossi ad ogni manutenzione. In alcuni caso possiamo installare ulteriori protezioni per evitare un nuovo insediamento di vespe, in altri casi non ci resta che verificare alla prossima manutenzione se gli inquilini morosi sono tornati.

 

Visione ingrandita: Anche i ragni trovano casa in luoghi poco appropriati
Anche i ragni trovano casa in luoghi poco appropriati

I sensori del tipo “present weather”, che misurano la visibilità orizzontale in uno spazio limitato per rapportarla fino a 20km e la presenza di idrometeore, un oggetto estraneo davanti al ricevitore dello strumento può compromette le misure in modo evidente. In questo caso, riscontrato a Piotta, la visibilità scendeva a 200m in giornate limpide, un veloce controllo sul posto ha evidenziato il disturbo dovuto ad un nido di ragno.  

 

Visione ingrandita: Cavo di alimentazione e dati di un sensore di sorveglianza della radioattività sezionato da roditori.
Cavo di alimentazione e dati di un sensore di sorveglianza della radioattività sezionato da roditori.

I danni più importanti sono causati da roditori, che siano martore, tassi, o ratti non è raro che qualche cavo sia azzannato compromettendo la funzionalità. Fortunatamente, grazie agli ottimi materiali utilizzati per i cablaggi e le protezioni sulla quasi totalità del tracciato dei cavi, questi problemi restano dei casi isolati.

 

Visione ingrandita: Nido in un armadio tecnico presso il Radar del Monte Lema, immagine Skyguide
Nido in un armadio tecnico presso il Radar del Monte Lema, immagine Skyguide

Non solo sulle reti SwissMetNet, ma anche sulla rete radar la natura riprende posto. Durante l’ultima manutenzione è stato trovato un armadio tecnico, il cui sportello non si chiudeva bene. Un uccello ha sfruttato questa temporanea e comoda ubicazione per nidificare al suo interno. I tecnici, dopo la sorpresa, hanno deciso di fissare la porta socchiusa e lasciare gestire la covata senza disturbi. Avremo tempo in autunno di verificare se le uova si sono schiuse prima di procedere alla pulizia e sistemazione dello sportello.

Solo grazie alla continua sorveglianza dei dati, della presenza di osservatori sul posto e di mirate manutenzioni preventive è possibile garantire la precisione e la continuità delle misure nel tempo.

 

Commenti (15)

  1. Romy, 18.09.2020, 08:54

    ah vedo che non siamo gli unici allora ad avere "problemi" con vespe e co.! (lavorando in un azienda elettrica troviamo spesso, sempre, vespe, ragni, serpenti, topi e lumaconi dei nostri armadietti, cabine, pozzetti!) eheh.
    ocio e buon lavoro ;)

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  2. Daniele como, 17.09.2020, 02:33

    La natura ci sovrasterà sempre, x fortuna, non c'è da meravigliarsi anzi sarebbe preoccupante il contrario! Spiacente x i tecnici del settore... fate attenzione come visto in foto e massimo rispetto x tutta la catena naturale!!!

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  3. Michela, 13.09.2020, 11:12

    Certo se scegliessero altri luoghi per nidificare, gioverebbe ad entrambi. Sopratle vespe quest'anno sono ovunque e in gran numero, però alcune sono più "tranquille" di altri imenotteri, molti sono stati anche i comuni calabroni. Decisamente meno simpatici.

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  4. Mariella, 12.09.2020, 08:29

    È di grande conforto vedere come gli animali si riprendano i loro spazi. Un esempio sono i pipistrelli, sempre più vicini alle nostre imposte e finestre. Le vespe che approfittano di ogni posticino a loro congeniale. ... e così tanti altri!
    Grazie per questo bel servizio.

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  5. Sgaby, 11.09.2020, 21:25

    Interessante e piacevolissimo da leggere, grazie:-)

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  6. Alessandro, 11.09.2020, 18:55

    So che ci crea fastidi e disagi ma il fatto che accada questo mi dà speranza per il futuro.... La natura fa bene a riappropiarsi di quello che è suo.

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    1. Giulia, 12.09.2020, 08:36

      @Alessandro. Esatto ma nei posti adatti a loro.

    2. Lorenza, 12.09.2020, 14:37

      @Giulia lo decidono loro quale è il posto adatto, che poi possa non andarci bene è un’altra storia.

    3. Giulia, 13.09.2020, 07:54

      @ Lorenza. Esatto lo decidono loro, ma le sembrano naturali le loro scelte ?

    4. Michel, 13.09.2020, 13:45

      @Giulia: un animale non sa distinguere se quell'anfratto in cui ha nidificato è il buco di un albero o l'armadietto tecnico di qualche strumento di misura costruito dall'uomo. Che un uccello nidifichi in un armadietto tecnico semi aperto o delle vespe in un condotto passacavi è una cosa perfettamente naturale e normale, e non si può pretendere che questo non accada. Specialmente considerando che all'interno delle apparecchiature si genera del calore per via del funzionamento dei componenti elettrici/elettronici, ed un posto caldo è esattamente ciò che cerca un animale per farci il suo nido, specie se si avvicina la stagione fredda.
      Quindi no, non c'è nulla di strano od inappropriato in quello che viene raccontato nell'articolo. Chi fa la manutenzione di antenne, lampioni stradali, reti di distribuzione elettrica e via dicendo questi scenari li vede tutti i santi giorni e sa che sono la normalità.

    5. Giulia, 13.09.2020, 20:57

      @Michael chiamarla normalità mi sembra molto esagerato. Grazie agli apparecchi per ci permettono di sapere e prevedere la meteo ecc. Personalmente preferirei vedere i nidi in altri luoghi e non negli armadietti.

    6. Michel, 14.09.2020, 10:20

      @Giulia: che tu lo voglia o no, è la normalità. Dal momento che un apparecchio viene montato esposto agli elementi ed alla natura queste cose succedono, e le persone delle categorie professionali che ho elencato nel mio commento precedente te lo possono confermare. È per questo che si cerca di costruire gli apparecchi in modo da limitare il più possibile l'entrata di animaletti vari. Ma nel trascorrere del tempo, con gli sbalzi di temperatura ed umidità e le vibrazioni dovute al vento anche le isolazioni interne possono cedere e gli sportellini si possono aprire, ed allora gli animaletti entrano.
      Personalmente m'è capitato diverse volte di mettere le mani su vecchie lampade stradali, non c'è stata una singola volta che non abbia trovato al loro interno ospiti di vario tipo tra ragni ed insetti (o i loro resti). In uno ci ho trovato pure un nido di vespe piuttosto grosso.
      Gli animali dove possono si infilano, la natura funziona così e non le importa di quali siano i nostri desideri.

    7. Giulia, 16.09.2020, 07:54

      @Michel Comunque non possiamo definirla normalità

    8. MeteoSvizzera, 16.09.2020, 08:09

      Suggeriamo nuova normalità,...noi abbiamo il compito di mantenere corrette le misure, nel maggior rispetto possibile di insetti e animali che nidificano sulle nostre strutture.

    9. Michel, 16.09.2020, 10:17

      @Giulia: ma è sempre stato così. Da che mondo e mondo i piccoli animaletti si infilano in qualsiasi cosa sia stata costruita dall'uomo. Non si tratta nemmeno di una "nuova normalità", tant'è vero che chi progetta e costruisce apparecchi per uso in esterni conosce bene la faccenda e mette sempre in conto il fattore "intrusi". A volte non sono un problema, altre volte lo sono ed in questi casi si prevede una qualche forma di protezione dell'apparecchio. Però talvolta questa esigenza cozza con quelle di raffreddare i componenti interni e/o evacuare l'umidità che si forma dentro l'apparecchio, per le quali è necessario lasciare delle aperture, da cui insetti e ragni passeranno. Altre volte invece le protezioni possono cedere per via degli influssi esterni, perché dopo anni di sbalzi di temperatura ed esposizione ai capricci della meteo è normale che qualche guarnizione ceda o qualche sportello si apra. Questi sono tra i motivi primari per cui si fanno le manutenzioni periodiche.