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Secondo inverno più caldo al Sud delle Alpi

1 marzo 2019, 13 Commenti
Temi: Clima

Alle basse quote del versante sudalpino l’inverno appena terminato è stato il secondo più caldo dall’inizio delle misurazioni avvenuto nel 1864. A Lugano e Locarno-Monti la temperatura media è stata rispettivamente di 1.6 e 1.8 gradi superiore alla media stagionale 1981-2010.

Nelle altre regioni della Svizzera l’inverno non rientra nei primi 10 inverni più miti. Sul Säntis, ad esempio, la temperatura media è rimasta attorno alla norma stagionale. In dicembre e in gennaio precipitazioni abbondanti nelle Alpi hanno portato ingenti quantitativi di neve in montagna, soprattutto a nord della cresta principale delle Alpi. In seguito le condizioni di stabilità persistente e il tempo soleggiato hanno determinato condizioni ideali per gli sport invernali.
 

Inverno molto mite al Sud delle Alpi

Visione ingrandita: Fig. 1: Raffiche sostenute di favonio sul Verbano.
Fig. 1: Raffiche sostenute di favonio sul Verbano.

Al Sud delle Alpi gennaio e febbraio sono risultati molto più miti della norma. L’inverno risulta essere il secondo più caldo dall'inizio delle misurazioni. Le frequenti situazioni con correnti da nord hanno infatti determinato un numero inusualmente alto di situazioni favoniche sul versante sudalpino, contribuendo in modo significativo a determinare le temperature elevate registrate negli ultimi mesi. In tutto il Paese la temperatura media invernale è stata di un grado superiore alla media 1981-2010. Nella Svizzera settentrionale, al di sotto di una quota di 1000 m la temperatura invernale è stata di 1.3 gradi superiore alla norma stagionale, mentre nelle zone montane la temperatura media è stata 0.4 gradi superiore alla norma.
 

Tempo mite persistente al Sud delle Alpi

Durante l’inverno 2018/2019 sono state registrate delle forti variazioni nelle temperature mensili da un mese all’altro e anche fra le varie regioni climatiche. Su scala nazionale, in dicembre la temperatura mensile ha superato i valori medi di 1.6 gradi. A nord delle Alpi l’ultimo mese del 2018 è stato molto mite con uno scarto di +2.0 gradi rispetto alla norma, mentre in Engadina le temperature sono risultate nella norma stagionale. In gennaio la temperatura media svizzera è risultata inferiore di 1.7 gradi alla norma 1981-2010. In montagna a nord delle Alpi, il mese è stato il più freddo degli ultimi 30 anni con temperature medie tra 2.0 e 4.0 gradi al di sotto della norma stagionale. Il versante meridionale delle Alpi ha registrato invece uno dei mesi di gennaio più miti dall'inizio delle misurazioni. Alle basse quote del versante sudalpino il mese di febbraio, con uno scarto positivo di 1.9 - 2.5 gradi, è risultato il quarto o il quinto più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Nelle Alpi e localmente nel Giura lo scarto positivo delle temperature è stato addirittura compreso tra 3.5 e 5.0 gradi, posizionando il mese di febbraio 2019 al secondo o terzo posto. A Nord delle Alpi, al di sotto dei 1000 metri di quota, nonostante uno scarto positivo della temperatura di 2.2 gradi, il mese non rientra tra i mesi di febbraio particolarmente miti.
 

Precipitazioni abbondanti in dicembre e in gennaio sul versante nordalpino e nelle Alpi.

Visione ingrandita: Fig. 4: Scarso innevamento nelle montagne della Val Verzasca, foto di Luca Silvanti ripresa il giorno 01.01.2019 a circa 2000 metri.
Fig. 4: Scarso innevamento nelle montagne della Val Verzasca, foto di Luca Silvanti ripresa il giorno 01.01.2019 a circa 2000 metri.

Nelle Alpi e sul versante nordalpino, durante l’inverno si sono verificate importanti precipitazioni con quantitativi superiori alla media stagionale. Nelle Alpi orientali  si sono registrate eccedenze nell’ordine del 170-200% rispetto alla norma 1981-2010. L'inverno sul versante meridionale delle Alpi è stato invece caratterizzato da precipitazioni molto scarse; in alcune zone i quantitativi di precipitazione rappresentano solo il 30-40% della norma.

Dopo un lungo periodo in cui sono state assenti, in dicembre si sono verificate spesso correnti da ovest che convogliando umidità verso il nostro Paese, hanno causato abbondanti precipitazioni sul versante nordalpino. Nelle Alpi e sul versante nordalpino i quantitativi di precipitazione rappresentano il 150-200% della norma 1981-2010 per il mese di dicembre, mentre nelle Alpi orientali addirittura il 250-290%. Al Sud delle Alpi il mese di dicembre è stato invece particolarmente avaro di precipitazioni, con quantitativi che rappresentano solo il 20-50% della norma 1981‒2010.

Il mese di gennaio 2019 è stato caratterizzato da differenze molto marcate nella distribuzione delle precipitazioni. Al Sud delle Alpi le frequenti situazioni con favonio e di tempo stabile hanno fatto registrare nuovamente un deficit nelle precipitazioni. I quantitativi registrati rappresentano il 20-50% della norma, localmente addirittura meno del 10% rispetto alla norma 1981-2010. In Vallese e nella Svizzera orientale i quantitativi sono dell’ordine del 60-90%. A causa delle frequenti correnti umide da nord, nella Svizzera orientale gennaio è stato particolarmente ricco di precipitazioni con quantitativi che rappresentano il 140-230% della norma. Localmente si sono registrati accumuli molto importanti, come per esempio a Davos con il 280% rispetto alla norma. In molte regioni delle Alpi orientali il mese di gennaio viene classificato tra i primi dieci mesi di gennaio più ricchi di precipitazioni dall’inizio delle misurazioni.

Il mese di febbraio, caratterizzato da condizioni di stabilità persistenti, ha fatto registrate quantitativi di precipitazione sotto la norma mensile, in particolare al Nord delle Alpi e nelle Alpi stesse, con valori che rappresentano il 50-80% della norma 1981-2010. Il deficit idrico è risultato un po’ meno pronunciato sul versante sudalpino a seguito delle precipitazioni di inizio mese. Grazie ad esse il mese si è chiuso con quantitativi che rappresentano generalmente il 70-100% della norma, ma con punte che localmente hanno addirittura raggiunto il 150-180%.
 

Inverno soleggiato

Nell’inverno 2018/2019 la durata complessiva del soleggiamento è stata in linea con i valori normali 1981-2010 o superiore ad essi in tutta la Svizzera. Sul versante sudalpino e nelle regioni a nord delle Alpi si è misurato il 120 – 140 per cento del soleggiamento medio, mentre nelle Alpi il 100 – 110 per cento.

In dicembre a sud delle Alpi la durata complessiva del soleggiamento è stata compresa tra il 105 e il 120 per cento dei valori normali, localmente fino al 150 per cento. Nel resto della Svizzera ci si è fermati al 70 – 90 per cento della norma.

Il mese di gennaio è stato nuovamente molto soleggiato a sud delle Alpi con valori compresi tra il 110 e il 125 per cento della norma 1981-2010, mentre nella parte occidentale dell’Altopiano il soleggiamento complessivo ha raggiunto addirittura il 140 – 170 per cento della norma. Nel resto della Svizzera esso è stato compreso tra il 75 e il 120 per cento dei valori medi di riferimento.

In febbraio il soleggiamento è stato abbondante in tutta la Svizzera grazie alle persistenti condizioni di alta pressione che hanno caratterizzato il tempo della seconda metà del mese. Al Sud delle Alpi, in Vallese e nei Grigioni esso è stato compreso tra il 110 e il 130 per cento della norma 1981-2010, mentre nel resto della Svizzera tra il 130 e il 160 per cento, localmente anche del 170 – 180 per cento. A Basilea e a Ginevra il mese di febbraio è stato il più soleggiato dall’inizio delle misurazioni avvenuto più di 100 anni fa.

 

Il rapporto definitivo sull’inverno 2018/2019 sarà disponibile dall’11 marzo nella rubrica dedicata ai bollettini climatici del nostro sito.

 

Commenti (13)

  1. Giovanni, 2.03.2019, 19:46

    chiedo cortesemente allo staff se corrisponde al vero la voce che Trump starebbe organizzando una commissione scientifica per negare il climate change.
    inoltre mi piacerebbe che ci fosse qualche riferimento in merito a Greta Thunberg, che a 15 anni sciopera contro il climate change e viene chiamata a parlare al World Economic Forum.

    1. Team MeteoSvizzera di Locarno-Monti, 3.03.2019, 08:35

      Buongiorno,
      sulle attività di Trump possiamo solo affermare che anche noi abbiamo solo le informazione diramate dalla stampa, non ne sappiamo di più.
      Per quel che riguarda Greta Thuberg riteniamo il suo approccio complementare a quello istituzionale, che abbiamo noi, certamente molto apprezzato.
      Cordiali saluti e buona domenica
      Team MeteoSvizzera di Locarno-Monti

  2. mike, 2.03.2019, 08:59

    Quello che più preoccupa è che all'orizzonte non si vedono cambiamenti significativi nemmeno a lungo termine! Una situazione da incubo che rischia di provocare danni enormi e mai visti prima! Ma sì, chissenefrega, l'importante è avere tutto l'anno sole e temperature sahariane, vero? Tanta, troppa gente è su questa lunghezza d'onda, purtroppo!

    1. andreas, 2.03.2019, 11:23

      E che credi che mi piacciono queste temperature e che non piove mai?zero!non lo sopporto😖ma insomma lamentarsi di certo non farà arrivare la pioggia!l'unica è cercare di adattarsi.. x ora va così..

    2. Tiziano Tedoldi, 2.03.2019, 13:07

      Purtroppo è proprio come dici Mike !!!!
      Buona giornata a tutti !!!

    3. Sonia, 2.03.2019, 14:40

      Bravo! A tanti non interessa perché vorrebbero avere il clima di Ibiza qui. E’ invece estremamente grave e preoccupante è mi auguro che saremo presenti in tanti allo sciopero per il clima il 15 marzo a Bellinzona!

    4. Andrea 1, 2.03.2019, 16:38

      Non è una situazone da incubo, per quella dovete avere ancora un po’ di pazienza e verrete accontentati. La natura è in grado di sopportare ancora diverse giornate miti. Comunque da settimana prossima qualche cosa cambierà e se saremo fortunati vi saranno diverse giornate da pioggerellina di marzo che non risolverà la situazione da deficit idrico invernale, ma inumidirà progressivamente e beneficamente il terreno, permettendo allo stesso un maggiore assorbimento idrico. Abbondanti preciptazioni in questo momento potrebbero avere consegenze severe. Comunque vi auguro, per il giorno 15, una bella piovuta e che sia propiziatrice per un’anno meterologico equilibrato. Sciopero bagnato ....

    5. mike, 2.03.2019, 17:06

      @andreas, so' benissimo che non serve a nulla lamentarsi, ho solo fatto presente una situazione tutt'altro che normale e che potenzialmente potrebbe portare a conseguenze disastrose se questo andazzo non cambia al più presto. Tu dici "per ora va' così", ma non è "per ora" è da ormai troppo tempo (oltre 3 mesi) che non si vede qualcosa di serio ed importante, per noi, per la Natura e per il regno animale. Saluti.

    6. andreas, 2.03.2019, 18:45

      @mike ciao,non prenderla sul personale..lo so anche io che é da novembre che ormai siamo nella m.. era solo x dire che purtroppo con le nostre speranze non facciamo nulla..tutto lì..buona serata!!

    7. mike, 4.03.2019, 18:20

      @andreas, no problem, non l'ho assolutamente presa come qualcosa di personale. Comunque mi scuso se ti ho dato questa impressione.
      Buona serata anche a te.

    8. Giorgio, 5.03.2019, 17:19

      State tranquilli, per ora sono bastate poche folcloristiche immagini delle precoci fioriture per stuzzicare il romanticismo di molti e fare apparire gufi catastrofisti chi (come anche il sottoscritto) esprime un realistico scetticismo sulle dinamiche in atto: ne riparliamo fra pochi mesi, quando l'effimera bellezza dovrà vedersela con le torride sciabolate africane, di anno in anno più pervicaci, senza dimenticare che la natura possiede comunque capacità adattive sicuramente più efficaci di quelle umane.

  3. Damiano, 2.03.2019, 01:15

    Ottimo articolo come sempre. Ma in altre parole non c’è stato inverno... ed ora arriverà la solita primavera simil estate. Tristezza e preoccupazione.

    1. Giorgio, 5.03.2019, 17:29

      Esatto !