La neve resiste

17 febbraio 2019, 10 Commenti
Temi: Tempo

Dopo una settimana caratterizzata da una solida situazione anticiclonica con temperature primaverili in montagna, diamo un’occhiata al manto nevoso, visto che queste condizioni si manterranno ancora per diversi giorni.

Prima di inoltrarci sul ritmo con cui la neve fonde analizziamo da vicino i fattori che ne influenzano la fusione.
 

Visione ingrandita: Fig. 1: Pendio innevato in Val di Muggio, Alpe Bolla a 1000 m (Foto: Lorenza Gianoni).
Fig. 1: Pendio innevato in Val di Muggio, Alpe Bolla a 1000 m (Foto: Lorenza Gianoni).

1. La copertura nuvolosa
- Se presente durante la notte, essa limita notevolmente la perdita di energia della Terra per irraggiamento verso lo spazio, mantenendo una temperatura più elevata e limitando dunque fortemente il rigelo / raffreddamento notturno. Favorisce perciò la fusione.
- La presenza della nuvolosità durante il giorno è più ambigua: nuvolosità bassa e spessa limita il soleggiamento e dunque il rialzo delle temperature.. La nuvolosità densa in quota invece limita sì il soleggiamento, ma permette anche una parziale perdita di energia per irraggiamento. Essa limita in questo modo lo scioglimento della neve.
 

Visione ingrandita: Fig. 2: Situazione in Val di Blenio, vista da Leontica verso Olivone (Foto: Marco Gaia).
Fig. 2: Situazione in Val di Blenio, vista da Leontica verso Olivone (Foto: Marco Gaia).

2. Il tasso di umidità
- L’aria secca favorisce il rigelo notturno, favorisce la sublimazione, il passare cioè dallo stato solido – neve-  allo stato gassoso, praticamente senza lo stadio intermedio della fusione. Questo processo richiede molta più energia rispetto alla fusione ed è quindi molto meno efficiente. Se l’aria è umida, al contrario, in particolare con punto di rugiada positivo, si assisterà alla fusione  della neve.
 

Visione ingrandita: Fig. 3: Pendio più esposto al sole in Val di Muggio, Alpe Bolla a 1000 m (Foto: Lorenza Gianoni).
Fig. 3: Pendio più esposto al sole in Val di Muggio, Alpe Bolla a 1000 m (Foto: Lorenza Gianoni).

3. La temperatura
- In caso di rigelo notturno la temperature della neve sarà negativa . Si riscalderà in seguito progressivamente durante la giornata fino a raggiungere 0 °C circa, e solo dopo aver raggiunto questa temperatura la neve inizierà poi a sciogliersi. Fondendo la neve sottrae energia all’ambiente circostante, creando uno strato di aria fredda in prossimità del terreno e limitando così il rialzo delle temperature, dunque a sua volta anche lo scioglimento. Da notare comunque che una gran parte della radiazione solare è riflessa verso lo spazio prima di raggiungere il suolo quando la copertura nuvolosa è densa ed estesa.
Lo scioglimento della neve è accelerata ai bordi dove il terreno, l’erba o le rocce appaiono, poiché essi si riscaldano maggiormente. L’orientamento dei pendii gioca un ruolo molto importante ; quelli orientati verso sud o sudovest godranno di una radiazione incidente quasi perpendicolare, mentre i pendii orientati a nord o nordest, rimangono nell’ombra più a lungo beneficiando di un soleggiamento più debole o restando, ad dipendenza della stagione, anche completamente all’ombra.
 

Visione ingrandita: Fig. 4: Monte Tamaro e Monti di Vairano nel Gambarogno, pendii verso nord.
Fig. 4: Monte Tamaro e Monti di Vairano nel Gambarogno, pendii verso nord.

4. Il vento
Come descritto sopra, in assenza di vento si forma appena sopra il manto nevoso un sottile strato di aria fredda. Quando soffia il vento questo strato di aria più fredda sarà costantemente rimpiazzato da aria più calda, favorendo la fusione, premesso che la temperatura (più precisamente la temperatura psicrometrica) dell’aria sia sopra lo zero.


5. La pioggia
La pioggia spesso ha temperature positive e dunque è un elemento che favorisce lo scioglimento. Il suo effetto è tuttavia attenuato dal fatto che la temperatura dell’acqua si abbassa rapidamente al contatto con la neve. C’è quindi bisogno di piogge forti e continue, con temperature largamente positive per far fondere la neve in modo significativo. La pioggia favorisce però la fusione della neve in quanto accompagnata da nuvolosità compatta e talvolta anche da vento con temperature positive, elementi che favoriscono la fusione.

6. Il tipo di neve

Un manto nevoso bianco e puro rifletterà una grande parte dell’energia solare verso lo spazio, ciò che limiterà la fusione; al contrario un manto nevoso sporco e scuro assorbirà una paggior percentuale della radiazione solare rendendo più rapida la fusione. D’altra parte, più la neve è compatta  ghiacciata, più richiederà energia per fondere.
 

Riassunto. 

La fusione sarà importante con cieli nuvolosi,  un vento sostenuto, in una massa d’aria umida con punti di rugiada e temperature positivi; questo sarà accentuato in presenza di piogge intense.

Lo scioglimento della neve sarà al contrario piuttosto debole con un cielo ben velato da nubi ad alta quota in un’atmosfera secca e con calma di vento.
 

Commenti (10)

  1. A. Lombardi, 20.02.2019, 13:02

    Articolo interessante... A mio modo di vedere un parametro non trascurabile della "funzione schiglimento del manto nevoso" e' il tipo di neve. "Tipo di neve", non solo come descritto sopra (colore della neve che Influenza l'albedo, risp. presenza di ghiacco che muta la capacià calorica totale) ma anche la capacita' del manto nevoso di assimilare/ritenere l'acqua. La neve fresca ha la capacita' di assorbire fino al 30% ca. del suo peso, mentre neve "vecchia a grani grossolani" solo il 5% ca.. La consequenza é che solo dopo che la neve si e' "saturata" di acqua proveniente dalla neve degli strati superiori che si sono sciolti,l'acqua puo' iniziare a "diffondere" per gravita' verso il basso (in verita' non e' una diffusione ma un "gocciolare" - non ho trovato una definizione in italiano piu' appropriata) negli strati inferiori del manto nevoso e in questo modo alzare la temperatura della neve; verso il limite fisico dei 0°C. Per gli interessati, consiglio questo rapporto (un po' vecchietto ma a mio modo di vedere scientificamente "up-to-the-second") che avevo nella mia biblioteca e che ho trovato in Internet! https://naturalsciences.ch/uuid/d58c9507-3ddb-5eb4-b8e3-bb2b3dd873bc?r=20180809175703_1527106628_8e0b60d8-295c-5b4b-9186-fb94fa67772d. Cordiali saluti, Angelo L.

  2. Andrea 1”, 18.02.2019, 23:49

    Quanto da voi ben esposto viene inoltre influenzato anche dall’orografia che permette la formazione di veri e propri microclimi molto stabili. Vallette trasversali (est-ovest), circondate da alte e ripide montagne permettono un specie di autoinduzione del freddo riparando la zona da influenze “esterne”. Si può ipotizzare la val di Cama, dentro la quale il vento da nord fa fatica a scendere, creando quasi una specie di coperchio, imprigionandovi la massa d’aria presente. Anche la valle laterale all’alpe Giumello sottostà a questo fenomeno, infatti viene chiamata anche fregee.

  3. ll, 18.02.2019, 15:59

    Speriamo di non fare sci d'acqua a carnevale

  4. Dario, 18.02.2019, 13:39

    con aria secca il punto di rugiada è piu' basso anche con temperature sopra lo 0° la neve non sii scioglie.
    Dico bene?

    1. team MeteoSvizzera, 18.02.2019, 14:04

      La temperatura della neve, con umidità bassa, è inferiore a quella dell'aria, a causa dell'evaporazione. Più è bassa l'umidità e più è accentuata l'evaporazione. L'evaporazione sottrae calore e la temperatura della neve risulta anche di parecchi gradi inferiore. Se la temperatura della neve rimane sotto zero, il manto nevoso diminuisce a causa del passaggio diretto dallo stato solido a quello gassoso, per sublimazione.

  5. Adriano, 17.02.2019, 20:36

    Argomento molto interessante, specialmente per chi pratica attività sulla neve, sbaglio o anche la nebbia favorisce notevolmente la fusione della neve?

  6. nikita, 17.02.2019, 19:58

    Potrebbe trovare spazio nell'articolo l'angolo di incidenza dei raggi solari sul pendio?

  7. Mario, 17.02.2019, 19:31

    Sulle alture Comasche, a circa 470 m di quota, nell'ultima settimana di gennaio sono caduti, in tre occasioni, circa 35 cm di neve. Nelle aree ombreggiate un poco pendenti verso Nord questa neve si sta sciogliendo molto lentamente tanto che ad oggi si ritrovano ancora una quindicina di cm. Mi chiedo come sia possibile, in assenza di copertura nuvolosa, con temperature diurne vicine a 15° e minime notturne che non scendono sotto i 3°, che questa neve possa resistere così a lungo.
    Ringrazio per l'attenzione.

  8. Simone, 17.02.2019, 19:10

    Infatti a casa mia all'ombra e ombra parziale, si misura tutt'ora qualche cm di neve.😊

  9. Dario, 17.02.2019, 18:54

    Grazie per la solita e chiara lezione sulla metereologia.
    Praticamente però basta guardare le previsioni per i prossimi giorni e le relative temperature per cominciare a dire addio alla poca neve caduta quest'anno nelle nostre zone! Sobh....

    Saluti dalla Valtellina