2019: un anno molto caldo, con due ondate di caldo estivo

20 dicembre 2019, 10 Commenti
Temi: Clima

In Svizzera si è registrato il quinto anno più caldo dall’inizio della serie di misure nel 1864. Dieci dei dodici mesi dell’anno sono risultati più caldi della norma 1981−2010, tre di essi in modo eccezionale. L’estate 2019 è stata la terza più calda, l’autunno 2019 il sesto più caldo dall’inizio delle misure sistematiche. Solo il mese di gennaio e quello di maggio sono risultati più freddi della norma. Grazie ad un’estate particolarmente ricca di sole, sul versante nordalpino l’anno che sta concludendosi risulterà uno dei dieci anni più soleggiati da 100 anni fa, vale a dire da quando si misura il soleggiamento.

Panorama alpino in Alta Engadina, dal Piz Palü al Pizzo Bernina. Foto: Stephan Bader, 04.09.2019.
Panorama alpino in Alta Engadina, dal Piz Palü al Pizzo Bernina. Foto: Stephan Bader, 04.09.2019.

Panorama alpino in Alta Engadina, dal Piz Palü al Pizzo Bernina. Foto: Stephan Bader, 04.09.2019

 

Di nuovo un anno molto caldo

Sulla base die dati a nostra attuale disposizione la temperatura annuale su scala nazionale sarà di 6,5 °C, vale a dire il quinto valore più alto dal 1864, anno d’inizio delle misurazioni sistematiche. Tutti e cinque gli anni più caldi registrati in Svizzera sono avvenuti nell’ultimo decennio. Si tratta del 2011 con 6,6 °C, del 2014 con 6,5 °C, del 2015 con 6,6 °C e del 2018 con il valore record di 6,9 °C.

La temperatura annuale su scala nazionale dei cinque anni indicati è risultata essere di almeno 1°C superiore a quella degli anni più caldi precedenti il 1980. Un decennio così caldo è il secondo negli ultimi 30 anni, dopo quello che si verificò negli anni ’90 del secolo scorso. Fra il periodo di riferimento preindustriale 1871−1900 e il trentennio 1990−2019 la temperatura media in Svizzera è aumentata di circa 2 °C.

 

Inverno 2018/2019 molto mite al Sud delle Alpi

L’inverno 2018/2019 è stato nelle zone a bassa quota del versante sudalpino il secondo più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1864. La temperatura media invernale è stata fra dicembre e febbraio di 2°C superiore al valore normale 1981‒2010. Appena al di sotto dello scarto record di +2.2 °C misurato nell’inverno 2007. In particolare i mesi di gennaio e febbraio sono stati molto miti: a Lugano si è registrato, con quasi 2°C sopra la norma, il quarto gennaio più mite della serie di misura; mentre a Locarno-Monti, con quasi 3 °C sopra la norma il terzo febbraio più mite.

Il riscaldamento invernale dell’inverno 2018/2019 è da ricondurre, fra l’altro, a frequenti situazioni favoniche, con vento da nord fino a basse quote. Queste situazioni hanno avuto un impatto anche sulle precipitazioni, che sono risultate molto scarse. In alcune regione del versante sudalpino si è registrato solo il 30 – 40% delle precipitazioni normali.

In montagna un po’ caldo, un po’ freddo

Nelle altre regioni della Svizzera l’inverno 2018/2019 non è stato fra i dieci più caldi da quando misuriamo. In montagna si sono registrati importanti oscillazioni della temperatura. Ad un mite dicembre è seguito un gennaio che, al di sopra dei 1000 m di quota, è risultato essere uno dei mesi di gennaio più freddi da 30 anni a questa parte. In seguito le temperature in montagna sono salite al punto da far sì che il mese di febbraio è stato, a seconda delle località il secondo - quinto mese di febbraio dal 1864.

Molta neve nelle Alpi orientali

L’inverno 2018/2019 è stato caratterizzato da frequenti situazioni con correnti in quota da ovest. Esse hanno portato, escludendo il versante sudalpino, precipitazioni ben superiori ai normali valori per il periodo invernale. In particolare nelle Alpi orientali sono stati registrati accumuli complessivi di precipitazioni comprese fra il 170% e il 200% dei valori normali 1981 – 2010. Con conseguenti buone condizioni per la pratica degli sport invernali. A seguito delle abbondanti nevicate durante il mese di gennaio il pericolo valanghe è stato localmente forte e temporaneamente alcune vallate alpine sono rimaste isolate.

Inverno ricco di sole

L’inverno 2018/19 ha portato in tutta la Svizzera a un soleggiamento superiore alle medie di riferimento. Specialmente il mese di febbraio, grazie alle ripetute giornate soleggiate verificatesi nella seconda parte del mese. Per le stazioni di Basilea e di Ginevra il mese di febbraio 2019 è stato il mese di febbraio più soleggiato da quando sono iniziate le misure. Localmente a nord delle Alpi si è registrato il terzo – quinto inverno più soleggiato da 100 anni fa, vale a dire da quando si è iniziato a misurare il soleggiamento.

 

Temperature primaverili nella media

La temperatura media su scala nazionale della primavera 2019 è risultata attorno alla norma 1981‒2010. Se sul versante sudalpino lo scarto positivo è stato di circa 0.5 °C, nelle regioni di montagna si sono misurate temperature leggermente sotto i valori di riferimento. Come la temperatura, anche il soleggiamento è stato attorno alla norma 1981‒2010.

Un primavera localmente molto piovosa

La distribuzione delle precipitazioni durante la primavera è stata molto irregolare: se alcune zone hanno fatto registrare precipitazioni complessivamente sotto le medie di riferimento, in altre le precipitazioni sono state decisamente abbondanti. Ad esempio nelle Alpi centrali ed orientali sono state registrate precipitazioni comprese fra il 150% e il 200% della norma 1981 – 2010. Localmente alcune stazioni hanno fatto registrate la primavera più piovosa da inizio delle serie di misura. Sul Weissfluhjoch (a 2540 m, sopra Davos) i 577 mm hanno superato di quasi 100 mm il precedente record, risalente alla primavera del 1978. La serie di misura è iniziata sul Weissfluhjoch nel 1959.

Il mese di aprile è stato ricco di precipitazioni in particolare sul versante sudalpino, nei Grigioni, nelle Alpi centrali e nell’Alto Vallese, con valori compresi fra il 130% e il 200% della norma 1981 – 2010. In alcune località sono stati stabiliti nuovi primati per il mese di aprile, per quel che riguarda la somma complessiva della neve fresca.

L’estate inizia con un manto invernale

Le ripetute precipitazioni nevose e un mese di maggio inusualmente fresco hanno conservato in montagna lo spessore del manto nevoso a valori invernali. Al passaggio dalla primavera all’estate meteorologica (dunque a fine maggio / inizio giugno) sul Weissfluhjoch (a 2540 m) si misuravano ancora circa 2.7 m di neve, un nuovo primato per questo periodo dell’anno. L’intensità della radiazione solare, assieme alle temperature vieppiù estive, hanno fatto fondere la neve così che anche sul Weissfluhjoch il terreno divenne libero dalla neve nella prima decade di luglio, periodo questo sostanzialmente nella norma.

E via, un’altra estate molto calda

Negli ultimi decenni le estati sono state in Svizzera estremamente calde. E l’estate 2019 non ha fatto eccezione, risultato la terza più calda da quando sono iniziate le misure nel 1864. La temperatura media su scala nazionale è stata nel 2019 di 15.5 °C, risultando in questo modo vicina ai valori fatti segnare nel 2018, 2017 e 2015, tutti compresi fra 15.2 °C e 15.6 °C. Decisamente più calda è stata solo la torrida estate del 2003, quando la temperatura media su scala nazionale raggiunse i 16.9 °C. Fra il trentennio 1871 – 1900 (periodo di riferimento preindustriale) e il trentennio 1990−2019 la temperatura media estiva in Svizzera è salita di circa 2 °C.

Le elevate temperature sono culminate nei mesi di giugno e luglio. Il mese di giugno 2019 è stato, con una temperatura media su scala nazionale di 15.2 °C, il secondo mese di giugno più caldo dal 1864 (a pari merito con il 2017). Solo il mese di giugno 2003 fu più caldo, con 17.3 °C.

Al secondo giugno più caldo ha fatto seguito il sesto mese di luglio più caldo, con una temperatura media su scala nazionale di 16.2 °C. Un valore simile a quello fatto segnare dal mese di luglio 2018 e molto simile a quello del mese di luglio 1994. Solo i mesi di luglio del 2015, del 2006 e del 1983 furono più caldi, con valori compresi fra 17.4 °C e 17.8 °C.

Ondate di caldo più frequenti

Le elevate temperature di giugno e luglio hanno provocato due lunghe ondate di caldo, intendendo con ondata di caldo un periodo con temperature massime giornaliere consecutive di almeno 30°C). La prima ondata di caldo (quella di fine giugno) è durata sul versante nordalpino 7 – 8 giorni, su quello sudalpino fra 9 e 10. La seconda ondata di caldo (quella di fine luglio) è durata nelle regioni tedescofone della Svizzera 5 giorni, nelle regioni italofone 6 giorni e in quelle francofone da 7 a 8 giorni.

Periodi prolungati di canicola con temperature massime di almeno 30 °C, consecutivi per più giorni, sono diventate negli ultimi decenni sempre più frequenti in Svizzera. In particolare sul versante sudalpino. Periodi canicolari di nove o più giorni si sono verificati dopo il 2000 a Lugano ogni 4 – 5 anni. Prima del 2000 periodi simili erano molto meno frequenti.

 

Molto sole e precipitazioni nella norma

Elevate temperature estive e abbondante soleggiamento, vanno in genere di pari passo. La durata complessiva del soleggiamento ha raggiunto nell’estate 2019 valori generalmente superiori al 120% della norma 1981‒2010. In particolare il caldo mese di giugno è stato pure molto soleggiato, con valori che a nord delle Alpi sono arrivati fin verso il 150%, nelle Alpi fin verso il 180% e sul versante sudalpino fin verso al 130% della norma 1981−2010. In alcune regioni della Svizzera il mese di giugno 2019 è stato il mese di giugno più soleggiato da quando nel 1959 si iniziò a misurare questa grandezza. In particolare a Scuole (in Engadina bassa) il mese di giugno è stato il mese più soleggiato in assoluto.

A differenza dell’estate del 2018, estremamente secca, l’estate 2019 ha visto delle precipitazioni sostanzialmente vicine alla norma del periodo, con valori generalmente comprese fra l’80% e il 100% dei valori di riferimento. Solo in Vallese e in Ticino sono stati misurati valori compresi fra il 120% e il 140% della norma 1981 - 2010.

Un autunno molto mite

Dopo la terza estate più calda, la Svizzera ha registrato il sesto autunno più caldo dal 1864. La temperatura media su scala nazionale è stata di 7.1 °C, vale a dire 1.1 °C sopra la norma 1981−2010. Questo risultato è stato provocato in particolare dal mese di ottobre molto mite, che è risultato essere a livello nazionale, il quinto ottobre più caldo dal 1864. In alcune località del versante nordalpino, tipicamente interessate dal favonio, si è verificato l’ottobre più caldo dall’inizio delle misurazioni; in altre il secondo più caldo.

Ripetute precipitazioni autunnali al Sud delle Alpi

Se il mese di settembre è stato generalmente povero di precipitazioni in tutta la Svizzera, lo stesso non si può dire per il mese di ottobre. In particolare il versante sudalpino è stato toccato da ripetute precipitazioni a partire dalla metà di ottobre. In presenza di aria calda, il limite delle nevicate è risultato essere elevato, così che la maggior parte delle precipitazioni è caduta sotto forma di pioggia. Il Verbano e il Ceresio hanno reagito di conseguenza con un rapido innalzamento del livello di entrambi i laghi, che però non sono esondati. Anche in novembre le precipitazioni sul versante sudalpino sono state elevate. La somma complessiva sui tre mesi autunnali ha portato precipitazioni che sul versante sudalpino sono state circa il 150% dei valori normali, su quello nordalpino invece sono state attorno alla norma 1981 – 2010.

Un inizio dell’inverno con il botto sul versante sudalpino

Le ripetute precipitazioni e l’afflusso di aria fredda hanno portato importanti quantità di neve sulle montagne del versante sudalpino, con la neve che a tratti è caduta fino sul fondovalle delle vallate superiori. A Sils-Maria, stazione che detiene la serie della misura della neve più lunga sul versante sudalpino (si iniziò a misurare la neve nel 1864), si sono raggiunti complessivamente 220 cm di neve fresca durante il mese di novembre. Negli ultimi 100 anni la somma complessiva di neve fresca sull’arco del mese di novembre è sempre stata a Sils-Maria di almeno 40 cm inferiore a quella registrata nel 2019. Nel periodo antecedente il 1920 furono solo 3 i mesi di novembre con valori attorno ai 200 cm.

 

Verso metà dicembre alle medie quote dell’arco alpino l’innevamento era superiore alle medie pluriennali, tranne nei Grigioni e sulle regioni orientali del versante nordalpino, dove l’innevamento era attorno alle medie o leggermente al di sotto (fonte: WSL – Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF).

Bilancio dell’anno

La temperatura annuale nel 2019 è stata nella maggior parte delle regioni svizzere da 0.8 a 1.2 °C al di sopra della norma 1981–2010. In Engadina lo scarto positivo è stato comprese fra 0.5 e 0.7 °C, nel Ticino meridionale fra 1.3 e 1.4 °C sopra i valori normali. La temperatura media su scala nazionale è stata di 1.1 °C sopra la norma 1981 – 2010. Ciò fa del 2019 il quinto anno più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1864.  

Le precipitazioni sono state nel 2019 valori compresi generalmente fra l’80% e il 100% della norma 1981 – 2010. Localmente, ad esempio nella regione di Ginevra, nella Svizzera nordoccidentale, sull’Altopiano centrale e nella regione alpina fra le Alpi vallesane e quelle bernesi, le precipitazioni sono state inferiori all’80%. Mentre sulla parte orientale del versante nordalpino, come pure fra l’Alto Vallese e i Grigioni, passando per la regione del S. Gottardo e il Nord del Ticino, sono stati registrati valori compresi fra il 100% e il 120 % della norma.

La durata complessiva del soleggiamento nel 2019 è stata a nord delle Alpi compresa fra il 110% e il 120% della norma 1981 – 2010. Nelle Alpi e sul versante sudalpino si è registrato un valore compreso fra il 100% e il 110% della norma. A Ginevra e Basilea l’anno 2019 è stato uno dei 10 più soleggiati dall’inizio delle misure, che per questa grandezza è avvenuto più di 100 anni fa.

 

 

 

Ulteriori informazioni

Il rapporto definitivo per il 2019 sarà a disposizione da metà gennaio 2020 sotto la rubrica

Rapporti sul clima

 

Commenti (10)

  1. Bruno, 23.12.2019, 14:07

    Il riscaldamento globale è un dato di fatto.
    Considerando che noi europei siamo la zona del mondo dove si sono già fatti gli sforzi maggiori per decarbonizzare l'economia, e che tante economie emergenti (vedi Cina ed India) invece non danno attenzione al tema e hanno più che compensato con le loro maggiori emissioni gli sforzi fatti dalle nostre parti, direi anche che è una realtà in questo momento al di fuori del nostro potere di controllo.
    Questo suggerirebbe di concentrare d'ora in poi gli sforzi più sull'adattamento che sul contenimento di emissioni.
    Detto questo, tanti auguri di Buona Natale e Felice 2020.

    1. Giulia, 25.12.2019, 22:46

      Ottimo il suo pensiero. Spero si avveri e non venga declassato a “utopico “.

  2. Giulia, 23.12.2019, 07:50

    Il cambiamento climatico risale da molti anni. Adesso, finalmente, è stato portato alla luce ma è un fatto compiuto. Allarmismo si ma portiamo a conoscenza tutti i problemi

  3. Dario, 22.12.2019, 22:12

    Ma come mai prendete come riferimento la norma 1981‒2010 che è già pesantemente alterata dal global warming? Ad esempio quando dite che la primavera è stata nella norma secondo me è fuorviante, visto che in realtà è stata sopra la norma precedente.

    1. team MeteoSvizzera, 23.12.2019, 07:53

      Dipende dall'uso che se ne fa. Noi facciamo previsioni del tempo e climatologia locale. Per prevedere il tempo serve sapere come un periodo si rapporta con il tempo che fa… adesso. Tenete conto che i nostri rapporti sul clima si riferiscono al "nostro" clima attuale. Quando invece si parla di mutamenti climatici bisogna rapportarsi al clima che ha fatto su tempi molto lunghi e in tutto il mondo.

  4. edga, 21.12.2019, 11:57

    al di la' della fine del mondo prossima ventura-l'apocalisse dice che sara' il caldo e il fuoco- e il rimbecllimento dele persone che la sta' precedendo (sempre più caldo= sempre più sottocultura dilagante), adesso aspettiamoci le solite ,da decenni, giornare di bel tempo quando è festa; sole da natale fino all'epifania, poi pioverà dal 7 gennaio.
    auguro lo stesso un felice periodo per chi aspetta queste feste, e a tutto il vs. staff.

  5. Giovanni, 20.12.2019, 20:56

    Bellissima foto di uno stupendo posto nei pressi di Muottas Muragl e ottimo rapporto che certifica ulteriormente i cambiamenti climatici (ma basterebbe osservare lo svuotamento del bacino glaciale di Morteratsch nella foto, che dopo aver perso il copioso affluente di Pers, si avvia tristemente ad un feroce dimagrimento).

  6. Moreno, 20.12.2019, 17:31

    Purtroppo il cambiamento climatico appare marciare molto più velocemente di quanto la società se ne stia accorgendo

  7. Maurizio, 20.12.2019, 12:24

    Bilancio eloquente

  8. Michela, 20.12.2019, 10:20

    Legittimo avere preoccupazioni e timori, a fine anno si fa un bilancio che porterebbe ad essere poco ottimisti. Anche quello che possiamo fare per invertire la rotta sembra Davide contro Golia, vale ancora (?) l'impegno di tutti i giorni, nella vita concreta. Cosa ne pensate, carissimi di Meteo Svizzera, ancora possiamo individualmente contribuire ad invertire la rotta? Grazie per il vostro lavoro e Auguri di salute e serenità.