Seguire la traiettoria del fumo e degli aerosol degli incendi australiani

13 gennaio 2020, 11 Commenti
Temi: Tempo

Una serie di satelliti della NASA permette di mettere in animazione la traiettoria degli aerosol e del fumo prodotto dai giganteschi incendi che hanno colpito l'Australia.

Gli incendi in Australia non hanno effetti devastanti unicamente a livello locale. Le condizioni eccezionali di calore elevato combinato ad una siccità storica hanno provocato un numero insolitamente elevato di episodi di pirocumulonembo (pyroCb). I pyroCb sono nubi temporalesche causate dal fuoco. Essi sono provocati dal sollevamento di materiale da combustione, cenere e fumo causati dal movimento verso l'alto di forti vampate di calore. Quando questi materiali si raffreddano, si formano delle nuvole che si comportano in modo simile ai temporali tradizionali, ma senza precipitazioni. I PyroCb permettono al fumo di raggiungere la stratosfera ad altitudini superiori ai 16 km. Una volta raggiunte queste altitudini, il fumo può percorrere migliaia di chilometri, influenzando anche le condizioni atmosferiche globali. Gli effetti di questi eventi - che il fumo induca un netto raffreddamento o riscaldamento dell'atmosfera, un impatto sulle nuvole basse, ecc. - fanno attualmente l’oggetto di intensi studi.

La NASA sta monitorando il movimento del fumo degli incendi australiani tramite pyroCb ad altitudini superiori ai 15 km sul livello del mare. Questo fumo sta avendo un impatto significativo sulla Nuova Zelanda, causando notevoli problemi di qualità dell'aria e annerendo visibilmente la neve sulle cime delle montagne.

Due strumenti a bordo del satellite nazionale in orbita polare Suomi della partnership NASA-NOAA - VIIRS e WMOPS-NM - forniscono informazioni uniche per caratterizzare e seguire la nube di fumo. Utilizzando immagini visibili, gli strumenti VIIRS forniscono una visione "colore reale" del fumo. La serie di strumenti OMPS comprende la recente generazione di sensori ultravioletti a retrodiffusione e consente il telerilevamento anche in condizioni di nuvolosità (frequenti nel Pacifico meridionale), cosa che VIIRS non è in grado di fare. La combinazione dei due strumenti permette quindi di seguire l'evento nella sua globalità.
 

I dati satellitari dello strumento OMPS-NM sono utilizzati per creare un indice di aerosol UV che permette di seguire la traiettoria di aerosol e fumo. Più alto è il pennacchio di fumo, più alto è il valore dell'indice. Valori superiori a 10 sono generalmente associati a questo tipo di evento. I valori dell'indice aerosol prodotti da alcuni pyroCb australiani rivaleggiano con i valori più alti mai registrati.

Oltre la Nuova Zelanda, l'8 gennaio, il fumo ha viaggiato per la metà della Terra, attraversando il Sud America, rendendo i cieli opachi e causando albe e tramonti colorati.

Ci si aspetta che il fumo faccia almeno un giro completo intorno al globo, e che torni nel cielo australiano.

Gli strumenti satellitari della NASA sono spesso i primi a rilevare gli incendi boschivi in aree remote. La localizzazione di nuovi incendi è immediatamente comunicata alle autorità territoriali del mondo intero entro appena poche ore dopo il loro riconoscimento da parte dei satelliti. Questi strumenti permettono di rilevare attivamente gli incendi boschivi, di seguire la traiettoria del trasporto di fumo, di fornire informazioni utili per la gestione degli incendi e mappare l'entità dei cambiamenti dell'ecosistema in base all'estensione e alla gravità del territorio toccato.

Ulteriori informazioni e immagini. http://www.nasa.gov/fires

Commenti (11)

  1. Giorgio, 19.01.2020, 22:08

    Interessantissimo ovviamente, e soprattutto quanto mai attuale: temo lo sarà sempre più in futuro come "sgradevole" costante ...

  2. roberto BG, 15.01.2020, 13:41

    Ieri sera, il TG svizzero delle ore 20
    ha presentato queste immagini globali del fumo australiano,
    e i conduttori del TG le hanno commentate
    come se viste dalla Stazione Spaziale Internazionale.

    Voi che siete potenti e credibili nel settore meteo,
    spiegate loro che la stazione ISS viaggia troppo bassa
    per disporre di questa visione globale,
    visione che ci è permessa solo dalla ricostruzione "a strisce"
    delle immagini trasmesse in continuo da un Satellite a orbita Polare.

    Buon lavoro - roberto BG -

    1. MeteoSvizzera, 15.01.2020, 17:26

      Ha ragione, si tratta di un errore. Le immagini sono del composito VIIRS, la stazione internazionale ISS in questo caso non centra. Abbiamo segnalato l'incoerenza ai colleghi in Meteo RSI, con la preghiera di far proseguire.

  3. Giulia, 14.01.2020, 08:57

    Complimenti per le spiegazioni date.

  4. Mario, 14.01.2020, 08:10

    Molto interessante il vostro articolo. Mi domandavo se tutto questo fumo combinato con le nuvole emesse dal vulcano non possono raffreddare l’aria?

    1. MeteoSvizzera, 14.01.2020, 08:40

      Nel passato troviamo esempi di temporanei raffreddamenti della massa d'aria a causa di fumi o polveri, difficile quantificare gli effetti a priori.

  5. Chiara, 14.01.2020, 00:53

    Spero fiduciosa in un prox step: la rilevazione satellitare dei piromani.

  6. Angelo, 14.01.2020, 00:13

    Questo ulteriore interessante articolo, che si riferisce purtroppo ad una grande catastrofe, ci fa capire, semmai ce ne fosse ancora necessità, che il nostro pianeta non è poi così grande e che tutti gli Stati dovrebbero quindi impegnarsi concretamente per salvaguardarlo. Saluti a tutti!

  7. Thomas, 13.01.2020, 22:33

    Vero che gli effetti sono devastanti ma sopratutto per la flora e fauna unici!
    Dal mio modesto punto di vista gli effetti dell'uomo sul clima ormai non si può più negarlo!! La velocità con cui i disastri al di sopra della superficie terrestre sono tangibili!
    Il ramo è quasi segato!

  8. Massimo, 13.01.2020, 20:32

    Ed oltre al fumo in Australia ecco ora il vulcano nelle Filippine. Ma quanta co2 o polveri sono finite in atmosfera? A cosa sono comparabili?
    Complimenti per il bellissimo blog

    1. MeteoSvizzera, 14.01.2020, 08:35

      Difficile dare una risposta nell'immediato, ma probabilmente le emissioni verranno calcolate, una volta terminati gli eventi, dalla comunità scientifica.