Soluzioni ingegnose per sopravvivere

13 aprile 2019, 12 Commenti
Temi: Clima

2 - Pantelleria, figlia dei venti. Quando tira vento, non si può dir buon tempo.

1. Dove si trova?

L’isola di Pantelleria si trova fra la Sicilia e la Tunisia e ha una superficie di circa 83 km2. Si tratta di un’isola vulcanica ed è la più vasta delle piccole isole siciliane. Vi si trova un paesaggio singolare costituito da rocce laviche sulle quali crescono diffusi fichi d’India ed è caratterizzata da venti onnipresenti. Il punto più elevato è la Montagna Grande, 836 m s.l.m.
 

Visione ingrandita: Fig. 1: Posizione dell’Isola.
Fig. 1: Posizione dell’Isola.

La sua posizione geografica strategica ha fatto sì che sia stata molto ambita nel passato. Per questa ragione è stata colonizzata successivamente da molti popoli: i Romani, gli Arabi, i Normanni e i Borboni spagnoli. Sono tuttavia gli arabi che hanno dato l’impronta principale, l’origine del nome di Pantelleria viene infatti dall’arabo Bent El Riah, che significa figlia dei venti.

Il vento è l’elemento principale, caratterizzante il clima di Pantelleria. Ma anche la pioggia e le temperature hanno un’andamento particolare nel corso dell’anno, influenzando inevitabilmente usi e costumi della popolazione locale.
 
Iniziamo a dare un’occhiata al vento, per poi passare alle precipitazioni e alla temperatura.
 

2. Coltivare piante a Pantelleria è un’impresa difficile, il vento è padrone

Per conoscere un po’ meglio Pantelleria per quel che riguarda il vento, possiamo fare capo ai dati climatologici a disposizione dal 1985, forniti dal modello di MeteoBlue, illustrati nelle figure seguenti.
 

Visione ingrandita: Fig. 3: Diagramma del vento  di Pantelleria, sono evidenziati i giorni in cui il vento in media ha raggiunto una certa velocità durante un mese. (© meteoblue).
Fig. 3: Diagramma del vento di Pantelleria, sono evidenziati i giorni in cui il vento in media ha raggiunto una certa velocità durante un mese. (© meteoblue).

Il grafico mostra ad esempio come, per un periodo che va dai 15 ai 20 giorni al mese, il vento medio soffi fra 19 e 28 km orari tutto l’anno e per circa 10 giorni ogni mese sia superiore ai 28 km/h.

Il vento è da sempre una presenza costante su quest’isola, portando i suoi abitanti a sviluppare soluzioni ingegnose per gestire le sue conseguenze, ad esempio in campo agricolo. Il vento infatti, colpendo prevalentemente in primavera nel momento delicato dell’allegagione, cioè al passaggio dallo stato di fiore a quello di frutto, rischia ogni anno di compromettere la produzione delle olive, dell’uva, delle mandorle e in generale di tutti gli alberi da frutto. É questo il motivo per cui a Pantelleria le viti non crescono in filari, ma in buche scavate nel terreno, e gli ulivi sono potati bassi e con rami quasi striscianti. Inoltre, per proteggersi ulteriormente dal vento gli abitanti hanno costruito dei muri protettivi intorno alle piantagioni. (Fig. 4).
 

Visione ingrandita: Fig.4: Coltivazioni protette dai muri.
Fig.4: Coltivazioni protette dai muri.

Coltivare piante a Pantelleria è un’impresa difficile. Gli alberi ad alto fusto non possono dare frutti, infatti il vento imperversa e impedisce i raccolti. Si è trovata una soluzione nel proteggere gli alberi come il fico per esempio, con dei muri, mantenendo i rami bassi con dei pesi, spesso costituiti da corde alle quali son appesi dei sassi.

I pochi alberi di agrumi presenti sull’isola, malgrado il clima sia favorevole a queste specie di piante, resistono solo grazie alle costruzioni erette per proteggerle. A causa del vento i pochi esemplari crescono in vere e proprie torri, alte fino a 3 metri, edificate con pietre vulcaniche, chiamate giardini arabi: ogni torre contiene un solo albero. (Fig. 5)
 

Visione ingrandita: Fig. 5: Giardino arabo pantesco.
Fig. 5: Giardino arabo pantesco.

La pianticella del cappero invece cresce rigogliosa e diffusa grazie alle sue dimensioni ridotte e i suoi boccioli, messi sotto sale marino grosso, sono una prelibatezza tipica dell’isola di Pantelleria, apprezzata in tutto il mondo.
 

Visione ingrandita: Fig. 6: Pianta di cappero
Fig. 6: Pianta di cappero

Con i bassi vigneti di zibibbo si produce il passito di Pantelleria, vino tardivo prodotto con grappoli di uva lasciati appassire in pianta o messi a maturare al sole su lastre di pietra vulcanica.
 

3. Come stiamo a precipitazioni? Irrigare? Innaffiare?

Altra caratteristica di quest’isola, situata alla latitudine della Tunisia, è la temperatura, la calura e la siccità estiva.
 

Visione ingrandita: Fig. 8: Il diagramma delle precipitazioni per Pantelleria mostra per quanti giorni al mese, una certa quantità di precipitazioni è raggiunta in media. (© meteoblue).
Fig. 8: Il diagramma delle precipitazioni per Pantelleria mostra per quanti giorni al mese, una certa quantità di precipitazioni è raggiunta in media. (© meteoblue).

Per proteggersi dalle elevate temperature e recuperare l’acqua che scarseggia gli abitanti hanno ideato costruzioni particolari: i dammusi.

I dammusi, case tipiche dell’isola, sono costruzioni in pietra lavica locale, murata a secco. Hanno muri di notevole spessore eretti per mantenere il fresco all’interno delle abitazioni nel periodo estivo e trattenere l’energia termica in quello invernale. (Fig. 9)

La pianta di questi edifici è solitamente quadrangolare, cosa che dà alle costruzioni una forma cubica. I dammusi possono essere costituiti da un solo locale, ma più frequentemente da più locali, variamente aggregati tra loro, a formare un complesso abitativo e produttivo.

Queste abitazioni sono sormontate da una copertura a cupola, solitamente imbiancata a calce, ed hanno ai loro bordi un’incanalatura che consente la raccolta di rugiada o di acqua piovana studiata per alimentare le cisterne interrate.
 

Visione ingrandita: Fig. 9: Dammuso, tipica costruzione pantesca con i tetti “raccoglitori”.
Fig. 9: Dammuso, tipica costruzione pantesca con i tetti “raccoglitori”. Queste abitazioni sono sormontate da una copertura a cupola, solitamente imbiancata a calce, ed hanno ai loro bordi un’incanalatura che consente la raccolta di rugiada o di acqua piovana studiata per alimentare le cisterne interrate.

La raccolta dell’acqua piovana, che viene poi opportunamente canalizzata e conservata in cisterne interrate, era fino a pochi anni fa l’unica fonte di acqua dolce sull’isola. Ora a Pantelleria c’è un dissalatore che produce acqua dolce dall’acqua del mare. In campagna tuttavia, dove non esiste ancora un sistema idrico di distribuzione, i dammusi rappresentano tuttora l’unica fonte di approvvigionamento idrico.
 

Ringraziamo l'Ufficio Turistico di Pantelleria per le foto messe a disposizione.
 

Commenti (12)

  1. mari, 28.04.2019, 09:01

    ma grazie, che cose belle e interessanti raccontate! Le coltivazioninei muretti mi ricordano l’Irlanda dove però non la pioggia non scarseggiava...

  2. Bruno, 18.04.2019, 18:58

    Un'altra soluzione ingegnosa erano le favare: sulle bocche dei gas vulcanici erano poste delle fascine, che raccoglievano il vapore acqueo, e lo facevano sgocciolare sotto appositi muretti. Sono meta di un'interessante, e torrida escursione. Dato che si tratta di gas vulcanici non credo che fosse potabile !!!

  3. David, 16.04.2019, 18:08

    Bell'articolo, grazie mille, che mi ha riportato con i suoi tratti essenziali e ben spiegati alle caratteristiche dell'isola visitata una quindicina di anni fa! Ricordo l'andirivieni di navi cisterna e di autobotti per la distribuzione sull'isola di acqua potabile, mentre del dissalatore si discuteva. Particolari anche i fenomeni vulcanici e lo Specchio di Venere.

  4. Dario, 15.04.2019, 22:47

    C'è un buon potenziale per qualche parco eolico off-shore direi (oltre a qualche piccola turbina direttamente sull'isola, d'altronde tra sole e vento potrebbero essere completamente autosufficienti).

  5. Paul, 15.04.2019, 14:04

    Nella prospettiva di un cambiamento climatico che renderà problematico l’approvvigionamento idrico da fonte (nelle valli) e da falda (in pianura) sarebbe buona cosa che anche alle n/s latitudini si iniziasse a pensare a “soluzioni per sopravvivere” prima che il problema si manifesti in modo marcato.

  6. Max Barbaglia, 14.04.2019, 10:55

    Molto interessante grazie

  7. Dario, 14.04.2019, 09:28

    Sono stato a Pantelleria parecchi anni fa. Leggere la vostra descrizione mi ha fatto rivivere una vacanza indimenticabile su questa isola piena di fascino: grazie!!

    Saluti dalla Valtellina

  8. walky56, 14.04.2019, 08:31

    La cosa più notevole degli ultimi due articoli è che sono stati inseriti nella sezione clima, facendo scivolare indietro l'animazione delle temperature e facendogli perdere visibilità.

  9. Luigi, 14.04.2019, 08:17

    trent'anni fa ho avuto il piacere di trascorrere quindici giorni di vacanza e confermo quanto sia stato piacevole dormire all'interno delle tipiche costruzioni locali i dammusi dove si apprezzava il naturale refrigerio

  10. Giorgio Gandolfo, 13.04.2019, 23:35

    Grazie per questo post che ci fa conoscere realtà diverse che da italiano mi era sconosciuta. Del resto l'Italia è talmente lunga, sottile e diversa che a volte penso che sia un concentrato che potrebbe rappresentare l'intero mondo.

    1. bru, 14.04.2019, 17:01

      non esageriamo

  11. Luca, 13.04.2019, 19:50

    Blog molto interessante, grazie mille!