Ottobre molto mite e ricco di precipitazioni

30 ottobre 2019, 6 Commenti
Temi: Clima

Su scala nazionale la Svizzera ha registrato il quinto mese di ottobre più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Per alcune vallate nordalpine interessate dal favonio il mese è stato addirittura il più caldo o il secondo più caldo mai misurato. In tutta la Svizzera ottobre è stato ricco di precipitazioni; i quantitativi maggiori sono caduti sul versante sudalpino, facendo salire in modo significativo il livello del Verbano.

Tempo splendido nella Klöntal. Foto: Daniel Gerstgrasser, 14 ottobre 2019.
Tempo splendido nella Klöntal. Foto: Daniel Gerstgrasser, 14 ottobre 2019.

Spesso estremamente mite

Ottobre è stato il quinto mese consecutivo più caldo della media. Con una temperatura media su scala nazionale di 8.5 gradi, il mese è stato di 2 gradi più caldo della norma 1981-2010 ed è risultato il quinto più caldo dall’inizio delle misure nel 1864 (figura 1).

In più di 100 anni, una temperatura media su scala nazionale di 8 gradi si è verificata nel mese di ottobre solo raramente. Negli ultimi 30 anni circa, tuttavia, medie mensili pari o superiori a tale valore si sono ripresentate ogni paio di anni. La frequenza di mesi di ottobre molto miti è in linea con il riscaldamento globale: dal periodo preindustriale 1871-1900 la temperatura mensile svizzera del mese di ottobre è salita di 2.3 gradi, passando da 4.4 a 6.7 gradi (figura 1).

Visione ingrandita: Figura 1: temperatura media su scala nazionale del mese di ottobre dall’inizio delle misure nel 1864. Il 2019 ha registrato un valore di 8.5 gradi. La linea verde tratteggiata rappresenta la media 1981-2010 pari a 6.5 gradi. Le linee rosse mostrano le medie trentennali del periodo preindustriale 1871-1900 e del periodo 1990-2019.
Figura 1: temperatura media su scala nazionale del mese di ottobre dall’inizio delle misure nel 1864. Il 2019 ha registrato un valore di 8.5 gradi. La linea verde tratteggiata rappresenta la media 1981-2010 pari a 6.5 gradi. Le linee rosse mostrano le medie trentennali del periodo preindustriale 1871-1900 e del periodo 1990-2019.

Per alcune vallate nordalpine interessate dal favonio il mese di ottobre è stato estremamente mite. Ad esempio a Zermatt a 1438 m è stata misurata una temperatura media mensile di 8.3 gradi, la più alta (per ottobre) dall’inizio delle misure nel 1864. Solamente l’ottobre 2001 aveva fatto registrare una temperatura mensile di poco superiore a 8 gradi. Per Meiringen si è invece trattato del secondo mese di ottobre più caldo dall’inizio delle misure nel 1889 con 11.3 gradi, lo stesso valore registrato nell’ottobre 2001. Per questa località il mese di ottobre 2006 è stato il più caldo con 11.5 gradi.

Variabile e fresco al nord, spesso soleggiato al sud.

A nord delle Alpi e nelle Alpi i primi dieci giorni del mese di ottobre sono stati caratterizzati da un tempo variabile e fresco. Le frequenti perturbazioni da nordovest e da nord hanno portato precipitazioni abbondanti. Il giorno 2 il limite delle nevicate è sceso in montagna localmente fino a 1300 metri, mentre il giorno 3 la temperatura media giornaliera alle alte quote è stata fino a 7 gradi inferiore alla norma 1981-2010. Il tempo è stato generalmente soleggiato solamente i giorni 1 e 3 ottobre.

A sud delle Alpi, invece, il tempo è risultato spesso soleggiato grazie a condizioni favoniche. Giornate particolarmente soleggiate sono state il 2, il 3, il 7 e il 10 ottobre. Abbastanza soleggiati sono stati anche il 4, 5 e l’8 del mese. Nei rimanenti giorni il tempo è stato invece più grigio con alcune precipitazioni.

Una prima Altweibersommer…

Tra l’11 e il 17 ottobre una zona di alta pressione sull’Europa centrale e sudorientale ha interessato anche la Svizzera causando tempo molto soleggiato. Il giorno 13 a nord delle Alpi e in Vallese sono stati raggiunti in modo diffuso 22-23 gradi e nella Svizzera nordoccidentale grazie all’effetto favonico addirittura 25-26 gradi. A Delémont è stata misurata una temperatura massima di 26.2 gradi, la più alta mai misurata nella seconda decade di ottobre dall’inizio delle misure nel 1959. A Basilea, invece, il valore misurato di 25.6 gradi corrisponde al terzo più elevato per la seconda decade di ottobre dall’inizio delle misure nel 1897.

Anche a sud delle Alpi il giorno 13 è stato il più caldo di questa serie di giornate soleggiate, ma le temperature massime non hanno superato i 20 gradi. Per il versante sudalpino i record di temperatura risalgono all’ottobre 2011 con 27-29 gradi.

Il periodo di tempo soleggiato e caldo coincide quasi perfettamente con un periodo ricco di sole e mite autunnale, che nelle regioni ad influenza tedesca prende il nome di “Altweibersommer”. L’analisi per Davos indica che la frequenza di situazioni con tempo soleggiato nei mesi di settembre e ottobre è particolarmente elevata per le giornate comprese tra il 12 e il 17 ottobre. Il grafico seguente mostra il periodo stabile di quest’anno mediante colonne più scure. In quest’analisi una giornata è stata considerata soleggiata se è stato raggiunto almeno l’80 per cento del soleggiamento massimo possibile.

Per quest’analisi è stato scelto Davos poiché le giornate soleggiate dell’estate di San Martino risaltano in modo particolare in montagna non essendoci problemi di nebbia alta e anche perché questa stazione presenta una serie di misura del soleggiamento giornaliero particolarmente lunga.

Maggiori informazioni sull’Altweibersommer.

Favonio al nord, precipitazioni abbondanti al sud

Il periodo di tempo soleggiato è terminato il 15 ottobre con una situazione di forte favonio a nord delle Alpi e col passaggio di un fronte freddo. A nord delle Alpi la notte tra il 14 e il 15 ottobre è stata molto mite con temperature comprese tra 18 e 23 gradi e le raffiche di favonio più forti hanno raggiunto i 90-100 km/h. Il giorno 15 è stato caratterizzato da tempo grigio e piovoso, sulla Svizzera occidentale già dal mattino, nel resto del paese da metà giornata.

Il Sud delle Alpi è stato invece interessato dalla nuvolosità già dal giorno 14, mentre la mattina del giorno 15 sono iniziate le prime precipitazioni forti, accompagnate in serata anche da temporali. Soprattutto sul Ticino occidentale sono caduti anche più di 70 mm di pioggia, localmente fino a 90-110 mm.

Tra il 18 e il 24 ottobre correnti da sud e da sudovest hanno interessato la Svizzera con favonio frequente al nord e molte piogge al sud delle Alpi. Sul Ticino nordoccidentale dal 18 al 21 ottobre sono caduti 200 mm di pioggia, localmente fin quasi 400. Il limite delle nevicate è rimasto sempre a circa 3000 metri, una quota molto alta per il periodo. Come conseguenza il livello del Lago Maggiore è salito in modo significativo, ma il lago non è tuttavia esondato.

Il favonio causa temperature estreme

Dopo un temporaneo indebolimento il giorno 22, il 23 ottobre il favonio ha causato in alcune vallate nordalpine temperature estreme. Le temperature medie giornaliere sono salite a livello locale fino a 11-13 gradi sopra la norma 1981-2010. Ad esempio la stazione di Engelberg ha registrato con 18.2 gradi la seconda temperatura media giornaliera per il mese di ottobre più alta dall’inizio delle misure nel 1864, mentre i 25.5 gradi di Meiringen corrispondono, sempre per ottobre, alla temperatura massima più elevata della serie omogenea iniziata nel 1959.

A sud delle Alpi il giorno 23 ottobre è stato abbastanza soleggiato grazie ad una tendenza favonica e le temperature massime hanno raggiunto i 19-21 gradi. Il giorno successivo si sono invece verificate ulteriori precipitazioni e le temperature non hanno superato i 14-16 gradi, mentre nelle vallate nordalpine interessate ancora dal favonio sono stati raggiunti 22-24 gradi.

E una seconda Altweibersommer…

Dal 25 al 27 ottobre una vasta alta pressione ha interessato l’Europa centrale e meridionale e il tempo sulla Svizzera è stato soleggiato e mite. A nord delle Alpi si sono formati alcuni banchi di nebbia mattutini e le temperature massime hanno raggiunto su entrambi i versanti delle Alpi i 20 gradi, sul Ticino meridionale perfino 22 gradi.

Il tempo stabile autunnale della fine di ottobre corrisponde bene allo sviluppo recente dell’Alpenweibersommer. L’analisi summenzionata, infatti, mostra che a partire dal 1981 la frequenza più elevata di giornate soleggiate si verifica tra il 25 e il 27 ottobre. Il periodo caldo e soleggiato di metà ottobre, quindi, tende a spostarsi verso la fine del mese.

Cambiamento del tempo marcato

Dopo un fine settimana molto soleggiato, il 28 ottobre la Svizzera è stata interessata da tempo grigio e piovoso. Aria più fredda da nordovest ha raggiunto infatti il nostro Paese, facendo calare il limite delle nevicate a livello locale fin verso i 2500 metri. A sud delle Alpi la giornata è stata dapprima in parte soleggiata e le temperature hanno raggiunto ancora i 20 gradi, ma dalla sera si sono presentate alcune precipitazioni.

Ottobre ricco di precipitazioni

Dopo un mese di settembre caratterizzato da precipitazioni inferiori alle medie, il mese di ottobre è stato invece ricco di piogge. A sud delle Alpi le precipitazioni sono state per molte località il 150 % o più della norma 1981-2010 e a livello locale è piovuto addirittura più del 200 % della norma 1981 – 2010. Nel resto della Svizzera è piovuto il 120-150 % della norma (stato del 29 ottobre).

Visione ingrandita: Fig. 4: un faggio autunnale colorito a Wisenberg (BL). Attorno al 20 ottobre vi erano ancora molti faggi con le foglie verdi. Foto: Regula Gehrig.
Fig. 4: un faggio autunnale colorito a Wisenberg (BL). Attorno al 20 ottobre vi erano ancora molti faggi con le foglie verdi. Foto: Regula Gehrig.

La colorazione autunnale delle foglie procede lentamente

Quest’anno i boschi sono rimasti verdi per molto tempo e la colorazione delle foglie è iniziata più tardi del normale. Il numero di segnalazioni della colorazione delle foglie è aumentato solo a partire dalla metà di ottobre. Per il faggio la colorazione delle foglie è stata osservata a partire dal 10 ottobre per le quote alte e a partire dal 13 ottobre alle quote basse. In media, la colorazione delle foglie del faggio è avvenuta 4 giorni dopo la media del periodo 1981-2010. Nell'anno in corso non ci sono quasi state osservazioni nelle classi "precoce” o “molto precoce", che invece erano frequenti l’anno scorso a causa della siccità. Anche la betulla (+2 giorni), il sorbo (+3 giorni) e l'acero montano (+4 giorni) hanno mostrato una colorazione delle foglie più tardiva rispetto alla norma del periodo 1996-2018.

Le foglie del tiglio invernale e del tiglio estivo, per i quali però sono disponibili solo relativamente poche osservazioni, hanno cambiato colore fino ad oggi in linea con la norma. Solo le foglie dell'ippocastano si sono scolorite in media 4 giorni prima del normale, a partire dall'ultima settimana di settembre. Una ragione di ciò risiede nel fatto che le loro foglie diventano brune presto a causa della tarma del minatore e la differenza rispetto alla colorazione normale si nota difficilmente.

I larici si sono scoloriti nelle stazioni engadinesi tra il 10 e il 21 ottobre, cioè in un periodo da normale a molto tardivo. La causa dello scolorimento tardivo delle foglie risiede nelle alte temperature di settembre e ottobre. Anche se la colorazione delle foglie è controllata dalla durata decrescente delle giornate, le alte temperature durante questi mesi possono ritardarla. In ottobre ci sono state solo poche notti fresche, che sono necessarie, assieme all’abbondante soleggiamento, per far sì che i colori delle foglie brillino intensamente. Almeno sull’Altopiano quest'anno sono mancati i colori autunnali molto intensi.

Il rapporto definitivo sul clima di ottobre 2019 sarà disponibile dall’11 novembre al link:

https://www.meteosvizzera.admin.ch/home/clima/il-clima-della-svizzera/rapporti-sul-clima.html

Commenti (6)

  1. Andrea 1, 2.11.2019, 08:30

    La nebbia algl’irti colli piovviginando sale ... non era una poesia dedicata al mese di luglio. Molte volte in passato, anche recente, autunno faceva rima con molta, troppa acqua e anche qualche nevicata precoce fin verso inusuali quote inoltre ricordo più di una catastrofica esondazione del Verbano, ma anche del Ceresio. Il Po invece veniva raccontato da Guareschi in Don Camillo. Si, il clima sta evolvendo e la natura si sta adattando, solo l’uomo continua nei suoi isterismi, in tutti i sensi.

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  2. mike, 1.11.2019, 17:52

    @Giorgio, ricambio con piacere il saluto "fraterno"! Temo che ne dovremo vedere sicuramente delle belle, anzi, delle "brutte"....
    Nonostante tutto, ti auguro buona vita e un grande...spirito di sopportazione ed adattamento agli stravolgimenti meteo degli ultimi anni!

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    1. Giorgio, 4.11.2019, 10:32

      Certo @mike, oggi peraltro qui a Torino ha fatto capolino un barlume di sole, e comunque non credo si riuscirà a godere più di tanto dei colori splendidi che solitamente l'autunno ci regala(va) (tipo quelli della foto in apertura dell'articolo), e che in genere per un paio di mesi monopolizzavano le attenzioni e gli obiettivi dei nostri apparecchi fotografici: ho la sensazione che presto ci verranno celate da qualche nevicata/bufera precoce …
      Le mie ormai 72 "primavere" mi hanno reso spettatore (ahimè) e non più partecipe attivo, ma se non altro per quanto riguarda la "sopportazione" dovrei essere ormai "vaccinato", forse …

  3. mike, 30.10.2019, 22:18

    Confrontando il clima di 30 e oltre anni fa', è lampante l'impressionante differenza di temperatura rispetto ad oggi. Ricordo molto bene che, in particolare nel periodo che ci apprestiamo a vivere (festività di ognissanti), le brinate erano la normalità già da alcune settimane e le piogge, benefiche e ben "dosate" erano la regola assieme alle nebbioline autunnali che avevano pure il loro fascino. Oggi è tutto cambiato, e ottobre sta' diventando un mese estivo… acquisito così come sempre più spesso accade anche per il mese di maggio. Dobbiamo prenderne atto.

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    1. Bruno, 31.10.2019, 09:58

      Tutti ci ricordiamo che ai primi di novembre capitavano già delle brinate, però in questo articolo si parla di ottobre e non di novembre, e poi non è che tutti gli anni c'erano brinate a novembre, altrimenti la media delle temperature minime di novembre sarebbe intorno allo 0, mentre è significativamente più alta.
      Chiunque abbia un po' di memoria meteorologica percepisce una situazione diversa oggi rispetto a 30 anni fa, tuttavia la memoria ha dei suoi meccanismi che possono anche fuorviare: tutti ci ricordiamo più a lungo dei fenomeni che ai tempi ci hanno colpito e non di quelli che erano quotidiani. In questo senso, se ci ricordiamo di brinate a novembre, è perchè quando sono avvenute è stato un fatto "strano" e quindi ce lo ricordiamo. Non ci ricordiamo di una qualunque mattina di novembre del 198x con minima +8°C.

    2. Giorgio, 31.10.2019, 22:59

      @mike, non sai quanto faccia piacere condividere una identità di sensazioni, di evidenze meteo/atmosferiche, particolarmente oggi dove spesso, anche su questo blog, ognuno "interpreta" realtà oggettive con fantasìe e soggettività condite con improbabili ricordi.
      Condivisione piena e un saluto "fraterno" ...