Il calendario dell’avvento

11 dicembre 2019, 13 Commenti
Temi: Tempo

Care lettrici e cari lettori, benvenuti al calendario dell’Avvento di Meteosvizzera di quest’anno, che tratterà il tema “stazioni di misura”. Dalle stazioni di misura automatiche ai moderni radar meteorologici, dalle spiegazioni tecniche alle curiosità, che i nostri esperti hanno incontrato, presenteremo ogni giorno una diversa stazione di misura.

In estate la stazione SwissMetNet all'Ospizio del Grimsel (GRH) può essere comodamente raggiunta grazie alla strada del passo. In inverno, quando il passo è chiuso, le difficoltà sono ben maggiori. Se la stazione ha bisogno di manutenzione, l'incarico diventa un'avventura. Per una volta l'obiettivo è la via!

 

Alla ricerca della meta

 

 

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10.12.2019 – La regina segreta dell'aeroporto di Zurigo

Visione ingrandita: Stazione meteorologica di Meteosvizzera all'aeroporto di Zurigo
Stazione meteorologica di Meteosvizzera all'aeroporto di Zurigo

Nelle ore di punta un aeroplano dopo l'altro romba dalla stazione meteorologica di Meteosvizzera a Zurigo/Kloten (KLO) alla pista di decollo dell'aeroporto di Zurigo.

Affinché gli aeroplani possano decollare e atterrare in modo sicuro all'aeroporto, i piloti devono conoscere il più precisamente possibile il tempo in loco. Questo viene misurato con precisione e senza interruzione dalla stazione di misura automatica al suolo dell'aeroporto di Zurigo. Particolarmente importanti per l'aviazione sono ad esempio i valori del vento e le informazioni sulla visibilità. Gli osservatori al posto d'osservazione a nord dell'aeroporto valutano le condizioni meteorologiche, con particolare attenzione nelle situazioni di nebbia. Le misure degli strumenti di ultima generazione e le valutazioni fatte dagli osservatori sono presenti nei METAR.

Il Parlamento ha dato il mandato a Meteosvizzera di mettere a disposizione le informazioni meteorologiche e di dare un sostegno a tutti gli utenti dello spazio aereo svizzero. Per adempiere a questo compito i dati misurati vengono interpretati, e vengono emesse le più accurate previsioni del tempo locali. Oltre alle compagnie aeree, tra i principali utenti di Meteosvizzera nel campo delle previsioni del tempo per l'aviazione si contano gestori aeroportuali come Skyguide e le imprese di manutenzione del Tarmac: https://www.meteosvizzera.admin.ch/home/servizi-e-pubblicazioni/consulenza-e-servizi/meteorologia-per-l-aviazione.html.

09.12.2019 - La più vecchia e al tempo stesso più moderna stazione di misura

Visione ingrandita: Stazione di misura Aeroporto do Ginevra e posto di osservazione.
Stazione di misura Aeroporto do Ginevra e posto di osservazione.

Per quanto riguarda la stazione di misura di Ginevra (GVE) si riportano misurazioni sin dal 1753, e questo ne fa la più vecchia stazione della rete di misura climatologica di Meteosvizzera. A quel tempo la stazione era situata accanto all'osservatorio in riva al lago.

Dal 1950, la stazione di misura ufficiale di Ginevra è situata all'aeroporto di Cointrin, proprio accanto posto di osservazione di Meteosvizzera. Esattamente come per la stazione Zurigo/Kloten (KLO), anche la stazione Ginevra/Cointrin (GVE) invia informazioni meteorologiche per il funzionamento e la sicurezza dell'aeroporto. Accanto ai “normali” strumenti di misura, a partire dal settembre 2019, è in corso una campagna di misura della durata di un anno, con strumenti di telerilevamento all'avanguardia. Questo dopo che nel 2018 una simile campagna di misura era già stata condotta all'aeroporto di Zurigo/Kloten e in cui si poterono raccogliere preziose informazioni.

 

Visione ingrandita: Fig. 1: Strumenti installati per la campagna di misura all'aeroporto di Ginevra. La prima fila indica gli strumenti di misura attivi di telerilevamento, che emettono onde elettromagnetiche nell'atmosfera e ne misurano il segnale di ritorno. In seconda fila si trovano gli strumenti di misura passivi, che misurano l'irradiazione circostante senza emette radiazioni.
Fig. 1: Strumenti installati per la campagna di misura all'aeroporto di Ginevra. La prima fila indica gli strumenti di misura attivi di telerilevamento, che emettono onde elettromagnetiche nell'atmosfera e ne misurano il segnale di ritorno. In seconda fila si trovano gli strumenti di misura passivi, che misurano l'irradiazione circostante senza emette radiazioni.

I diversi strumenti mostrati nell'illustrazione servono a rilevare dati in tempo reale dell'altezza delle nuvole, della copertura del cielo, del vento e delle temperature a diverse quote. Queste informazioni sono molto importante per l'aviazione, poiché può esserci ad esempio una condizione di calma di vento al suolo e contemporaneamente forti venti in quota e viceversa. Per un decollo o un atterraggio sicuri queste informazioni sono indispensabili. La campagna di misurazione serve anche a monitorare la generazione automatica dei cosiddetti METAR (Meteorological Aerodrome Reports) utilizzando sensori moderni. Finora c'è ancora molto "lavoro manuale" dietro le quinte per le emissioni dei METAR.

 

8.12.2019 Radiosondaggi automatici grazie alla tecnologia più moderna

Visione ingrandita: Fig. 1: A sinistra il sistema per il rilascio automatico dei palloni sonda e a destra la sala dove si effettuano manualmente i lanci dei palloni sonda, per radiosondaggio specifici.
Fig. 1: A sinistra il sistema per il rilascio automatico dei palloni sonda e a destra la sala dove si effettuano manualmente i lanci dei palloni sonda, per radiosondaggio specifici.

MeteoSvizzera effettua da 70 anni a Payerne (PAY) misure di alta precisione con le radiosonde. Queste misure costituiscono una base importante per le previsioni del tempo e le analisi climatologiche. Esse consentono, ad esempio, di determinare condizioni meteorologiche instabili. Dal 2018 è utilizzato anche un sistema per il lancio automatico delle radiosonde. Questo video mostra come funzionano le misure automatiche.

La stazione aerologica di Payerne, fondata nel 1942, non solo ha una lunga tradizione di misure in atmosfera libera, ma negli ultimi anni è stata dotata di strumenti all'avanguardia. Gli strumenti di telerilevamento a terra completano quelle dei radiosondaggi e creano autonomamente profili di temperatura e umidità fino ad altezze elevate. Ad esempio, i profili di umidità, temperatura e concentrazione di aerosol sono generati utilizzando un LIDAR Raman. Sono utilizzati anche i celiometri, che permettono di misurare i profili nella porzione di troposfera che si estende tra 0,03 e 15 km. Sono utilizzati anche per fornire profili dell’altezza della base delle nuvole sia nella parte bassa che in quella più alta della troposfera. Oltre alla base delle nuvole il celiometro rileva anche le informazioni sulle proprietà ottiche degli aerosol.

La stazione aerologica di Payerne (PAY) fa parte anche della rete di riferimento mondiale dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale per le misure aerologiche  GRUAN (GCOS Reference Upper Air Network ).

Ulteriori informazioni:

Comunicato stampa per il lancio delle misurazioni automatiche
Blog: Dati importanti per le previsioni del tempo e le analisi climatiche
Radiosondaggi: Emagrammi, dati decodificati

 

07.12.2019 Braggio, misure manuali dal 1884

Visione ingrandita: Fig. 1: Il signor Silvano Bacchini vicino al pluviometro.
Fig. 1: Il signor Silvano Bacchini vicino al pluviometro.

Fra i vari pluviometri di MeteoSvizzera quello di Braggio è quello con l’accesso più inusuale. Nonostante sia situato in un luogo abitato, lo strumento è raggiungibile solo via teleferica, strada forestale o mulattiera. Situato a 1'323 m, su un soleggiato terrazzo sulla sinistra orografica della Valle Calanca, era un tempo noto per la produzione di kirsch. Si contavano infatti circa 250 piante di ciliegi selvatici che davano la materia prima per l’apprezzato distillato.
MeteoSvizzera misura le precipitazioni a Braggio dal 1884, grazie alla collaborazione di osservatori decisamente appassionati e fedeli. L’attuale osservatore, signor Silvano Bacchini, presente sulla foto, festeggerà l’anno prossimo i 50 anni di misure. Iniziò a collaborare con MeteoSvizzera nel lontano 1970. Ma anche i suoi predecessori operarono a lungo. Uno per 40 anni, uno per 24 anni e uno per 20 anni.
 

06.12.2019 - La serie di misure più lunga della regione alpina

Visione ingrandita: Fig.1: Le misure sul Gran San Bernardo attorno all’anno 1935 (a sinistra) e i moderni dispositivi automatici davanti ad una finestra dell'edificio principale (a destra). Siccome nel passato le misure meteorologiche erano manuali, lo sgombero della neve doveva essere fatto a mano. (Foto a sinistra: Max Kettel, foto a destra: Renate Auchmann)
Fig.1: Le misure sul Gran San Bernardo attorno all’anno 1935 (a sinistra) e i moderni dispositivi automatici davanti ad una finestra dell'edificio principale (a destra). Siccome nel passato le misure meteorologiche erano manuali, lo sgombero della neve doveva essere fatto a mano. (Foto a sinistra: Max Kettel, foto a destra: Renate Auchmann)

Nel 1817, su iniziativa di Marc-August Pictet, allora direttore dell'Osservatorio di Ginevra, furono effettuate misure meteorologiche presso l’Ospizio del Gran San Bernardo. L’allora Direttore aveva scoperto che, per comprendere le relazioni meteorologiche, erano necessarie anche misure negli strati più alti dell'atmosfera. Le condizioni estreme del luogo hanno posto sfide fin dall'inizio. Gli strumenti per la misura della temperatura, dell'umidità e delle precipitazioni dovevano essere installati davanti ai piani superiori dell'edificio dell'Ospizio, in modo da poter essere accessibili anche in caso di neve alta, visto che dovevano essere letti più volte al giorno.
Ai nostri giorni ci si deve premunire affinchè gli strumenti siano in grado di resistere alle tempeste più estreme: durante la tempesta "Vivian" del 27 febbraio 1990, è stato registrato, proprio sul Gran San Bernardo, il picco di raffiche più alto mai misurato in Svizzera: ben 268 km/h. Primati ed estremi climatici in Svizzera
 

Visione ingrandita: Fig. 2: Temperatura media annuale sul Passo del Gran San Bernardo dal 1818 al 2016. La media mobile su 20 anni è indicata dalla linea rossa.
Fig. 2: Temperatura media annuale sul Passo del Gran San Bernardo dal 1818 al 2016. La media mobile su 20 anni è indicata dalla linea rossa.

Nel 2017, è stato festeggiato il 200° anniversario della stazione di misura del Gran San Bernardo (GSB). Oltre a ciò l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) l’ha designata la prima Centennial Observing Station del mondo. Con questo riconoscimento, l'OMM desidera sottolineare l'importanza delle stazioni di misura importanti e di lunga data, che esistono da almeno 100 anni, sostenendo la loro salvaguardia e continuità anche in futuro. La seconda Centennial Observing Station svizzera è quella del Säntis, che presenteremo fra alcuni giorni in questo calendario dell'Avvento.

 

05.12.2019 – Effettuiamo misure meteorologiche anche all’interno del Parco nazionale svizzero

Appena sotto il Passo del Forno, situato nel Parco Nazionale Svizzero, non potete non scorgere la nostra stazione meteorologica di Buffalora, proprio lungo la strada del passo.

Qui si misurano spesso le temperature più basse della Svizzera. La ragione di ciò è la conformazione del terreno intorno alla stazione: l'Alp Buffalora forma un'ampia arena, dove si fondono i due torrenti Aua da Murtaröl e Ova dal Fuorn, che confluiscono nell'Inn. Appena sotto la stazione la valle si restringe e, in condizioni meteorologiche favorevoli, l'aria fredda che si è formata ristagna.

Per condizioni favorevoli in questo caso si intendono casi con calma di vento e assenza quasi totale di nuvole. Buffalora trae inoltre vantaggio dalla sua posizione interna alle Alpi, situata fra la Bassa Engadina e la Val Monastero. Siccome è protetta dalle alte montagne, le perturbazioni raggiungono Buffalora solo in forma indebolita. Le precipitazioni medie annuali sono di soli 793 mm, nonostante l'altitudine sia quasi 2000 m sul livello del mare. Buffalora è anche una delle stazioni meno ventose a questa quota.

Non sorprende quindi che nel periodo 1981-2010 si registrino in media 252 giorni di gelo (dunque giorni in cui la temperatura minima scende sotto gli zero gradi) all'anno, analogamente al numero di giorni di gelo registrato sul Weissfluhjoch o Piz Martegnas, che si trovano ad una quota di ben 700 m più alta.

Queste condizioni non sono tuttavia sufficienti per raggiungere la temperatura minima assoluta della rete delle stazioni di MeteoSvizzera. La Brévine detiene il record con -41,8 °C, misurato il 12.01.01.1987. Il 06.01.2019 Buffalora ha raggiunto "solo" -36,7 °C.

 

Condizioni meteorologiche estreme

Presso la più popolare meta turistica della Svizzera è situata la stazione meteorologica automatica più alta di MeteoSvizzera, posta a 3'500 metri sul livello del mare.
Spesso prevalgono condizioni atmosferiche estreme, gli apparecchi sono completamente congelati o innevati (vedi Fig. 3). È anche il luogo più freddo della Svizzera: la temperatura media annuale è di -7.2 °C, la più bassa registrata in Svizzera. Da non confondere con il luogo più freddo della Svizzera, dove è stata misurata la temperatura più bassa in termini assoluti. Maggiori informazioni su questa stazione le troverete fra alcuni giorni, sempre nel calendario dell'Avvento.

 

La polvere di Sahara sopra la Svizzera - osservazione dell'atmosfera in aria libera

La stazione di ricerca in alta montagna Jungfraujoch (JUN) è di particolare importanza per la ricerca sulla composizione atmosferica al di fuori dello strato limite inquinato, grazie alla sua posizione in alta montagna. È una delle 31 stazioni in tutto il mondo appartenente alla rete di rilevamento del Global Atmosphere Watch (GAW) dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM). In particolare si misurano in questa stazione la concentrazione dell’ozono, quella del CO2, quella degli aerosol, come pure l’intensità della radiazione atmosferica. In questo luogo MeteoSvizzera ha implementato operazionalmente un nuovo metodo in grado di rilevare la presenza di polvere del Sahara a risoluzione oraria. Ciò consentirà di studiare la frequenza degli eventi di trasporto di polvere del Sahara nelle Alpi. L'ultimo evento ha avuto luogo il 12 novembre 2019.

 

La stazione sullo Jungfraujoch fa anche parte della rete di osservazione manuale.

Visione ingrandita: Fig. 4: I cognugi Käser gestiscono la stazione della Jungfraujoch alternandosi ai coniugi Fischer (non nella foto).
Fig. 4: I cognugi Käser gestiscono la stazione della Jungfraujoch alternandosi ai coniugi Fischer (non nella foto).

La stazione sullo Jungfraujoch fa anche parte della rete di osservazione manuale. Cinque volte al giorno i coniugi Käser e Fischer, che si occupano delle osservazioni manuali, devono registrare alternativamente, con qualsiasi tipo di tempo, anche in caso di tempesta, la quantità e i tipi di nuvole, la visibilità, e altre osservazioni, e trasmetterle in seguito a MeteoSvizzera. La televisione svizzera SRF ha visitato la stazione alla Jungfraujoch nella primavera del 2019 e, tra le altre cose, ha incontrato i coniugi Käser accompagnandoli nel loro lavoro. È possibile visualizzare il filmato online qui.

Informazioni ulteriori:

 

03.12.2019 – Misura del polline sul Lago Lemano

Visione ingrandita: Stazione di misura dei pollini a Losanna.
Stazione di misura dei pollini a Losanna.

Con una vista spettacolare sul Lago Lemano, lo strumento del captapolline volumetrico per rilevare il polline troneggia su un tetto 50 metri sopra le strade di Losanna. Fa parte della rete di monitoraggio delle concentrazioni dei pollini di MeteoSvizzera.

In ognuna delle 14 stazioni si identificano e contano 48 diversi tipi di polline.

Ognuna delle 14 stazioni della rete pollinica è dotata di un captapolline che utilizza un metodo detto volumetrico. Con l’aiuto di una pompa, questo apparecchio aspira 10 litri di aria al minuto attraverso un piccola apertura di 14 x 2 mm. Dietro questa fessura è sistemato un tamburo ruotante sul quale è fissato un nastro di materiale sintetico ricoperto da un sottile strato di silicone. I pollini e tutte le altre particelle organiche e inorganiche aspirate dal flusso d’aria restano incollate sul nastro. Il tamburo è sostituito settimanalmente e inviato al laboratorio a Payerne. Qui il nastro è suddiviso in preparati giornalieri e, con l’aiuto del microscopio, i pollini sono identificati e contati. In seguito ne sono calcolate le concentrazioni per metro cubo d’aria. Sui preparati sono pure riconoscibili altre particelle organiche, come le spore dei funghi, oppure sostanze inorganiche come la polvere del Sahara o particelle di fuliggine.

Captapolline volumetrico

Misura automatica della concentrazione dei pollini

La rete di monitoraggio delle concentrazioni dei pollini di MeteoSvizzera usa attualmente il procedimento standard sopra descritto, con il quale le osservazioni dei pollini della settimana precedente possono essere rese disponibili ogni mercoledì. Tuttavia, questa norma non copre più le esigenze attuali degli utenti. Pertanto in futuro le concentrazioni di polline saranno misurate automaticamente con una nuova tecnologia laser. Essa apre nuove prospettive verso la trasmissione dei dati in tempo reale e di qualità superiore. La Svizzera si doterà così di strumenti di analisi e previsione esemplari a livello internazionale nel campo della misura delle concentrazioni del polline presente nell’aria.

A partire dal 2020 avrà luogo la fase di test e la successiva implementazione dei dispositivi selezionati. Per poter utilizzare al meglio i nuovi dati disponibili in tempo reale, ad esempio nelle nostre previsioni e in altri prodotti, è necessario innanzitutto adattare diversi prodotti. Il progetto di automazione dovrebbe essere completato entro la fine del 2022.

Rete pollinica della Svizzera  

 

 

2.12.2019 La stazione più a meridione della Svizzera

La stazione di Stabio (SBO) è la stazione più a sud di tutte le stazioni automatiche di MeteoSvizzera. Da quando è stata automatizzata nel 1981, si trova in quest'area a sud di Stabio, ai margini di una zona industriale. Poiché MeteoSvizzera costruisce di solito stazioni nelle zone abitate, la ricerca di un luogo adatto è a volte una grande sfida. L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) stabilisce regole chiare su come i servizi meteorologici nazionali devono installare le loro stazioni di misura e che qualità di misura debba essere raggiunta. Di norma si cercano luoghi in zone aperte, non circondati da costruzioni, vicino alla natura, che possano rimanere il più possibile inalterati a lungo termine. Una stazione di misura dovrebbe essere rappresentativa per il clima del luogo nel corso degli anni: la località scelta non dovrebbe essere influenzata negativamente da variazioni nei dintorni (costruzione di strade ed edifici, crescita di alberi, ecc.).

Per questo motivo MeteoSvizzera sottopone ogni cinque anni le stazioni di misura a una ispezione di certificazione esterna. La procedura di certificazione delle stazioni di misura pubblicata dall'OMM con il nome "METEO-Cert" viene applicata in Svizzera dall'Istituto di metrologia (METAS) su incarico di MeteoSvizzera.
Dall'introduzione di queste ispezioni è stato possibile, in caso di problemi durante le discussioni con i proprietari dei terreni adiacenti, individuare i bisogni concreti per poter agire in modo mirato commissionando provvedimenti diretti come per esempio la potatura dei cespugli. Ciò contribuisce a migliorare la qualità delle misure, come dimostra a titolo di esempio il caso di Stabio.

Il grafico sottostante mostra la durata giornaliera di soleggiamento della stazione di Stabio tra il 2011 e il 2019. La linea rossa indica la durata massima di soleggiamento possibile per questa località. Si vede come la durata del sole misurata diminuisca ogni inverno a partire circa dall'inverno 2012. Un'ispezione nel 2017 ha mostrato come il prato nella parcella adiacente sia stato invaso sempre più da cespugli che hanno gettato ombre sugli apparecchi.
 

Visione ingrandita: Fig. 1: L'effetto della crescita dei cespugli sulla misura della durata giornaliera del soleggiamento a Stabio tra il 2011 e il 2019.
Fig. 1: L'effetto della crescita dei cespugli sulla misura della durata giornaliera del soleggiamento a Stabio tra il 2011 e il 2019.

Una conversazione con il proprietario nel 2018 ha portato al taglio di questi arbusti a sud della stazione e al ripristino del prato originale. La foto seguente illustra bene il cambiamento. Si può anche notare comunque come ci siano ancora alberi a nord della stazione, il che significa che la durata massima possibile del soleggiamento non può essere misurata in estate (vedi grafico sopra). Questi alberi sono tuttavia protetti e non possono essere abbattuti.  La ricerca di un luogo per una stazione di misura è e rimane una sfida per la Svizzera densamente popolata!
 

Visione ingrandita: Fig. 2: La stazione di Stabio nel 2015 (sopra) e nel 2019 (sotto). Chiaramente visibile come i cespugli a sud della stazione gettassero ombre sugli strumenti e dovessero quindi essere rimossi.
Fig. 2: La stazione di Stabio nel 2015 (sopra) e nel 2019 (sotto). Chiaramente visibile come i cespugli a sud della stazione gettassero ombre sugli strumenti e dovessero quindi essere rimossi.

1.12.2019 - Una stazione di misura SwissMetNet ad alta quota con una splendida vista panoramica

Iniziamo con la stazione di misura sul Pilatus (PIL), che appartiene alla rete di misura automatica svizzera SwissMetNet. Negli anni Meteosvizzera ha costantemente ampliato e modernizzato la rete di stazioni di misura al suolo.

 

Attualmente SwissMetNet conta quasi 300 stazioni di misura automatiche: 160 stazioni meteorologiche, che registrano tutti i parametri meteorologici (temperatura, umidità e pressione atmosferica, radiazione globale, soleggiamento, precipitazioni, direzione e velocità del vento) a cui si aggiungono 130 stazioni di misura automatiche delle precipitazioni. Trovate i dettagli degli strumenti sul nostro sito web.

Queste stazioni forniscono ogni dieci minuti una moltitudine di dati attuali sul tempo e il clima in Svizzera. I dati vengono automaticamente comunicati alla banca dati di MeteoSvizzera, dove sono sottoposti a diversi controlli di qualità.

Potete trovare i dati di misura in tempo reale sul sito web di Meteosvizzera o sulla nostra app.

Guarda il video per saperne di più sulla rete di misura del futuro:

Commenti (13)

  1. angelo, 8.12.2019, 22:06

    Bravissimi

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  2. Marco, 8.12.2019, 08:30

    Buongiorno,
    Vedo che i coniugi Käser sono in età da prepensionamento... Mi potreste far sapere quando sarà libero il posto alla Jungfrau? Usate pure l'email che vi ho fornito ... Grazie, cordiali saluti. Buona domenica.

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  3. Chiara, 7.12.2019, 00:36

    È interessantissima questa presentazione delle stazioni di misura per il calendario dell'avvento. Grazie perché fate la vostra parte nel rendere la Scienza accessibile a tutti e la fate apprezzare nell'utilizzo quotidiano. È la strada migliore per guidare verso la conoscenza, sperando di aiutare tutti quelli che seguono ciarlatanate e guidarli verso l'umiltà e la bellezza intrinseca della realtà scientifica.

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  4. Giulia, 6.12.2019, 22:17

    Sempre molto interessante 🤔 ma difficile da ricordare tutto ciò che riportate. Esiste un sito dove si possono trovare queste infinite informazioni? Grazie

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  5. Mario Fatone, 4.12.2019, 20:16

    Devo dire che il calendario di f4ate indovino è quasi sempre azzeccato ,senza offesa x i vostri potenti mezzi. Cordiali saluti

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  6. Andrea 1, 3.12.2019, 07:05

    Buona l’idea di presentare gli “attrezzi del mestiere” e la loro ubicazione, carino il video. Ovvio anche il principio delle caratteristiche standard che queste devono rispettare per avere dei dati confrontabili. Presumo inoltre che queste stazioni vengano sottoposte a regolare manutenzione. Trovo strano che ci sono voluti 8 anni per accorgersi che i dati del soleggiamento della stazione di Stabio erano falsati. Presumo che nell’equipaggiamento del metereologo - manutentore ora vi sia pure un bel falcetto con relative istruzioni per l’uso 😊.
    speriamo che i “nuovi” dati di Stabio possano un pochino rialzare la media del soleggiamento, specialmente quella di novembre.
    Non vedo l’ora della presentazione delle stazioni d’alta quota. Quelle hanno a che fare con le condizioni più severe al mondo. Sono curioso. Buon avvento a tutti.

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    1. MeteoSvizzera, 6.12.2019, 09:39

      Buongiorno, riguardo a Stabio ecco il motivo del prolungarsi del problema: https://www.meteosvizzera.admin.ch/home/ricerca.subpage.html/it/data/blogs/2019/10/di-meglio-in-meglio

    2. curziimo, 7.12.2019, 18:13

      Buona sera , perché non è possibile cliccare direttamente sui link che date ?
      Vista la lunghezza sarebbe molto più pratico come metodo .
      Grazie e complimenti

  7. Carlo, 2.12.2019, 20:44

    Noi ortodossi festeggiamo il natale il 7 gennaio.

    http://temi.repubblica.it/metropoli-online/luned-7-gennaio-il-natale-ortodosso/

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    1. Giulia, 3.12.2019, 23:42

      L’idea del calendario dell’avvento è da considerare un divertimento senza entrare nei dettagli sulla data esatta perché per me non esiste un giorno preciso. Lo considero una bella fiaba pur rispettando le idee altrui 🙂

  8. Chiara, 2.12.2019, 10:00

    Bella idea, ci pensavo in questi giorni a quale poteva essere il tema a sorpresa del calendario di quest'anno. Complimenti agli operatori del video.

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  9. Gemma, 2.12.2019, 09:56

    Non comprendo. Che attinenza ha l'avvento con le stazioni di misura.
    Magari mi è sfuggito un significato diverso del termine ma Treccani mi pare preciso.

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    1. Roberto Tomasi, 2.12.2019, 18:50

      Può darsi che il 25 "nasca" una stazione meteorologica nuova e avveniristica :-)