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Una canicola breve ma intensa

3 luglio 2019, 2 Commenti
Temi: Tempo

Martedì sera l’allerta canicola è stata revocata anche al Sud delle Alp,i a seguito dell’arrivo di aria un po’ meno calda, accompagnata da alcuni rovesci o temporali.

Ritorniamo con il blog odierno a ripercorrere quanto avvenuto negli ultimi 10 giorni: una canicola alquanto intensa, ma per fortuna di durata relativamente corta.
 

Diamo una qualche cifra

Qualche numero per inquadrare l’ondata di caldo che ha toccato la regione alpina. L’allerta canicola è iniziata lunedì 24 giugno ed è terminata martedì 2 luglio a Sud delle Alpi e lunedì 1 luglio a Nord delle Alpi. Un’ondata di caldo dunque di 7 – 9 giorni (a seconda della regione) che ha portato a stabilire numerosi primati. In questo senso l’ondata di caldo non è stata particolarmente lunga (ad esempio nel 2003 l’ondata di caldo di giugno durò quasi 20 giorni), ma è stata particolarmente intensa.

In pochi giorni le temperature sono salite di 5 – 10 gradi per raggiunger il loro apice il 26 e 27 giugno, quando sia in pianura sia in montagna le temperature medie giornaliere sono salite ben al di sopra dei valori tipici per la stagione: di circa 7 - 9 gradi sopra le medie in pianura, e fino a 12 – 14 gradi in montagna. A titolo di riferimento per alcuni giorni l’isoterma di zero gradi è salito fin verso i 5'000 metri di quota. Vale a dire che neanche sulla vetta del Monte Bianco il termometro marcava valori sotto zero!

Nelle stazioni di montagna del versante sudalpino il 27 giugno sono stati stabiliti diversi nuovi primati assoluti per le temperature massime:
a S. Bernardino (1'639 m) 29.4 °C,
a Cimetta (1'661 m) 29.7 °C,
a Piotta (990 m) 35.4 °C,
a Poschiavo (1'078 m) 34.3 °C.
In pianura per contro non sono stati stabiliti nuovi record assoluti di temperatura, ma diversi relativi al mese di giugno. I record in pianura sono sempre appannaggio o del luglio 1983 oppure dell’agosto 2003. Verosimilmente la spiegazione per la differenza di comportamento fra pianura e montagna è la seguente: le stazioni di montagna reagiscono soprattutto alle caratteristiche della massa d’aria, mentre quelle in pianura sono influenzate anche dal comportamento del terreno. A seguito delle precipitazioni della prima metà di giugno il terreno era ancora umido e parte dell’energia ricevuta dal Sole non è andata a far aumentare le temperature, bensì a far evaporare l’acqua presente nel terreno.
 

La percezione delle persone

Visione ingrandita:

Durante le ondate di caldo le persone reagiscono non solo a seguito delle elevate temperature, ma piuttosto a seguito della combinazione fra temperatura e umidità dell’aria (più l’aria è umida e più difficoltà ha il corpo umano a raffreddarsi tramite la sudorazione). L’indice di calore usato da MeteoSvizzera quale criterio per emettere le allerte canicola combina proprio queste due grandezze. L’indice di calore ha superato la soglia per l’allerta fissata al valore di 90 per almeno 3 giorni durante l’intero periodo, salendo nelle giornate del 26 e 27 giugno a valori massimi superiori a 100, a indicare un disagio termico molto forte per le persone. Ad aumentare il malessere per le persone sono state anche le notti tropicali, in cui la temperatura non è scesa sotto i 20 °C di minima. A Lugano se ne sono contate 7 consecutive, con la notte più calda, quella fra il 28 e il 29 giugno, in cui il termometro non è sceso sotto i 24.9 °C. Alla luce di questi valori si può senz’altro considerare l’ondata di caldo come molto intensa, ma fortunatamente di relativa breve durata.
 

Le ragioni di una simile ondata di caldo

Come sempre capita in meteorologia, un fenomeno estremo avviene solo quando diversi “ingredienti” si manifestano nelle giuste proporzioni e combinati fra loro. Senza voler entrare nella descrizione specifica di ognuno di loro, i principali sono stati i seguenti:
- una situazione con la distribuzione alquanto stabile delle alte e basse pressioni sull’insieme dell’Europa che ha mantenuto un pressoché costante afflusso di aria calda verso la regione alpina;
- la presenza di una zona di alta pressione proprio centrata sull’Europa centro-occidentale cha ha favorito le tipiche condizioni di subsidenza dell’aria proprio sopra la nostra regione (la subsidenza è quel  movimento verticale verso il basso a cui è soggetta l’aria all’interno delle zone di alta pressione, questo movimento porta ad un riscaldamento a volte anche molto importante dell’aria e alla sua parallela diminuzione dell’umidità relativa);
- l’essere in vicinanza al solstizio d’estate, con lunghi periodi di luce (e relativo arrivo di radiazione solare) e con notti corte (e relativo poco raffreddamento notturno);
- la formazione sul versante sudalpino di nuvolosità durante alcune notti, che ha contribuito a limitare il raffreddamento notturno.
 

La prospettiva pluriennale

Ondate di caldo ve ne sono state anche nel passato. Ma nel contesto del riscaldamento globale queste ondate di caldo si stanno manifestando  negli ultimi anni con maggiore frequenza. L’immagine seguente illustra questa tendenza. In essa sono rappresentati, per ogni anno dal 1864 (data d’inizio delle misurazioni sistematiche), i periodi più intensi di 7 giorni di quell’anno , con temperature massime medie di almeno 30 gradi. Appare chiaramente come negli ultimi 20 anni, questi periodi siano diventati decisamente più presenti e intensi, al punto che ultimamente ricorrono quasi ogni anno. Secondo gli scenari climatici CH2018, elaborati da MeteoSvizzera e da alcuni enti universitari, questa tendenza continuerà anche in futuro. Con quale frequenza dipenderà da quanto velocemente si adotteranno delle misure efficaci di protezione del clima, volte a diminuire drasticamente l’emissione di gas ad effetto serra.
 

Commenti (2)

  1. Guido, 5.07.2019, 00:41

    Nel grafico salta subito all'occhio il "buco" fra il 1960 ed il 1980, che mal si adatta alla spiegazione dell'influenza delle attività antropiche sull'aumento progressivo delle temperature.

    1. Piersilvio, 5.07.2019, 10:34

      Gentile Guido, legga l'articolo pubblicato ieri e guardi gli stessi grafici relativi a Ginevra, Basilea, Berna e Locarno-Monti.
      Conferma ugualmente il suo commento?
      Un cordiale saluto.