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Inverno da primato

18 febbraio 2020, 35 Commenti
Temi: Clima

Con una media delle temperature di circa 0.7 gradi, in Svizzera l’inverno meteorologico – che corrisponde ai mesi di dicembre, gennaio e febbraio - terminerà molto probabilmente come il più caldo dall’inizio delle misure avvenuto nel 1864. In base alle serie di misure lunghe oltre 150 anni, inverni miti con temperature medie superiori a zero gradi si sono verificati solo quattro volte negli ultimi 30 anni.

Inverni estremamente miti sono sempre più frequenti

Inverni estremamente miti con una temperatura media superiore a zero gradi si sono verificati solamente quattro volte negli ultimi 30 anni. A partire dall’inizio delle misure nel 1864 e fino al 1990, infatti, la temperatura media stagionale è sempre risultata negativa. L’ultimo inverno con una temperatura media superiore a zero gradi risale a 4 anni fa.
 

Record molto marcati a livello locale

Per la stazione di misura di Locarno Monti la stagione invernale registrerà una temperatura media di 6.7 gradi, superiore di 0.4 gradi a quella dell’inverno 2006/2007, che fino ad oggi era il più caldo della serie di misura. A Ginevra la temperatura media stagionale sarà di 5 gradi, 0.6 gradi in più rispetto al precedente record che risaliva all’inverno 2015/2016. Anche a Château d’Oex la stagione invernale farà registrare un nuovo record con una media di 1.9 gradi, temperatura più elevata rispetto al record precedente dell’inverno 2015/2016 di 0.9 gradi.
 

Nuovo regime delle temperature

In Svizzera la temperatura media invernale degli ultimi 30 anni è stata di circa -2 gradi. Prima di questo trentennio le temperature medie oscillavano attorno ai -3 gradi e un inverno con una temperatura di -2 gradi sarebbe quindi stato definito mite. Inverni freddi con temperature medie inferiori a – 4 gradi sono scomparsi dal nostro clima attuale.

Dall’epoca preindustriale ad oggi in Svizzera l’inverno è diventato più caldo di circa 2 gradi. Il marcato aumento delle temperature, la presenza di inverni con temperature superiori a 0 gradi e l’assenza di inverni veramente freddi sono un chiaro segnale del cambiamento climatico in atto.
 

In futuro inverni caldi ancora più frequenti

In base agli scenari climatici CH2018, il riscaldamento degli inverni futuri continuerà anche negli anni a venire. Un ulteriore aumento della temperatura media invernale di 3.5 gradi e solo un quarto dell'attuale manto nevoso in pianura sono solo due dei principali cambiamenti che caratterizzeranno il clima della Svizzera a metà secolo senza interventi di protezione del clima.

Tuttavia, con una protezione coerente del clima si potrebbe dimezzare l'entità dei possibili cambiamenti climatici attesi in Svizzera entro la metà del secolo, e persino due terzi entro la fine del secolo. Questo seguendo lo scenario che limita l'aumento della temperatura globale a 2 gradi rispetto ai valori del periodo preindustriale. Ciò dimostra che la protezione del clima sarebbe efficace e che un'azione coerente porterebbe i suoi frutti.

Commenti (35)

  1. Cinzia vigna, 24.03.2020, 13:53

    Buongiorno posso dire una follia?mi sembra che negli ultimi giorni che abbiamo ridotto di molto le nostre attività(e quindi anche le nostre emissioni di inquinanti) il clima stia dando segnali di normalità(anche se il normale in meteorologia non esiste)è ricomparso anche il mitico anticiclone russo

  2. F.Crespi, 20.02.2020, 16:51

    Ringrazio Meteo Svizzera per l'attenzione.
    Saluto cordialmente.

  3. sergio, 19.02.2020, 17:10

    Buongiorno, ma a livello mondiale, come è stato l'andamento delle temperature nell'emisfero nord dello stesso periodo invernale considerato? Grazie e buon lavoro.

    1. MeteoSvizzera, 20.02.2020, 15:16

      Buongiorno, al momento non siamo ancora al corrente dell'analisi a livello globale dell'inverno meteorologico. Probabilmente quest'informazione sarà possibile nelle prossime settimane. Analisi mensili a livello globale basate sul dataset ERA5 sono disponibili qui: https://climate.copernicus.eu/climate-bulletins

  4. Massimo, 19.02.2020, 07:50

    Oggi alle 7,00 la temperatura a Lugano era inferiore rispetto a Zurigo o Pully. Una tendenza che spesso ho notato durante questo inverno ovvero le regioni a nord delle Alpi spesso più calde di quelle a sud. Visto che la temperatura media è stata più alta, chi ha maggiormente contribuito? Le regioni a nord delle Alpi o quelle a sud?

    1. MeteoSvizzera, 20.02.2020, 15:19

      Quest'inverno, a causa del formazione delle inversioni termiche, il contributo maggiore l'hanno dato le stazioni in quota. Semplificando possiamo dire che se in pianura è stato mite rispetto la norma, in montagna è stato molto mite. Confrontando le stazioni a nord e a sud delle Alpi bisogna sempre tenere conto di dove si trova la stazione. Tipicamente il lago d'aria fredda sull'Altopiano è più imponente e duraturo rispetto a quello che si forma a sud delle Alpi. Questo potrebbe spiegare le differenze da Lei citate. Cordiali saluti

  5. Michele, 19.02.2020, 07:22

    Osservavo ieri i primi fiori di albicocco sbocciati, a conferma di questo inverno primaverile..! Si intravedono molte situazioni anomale come lo scorso inverno: temperatura, siccità. Per le nostre api e per noi non sarà facile la stagione ...

  6. Giorgio, 18.02.2020, 23:44

    Articoli come questo, invece di stimolare preoccupanti considerazioni a prescindere, risvegliano la superficialità umana sempre in agguato: il fatto conclamato che il maggior contributo all'inquinamento derivi da emissioni industriali e traffico automobilistico con il proprio esteso quanto misconosciuto indotto, attivi 365/365 gg. l'anno, non scalfiscono il popolo semovente (tranne che per quanto riguarda il "traffico" neuronale) dalle proprie (auto)assolutorie considerazioni: si tranquillizzi il signor @F.Crespi e coloro che ricercano ottimistiche relazioni, l'eventuale minor quantità di emissioni risparmiate con il riscaldamento saranno ampiamente compensate dalla possibilità di aprire il garage e far ruggire il proprio "alter ego" per più tempo anzichè rimanere nel tepore delle quattro mura domestiche.

    1. Tiziano Tedoldi, 21.02.2020, 09:21

      Buongiorno.
      Ci pare interessante ciò che si legge da questo link : https://www.automoto.it/news/quanto-inquinano-e-come-bisogna-trattare-le-auto-storiche-ricerca-dell-istituto-superiore-sanita.html
      Si punta,forse troppo, l'indice contro il traffico veicolare, ritenuto il maggior fautore di inquinamento atmosferico.
      Dal llink di cui sopra, parrebbe che le cose non stiano proprio cosi' ! Risulta infatti che, a livello di PM10, il traffico veicolare, incida intorno all' 11%,contro il 47% delle grandi industrie e il 17% dell'agricoltura. E il traffico aereo,mai menzionato???? Per assurdo,ci risulta (non contenuto nel link) da pareri qualificati che,le auto storiche (poche a confronto delle innumerevoli auto circolanti non storiche), emettono particelle di PM10 meno nocive, delle stesse, emesse dalle auto non storiche, per il fatto che,tali particelle,nelle storiche, sono talmente macroscopiche che non riescono ad entrare nei nostri alveoli polmonari....almeno cosi ci è stato riferito !

    2. Giorgio, 22.02.2020, 00:59

      Ciao @Tiziano, è sempre un piacere "fare affari con te", visto che non è la prima volta che ci incontriamo sul blog.
      Affrontare una seria disamina su questo "scottante" argomento comporterebbe una "esondazione" rispetto ai limiti del blog che ci ospita ed io non amo particolarmente snocciolare rimandi a link: se uno può essere accettabile, oltre diventa solo dispersivo e impersonale.
      Meglio focalizzare il metodo, con poche considerazioni: ovviamente il problema "auto/moto d'epoca" non si pone, non essendo strutturalmente legato alla mobilità quotidiana.
      Le fonti sono assolutamente dirimenti: fornire dati estrapolati piuttosto che esaustivi per dare credito ad una versione di comodo è una "pratica" ben nota in psicologìa: quindi reperire informazioni su riviste motoristiche è come chiedere spiegazioni a qualcuno che parcheggia in zona vietata: dalla "madre moribonda", al "ma è solo per 5 minuti" per la cui verifica va applicata d'ufficio la "legge di Brandolini" (cfg. fattistrani.it).

    3. Giorgio, 22.02.2020, 07:39

      @Tiziano, se non è il maggior fattore inquinante diretto (idrocarburi incombusti, particolato, ecc.), è sicuramente ai primi posti per impatto sulla salute, e già questo sarebbe sufficiente per diverse valutazioni critiche.
      Ciò che in realtà viene surrettiziamente estrapolato nella valutazione di impatto ambientale e che la maggior parte dell'utenza ignora (scarsa cultura) o "evita" volutamente (ipocrisia/malafede) è un mix di contingenze assai corposo:
      Infrastrutture (strade, autostrade, superstrade, mega parcheggi, ecc.), non sono altro che ENORMI estensioni di territorio ricoperte/lastricate da un "mantello" multistrato soffocante.
      Emissioni di aerosol (chi ci pensa ?) dovute al rotolamento dei pneumatici sull'asfalto, all'utilizzo dei freni, ecc. ecc.
      Efficienza: per trasportare 90 kg. di un "carico" mediamente obeso (!!!) e il suo misero bagaglio quotidiano, si utilizza un mezzo che nella migliore delle ipotesi pesa 10+ volte, la bicicletta ha un rapporto proporzionale inverso !

  7. Michela, 18.02.2020, 22:25

    E se tutti i nostri sforzi fossero vani a causa delle decisioni prese dai governi nazionali, dalle organizzazioni economiche e politiche? Senza contare che serpeggia un lieve dubbio: siamo sicuri, sicurissimi che gli eventi atmosferici non siano "manipolabili" dalla tecnologia? Ovvero, non rimane nemmeno una zona d'ombra quando si dice che nessun Paese (o essere unano, con mezzi tecnoligici adeguati) possa modificare e gestire il tempo atmosferico? È talmente tanto cambiato il clima e in così breve tempo da sembrare un evento incredibile e inspiegabile.

    1. albi65, 20.02.2020, 17:39

      escluderei la manipolazione tecnologica degli eventi atmosferici per un semplice motivo: sarebbero richiesti livelli di energia talmente elevati che sarebbe sostanzialmente impossibile produrli con le tecnologie attuali (o perlomeno sarebbe impossibile farlo senza dare nell'occhio, in pratica si dovrebbe ricorrere a esplosioni nucleari o togliere la corrente a mezza europa per riuscire a fare qualcosa).. Si siamo in grado di "stimolare" la pioggia inseminando le nuvole con delle particelle che fungano da nucleatori...però è un po' come dire che siamo capaci di far nevicare perchè abbiamo i cannoni da neve

    2. Giorgio, 22.02.2020, 02:02

      Concordo con @albi65, anche se penso che qualcuno ci stia facendo più di un pensierino, magari timidamente: mai disperare ... (disperarsi sì …)

  8. Alessandro, 18.02.2020, 19:46

    Buonasera, volevo chiedervi se è vero che in montagna l’aria è solitamente più secca/asciutta rispetto alle basse quote, oppure è una mia percezione errata?
    Grazie.

    1. MeteoSvizzera, 20.02.2020, 15:24

      Assolutamente si, con l'aumento della quota non solo la temperatura diminuisce ma anche i valori di umidità relativa. In situazioni anticicloniche con forte subsidenza, se a basse quote si possono avere dei valori di umidità relativa dell'ordine dei 30 - 60% a causa delle inversioni termiche, allo stesso tempo in montagna (per esempio a 2000 metri possiamo avere dei valori tra 5% e 10%.
      Cordiali saluti

    2. A. Lombardi, 22.02.2020, 09:59

      Guongiorno Alessandro. Dal momento che Lei fa un'affermazione assoluta, e cioe' non chiede se l'umidita' relativa in montagna e' inferiore, mi permetto di completare la risposta. La quantita' di vapore acqueo massimo che l'aria puo' contenere per un determinato volume dipende principalmente dalla temperatura dell'aria. In numeri: Aria a 0°C (montagna) puo' contenere al massimo ca. 5g di vapore acqeo, mentre a 10°C (pianura) ca. 17g. E poi c'e' ancora la componente "presssione atmosferica", la quale penso gioca un ruolo, ma non ho mai studiato niente in riguardo. Per tornare al mio discorso: In montagna (0°C) se abbiamo 100% umidità rel. abbiamo 5g per metro cubo. Se contemporaneamente abbiamo in pianura 50% umidità rel. nell' aria abbiamo 8.5g vapore acqueo per metro cubo; percio' di piu' che in montagna a 0°C. Fazit: In pianura misuriamo una umidità rel. inferiore ma l'aria e' "piu' umida perche' contine piu' vapore acqueo per metro cubo". Spero che mi sono spiegato bene. Saluti, A.L.

  9. Edoardo, 18.02.2020, 19:15

    Il timore che si sia oramai passato il punto di “non ritorno” e’ più che fondato.

    1. MeteoSvizzera, 20.02.2020, 15:27

      Gli scenari climatici CH2018 mostrano che con l'implementazione di misure per una decisa protezione del clima metà dei cambiamenti previsti per l'anno 2085 potranno venir mitigati. Condizione base: bisogna agire e non rimanere passivi.
      Cordiali saluti.

  10. F.Crespi, 18.02.2020, 18:51

    Sarebbe interessante sapere se le alte temperature di questo inverno hanno prodotto una significativa diminuzione dei consumi di combustibili per il riscaldamento, e di conseguenza una diminuzione di emissioni di CO2.

    1. Davide, 18.02.2020, 19:55

      Questa è una domanda molto interessante.

    2. Marco, 18.02.2020, 22:13

      Non credo perchè la gente accende ugualmente il riscaldamento senza guardare il termometro!

    3. LucaLorenzini, 18.02.2020, 23:25

      Sig. Crespi la sua domanda è molto intelligente. Ci potremmo chiedere anche quanta CO2 è stata risparmiata a causa del covid-19. Va infatti ricordato che riscaldamenti residenzial e trasporti sono importanti fonti di biossido di carbonio. Esiste un modo per effettuare questi calcoli? C’è un ingegnere che ci può aiutare? Grazie.

    4. Giorgio, 18.02.2020, 23:47

      Probabilmente lei non vive in una grande città (italiana nella fattispecie, di cui ho diretta esperienza) e non le è mai capitato di assistere al parossistico rito della compensazione: dopo uno o più giorni di limitazioni del traffico, peraltro molto limitate e comunque sempre piuttosto in ritardo sul reale antefatto, al momento della revoca si manifesta il prorompente fenomeno della compensazione da astinenza, in cui viene ampiamente recuperato il "tempo perso" (e poter nel contempo evocare la inutilità di simili provvedimenti…). Per tornare in modo diretto alle sue considerazioni, evitiamo di confondere i principi di causa/effetto e sopratutto di "manipolare" a nostro uso e consumo condizioni contingenti piuttosto che comportamenti virtuosi spontaneamente autoindotti, ma sopratutto non pensiamo che le dinamiche climatiche in gioco siano così reattive da porsi in relazione diretta con le dinamiche "esistenziali" ...!

    5. Chiara, 19.02.2020, 08:54

      Nessuno ha spento i riscaldamenti né cambiato impianti fuori norma. Né smesso di usare l'auto per i mezzi eco o sharing. Né riciclato il cellulare con uno più piccolo che consuma meno corrente. Né smesso di usare elettrodomestici. A parte i pochi che l'hanno sempre fatto. Tutti solo a cercare scuse.

    6. Michela, 19.02.2020, 11:58

      @marco: ma no dai! Certo che guarda il termometro la gente, o usa le termosonde! Il risparmio in un anno come questo è notevole. Lo dice la mia cisterna dei pellets ancora ben piena confronto alla norma.

    7. Riccardo, 19.02.2020, 12:54

      Chi ha un riscaldamento autonomo ha risparmiato qualcosa ed emesso meno. Per un centralizzato la vedo difficile, soprattutto in vecchi edifici con vecchi impianti (e senza valvole termostatiche).
      Di sicuro non in esercizi commerciali e luoghi di lavoro, dove anche recentemente ho riscontrato temperature elevate (25).

    8. Chiara, 19.02.2020, 14:17

      Giorgio, il blocco del traffico non si fa per fermare il surriscaldamento del clima, ma per migliorare la qualità dell'aria che si respira.

    9. F.Crespi, 19.02.2020, 21:00

      Vedo che la mia domanda ha motivato varie considerazioni più o meno pertinenti. Comunque certamente non scopro l'acqua calda se dico che anche il più scalcinato degli impianti di riscaldamento ha un termostato con il compito di mantenere costante il gradiente di temperatura tra "il fluido di circolazione" della caldaia e l'ambiente nel quale viene disperso il calore. Ne conviene che più alto sarà il gradiente, più alto sarà il consumo e viceversa.
      Io non voglio legittimare alcun atteggiamento pro o contro il global warming, mi interessa quindi conoscere il semplice dato, percentuale in più, percentuale in meno del consumo di combustibili per questo inverno caldo. Dove trovarlo?
      Conoscendo la professionalità e l'affidabilità di Meteo Svizzera magari tra qualche mese ci potrà illuminare..
      Grazie in anticipo.

    10. Giorgio, 20.02.2020, 02:36

      @Chiara, il blocco del traffico si fa a livello locale per una contingenza sanitaria, ma l'impatto sul clima e sul riscaldamento va ben oltre queste problematiche: in realtà la confusione in questo ambito fa gioco alla maggioranza delle persone (il 99.99 % della popolazione in età "patentabile" è in possesso di un mezzo...) e gli interessi diretti e indotti sono enormi: qui a Torino la grande industria dell'auto ha praticamente tenuto in scacco qualsiasi tentativo di alternanza o innovazione della città per decenni, con la condiscendenza del settore commercianti e la complicità di una naturale avversione verso il cambiamento congenita dei miei conterranei (non per niente siamo ancora definiti "bogia nen"). Persino il movimento NoTav, paradossalmente è una espressione di questo "provincialismo" culturale...

    11. Giorgio, 20.02.2020, 09:31

      @Chiara, è sufficiente verificare con quanto entusiasmo ci si appropri con avidità di qualsiasi aspetto che permetta di svicolare dal contesto "motoristico" non appena se ne presenti l'occasione, prontissimi a snocciolare dati o studi, spesso fuori contesto e limitati, ma citati ad arte e mirati allo smantellamento più psicologico che reale delle teorie che non ci fanno comodo.
      Una dimostrazione contestuale è proprio in questo stesso thread sul riscaldamento domestico, un "tripudio" di commenti, trattandosi di un argomento alternativo ai gravi problemi della mobilità privata e commerciale (sicuramente in Svizzera gestiti con modalità assai più virtuose che qui in Italia), senza considerare che ad inverni "miti" e più brevi fanno riscontro interminabili estati torride con climatizzazioni selvagge e prolungate: sono problemi che non si risolvono solo facendo i "conti della serva", senza affrontare la grande sfida culturale che le nostre responsabilità ci impongono.

    12. Alberto, 20.02.2020, 14:14

      Città come Milano stanno convertendo con successo gli impianti di riscaldamento a gasolio con quelli meno inquinanti a metano. Nonostante il car sharing e l’ottima rete di trasporti pubblici la mitezza degli inverni senza vento e precipitazioni e la mancanza di una politica su scala regionale del trasporto pubblico rende l’aria milanese irrespirabile. Le macchine che entrano in città aumentano invece di diminuire (1 milione al giorno!!!). In occasione delle future Olimpiadi invernali, invece di potenziare la rete ferroviaria verso la Valtellina si progettano nuove infrastrutture stradali che si congestioneranno appena inaugurate come accaduto in passato per tutto il tracciato della statale 38 che porta da Milano a Bormio.
      Sarebbe una beffa naturale divertente se tra sei anni non ci fosse più neve e le temperature sempre più calde impedissero l’uso dei cannoni...

    13. MeteoSvizzera, 20.02.2020, 15:29

      Buongiorno Sig. Crespi,
      il suo commento è più che pertinente. Anche se la logica ci porterebbe a dire che la sua affermazione è corretta, purtroppo non siamo in possesso di questi dati e informazioni.
      Cordiali saluti

    14. Giorgio, 20.02.2020, 22:41

      @Alberto: EUREKA ! Finalmente un commento che mette a fuoco il problema, senza girarci attorno ipocritamente.
      Tralascio il fatto che sono le problematiche dei grandi centri urbani (in qualsiasi parte del mondo) ad essere veramente significative, non certo quelle di un singolo paesino svizzero, già virtuoso per cultura e in cui con una rapida occhiata al parco pellet si pensa di aver risolto/evidenziato chissà cosa.
      Anche qui a Torino da molti anni si è intrapresa una corretta politica energetica sia con la conversione a metano che con il teleriscaldamento e la installazione delle valvole termostatiche, trend che non si riscontra sul piano della mobilità privata, anzi ... come rileva giustamente Alberto, l'abnorme sviluppo e ampliamento dell'esistente infrastruttura viaria a scapito di reti di trasporto alternative sono evidentissime: esempio eclatante che Torino si sia dotata di una (dicesi una) linea metropolitana di pochi chilometri con almeno mezzo secolo di ritardo la dice lunga !

    15. Giorgio, 21.02.2020, 00:15

      @Alberto: verrebbe quasi la tentazione di augurarselo un bell'inverno "secco & mite", alla faccia di queste operazioni speculative "sotto copertura", non fosse che stiamo navigando a vista su un battello condiviso ...
      Fermo restando il fatto che l'uso dei cannoni sparaneve è già di per se stessa una soluzione perdente sul piano energetico, ambientale e dunque climatico, oltretutto per motivi ludici e non di esigenza primaria, ed è la madre (in)consapevole di tutti quei comportamenti che deprimono anzichè stimolare una ricerca di nuove forme di fruizione dei vari ambienti, se non arrivando a situazioni di emergenza in cui riconvertire diventerà imprescindibile quanto inevitabile.